Re: Ciao, . . . . .mia bella.

Homepage Forum Alpi Apuane Escursioni e itinerari Apuani Ciao, . . . . .mia bella. Re: Ciao, . . . . .mia bella.

#2076
Anonimo
Ospite

Ultima cosa: nel giugno 2005 ci fu una manifestazione alla Focolaccia, non so se alcuni di voi c’erano.
Mi ricordo che tornai a casa sconsolato: c’erano i carabinieri e si arriv? vicini allo scontro (io no per carit?) con gli abitanti di Gorfigliano che nel frattempo erano saliti al Passo.

Sembrava di assistere ad un dialogo tra sordi, perch? non riuscimmo a comunicare che le Apuane potrebbero davvero essere una risorsa economica (turismo) anche per loro, perch? non esistono oggi alternative serie al marmo, perch? c’? una cultura millenaria del marmo che ? insita nelle nostre motagne.

Io penso che anche in questo caso, ahim?, sar? il mercato a decidere quando dovr? cessare la distruzione delle Apuane.
———————————————————
Alla manifestazione seguirono molte polemiche, e pochi giorni dopo sui giornali l’allora Presidente del Parco Nardini scrisse questa lettera ai lavoratori del marmo.

Lettera aperta di Giuseppe Nardini, Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane ai lavoratori del marmo

Cari lavoratori del marmo,

non ? il parco il vostro nemico, prova ne ? il fatto che, ad oggi, in Apuane si scava ovunque e che le cave in area parco ( il 20% del totale), sono in possesso delle autorizzazioni necessarie. Anche alle Cervaiole si scava e, prima che alcuni sindacalisti iniziassero una campagna stampa contro di noi, era stato concordato con l?azienda un nuovo piano di coltivazione per permettere all?azienda ed a voi di continuare a lavorare. Non un piano alternativo a quello a cui l?azienda punta, ma un piano che avrebbe permesso di andare avanti a tutte le parti in causa, compreso al parco che da anni ? alla ricerca di regole certe e concordate nell?area posta sotto la sua tutela dettate dal piano del parco un importante strumento di programmazione che ancora non si riesce ad adottare.

Forse non tutti sanno che questo piano, pagato con soldi pubblici, ? pronto dal 2000 e che nel 2003, esattamente il 24 maggio, la comunit? di parco ha dato il proprio parere favorevole. Comunit? di parco che tuttavia non rilascia, n? il parere sul regolamento, n? quello sull?intesa per le aree contigue, impedendo di fatto l?adozione del piano stesso, che permetterebbe immediatamente dopo di dare l?avvio al piano di sviluppo economico e sociale anche questo uno strumento pronto da anni, magari da rivedere alla luce delle nuove esigenze, ma sul quale comunque noi del parco puntiamo per dare nuove opportunit? a questo territorio.

Nonostante i nostri ripetuti solleciti per andare avanti con l’adozione del piano del parco e permettere cos? la formulazione di eventuali osservazioni anche da parte della regione, oggi tutto ? bloccato. I motivi ufficiali di questo blocco sono a noi ufficialmente sconosciuti, trattandosi di dare un parere su un regolamento largamente condiviso e di un intesa sulle aree contigue con le province che dovrebbe riguardare alcuni aspetti marginali del piano relativi a caccia e pesca (il numero dei capi giornalieri da abbattere o da pescare ).

Ma torniamo alla questione marmo. Scaricare su di noi l?eventualit? di licenziamenti ? inaccettabile alla luce di quanto succede nell’invidiato distretto industriale di Carrara dove il parco non d? nessun parere perch? l? le cave sono fuori dal parco.

E? di pochi giorni fa la notizia che cento piccole imprese ridotte al collasso hanno scritto a istituzioni e sindacati, chiedendo aiuto per poter lavorare il marmo in loco, ritenendo che il monopolio di pochi sulla escavazione sia la causa del problema.

Anche l? c?? un continuo ricorso alla cassa integrazione che interessa perfino chi produce macchinari dal marmo. Perch? allora l?attacco e la pressione su di noi?

Non vogliamo essere il capro espiatorio delle incapacit? altrui. L?abbiamo detto e lo ribadiamo, il parco deve essere il soggetto attivo per poterci incamminare anche lungo la strada di un diverso sviluppo di questo territorio, questo nonostante risorse limitate che ci vengono messe a disposizione.

Si ? di recente formata l?associazione rifugisti delle Apuane, famiglie che vivono e lavorano a cui noi contribuiamo alla possibilit? di avere un reddito. Non pu? essere dimenticato tutto il lavoro che abbiamo svolto e che svolgiamo, insieme alle imprese e alle associazioni (Legambiente, Slow Food), sulla valorizzazione dei prodotti tipici. Grazie a questo, migliaia di persone percorrono il nostro territorio, si fermano a mangiare e ad acquistare e contribuiscono a fornire reddito. A tutto questo, lo possiamo dire con orgoglio e soddisfazione, noi abbiamo contribuito.

Rispetto al nostro sistema carsico (le grotte turistiche), lo stesso antro del Corchia pur tra mille difficolt? ed incomprensioni ? l? a testimonianza di un nuovo modello di sviluppo che avanza.

Sul territorio, poi, se andiamo a vedere le importanti manifestazioni che sponsorizziamo possiamo dire che si ? chiuso da pochi giorni il solstizio d?estate con risultati positivi in termini di presenze; si ? aperto (il 17 luglio) a Levigliani amor-marmoris, una mostra d?arte con sculture che si lega e si fonde con il vostro lavoro. A Careggine in agosto, in collaborazione con la provincia (Ponti nel tempo) si svolger? la festa delle Apuane anche l? contiamo di fare arrivare gente. Nei paesi alcune botteghe, sintomo di umana presenza, riaprono. Tutto questo non conta? Siamo solo portatori di vincoli e di problemi perch? abbiamo focalizzato l?attenzione sull?intangibilit? delle vette dei monti?

Avevamo pensato anche ad un progetto che vi coinvolgesse e al quale la propriet? della ditta ci era sembrata interessata, ma poi lo abbiamo visto minimizzare e marginalizzare dal sindacato ed amministratori. Una ?pinacoteca?, ha detto un sindacalista e addirittura una "speculazione edilizia" lo ha definito un amministratore; ed allora quale ? la nostra idea la vogliamo spiegare.

Proprio perch? pensiamo di valorizzare il vostro lavoro in positivo abbiamo pensato di attribuire alle strade che portano a tre fiumi, quella proveniente dalla Garfagnana, quella proveniente da Massa (passo del vestito) e quella proveniente dalla Versilia lo pseudonimo di ?via dei Marmi?.

Nel piano del parco non ancora adottato ? prevista a tre fiumi una zona D (significa zona di sviluppo); l? sono presenti anche alcune propriet? della ditta Henraux (cava delle tagliate oramai in disuso ed alcuni rustici abbandonati da anni).

Abbiamo proposto la creazione di una societ? mista pubblico-privato tra gli enti pubblici, noi compresi, e la ditta la quale avrebbe messo i beni immobiliari (area della cava delle Tagliate e rustici in disuso) mentre la parte pubblica i soldi.

Il titolo del progetto era "Opere di riqualificazione ambientale", avremmo potuto attingere a canali di finanziamento regionale su linee riguardanti la ecoefficienza e un primo consistente finanziamento ci era stato promesso.

Avevamo pensato di fare un concorso di idee interamente finanziato da un istituto bancario. Si prevedeva: la ripulitura della zona dai ravaneti abbandonati tramite l?uso di mano d?opera locale (forse anche gli esuberi avrebbero potuto lavorare); la cava delle Tagliate ristrutturata ed adibita ad atelier del marmo; i rustici ristrutturati come case del parco e dati in gestione a cooperative di giovani locali.

Questa l?idea progettuale, evidentemente insufficiente perch? non ha trovato riscontri negli amministratori; loro eletti del popolo, ma che noi abbiamo contribuito a far eleggere, ne avranno sicuramente di migliori, Se ci renderanno tutti partecipi saremo felici di valutarle.

Ribadiamo comunque che non faremo licenziare nessuno per nostra causa, siamo figli di questa terra e all?odore della polvere di marmo siamo stati abituati fin da bambini. Voi non siete degli sconosciuti, siete nomi e volti Luigi, Carlo, Sauro, Elia che ? gi? in cassa integrazione, anche lo stesso Paolo ? un volto preoccupato che contribuiremo a rasserenare.

Cari lavoratori i vostri nemici non siamo noi, non siamo noi ?, non siamo noi.