Re:monte contrario – via dei chiavaresi

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Anonimo
Ospite

E’ stata una grande e lunga giornata ieri, finalmente ho fatto una via che adocchiavo da un paio d’anni almeno.
Le condizioni generali sono molto buone, in molti tratti c’? neve dura e compatta, in altri (soprattutto sulla cengia esposta e sul risalto centrale) si trova della neve crostosa, pi? delicata e meno sicura. In giro, comunque, c’? anche tanto ghiaccio di fusione.

Per la relazione… se ne trovano diverse in giro, noi comunque abbiamo fatto cos?.
Dal rifugio a Orto di Donna si segue il sentiero 179 per Foce di Cardeto, oltrepassato il costone che scende dalla cresta Ovest del COntrario si sale a occhio nel bosco fino a costeggiare una fascia rocciosa (seconda foto di david73). Qui abbiamo sostato su un albero e ci siamo legati. Da qui in poi abbiamo fatto tiri di corda.
L1: si sale all’estremit? sinistra della fascia rocciosa, dove questa pu? essere sormontata sfruttando una rampa di neve (tratto a 45-50?). Si traversa a destra sulla cengia esposta che corre al di sopra delle rocce, fino alla base di un pendio nevoso. Sosta su alberi.
L2: si sale il pendio (45?) andando un po’ a sinistra. Sosta su alberi in alto a sinistra. Non abbiamo capito quale sia il "faggio isolato" delle relazioni… ce ne sono tanti!!
L3: per vincere il risalto successivo o si prende una rampa ghiacciata pi? o meno in verticale rispetto alla sosta, oppure come ho fatto io se ne segue un’altra pi? breve (almeno 50?) a sinistra della sosta. Al culmine (dopo una decina di m, vedi foto) si traversa per poco a sinistra e poi con un altro breve tratto ripido e un po’ obliquo verso destra si esce sul pendio sovrastante. Lo si percorre (45? abbondanti) fino a una sosta attrezzata su una roccia affiorante.
L4,L5: si continua a risalire il pendio (sempre 45-50?) un po’ in obliquo a sinistra, fino a uscire sulla cresta ovest.
L6: facile tiro di uscita lungo la cresta un po’ esposta, fino alla vetta.

La discesa ? stata veramente rognosa… un po’ ce l’aspettavamo, ma forse non cos? tanto. L’alternativa era scendere in doppia sulla via, come alcuni consigliano, ma nel complesso non sembra pi? veloce come opzione. Comunque noi abbiamo fatto molto, troppo tardi, eravamo in vetta alle 14 e siamo rientrati a Orto di Donna alle 17 (poi siamo scesi con le frontali al Donegani).

Comunque: con un lungo e delicato tiro di corda in leggera discesa, dalla vetta si segue la cresta est, molto affilata ed esposta (io sono sceso faccia a monte lungo il pendio ghiacciato a fianco, per poi spostarmi e riprendere il filo). Si arriva infine a una sosta di calata sotto un tettino, trovata molto precaria (2 chiodi d’epoca e cordino marcio; integrata con un chiodo e cordino nostri). Ci si cala 60 m in verticale e si arriva in prossimit? del grande intaglio della cresta est. Qui le difficolt? non sono finite, perch? il pendio da scendere ? parecchio ripido (tratti a 45-50?). Noi con qualche manovra un po’ da cinema siamo scesi ancora fino a un alberello, dal quale ci siamo calati altri 60 m arrivando su pendii pi? tranquilli. Riposte le corde siamo poi scesi nel bosco (comunque tratti a 40?) fino a ritrovare il sentiero 179.

Note tecniche sul materiale usato: tutti i tiri sono lunghi, sono quindi necessarie 2 mezze corde da 60. Servono 2 piccozze, svariati cordini, 3-4 fittoni da neve, 1-2 viti da ghiaccio e qualche chiodo da roccia in caso di emergenza (o salti scoperti: noi di roccia ne abbiamo vista poca, ma con altre condizioni…).