alpinismo classico e moderno arrampica sport e non

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  • #6070
    Anonimo
    Ospite

    Mi pareva opportuno aprire un topic opportuno, sar? pignolo ma ci tengo al nostro forum e non mi piace che i topic nati per relazionare qualcosa diventino dibattiti su tutt’altri argomenti seppur interessanti.
    Dunque rispondo qui a Bonatti:

    bonatti scritto:

    aik scritto:
    [quote]Mi sembra che il tuo modo di giocare non sia molto gradito ai pi? del forum, questo non vuol dire che sbagli, forse sei solo nel posto sbagliato per te. Potresti cercare un forum dove i partecipanti si divertono a far battute sulle "imprese" degli altri e dove la goliardia la fa da padrona, oppure potresti cercare di essere meno "spiritoso" e di giocare con noi a questo divertente gioco che si chiama "scambio di informazioni", un gioco fatto di fotografie e di racconti di esperienze fatte, un gioco che non serve a tutti ma che non tutti sono obbligati a giocare. La comunit? ? varia, giovani, meno giovani, esperti alpinisti o novelli escursionisti e tutti, prendono quello che serve dal forum e offrono quello che pensano possa servire agli altri. Credimi, senza ironia e senza offesa non capisco a cosa e a chi possano servire i tuoi interventi e a che ti serve leggere i nostri. Chiodi, spit o salsicce ognuno ama la montagna a suo modo e ti posso assicurare che disturba molto (almeno a me) sentire un illustre sconosciuto sminuire un’attivit? cos? personale com’? andar per monti. Ti saluto e spero di leggere il tuo prossimo intervento in occasione di una tua salita, F o TD ma comunque che ti abbia soddisfatto in pieno. Forse da chi si mette in gioco e partecipa si accetteranno pi? volentieri anche gli scherzi o le battute. Ciao Franco

    ciao Franco,

    Pu? darsi che tu abbia ragione, che io qua dentro sia fuori posto, ma sono un uomo delle apuane e all’alpinismo apuano ci tengo molto.
    Stare qua dentro mi serve per capire dove sta andando l’alpinismo apuano. Poich? per me l’alpismo apuano e l’alpinismo in genere e molto di pi? di un semplice passatempo.
    Per molti fare una scalata e come fare una partitella fra amici tanto per divertirsi un p?,intendiamoci va bene ma per me ? un’alra cosa. Per me e per altri ? una cosa molto pi? profonda, altrimenti non si spiegherebbero le invernali, le solitarie le solitarie invernali che fanno grande l’alpinismo classico. Insomma tutte quelle attivit? alpinistiche dove uno mette tutto se stesso e tante volte mette in gioco anche la propria vita.
    Insomma ? un vero e proprio stile di vita.
    Ora tu mi dirai che non ? cos? per tutti e che ci deve essere posto per tutti. Ti rispondo che per "l’alpinismo" ? cos? mentre per il "gioco arrampicata" ? senza dubbio come dici tu. Quindi sono due campi opposti e uno non deve invadere l’atro. Ed invece oggi il secondo sta decisamente invadendo il primo con tutta una serie di iniziative per me non giuste.

    Cosa ho io da offrire al forum?
    Non certamente la pubblicit? alla mia attivit?. Vorrei offrire un momento di riflessione su questi argomenti. Lo so per molti sono aria fritta per me invece no .

    ciao[/quote]

    penso che i tuoi interventi siano molto interessanti, comunque c’? anche chi intende l’alpinismo diversamente ma questo non vuol dire che non viva la montagna quotidianamente, io e miei compagni di cordata ad esempio ci sentiamo giornalmente e parliamo di cosa vorremmo fare, cosa abbiamo fatto, la nostra testa ? sempre volta verso le nostre apuane e non dico niente di strano se dico che non c’? giorno che passi che non ci pensiamo, questo anche se arranchiamo sul V+ e anche se qualche volta qualche fix ci rassicura…

    #6071
    Anonimo
    Ospite

    Mi sposto anche io di qua!
    Ciao Bonatti,
    siamo in pieno accordo e sintonia su tutto quello che dici, forse partiamo da un punto di vista diverso, anzi forse proprio opposto!

    Ho programmato un paio di uscite piuttosto impegnative (per me chiaramente!!) e mi st? allenando, provando a conciliare lavoro, famiglia, impegni e uscite con i ragazzi dell’alpinismo giovanile. Tutto questo lo faccio perch? mi diverto, che non vuol dire risate senza senso, imprudenze o pacche sulla schiena, vuol dire soddisfazione, vuol dire sentirsi grandi alpinisti (dentro) del terzo grado. Emozione molto molto profonda, per questo gli amici che vivono con me queste esperienze occupano nel mio cuore uno spazio particolare, proprio perch? condividono fatica, paura, rischio, fiducia reciproca ecc.

    Non ho chiesto di relazionare le tue uscite, solo le emozioni, quello che ti ha offerto la giornata in montagna, anche la rabbia che ti ha procurato trovare uno spit o una cicca in un buco della roccia. Questo intendevo dicendo di metterti in gioco, esporti nelle tue emozioni, raccontarti e accettare critiche da chi fa lo stesso! Questo ? alpinismo per me.

    Il mondo ? bello perch? chi lo occupa ha punti di vista differenti, chi vieta di arrampicare su alcune pareti per non disturbare la nidificazione di falchi o poiane, chi mette spit su vie di montagna per proteggere una sosta e si infuria se vengono "rubati" i suoi ancoraggi, chi (come me) si imbestialisce sentendo parlare di cave e di tunnel, tutti hanno punti di vista diversi dal tuo ma ugualmente validi, come lo ha chi ha tolto quegli spit.

    Quella che tu chiami profondit? per me ? follia, quello che chiami stile di vita per me ? dipendenza da adrenalina. Ma bisognerebbe avere tempo per continuare a discutere di questo e soprattutto avere un luogo pi? adatto di questo per farlo.
    Ti saluto e continuo a sperare di incontrarti in montagna, seduti a un tavolino, davanti ad un bicchiere di vino e, perch? no, insieme ai frequentatori di questo forum.
    Ciao Franco
    (approposito io mi firmo col mio nome, tu con quello di un mito, forse dovresti ridimensionarti un pochino??)

    #6074
    Enrico
    Partecipante

    Il titolo del topic non mi pare proprio azzeccato. O forse dovremmo discutere meglio… In particolare la definizione di "alpinismo moderno".
    Esistono termini ben precisi e alpinismo moderno non mi pare coincida con arrampicata sportiva in ambiente di montagna.

    Personalmente la mia concezione di alpinismo moderno (su roccia e su ghiaccio e misto) consiste nel salire dal basso con uso di sole protezioni tradizionali (chiodi e protezioni veloci) spingendo l’arrampicata libera fin dove possibile.

    Un discorso a parte andrebbe fatto per le vie di placca aperte dal basso, dove lo spit diventa alle volte necessario alla sicurezza della cordata; ovviamente messo con o senza cliff dal basso. Ma qui entriamo in un terreno particolare che non credo interessi ora. Di vie di questo tipo in apuane mi viene ora in mente ad esempio il Muro delle Ombre che affrontando forti difficolt? in libera (soprattutto ripeto visti gli anni dell’apertura) ha visto un uso limitato dello spit, messo a mano e dal basso.

    #6075
    alberto
    Partecipante

    Infatti.

    da sempre la gente confonde il moderno con l’attrezzato a fix. Insomma la via moderna viene equiparata a via attrezzata in modo sistematico a fix e catene.

    Per come la vedo io ? una definizione "sbagliata".
    Non ? l’uso del trapano che rende una via moderna.

    Le vie moderne sono quelle che restano nel tempo quelle che pur aperte 20/30/50 anni fa restano attuali e non vengono svalutate, svilite.

    Ad esempio la "Solleder" sulla nord ovest della Civetta ? una via moderna anche se ? stata aperta negli anni 20. Perch? aperta con un numero minimo di chiodi, ? diretta alla vetta, ? logica, ? stata aperta in un tempo decisamente veloce.
    Nonostante Comici abbia cercato di eguagliarla non ci ? riuscito perch? la sua via ? si pi? difficile ma ? anche decisamente meno logica e poi ? stato costretto ad uscire per la Solleder!!!!

    Una via moderna ? il "Muro delle Ombre" dove si hanno usato gli spit ma proprio dove non c’era altra possibilit? e comunque in modo decisamente molto!!! parsimonioso.

    Le vie moderne sono le vie di Massarotto.

    La Erik non ? una via moderna perch? si ? spittato anche dove non era proprio necessario.

    #6076
    alberto
    Partecipante

    aik scritto:

    Mi sposto anche io di qua!
    Ciao Bonatti,
    siamo in pieno accordo e sintonia su tutto quello che dici, forse partiamo da un punto di vista diverso, anzi forse proprio opposto!

    Ho programmato un paio di uscite piuttosto impegnative (per me chiaramente!!) e mi st? allenando, provando a conciliare lavoro, famiglia, impegni e uscite con i ragazzi dell’alpinismo giovanile. Tutto questo lo faccio perch? mi diverto, che non vuol dire risate senza senso, imprudenze o pacche sulla schiena, vuol dire soddisfazione, vuol dire sentirsi grandi alpinisti (dentro) del terzo grado. Emozione molto molto profonda, per questo gli amici che vivono con me queste esperienze occupano nel mio cuore uno spazio particolare, proprio perch? condividono fatica, paura, rischio, fiducia reciproca ecc.

    Non ho chiesto di relazionare le tue uscite, solo le emozioni, quello che ti ha offerto la giornata in montagna, anche la rabbia che ti ha procurato trovare uno spit o una cicca in un buco della roccia. Questo intendevo dicendo di metterti in gioco, esporti nelle tue emozioni, raccontarti e accettare critiche da chi fa lo stesso! Questo ? alpinismo per me.

    Il mondo ? bello perch? chi lo occupa ha punti di vista differenti, chi vieta di arrampicare su alcune pareti per non disturbare la nidificazione di falchi o poiane, chi mette spit su vie di montagna per proteggere una sosta e si infuria se vengono "rubati" i suoi ancoraggi, chi (come me) si imbestialisce sentendo parlare di cave e di tunnel, tutti hanno punti di vista diversi dal tuo ma ugualmente validi, come lo ha chi ha tolto quegli spit.

    Quella che tu chiami profondit? per me ? follia, quello che chiami stile di vita per me ? dipendenza da adrenalina. Ma bisognerebbe avere tempo per continuare a discutere di questo e soprattutto avere un luogo pi? adatto di questo per farlo.
    Ti saluto e continuo a sperare di incontrarti in montagna, seduti a un tavolino, davanti ad un bicchiere di vino e, perch? no, insieme ai frequentatori di questo forum.
    Ciao Franco
    (approposito io mi firmo col mio nome, tu con quello di un mito, forse dovresti ridimensionarti un pochino??)

    Ho gi? detto che per me Bonatti ? un’ispirazione . Non ho detto che mi paragono a lui. Poi ? bello avere dei miti a cui riferirsi. Oltre che dei personaggi ci sono anche delle vie mitiche, oppure delle pareti mitiche.

    Non tutti i punti di vista sono validi. Ad esempio se vai sul Pesce in Marmolada e siccome non sei capace di saliro come ? stato aperto e lo riempi a fix . Mi dispiace ma non sei da rispettare ma sei decisamente condannabile.
    Ripeto ci sono delle regole da rispettare.

    #6079
    Anonimo
    Ospite

    Provo a dire qui alcune delle mie opinioni su certe questioni sollevate recentemente (purtroppo con reiterati OT che a mio parere danneggiano la fruibilit? del forum).
    Riguardo al titolo del presente topic, non credo che con esso si voglia gi? esprimere un parere, quanto sintetizzare in breve la questione… magari proprio per il fatto che

    da sempre la gente confonde il moderno con l’attrezzato a fix. Insomma la via moderna viene equiparata a via attrezzata in modo sistematico a fix e catene.

    Sul discorso fix etc. penso che la discussione non sia poi cos? lunga.
    Credo che tutti o quasi siano praticamente d’accordo con quanto ripetuto da bonatti in numerosissimi interventi, ovvero che (sintetizzo) ? sicuramente pi? "moderno" e "di maggior valore" evitare il pi? possibile l’uso del fix in apertura, prendendolo in considerazione solo in mancanza di alternative; mentre ? del tutto da condannare l’aggiunta di simili protezioni su vie gi? esistenti, e aperte in stile diverso. Credo che nessuno qui fra noi si sogni di mettersi a trapanare e violentare vie classiche a chiodi (e molti non si sognano neanche di provare ad aprire qualcosa di nuovo; in fondo, d’altronde, molti di noi sono essenzialmente escursionisti che a queste diatribe non sono neppure interessati).
    Se questa cosa non ? emersa con chiarezza, forse ? perch? la questione ? stata sollevata andando palesemente e (forse intenzionalmente?) OT in topic nei quali si parlava di tutt’altro.
    Uno di questi topic parlava della Cresta degli Angeli, facile via alpinistica degli anni ’60, sulla quale, per ironia della sorte, di spit se ne trovano veramente pochissimi, almeno rispetto al solito…

    Fatto sta che di spit in Apuane ne sono stati messi dappertutto (e in alcuni casi cancellando vie preesistenti) da ben prima che molti di noi iniziassero ad arrampicare… Cosa dobbiamo fare dunque noi principianti? Evitare tutte le vie "sporcate" con le richiodature (vedi Procinto e Torre Francesca)?
    Personalmente non mi sconvolge andare qualche volta sui fix, anche se sono il primo a riconoscere che non ? la stessa cosa, e sono il primo ad apprezzare di pi? una via protetta in modo tradizionale con chiodi e friend/nut/cordini. Molte delle salite che sono riuscito a fare in Apuane con i ragazzi conosciuti qui sul forum sono state di questo tipo, e ci hanno regalato delle belle emozioni.

    Per molti fare una scalata e come fare una partitella fra amici tanto per divertirsi un p?,intendiamoci va bene ma per me ? un’alra cosa. Per me e per altri ? una cosa molto pi? profonda, altrimenti non si spiegherebbero le invernali, le solitarie le solitarie invernali che fanno grande l’alpinismo classico. Insomma tutte quelle attivit? alpinistiche dove uno mette tutto se stesso e tante volte mette in gioco anche la propria vita.

    Insomma ? un vero e proprio stile di vita.

    Ora tu mi dirai che non ? cos? per tutti e che ci deve essere posto per tutti. Ti rispondo che per "l’alpinismo" ? cos? mentre per il "gioco arrampicata" ? senza dubbio come dici tu. Quindi sono due campi opposti e uno non deve invadere l’atro. Ed invece oggi il secondo sta decisamente invadendo il primo con tutta una serie di iniziative per me non giuste.

    Riguardo a quest’altro argomento, invece, ? interessante e coivolge la nostra sfera pi? personale.
    Personalmente credo di comprendere certe motivazioni, anche per me andare in montagna ? qualcosa di pi? che la partitella, ? una passione forte che a volte si rivela pi? forte di tutto il resto. A volte ho fatto anche io delle uscite in solitaria, specie in inverno, e ne ho un ricordo forte ed esclusivo.

    Spiace vedere che bonatti sia riuscito ad andare OT anche rispetto a s? stesso, visto che a chi gli ha risposto parlando proprio delle motivazioni che lo avvicinano alla montagna, ha replicato parlando di fix e Sud della Marmolada.

    #6091
    alberto
    Partecipante

    Io non ho fatto minimo cenno alle motivazioni del perch? uno va in montagna, del perch? uno decide di fare delle solitarie rispetto magari a procedere solo in cordata, in apertura oppure solo per fare ripetizioni.
    Quando ho parlato di "punti di vista" pi? o meno giusti, mi riferivo al come uno decide di mettere in pratica le sue motivazioni.
    Le motivazioni sono sempre rispettabili , quello che per me ? giusto oppure sbagliato sono come queste motivazioni le mettiamo in pratica.
    E’ per quello che ho fatto l’esempio della Marmolada.
    Se io decido di salire a tutti i costi un’itinerario anche se non ne ho le capacit? e per riuscirci foro la roccia, il risultato ? che quell’itinerario viene svilito ed io non mi posso vantare di averlo salito, ma solo di averlo svalutato.

    Ritornando alle motivazioni, queste sono molteplici. Ci sono persone che vanno in montagna per motivi molto profondi altre solo per stare una giornata in mezzo alla natura , respirare aria fresca e fare un p? di attivit? fisica. Altre lo fanno perch? va di moda. Altre ancora per realizzarsi, magari nella vita di tutti i giorni sono degli introversi che hanno diversi problemi ma in montagna si trasformano e sono dei mostri totalmete a proprio agio e non sentono il peso della severit? dell’ambiente.
    Diverse sono anche le motivazioni del perch? uno decide di salire un certo itinerario rispetto ad un’altro, ad esempio un motivo storico. perch? sei attratto da una figure particolare dell’alpinista che l’ha salito per primo. Magari per te questa figura ? un mito del quel vuoi cercare di ripercorrere le tracce e ti ritrovi nella sua mentalit? alpinistica.
    Altre motivazioni sono perch? ti senti particolarmente attratto dalla vita vissuta in modo avventuroso e ti piace vivere momenti incerti, sensazioni forti, ti piace vedere cosa c’? oltre quella montagna e poi ancora oltre un’altra montagna.
    Riguardo all’adrenalina a me non mi tocca. Io non mi vado a buttare di sotto da un ponte attaccato ad un’elastico, gli sport estremi non interessano e non ne faccio.
    Anche perch? per me l’alpinismo non ? uno sport.

    Ritornando al concetto di "via Moderna" ripeto non si tratta di fare il processo allo spit. Il discorso ? diverso.
    Ci sono vie moderne sia con gli spit che senza spit.
    La diversit? sta nella concezione di apertura e nell’attualit? nel tempo di un’itinerario. La differenza non la fanno le catene.
    Ad esempio la via dei fratelli Messner al Pilastro di Mezzo ? una via moderna perch? nonostante sia stata aperta 40 anni fa ? ancora oggi temuta. E’ stata aperta con un numero minimo di chiodi forzado al massimo l’arrampicata libera e ha rappresentato un punto di svolta e di riferimento.

    #6092
    Anonimo
    Ospite

    bonatti scritto:

    Anche perch? per me l’alpinismo non ? uno sport.

    pienamente d’accordo

    #6093
    Anonimo
    Ospite

    david73 scritto:

    bonatti scritto:
    [quote]
    Anche perch? per me l’alpinismo non ? uno sport.

    pienamente d’accordo[/quote]

    Anch’io trovo che l’alpinismo NON sia sport: forse questo ? proprio uno dei motivi per cui mi ci sono avvicinato.
    Personalmente non mi piace la competizione.

    #6094
    Anonimo
    Ospite

    bonatti scritto:

    Ritornando al concetto di "via Moderna" ripeto non si tratta di fare il processo allo spit. Il discorso ? diverso.
    Ci sono vie moderne sia con gli spit che senza spit.
    La diversit? sta nella concezione di apertura e nell’attualit? nel tempo di un’itinerario. La differenza non la fanno le catene.
    Ad esempio la via dei fratelli Messner al Pilastro di Mezzo ? una via moderna perch? nonostante sia stata aperta 40 anni fa ? ancora oggi temuta. E’ stata aperta con un numero minimo di chiodi forzado al massimo l’arrampicata libera e ha rappresentato un punto di svolta e di riferimento.

    Come ho gi? detto, mi sembra che su questi concetti siamo pi? o meno tutti d’accordo.
    Probabilmente sarebbe meglio usare un’altra terminologia se l’aggettivo "moderno" crea confusione; alla fine i fattori in gioco sono:
    1) quando una via ? stata aperta
    2) con che stile ? stata aperta
    e poi si tratta di capire se gli apritori sono stati al passo con i tempi (o anche pi? indietro…), oppure si sono dimostrati dei precursori (come Messner ai suoi tempi).
    Comunque, dal punto di vista puramente lessicale, sappiamo tutti che ? difficile evitare dei termini che vengono correntemente usati, anche se ? noto che quell’uso ? improprio…

    #6127
    andrea
    Partecipante

    bonatti scritto:

    Non tutti i punti di vista sono validi. Ad esempio se vai sul Pesce in Marmolada e siccome non sei capace di saliro come ? stato aperto e lo riempi a fix . Mi dispiace ma non sei da rispettare ma sei decisamente condannabile.
    Ripeto ci sono delle regole da rispettare.

    Butto un paio di sassolini nello "stagno" non per movimentare le acque ma per sapere cosa ne pensi allora di Igor Koller (che certamente conosci ;-)) quando, intervistato qualche anno fa, gli fu chiesto cosa ne pensasse della proposta di spittare alcuni passaggi della sua mitica via. Non si disse affatto preoccupato, anzi fondamentalmente d’accordo. Spero poi di ritrovare anche l’intervista (mi sembra apparsa su Lo Scarpone, ma potrei sbagliarmi) ad un altro campione dell’estremo, che ora, pentito, "predica" ai giovani in modo diametralmente opposto. Tra gli anni di Bonatti, quello autentico e l’epoca del muro delle ombre, ne son passate di generazioni di alpinisti estremi e di idee. Ci sono stati i "maledetti" come Gary Hemming, i fumati californiani, i fuori di testa come Twight, solo per fare qualche esempio qua e l?. Il fatto ? che non ci si pu? domandare dove vada l’alpinismo, apuano o no, perch? l’alpinismo non esiste. Non esiste come valore intendo, se non nella testa di chi lo pratica. Ma non fraintendiamo: sto dicendo che ? anche bello che qualcuno vada al limite e rischi la pelle non avendo evidentemente nulla di meglio da offrire alla societ? o ai propri famigliari (che, quando ci sono, in genere sono ben felici di questa scelta!). E’ bello leggere di imprese mirabolanti, meglio del cinema. Ma l’estremo, specie se di rischio estremo si parla, non ? un valore educativo. Non ? un valore delle cui sorti ci si debba preoccupare. Questi protagonisti spesso citati, come altri meno noti, sono esempi non esportabili, unici come grandi artisti. E l’analogia prosegue perch? anche in ambito artistico spesso ci si ? posta la domanda: "dove sta andando.." la musica, la pittura ogni volta che una corrente troppo innovativa si affacciava. Certo, le cose fatte male, rimangono fatte male e non sto difendendo le autostrade verticali. Personalmente poi non amo nemmeno le vie ferrate. Ma le radicalizzazioni mi turbano anche di pi?, specie quando spacciate per valori assoluti: vanno bene per il singolo, ma, ripeto, non sono esempi esportabili alla massa. Dunque dove va l’alpinismo? Va dove lo portano. La massa da una parte, i "solisti", artisti dell’adrenalina o semplici insoddisfatti della vita, da un’altra. Difficile che tali percorsi si possano anche minimamente intersecare. Dunque perch? te ne preoccupi bonatti? Fai le tue vie, bonatti, porta all’estremo il tuo limite e non lasciare traccia del tuo passaggio. Non lasciare nemmeno relazioni, che se qualcuno magari ci lascia la buccia qualcuno non te ne faccia una colpa. Le risposte alle tue angoscianti domande sono, come al solito, solo dentro noi stessi ;-)

    #6128
    alberto
    Partecipante

    davec77 scritto:

    bonatti scritto:
    [quote]
    Ritornando al concetto di "via Moderna" ripeto non si tratta di fare il processo allo spit. Il discorso ? diverso.
    Ci sono vie moderne sia con gli spit che senza spit.
    La diversit? sta nella concezione di apertura e nell’attualit? nel tempo di un’itinerario. La differenza non la fanno le catene.
    Ad esempio la via dei fratelli Messner al Pilastro di Mezzo ? una via moderna perch? nonostante sia stata aperta 40 anni fa ? ancora oggi temuta. E’ stata aperta con un numero minimo di chiodi forzado al massimo l’arrampicata libera e ha rappresentato un punto di svolta e di riferimento.

    Come ho gi? detto, mi sembra che su questi concetti siamo pi? o meno tutti d’accordo.
    Probabilmente sarebbe meglio usare un’altra terminologia se l’aggettivo "moderno" crea confusione; alla fine i fattori in gioco sono:
    1) quando una via ? stata aperta
    2) con che stile ? stata aperta
    e poi si tratta di capire se gli apritori sono stati al passo con i tempi (o anche pi? indietro…), oppure si sono dimostrati dei precursori (come Messner ai suoi tempi).
    Comunque, dal punto di vista puramente lessicale, sappiamo tutti che ? difficile evitare dei termini che vengono correntemente usati, anche se ? noto che quell’uso ? improprio…[/quote]

    …..Al passo con i tempi…..stile di apertura…

    Ti faccio un’esempio la cordata roveretana Maffei-Frizzera-Leoni, negli anni ottanta apriva vie in marmolada, e non solo, quando le apriva anche Mariacher e Giordani ma non usava lo stesso stile.
    Furono accusati di non essere al passo con i tempi perche facevano l’artificiale ma dopo 20 anni la gente ? andata a ripetere le loro vie e molti hanno preso delle belle musate. Perch? la libera obbligataria fatta con gli scarponi!!! ? bella dura e l’artificiale non ? di chiodo in chiodo ma ? un bell’A4 decisamente precario.
    Ecco queste secondo me sono vie "Moderne"

    #6130
    alberto
    Partecipante

    TroncFeuillu scritto:

    bonatti scritto:
    [quote]
    Non tutti i punti di vista sono validi. Ad esempio se vai sul Pesce in Marmolada e siccome non sei capace di saliro come ? stato aperto e lo riempi a fix . Mi dispiace ma non sei da rispettare ma sei decisamente condannabile.
    Ripeto ci sono delle regole da rispettare.

    Butto un paio di sassolini nello "stagno" non per movimentare le acque ma per sapere cosa ne pensi allora di Igor Koller (che certamente conosci ;-)) quando, intervistato qualche anno fa, gli fu chiesto cosa ne pensasse della proposta di spittare alcuni passaggi della sua mitica via. Non si disse affatto preoccupato, anzi fondamentalmente d’accordo. Spero poi di ritrovare anche l’intervista (mi sembra apparsa su Lo Scarpone, ma potrei sbagliarmi) ad un altro campione dell’estremo, che ora, pentito, "predica" ai giovani in modo diametralmente opposto. Tra gli anni di Bonatti, quello autentico e l’epoca del muro delle ombre, ne son passate di generazioni di alpinisti estremi e di idee. Ci sono stati i "maledetti" come Gary Hemming, i fumati californiani, i fuori di testa come Twight, solo per fare qualche esempio qua e l?. Il fatto ? che non ci si pu? domandare dove vada l’alpinismo, apuano o no, perch? l’alpinismo non esiste. Non esiste come valore intendo, se non nella testa di chi lo pratica. Ma non fraintendiamo: sto dicendo che ? anche bello che qualcuno vada al limite e rischi la pelle non avendo evidentemente nulla di meglio da offrire alla societ? o ai propri famigliari (che, quando ci sono, in genere sono ben felici di questa scelta!). E’ bello leggere di imprese mirabolanti, meglio del cinema. Ma l’estremo, specie se di rischio estremo si parla, non ? un valore educativo. Non ? un valore delle cui sorti ci si debba preoccupare. Questi protagonisti spesso citati, come altri meno noti, sono esempi non esportabili, unici come grandi artisti. E l’analogia prosegue perch? anche in ambito artistico spesso ci si ? posta la domanda: "dove sta andando.." la musica, la pittura ogni volta che una corrente troppo innovativa si affacciava. Certo, le cose fatte male, rimangono fatte male e non sto difendendo le autostrade verticali. Personalmente poi non amo nemmeno le vie ferrate. Ma le radicalizzazioni mi turbano anche di pi?, specie quando spacciate per valori assoluti: vanno bene per il singolo, ma, ripeto, non sono esempi esportabili alla massa. Dunque dove va l’alpinismo? Va dove lo portano. La massa da una parte, i "solisti", artisti dell’adrenalina o semplici insoddisfatti della vita, da un’altra. Difficile che tali percorsi si possano anche minimamente intersecare. Dunque perch? te ne preoccupi bonatti? Fai le tue vie, bonatti, porta all’estremo il tuo limite e non lasciare traccia del tuo passaggio. Non lasciare nemmeno relazioni, che se qualcuno magari ci lascia la buccia qualcuno non te ne faccia una colpa. Le risposte alle tue angoscianti domande sono, come al solito, solo dentro noi stessi ;-)[/quote]

    Bravo Tronc vedo che ne sai di cose.

    Sono d’accordo con te le risposte stanno dentro noi stessi. Per? a me piaceva parlarne per cercare di conoscere le varie posizioni e mi sembrava interessante parlare di queste cose e no solomente raccontare quello che uno ha fatto nel fine settimana.
    Non ? certo mia intenzione spingere le persone a farsi del male o a rimetterci la pelle.

    Di Igor Koller mi dispiace che abbia cambiato opinione. Evidentemente i capelli bianchi gli sono venuti pi? per gli spaventi che per gli anni che passano. Comunque ? veramente grave che lui sia d’accordo che venga cancellata una via simbolo come il Pesce, dove per altro quello che ha fatto i tiri duri non ? stato lui ma il suo giovanissimo 17 anni !!! compagno di cordata Sustr.

    Riguardo alla massa e ai solistinon ? vero che sono linee che non s’intersecano p?rche purtroppo oggi sempre pi? la massa invade il campo dei solisti e tende ad appiattire tutto.
    Alpinismo di destra e alpinismo di sinistra.

    #6141
    alberto
    Partecipante

    …..Eccoli gli uomini della "lotta con l’Alpe" degli anni settanta: i lunghi capelli, l’immancabile fascia in fronte, le pedule di tela lacerate e stracciate, i jeans formati non da tessuto, ma da tante toppe messe insieme, lo sguardo perduto in orizzonti indefiniti.
    La psicologia ortodossa li definirebbe nevrotici. Loro lo sanno e se ne fottono, anzi sono felici di esserlo. Eppure fanno tenerezza, come facevano tenerezza (e rabbia) le canzoni di Dylan, come faceva tenerezza la conclusione di Easy Rider, per chi ancora la ricorda. Fa tenerezza una volta di pi? il loro tentativo disperato (e forse inutile) di uscire da un ingranaggio mostruoso che li stritola e li dissangua, ma spesso questoo loro splendido e ingenuo tentativo pu? rivelarsi una trappola che li uccide in un modo molto raffinato. Si dice che il nostro momento storico sia caratterizzato dal materialismo e dalla concretezza, dalla pianificazione e dal realismo.
    A me pare tutto l’opposto, anzi mi sembra proprio che per reazione a questo tentativo emerga ancora una volta la parte pi? genuina e luminosa di quest’animale chiamato uomo.Proprio l’alpinismo sta a dimostrare un tentativo di evasione, un desiderio di fuga e di elevazione, una sorta di ultima spiaggia prima che inquinamento, incremento demografico e follia diano coscienza al popolo degli uomini della sua assurda corsa verso l’inutile……
    …….Forse mai come in questo momento l’alpinismo si dibatte in un’empasse che non ha vie di soluzione alcuna. Con l’incremento dei mezzi tecnici si ? creduto di progredire, ma in realt? non si ? fatto che regredire sul piano umano.A poco a poco si ? venuta a creare l’illusione di poter salire ovunque, si ? creduto ingenuamente di poter aprire il territorio alpinistico a chiunque, usufruendo dei mezzi aggiornatissimi che la tecnica ci ha messo a disposizione.
    ……Reinhold Messner un giorno scrisse: "Vi sono due maniere di arrampicare: quella che tende ad adeguare la montagna all’uomo e quella in cui l’uomo si adegua invece alla montagna. La seconda maniera, nella quale l’uomo affronta la montagna senza modificarla, ? la sola che ammette una valutazione della difficolt? alpinistica"
    …..Vorrei andare pi? oltre e intravvedere una possibile e non utopistica armonia con la montagna, dove competizione e misurazione con se stessi non abbiano pi? senso alcuno.
    ……

    "Dove va l’alpinismo " di Giampiero Motti – Rivista Fila , febbraio 1976

    #6186
    Enrico
    Partecipante

    con degli amici ho avuto modo di discutere sulla ‘salvaguardia’ di vie aperte con chiodatura a pressione.
    Infatti a differenza di quella tradizionale la chiodatura a pressione non ? rimpiazzabile dai ripetitori n? di norma integrabile, e per determinate vie a seconda delle caratteristiche di una parete (colate d’acqua, umidit?) pu? diventare davvero precaria, rendendo gli itinerari non ripetibili con sufficiente margine di sicurezza;e soprattutto in caso di rottura di un chiodo a pressione pu? risultare compromessa la ripetibilit? stessa della via; non mi risulta infatti si trovino in commercio chiodi a pressione.
    Questo ? ad esempio il caso della via Licia al Nona (che per? non ho ripetuto).

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