Altissimo – Sentiero della libertà ?

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  • Questo topic ha 951 risposte, 12 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 6 anni fa da dok.
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  • #14796
    dok
    Partecipante

    Come si fa a postare le foto 800×600 ? Luca, ma perch? non ti fai un giretto sul forum, come io dovrei fare in quel di Azzano ? Tra le migliaia di post dovresti trovare quel che cerchi

    ti rispondo subito: perch? non ho una connessione a casa, e mi tocca fare i salti mortali tra PAAS con orari e tempi limitati, o al uairlesss in piazza come ora, e meno mano che c’? quello, ma la batteria non ? eterna..per questo non ho il tempo di cercare tutto o di ripondere tempestivamente come vorrei.
    abbiate pazienza, si fa quel che si pu?, comunque grazie per la dritta, appena mi capita ci provo
    ciao

    #14798
    Marco di AS
    Partecipante

    Luca, se la traccia dai "Gaglini di Guido" ? quella gialla che ho immaginato sotto il valico, sembra che vada a reinserirsi nel 188 e non verso l’ex 188 bis al Fosso del Pozzone.

    Mi pare di aver capito comunque che la cosiddetta Casina dei Cacciatori ? quella. Allora faccio un’altra ipotesi, posto che Campiglia non ? la Casa del Prete ma tutta la zona comprese le casine a quota 750. Se superato il (vero) Fosso di Campiglia si procedesse verso queste e poi si rimontasse per la costa o nei suoi pressi verso la Casina dei Cacciatori, troveremmo dei tornanti? Non saprei, io ho fatto solo quel breve tratto finale e non ricordo bene, ma pu? darsi. Ora, se la Armanini, per ragioni, diciamo cos?, di sintesi ha evitato di soffermarsi sui tratti orizzontali, ci sarebbe cos? prima la salita a tornanti e dopo il Pozzone quella verticale. Se invece con i tornanti avesse voluto indicare un attacco al 188, poi da questo dove sarebbe mai la salita verticale al Pitone? Non mi torna. :dry:

    Quanto al Fondone, il termine mi farebbe pensare di primo acchito alla zona sotto le casette a quota 750, qui la vecchia IGM riporta tracce verso il Fosso del Pozzone, ma successivamente non indica risalite verso l’ex 188 bis.

    Un’altra cosa: ho trovato l’articolo scritto da Giorgio Giannelli per la morte di Sciamino, dopo lo posto anche se ? un po’ lungo, ma tanto in questo topic ormai non stiamo a sottolizzare sulle lunghezze :whistle: ;) . Giannelli parla anche di un figlio che, dice, "aveva" il suo stesso soprannome. Visto il tempo verbale usato, spero sia sempre vivo… Nel caso, Luca, lo hai conosciuto?

    #14799
    dok
    Partecipante

    [quote]A proposito dei canali, in tutte le carte disponibili il fosso di Campiglia viene prima e quello del Pozzone dopo, e sono sempre chiamati cos?. Quindi perch? la Armanini avrebbe dovuto riferirsi al Pozzone?

    non credo proprio che i partigiani stessero a sottilizzare pi? di tanto con dettagli cartografici e dati catastali[/quote]
    intendevo anche dire che Fosso di Campiglia e Fosso del Pozzone (per le mappe) non sono in realt? che i due rami di uno stesso canale che solca la selve di Campiglia, che si pu? anche tranquillamente chiamare con un nome solo, o no?…una volta magari si faceva pi? attenzione agli sprechi… s? s? Bergame, proprio come il Canal Dal Prado…

    A me per? ? venuto in mente anche un altro passetto senza nome, quello lungo la cresta degli Uncini (tra la Greppia e quest’ultimo valico), da dove si stacca la traccia segnata con bolli rossi che riconduce al tornante della marmifera dei Colonnoni.

    …e dici bene, spero per? non come nuovo candidato per il titolo di Gaglini! la precedenza ai grossi valichi direi, no?

    certo che l’ipotesi di Luca ?, diciamo cos?, alquanto audace. Non so che cultura potesse avere Sciamino, in ogni caso non ? che si sta parlando di Michelangelo!

    la piccola parentesi di storia dell’arte ? solo una cornice facoltativa, in realt? la <Via dei Gaglini> si regge da s?. in ogni caso, a vedere le immagini, sembra che uno scultore, e anco dimolto in gamba, e c’entri per davvero…
    ciao
    Luca

    #14800
    dok
    Partecipante

    Del resto te non dovresti aver problemi non sei quello che nelle macchie di stipa ci va a passeggio con la morosa in ciabatte e braette ?

    o Bergame, e lo hai detto che ci vado in ciabatte e braette, in realt? io quelle le uso solo tra i ginestroni, che ci sono un popoino allergico…per il resto vado ignudo come un beco, specie per i canali, e s’intende

    Visto che negli scepaloni sei a tuo agio, qualche cosa dovresti cavarne, a meno che anche questo non ti sembri un po’ troppo ?cervellotio?

    …a dirla tutta, un po’ cervellotio mi pare per davvero, anche se la procedura ? chiara e semplice, soprattutto perch? ben spiegata da te Pitone-Pitone…ooops, intendevo: passo-passo!
    temendo che potessi rispondermi come alle volte rispondo io (da far gir? i…gaglini, lo ammetto) avevo pensato a un altro sistema, pi? semplice e diretto, che ha tra l’altro il vantaggio di non sovraccaricare le pagine (che pu? essere un problema per chi ha una connessione lenta) e di lasciare a chi legge la scelta se darci un’occhiata o meno (url a spazio web personale). magari prover? a usare tutt’e due i sistemi
    ciao e grazie ancora
    Luca

    #14801
    dok
    Partecipante

    o Pisanino! come stanno andando le ricerche diperinn?? ? un po’ che non ti si sente. notizie del Fondone? e dalla parte bassa (mi vien quasi da dire dal Fondone) di Campiglia verso Focoraccia-Granarola?
    a proposito, riguardando vecchie foto ho colto un dettaglio cui non avevo mai fatto caso prima:
    XXXXXXXXXXfoto CapraraXXXXXXXXXX
    e se fosse questo (per come poteva essere nel 44-45), il famoso Tecchione di cui parla Idea Rustighi?
    di l? poi ? una bischerata arrivare al passo della Focoraccia o volendo anche in Granarola, no?
    ciao
    Luca

    #14802
    dok
    Partecipante

    quando si incontrano opere non d’arte, ma di natura, e di cotanta suggestione, viene spontaneo domandarsi: ma ? mai possibile che una cosa del genere sia in passato passata inosservata, e che non le abbiano mai dato un nome? come si fa a non battezzare quello che ? un vero e proprio imponente gruppo scultoreo, che pare fatto dalla mano di un artista?

    e la suggestione ? ivi vieppi? amplificata nei d? di nebbia, allor che cotesto palesasi in guisa di cangiante mistica apparizione…no no, qui nessuno s’? fatto una canna di troppo, provare per credere…

    questa ? la pi?…artistica delle ipotesi sui Gaglini, Gaggini: ? possibile che Sciamino o altri prima di lui attribuissero la <paternit?> di quest’ <opera d’arte> a qualche scultore magari conosciuto sui banchi di scuola, in qualche libro o al catechismo, come un certo signor Gaggini, o Gagini?
    <GAGGINI (Gagini). – Famiglia di scultori e marmorari lombardi originari di Bissone, in Canton Ticino, e attivi a Genova dal XV secolo…> (fonte Dizionario Biografico Treccani, in rete)
    e in particolare:
    <Antonello Gagini. Figlio dello scultore Domenico Gagini, ? fratellastro dello scultore Giovanni II Gaggini…studia architettura non solo col padre…ma anche nei suoi viaggi in Toscana per acquisto di marmi…Trova anche il tempo per un soggiorno a Roma presso Michelangelo dal 1504 al 1506, collaborando alla tomba di Giulio II…> (fonte wikipedia)

    insomma, se questo fosse il Gaggini o Gaglini di Sciamino, allora si pu? anche provare a disegnare il tracciato di una via che nella parte alta non passa per il canale-corridoio delle Greppie, quello a ridosso delle pareto dell’Altissimo, che ? gi? difficile a farsi in buone condizioni meteo, ma proprio dal <gruppo scultoreo del Gaggini>, che poi altro non ? che forse la pi? interessante e meglio riuscita delle guglie della zona: le altre due guglie in questione, che delimitano il passaggio scendendo dalle piccole guglie sul passo, potrebbero essere quelle che chiamerei, perch? no?, della <meta>, riferendomi al <Pitone con Meta> del catasto lorenese (ci potrebbe anche stare…la meta del Viarello del Prato…): quelle due guglie, la pi? a valle ? quella col vecchio cordino in cima salita da Guido, sembrano infatti come le due colonne di un portone per il passo.
    e guarda caso la via che viene gi? di l? inarcandosi leggermente nella ripida valletta fino al <gruppo scultoreo> passa proprio in mezzo a una macchia di ginestroni, che a quella quota, tra la Focoraccia e l’Altissimo, mi pare sia l’unica della zona.
    e comunque, anche se un c’entrasse nulla la manodopera del signor Gaggini, la via rimarrebbe a pieno titolo la via dei Gaglini, ovvero la via delle piccole guglie.



    il <gruppo scultoreo del Gaggini> si trova su quella che ho chiamato l'<alta via dei cavatori>, ovvero il sentiero in pari intorno a quota mille che collega tutti e tre i valichi della zona. in direzione mare si va verso i passi del Pitone, della Focoraccia e l’Aiola, a monte si va verso il canalone delle Greppie all’altezza del tornante della marmifera troncone Colonnoni, passando accanto ai resti di un paio di postazioni (documentata la presenza di postazioni avanzate partigiane-alleate subito sotto il Passo), e incontrando nella discesa verso la Grotta di Cel? numerose altre grotte, grandi e piccole, pi? o meno naturali, in cui finita la guerra furono ritrovate una quantit? di oggetti anche di civili: ma il ricordo pi? forte di chi durante o subito dopo la guerra ? salito lass? era il solco profondamente scavato nel terreno dal passaggio di migliaia di persone.
    questo convalida la tesi del canale delle Greppie come viadotto collettore del traffico proveniente anche dal passo del Pitone e dalla Focoraccia: a quote diverse tutte le vie di valico vi si innestavano, per dirla col Federigi, tutte le vie portano alla Grotta di Cel?.

    ciao
    Luca

    #14803
    Anonimo
    Ospite

    x Marco
    Dalla tua foto Marco la traccia gialla sotto i Gaglini di Guido sembra un percorso possibile. Però mi è capitato varie volte di individuare in foto pseudotracce che poi alla verifica sul terreno non erano niente di definito o magari solo mini cengette naturali senza tracce di passaggio. Un po’ quello che accade quando riconosciamo volti e figure nelle rocce che poi cambiando anche di poco prospettiva svaniscono del tutto.

    Mi è venuto in mente però di andare a verificare la cosa sulla tav. XXVII già postata qui da me (pag. 26) a corredo dell’ormai famoso articolo dell’Armanini. Siccome la foto ritrae proprio tutto quel versante e lo ritrae in condizioni di leggero innevamento (il che mette in evidenza le tracce) ho pensato che forse da lì si poteva ricavare qualche indizio. Per avere il massimo dettaglio possibile sono andato a riguardarmi la foto direttamente sul libro (comunque anche nell’immagine postata qui a pag. 26 si riesce a vedere qualcosa): si vede in alto il tracciato del 188, in basso in primo piano alcune case nel bosco di Campigli (quelle che sulla IGM sono a quota 860 e 750 ?), poi guardando attentamente in corrispondenza della tua pseudotraccia gialla effettivamente “sembra” di distinguere una linea lievemente più marcata che potrebbe essere anche un sentiero (o perlomeno si nota una linea della stessa rilevanza di quella del 188 appena pi? alto). Questo ripeto con la premessa generale che a volte le foto fanno prendere degli abbagli :huh: :S

    xLuca
    Nudo per canali ? Se ne era parlato tempo fa di uno che si aggirava ignudo tra passo del vestito e Macina , allora eri te ? ma anche quando ti metti in cerca della “via della libertà” ti metti in “libertà” ? cioè ti ci butti proprio anima e “corpo” :woohoo:

    Vedo che hai ingranato con le foto ;) ora aspettiamo quelle della ?eccentrica? Galleria d?arte naturale dei Gaglini

    L?ipotesi del tecchione come cava mi pare interessante: del resto le cave erano il regno dei ?tecchiaioli?

    A proposito di Cave Caprara, “esplorando” i libri fotografici sulle apuane accumulati nel corso degli anni ho trovato una foto interessante su un libro del 1960 “Alpi Apuane” di Roiter-Montella, edizioni A.C.I.

    Nella foto mi pare che si veda in primo piano la Cava Caparara e in secondo piano il passo del Pitone di mezzo (seminascosto) poi sullo sfondo il passo della greppia e gli Uncini. Guardando sotto il Pitone mi sembra di riconoscere la costa rocciosa da cui sono sceso nella mia esplorazione descritta a pag. 10. Sul costone si nota una evidentisima traccia che dovrebbe corrispondere a quella trovata da me in discesa e poi in risalita (lungo quella che ormai è nota come traccia blu) . Evidentemente all’epoca (fine anni ’50) era piuttosto battuta. La stessa foto inquadra anche il versante attraversato dalla pseudo-traccia gialla di Marco. Lì non si nota niente, ma la zona è in ombra o potrebbe essere anche colpa della bassa definizione dell’originale.

    #14804
    Marco di AS
    Partecipante

    Eh s?, Bergame, quella della foto sembra proprio la tua traccia blu, e ben evidente. L’hai viste le "sculture" di Luca? Vi siete un po’ sovrapposti… E non so, Luca, se hai visto la domanda che ti facevo sul figlio di Sciamino; gi? che ci sono posto come promesso l’articolo di Giannelli. Avevo letto frettolosamente solo "avevano", dice anche "e hanno" riferendosi evidentemente a Mauro… che a occhio e croce potrebbe essere sulla settantina o quasi se fosse nato dopo la guerra, cosa possibile dato che all’epoca della Linea Gotica Pacifico Luisi aveva 31 o 32 anni.

    Marco

    [i]Sciamino. Si chiamava Pacifico Luisi e aveva 88 anni. Chiss? se coloro che l?hanno accompagnato da via Cugnia al cimitero di Querceta sapevano chi fosse in realt?. Io, che gli ho dedicato venti pagine dei miei libri ?La trappola del ?44?,?Versilia kaputt!?e ?Sant?Anna l?infamia continua?, lo consideravo un mito.
    Anche suo padre, il nonno e il bisnonno, e lo stesso suo figlio Mauro, avevano e hanno lo stesso soprannome, come un titolo nobiliare. La madre del suo bisnonno coltivava la canapa nei campi e, per allontanare gli uccelli, conciava questo suo figlioletto da spaventapasseri con il compito di gridare ?sci?-sci??. Da 170 anni, i maschi di casa Luisi vengono chiamati Sciamino.
    Era nato a Azzano e trov? posto all?Henraux come elettricista, ma durante la guerra l?ing.Balduini lo mand? alla Polla a far da guardiano alla casa dei cavatori. E, dopo l?occupazione tedesca del settembre 1943, lass? tra le capre dell?Altissimo, ebbe modo di conoscere il capo dei partigiani apuani, l?ex frate domenicano Pietro Del Giudice, che gli ? rimasto amico per tutta la vita. Quando Pietro aveva bisogno di un punto di riferimento in Versilia, anche dopo la fine del conflitto, si rivolgeva inevitabilmente a Sciamino.
    Un giorno blocc? un soldato di Hitler sulle Gobbie, a Campodallorzo, sparandogli con un vecchio fucile ?91, ma cercando di non centrarlo e, quando quello stava per arrendersi, gli fece cenno di scappare.
    In cambio, qualche mese pi? tardi, durante un combattimento a fuoco fu lui ad esser centrato in pieno. Il colpo del ?Mauser? lo prese in piena fronte sull?elmetto, il proiettile penetr? sotto il ferro e si depose innocuo l?, senza uccidere il partigiano che in quel momento faceva la guida alle truppe americane nel corso dell?ultimo attacco alla Linea Gotica. Quell?elmetto perforato ce l?ha ancora in salotto in via Luigi Salvatori, gliel?ho chiesto, ma se l?? voluto conservare tutto per s?.
    Il compito affidatogli da Pietro Del Giudice non era quello di fare la guerra, bens? quello di manovrare la teleferica della cava della Tacca Bianca che portava i rifornimenti ai partigiani e trasportava anche sette uomini al sicuro del loro rifugio, si chiamassero Renzo Mencaraglia, Lorenzo Bandelloni, Lalle Berti o Aurelio Tonini. Quando il 27 giugno del ?44, dopo sei ore di duro combattimento, i tedeschi riuscirono a prevalere, presentarono le armi ai ?ribelli? in segno di rispetto per avere difeso con onore le loro postazioni.
    I partigiani dovettero ritirarsi, ma Pacifico Luisi rimase sul posto con l?incarico di controllare il passaggio clandestino dell?unico punto strategico dal quale si poteva ancora transitare, a rischio di prevedibili sorprese, dalle due parti della Linea Gotica da Azzano e Antona.
    Da quel momento l?Altissimo prese il nome di ?Zona Sciamino? perch? era lui, con pochi uomini fidati, a fare da?spallone? ed a condurre la gente, dalla zona alleata a quella tedesca e viceversa, con i nazisti che avevano preso alloggio al palazzo Henraux, dopo aver minato la strada delle Cervaiole e costretto tutti gli uomini disponibili a lavorare alle dipendenze della Todt per costruire camminamenti e trincee fino al colle di Grattaculo. Conoscitore di ogni sentiero e di ogni sasso dell?Altissimo, alla fine del conflitto la sua opera di ardito venne contraccambiata con un pezzo di carta dove il comandante Pietro gli attestava di essersi ?prodigato infaticabilmente per accompagnare oltre le linee, ufficiali alleati, missioni di comandanti patrioti, nonch? di moltissimi profughi civili?. A lui bast?, non avendo in cuor suo altro da chiedere, ma dal colonnello Pursall, dell?Intelligence executive office, aveva in precedenza avuto un lasciapassare che lo contraddistingueva: ?This man, Luigi Pacifico, is ok?, l?uomo cio? che sovrintendeva la zona del fronte come guida ufficiale del III battaglione, 442fanteria, Apo 464, e che segu? l?esercito alleato nell?operazione finale da Azzano a Genova. E con lui, Pursall volle condurre l?ultimo attacco che l?8 aprile port? alla definitiva liberazione di Montignoso e che a Carrara lo volle al suo fianco nel corso della sfilata delle truppe americane e poi sul palco quando, di fronte alla popolazione entusiasta, sent? il dovere di proclamare: ?Non ? solo a me che dovete il merito della vostra liberazione, ma anche a questo partigiano italiano, mister Sciamino, look, look, l?uomo che prevede tutto!?.
    In un rapporto del dottor Vinci Nicodemi, comandante partigiano, si tent? una statistica del contributo dato da Pacifico Luisi: 1.996 passaggi clandestini solo nel mese di febbraio 1945 con un massimo di 156 il giorno 26. Nella cifra erano compresi 187 militari nazifascisti prigionieri o disertori. Fonti americane allargarono il numero dei passaggi a oltre ottomila, pi? o meno una media di 25 al giorno nell?arco di sette mesi.
    Lascio la parola al protagonista che in ?Versilia kaputt!? (1995) mi fece scrivere: ?Di solito la traversata durava tre ore ed avveniva in certi punti che solo le capre avrebbero potuto superare. Mi giovai naturalmente di un accordo voluto da Pietro tra tedeschi e partigiani in modo da lavorare in una specie di zona franca. Facevo ormai comodo a tutti, anche se dovevo seguire certe regole come quella di muovermi in un solo sentiero da percorrere senza che nessuno avesse armi addosso. I tedeschi furono inflessibili, ogni altro accesso era stato minato, compreso quello che andava dal Pitone ai Goggini e foce Capraia e cos? scelsi un nuovo sentiero. I tedeschi avevano finalmente ceduto. L?8 novembre del 1944 avevano infatti dovuto riconoscere il diritto di belligeranza alle formazioni partigiane (grossa marcia indietro, rispetto all?eccidio di Sant?Anna di tre mesi prima!) il rilascio di ostaggi civili italiani in cambio di prigionieri nazifascisti, la dichiarazione della sovranit? territoriale delle comunit? locali ormai controllate dai patrioti, la facilitazione nell?approvvigionamento della popolazione. Non sempre l?accordo venne rispettato, ma divenne un fatto di eccezionale importanza che i tedeschi discutessero ormai alla pari con gli uomini della Resistenza?.[/i]

    Giorgio Giannelli (da Versilia Oggi, settembre 2001). Nella foto, Sciamino con il suo elmetto, qualche anno prima della scomparsa

    #14805
    Anonimo
    Ospite

    Dok…o preferisci Luca….in tempo remoto…(qualche post fa ) ho scritto…che dalle ultime case…basse diroccate del bosco di Campiglia si stacca un bel sentiero……per di piu’ anche a suo tempo segnato di rosso,che in parallelo si porta a sfiorare il ravaneto,poi con andamento destroso aggira il ravaneto e ci passa sopra superandoo i blocchi di marmo (posti all’inizio del ravaneto) e il sentiero meno marcato ma molto visibile…si congiunge con il 188/bis in linea del passo del Pitone/Massese (piu’ o meno dove c’? il cavetto nel canale).Abbiamo fatto anche sabato con Fabbri un sopraluogo..dal laghetto delle trote di Antona(loc.Darola).Risalendo il torrente di Antona e percorrendo il sentiero/mulattiera che usano anche per andare nella falesia della Laguna,in prossimita’della falesia (dopo aver attrversato il torrente Antona)ci siamo portati in direzione bosco di campiglia. All’inizio abbiamo seguito tracce di sentiero che tagliava tutti i terrazzamenti che sono stati costruiti nel bosco in tempi remoti……..e la certezza del sentiero….era la comferma che le scope…sulla linea dello stesso,erano tagliate per passare…..siamo riusciti ad arrivare..piu’ o meno in linea con le ultime case diroccate basse….non vicino….in quanto…il tempo a disposizione ?ra limitato.Al ritorno in prossimita’ del torrente Antona (dove lo avevamo attraversato)abbiamo scoperto altra mulattiera (predominante un po’ di vegetazione ma percorribile)che va in direzione Antona altezza via dei castagni (dove parte la via della liberta’)anche questa ….percorsa solo 10 minuti per mancanza di tempo……..Si aspettava a darvi notizie…di tutto cio’ per completare meglio con altre uscite in loco……..(Comunque anche nella cartina dei sentieri il fosso Campiglio (cosi ? scritto)e il primo dopo il colle della Bianchina……….NB= per il sentiero del ravaneto mi riferisco alla foto della cava caprara.
    x Bergame=non so dove vedi il sentiero in quella foto……ma volere e potere..x la cava in foto bianco/nero si chiama Caprara o Granarola tutalpiu’…perche’ se sbagliamo ora noi…con i nomi figuriamoci gli altri dal 45..al 2012…
    x Marco as..il sentiero 188/bis,non parte dalla tecchia come sostieni tu,….ma….dalla ex tana del lupo (circolo motociclisti)con itinerario pruneta-c.lle della bianchina-fosso di campiglio-campiglia- focoraccia…..come riportato sulla cartina multigraphic-attualmente in possesso di Fabbri..la foto dell’itinerario 188-bis ? stata inviata anche a Bergame
    Mi sa…che prima di trovare la via della liberta’ diventiamo…..come Sciamino…..in foto..ha!ha!ha!
    Vi salutiamo tutti Fabbri/Pisanino…

    #14806
    Anonimo
    Ospite

    X Pisanino: prima della foto ho scritto giusto (caprara) poi ho aggiunto una a (caparara), una svista :( ma a te non scappa niente, pignolo :evil:
    Non ho capito a quale foto ti riferisci col “volere è potere” : tutte e due ? in ogni caso le foto sono “scuse” per andare a fare un giretto sul campo … se potessi :S e se potessi sarei contento anche di sbagliarmi :)

    La guglia del Gaggini/Gaglini l’avevo adocchiata da lontano: avevo in mente di andarci , ma ti pareva che il dok non l’avesse già catalogata. Fantastica. Vista da lontano sembrava un miraggio . Da vicino ? … mistica :silly:

    #14807
    dok
    Partecipante

    Luca, se la traccia dai "Gaglini di Guido" ? quella gialla che ho immaginato sotto il valico, sembra che vada a reinserirsi nel 188 e non verso l’ex 188 bis al Fosso del Pozzone.

    o Marco, sembra per sembra a me neanche una traccia mi sembra: scusa, ma come si fa a discutere su di una cosa che sembra qualcosa? se ? una traccia non si immagina, si verifica e poi se ne parla, no? comunque, a occhio e croce, riguardando qualche vecchia foto, mi sembra s?, ma che l? sia un postaccio per farci passare una traccia, poi pu? essere che mi sbagli, te l’ho detto, se poi ci trovi anche un Tecchione, ben venga
    secondo me, se una traccia ci pu? essere che scende dai gaglini di Guido, non pu? essere che sui fianchi del canale sottostante, che scende al Pozzone, e anche l? non la vedo una passeggiata, anche se l’inizio sembra invitante…

    posto che Campiglia non ? la Casa del Prete ma tutta la zona comprese le casine a quota 750. Se superato il (vero) Fosso di Campiglia si procedesse verso queste e poi si rimontasse per la costa o nei suoi pressi verso la Casina dei Cacciatori, troveremmo dei tornanti? Non saprei, io ho fatto solo quel breve tratto finale e non ricordo bene, ma pu? darsi. Ora, se la Armanini, per ragioni, diciamo cos?, di sintesi ha evitato di soffermarsi sui tratti orizzontali, ci sarebbe cos? prima la salita a tornanti e dopo il Pozzone quella verticale. Se invece con i tornanti avesse voluto indicare un attacco al 188, poi da questo dove sarebbe mai la salita verticale al Pitone? Non mi torna.

    s? s?, chiaro, col 188 un c’incastra nulla, ho detto una cazzata, semmai ecco potrebbe incastrarci col 41, risalire il canale di Campiglia fino al…pitone! dell’Angiola, che l? c’? anche la grotta e di pitoni un ce n’era abbastanza a ggiro…no no, gi?, via, si esce dal seminato…o no?
    e poi il tracciato che avevo descritto nel post a pag.26 non ti soddisfa, che invece che tenerlo presente e semmai verificarlo, ne proponi un altro molto meno coerente con la descrizione della Armanini? ce l’hai davanti alle casette dei pastori-750m il passaggio diretto col guado del fosso proprio sotto la verticale del Pitone, perch? andare in l? per poi tornare in qua e cercare stretti tornanti dove non servono?

    Quanto al Fondone, il termine mi farebbe pensare di primo acchito alla zona sotto le casette a quota 750, qui la vecchia IGM riporta tracce verso il Fosso del Pozzone, ma successivamente non indica risalite verso l’ex 188 bis.

    e allora, che vuoi dire, se una via non era segnata sull’IGM i partigiani non ci andavano?
    se poi come dici, e sembra anche a me, Fondone si addice a quella zona bassa di Campiglia (ma potrebbe anche indicare una zona chiusa, un culo di sacco, come la parte alta del canale sotto la <casina dei cacciatori>), l’ultima traccia che ho seguito quel dicembre 2009 sarebbe …a dok e andrebbe a risbucare sul 188bis subito a monte di quella cresta che hai fotografato mercoled? in corrispondenza della <cervellotica> traccia blu di Bergame…
    a proposito ecco la famosa grotta al bivio dei passi:

    Giannelli parla anche di un figlio che, dice, "aveva" il suo stesso soprannome. Visto il tempo verbale usato, spero sia sempre vivo… Nel caso, Luca, lo hai conosciuto?

    e li conosco s?, ci mancherebbe, i du’ figlioli di Pacifico Luisi, e c’? anche una figliola. Sciamino ? un soprannome portato da generazioni dalla linea maschile, Pacifico era anche conosciuto come Selvino.
    ciao
    Luca

    #14809
    Marco di AS
    Partecipante

    Pisanino, hai ragione, l’ex 188 bis ? quello che dici, come avevo detto l’ho anche fatto… ma essendo un segnavia "ex", cambia poco!

    Luca, per quanto riguarda quella traccia lo so che non c’? che da andare a vedere; per essere una cengetta naturale a me pare (cos? non uso "sembra" ;) :laugh: ) abbastanza definita anche sul paleo. Quanto alla possibilit? di discesa verso il Pozzone, anch’io la vedo bigia, considerando la ripidit? del versante per non parlare di quello che si pu? trovare pi? in basso.

    Ho riletto il post a pagina 26; hai ragione, ? certamente pi? coerente, se si tiene conto che con la frase "superato il fosso di Campiglia" poteva indicare entrambi i rami, che del resto pi? in basso confluiscono… ma ? anche bene verificare tutte le ipotesi alternative possibili, no?

    Quanto alle tracce, sono d’accordo, nella vecchia CTR non c’? certo tutto. E a questo punto m’? venuta voglia anche a me di tornare in zona per ulteriori verifiche! :)

    Se conosci i figli di Sciamino, possibile che il babbo non gli avesse mai indicato i Gaglini? Glieli avr? pure insegnati i valichi con i vecchi nomi, anche se poi sono cambiati, no?

    Comunque rassicurati, Pisanino, non ? che per trovare i Sentieri della Libert? diventeremo come lui… Separiamo le due questioni: da un lato, trovare il percorso, o i percorsi, migliori per un tracciato Antona-Azzano il pi? vicino possibile a quanto abbiamo bene o male messo a fuoco finora e con una percorribilit? accettabile, magari non gnudi come Luca e nemmeno dove debbano per forza passare famiglie con bambini in bermuda ed espadrillas… Un sentiero EE, insomma, pu? andare benissimo. Dall’altro, continuare la ricerca storica con convinzione ma senza particolari patemi.

    Proprio ieri mi ha chiamato Angelo Nerli e mi ha confermato che ha gi? l’ok del Gruppo Regionale del CAI per un progetto di ripristino del sentiero dei cavatori dalla Polla alla Tacca Bianca e al Vaso Tondo, nell’ambito delle iniziative 150? dello stesso CAI, ma dato che l’Henraux ha messo almeno per ora (purtroppo! :evil: ) un veto, suggerendo il recupero del ramo per i Colonnoni, Cava Tela e cresta sud dell’Altissimo (Passo dell’Orso), allora si punterebbe su questo ma anche su un sentiero della Libert?. Sabato 26 maggio c’? la prossima riunione delle sezioni apuane a Carrara e intenderebbe parlarne gi? (al mattino a Equi ci sar? invece la presentazione della carta "geoturistica" del Parco, alla quale abbiamo collaborato). Se potessimo vederci prima per dare un parere in tal senso, non sarebbe male, no? Fatemi sape’!

    Marco

    #14810
    Marco di AS
    Partecipante

    Mi sono accorto che m’era partito questo post come doppione del precedente, e data la lunghezza del topic, non era proprio il caso di lasciarlo, no? :S :laugh:

    Marco

    #14811
    Anonimo
    Ospite

    Trovato.il vero sentiero storico e nel caso fosse impraticabile anche per E.E.si potrebbe optare per 2 soluzioni:
    1 ) il classico..di ora Antona-colle Bianchina-188-bis-passo Focoraccia/Pitone dei Massesi-sentiero di Luigi(nastri bianchi/rossi-carrareccia-Polla-marmifera-la vera mulattiera x Azzano(quella usata dai sfollati)Azzano….
    L’altra un po’ piu’ storica…….
    Antona-Maesta dei partigiani-188/bis-colle Bianchina-casa del prete-sacrario "la Tecchia-188-passo Greppia-innesto marmifera-sentiero dei cavatori-polla-marmifera-mulattiera-Azzano…..
    questo ultimo prendi…. 2 piccioni con un baccello…..
    Non voglio allarmare nessuno—-sono solo proposte
    Ma torniamo alla realta attuale….speriamo che non romponi li coioni..per il vaso tondo (sentiero mitico da non perdere)( dopo le mine dei tedeschi..che obbligavano gli sfollati a cambiare sentiero..nel 2012..non ? cambiato nulla la Henraux mette pure il veto…….su delle cose che appartengono a tutti…(le montagne)vorra’ dire che noi (almeno io)faro come i partigiani…ci passero’ lo stesso…….dal vaso tondo.
    Per il 26 maggio….almeno Fabbri (socio cai)sara’ presente…poi ci sentiamo verso 23/24 maggio…..
    Saluto tutti….Pisanino

    #14812
    Marco di AS
    Partecipante

    Non ? che l’Henraux voglia impedirci di passare di l? (anche se in futuro… non si sa mai! :sick: ) ma solo di attrezzarlo e segnalarlo come sentiero CAI, ufficialmente per i pericoli di caduta sassi da monte sulla cengia, a quanto ho capito.

    Quanto alle tue proposte, ok; ? per? da prendere in considerazione anche la variante per il Pitone di mezzo.

    Per quanto riguarda il 26 a Carrara, dato che a queste riunioni intersezionali partecipano i responsabili della sentieristica di ogni sezione, se Fabbri non ? tra questi dovrebbe per correttezza informare Guido della sua presenza; comunque non penso ci siano certo problemi. Piuttosto, dici di risentirci due giorni prima: se proprio non ce la facciamo a vederci insieme da Andre come avevamo ipotizzato, mettiamo a punto le proposte qui sul forum, con tanto di cartografia per?, e con la segnalazione dei punti critici su cui intervenire, perch? sul lato versiliese pu? venirci inontro l’Unione di Comuni, l’ho gi? accennato a Vettori ma dovremo mettere a fuoco meglio il tutto con l’ufficio competente, che ?… quello di Anto (se ci sei, batti un colpo! :P )

    Marco

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