Anello Marmitte dei Giganti al Sumbra: relazione

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  • #6322
    Anonimo
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    Domenica scorsa 12/07/2009 ho deciso di ripetere con un amico, questa volta nella versione integrale, l’itinerario ad anello che permette di visionare le stupende Marmitte dei Giganti al Monte Sumbra.
    Visto che in rete e nelle guide si trovano poche informazioni e che purtroppo il topic ricco di contributi aperto lo scorso anno ? andato perso (…!) penso che possa essere utile riproporre in questa occasione una dettagliata relazione.

    L’itinerario qui descritto, sebbene non possa esser ritenuto una via di arrampicata, ? senza alcun dubbio di tipo alpinistico dal momento che si svolge in tipico ambiente apuano (roccia rotta e paleo) fuori da sentieri e itinerari battuti: ? necessario pertanto avere una ottima confidenza con il terreno e il meteo (l’itinerario pu? diventare "infernale" se la roccia ? bagnata… esperienza personale dello scorso anno…), buon senso dell’orientamento e soprattutto ottima padronanza della manovre di corda per le calate in doppia.

    Materiale necessario: casco, imbraco, cordini vari, 3/4 rinvii, qualche ghiera, mezza corda MINIMO 30m (come nel nostro caso). Con una corda pi? lunga ? possibile saltare alcune soste intermedie. Non servono le scarpette da arrampicata.
    Non si trova acqua durante tutto l’itinerario (se non quella delle marmitte…) e non c’? alcuna copertura GSM.

    La risalita delle marmitte nel fosso del Fatonero presenta qualche passo di al massimo III grado e uno da fare in artificiale su 3 vecchi fix artigianali.
    Le soste di calata nel fosso dell’Anguillara sono state recentemente riviste (anelli e catene nuove)e sono in ottimo stato, alcune sembrano essere state rimosse per -credo- polemiche riguardo ad un uso intensivo di fix e spit. E’ necessario pertanto in alcuni tratti sfruttare gli alberi e in un solo caso un vecchio chiodo arrugginito (parte alta del fosso dell’Anguillara).

    Il percorso si svolge nella valle isolata e incontaminata delimitata a N/NO dalla maestosa parete del Monte Sumbra, sotto lo stupendo bosco del Fatonero e fino alla Turrite Secca in basso. Il percorso ? parzialmente visibile anche dalla strada che congiunge Arni a Isola Santa.
    Sono possibili due varianti di percorso:
    quello breve prevede lo scollettamento del costone che separa i due fossi in prossimita della quota 1027 m. Durata itinerario circa 7 ore.
    quello lungo prevede la risalita integrale del fosso del Fatonero, poi per pendii ripidi di paleo il raggiungimento del passo del contapecore a quota 1450 m sul sentiero n. 144 che da Arni porta a Passo Fiocca, infine la discesa per il fosso dell’Anguillara. Durata itinerario 11 ore.

    Relazione:
    Si parte lasciando la macchina a quota 691 m in corrispondenza di uno spiazzo di fronte a una vecchia e abbandonata torretta ENEL sulla strada per Isola Santa. Si risale a piedi la strada in direzione Arni per circa 150 m fino a incontrare una mulattiera che scende nel greto della Turrite Secca, quindi se ne percorre l’alveo secco e invaso dalla vegetazione in direzione Tre Fiumi per circa 1 km. L’accesso al fosso del Fatonero compare evidente sulla destra (15 min.). Si risalgono quindi facilmente le prime marmitte (numerate con numerazioni decrescenti da quelle basse a quelle in alto) aggirandole dove possibile sul lato destro (sinistro orografico) seguendo i segni gialli (sbiaditi ma visibili). Si supera un primo sbarramento sfruttando una corda (marcia) sul lato sinistro (destro orografico) o alternativamente sfruttando una fessura inclinata con passi di II grado.
    Si procede fino a incontrare un secondo, pi? duro, sbarramento. Qui una volta c’era un corda che sebbene fosse marcia anch’essa permetteva di salire senza troppi patemi. Adesso non c’? pi?, almeno dove serve… Si procede con due passi in artificiale con anelli di cordino su tre fix artigianali e mal messi (meglio che niente…). Superato il risalto, con l’aiuto nella parte superiore di una corda lasciata si risale un breve canalino terroso alla sinistra di un grosso masso, quindi si esce nuovamente nel letto del fosso del Fatonero. Da qui in poi il percorso ? pi? facile e il letto pi? aperto. Si sale senza fatica fino alle belle marmitte n.7 e n.8, sicuramente le pi? formate e scenografiche di questa parte di itinerario.

    Si aggirano le marmitte pi? impegnative sempre tenendosi sul lato destro in corrispondenza dei segni fino ad arrivare in una parte boscosa del fosso caratterizzata da grossi massi e assenza di marmitte. Prima di un ulteriore sbarramento si notano degli ometti sulla destra che indicano in punto in cui bisogna uscire per traversare e raggiungere il costone roccioso a quota 1027 m per chi vuole seguire l’itinerario breve. Altrimenti si prosegue lungo il fosso del Fatonero superando lo sbarramento sul lato destro con passi di II/III grado.

    ITINERARIO BREVE
    In questo caso, una volta usciti al sole sui pendii ricperti di paleo bisogna puntare all’evidente sella sul costone che separa i due fossi. Si procede senza meta obbligata su terreno di roccia e paleo ripido e infido. E’ una delle parti pi? delicate e faticose dell’itinerario da percorrere con estrema attenzione. Raggiunto in circa 1 ora la sella, riconoscible dalle ampie placche di roccia chiara conviene scendere qualche metro sull’esposto versante del costone che scende nel fosso dell’Anguillara quindi puntare a sinsitra (direzione Nord) traversando in diagonale fino a un piccolo boschetto (necessario senso dell’orientamento e attenzione). Raggiunto il boschetto si scende pi? o meno per la massima pendenza fino a intercettare il letto del fosso dell’Anguillara. In questo tratto potrebbe gi? essere necessario effettuare delle doppie per scendere fra gli alberi.
    Raggiunto il fosso dell’Anguillara si inizia a scendere fino a incontrare subito due spettacolari marmitte che cadono una nell’altra. Conviene superarle con una unica calata di 30m anche se ? presente una sosta di calata per eventualmente spezzarla. (Per il resto vedi itinerario lungo)

    ITINERARIO LUNGO
    Superato il risalto in corrispondenza del bivio con l’itinerario breve segnalato dagli ometti si prosegue facilmente la risalita del fosso del Fatonero. La pendenza man mano si fa meno accentuata e il panorama si apre. Conviene risalire il fosso del Fatonero integralmente fino al punto in cui questo inizia a diramarsi nei suai affluenti che scendono dal bosco del Fatonero. Piccola nota: a questo punto se si sale sul lato destro orografico fino a quota 1200 m ? possibile trovare l’ingresso di un complesso speleologico.
    Si lascia quindi il letto del fosso del Fatonero e ci si dirige senza percorso obbligato verso il passo del contapecore (non ancora visibile) aggirando l’estrema propaggine nord del costolone roccioso.
    Tratti ripidi di paleo e roccia rotta da affrontare a tratti col tipico stile apuano della "paleo traction"

    il costone roccioso da aggirare a nord per raggiungere il passo del contapecore e finalmente il sentiero n.144

    il passo del contapecore, riconoscibile dal paletto segnaletico ben visibile

    il bellissimo bosco del Fatonero

    Raggiunto il passo si scolletta e si inizia a scendere senza meta obbligata verso la parte alta del fosso dell’Anguillara. Noi abbiamo puntato verso un solitario alberello anche se forse conviene fin da subito tenersi sulla sinistra in direzione della maestosa parete del Monte Sumbra.

    Si prosegue fino a incontrare una serie di impressionanti strapiombi (fino a 100 m) che a quanto ho potuto vedere non si possono superare direttamente. Conviene quindi aggirare le difficolt? tenendosi sempre sul lato sinistro orografico, puntando verso la parete SO del Sumbra. Si scende ripidamente su infido paleo e roccia friabile e rotta fino a intercettare nuovamente la parte alta di uno dei rami iniziali del fosso dell’Anguillara, riconoscibile dalle ampie placche bianche e liscie ben visibili anche da lontano .

    Guardando all’indietro adesso si nota il risalto che abbiamo aggirato

    Di fronte si apre lo scenario della valle dell’Anguillara

    Raggiunte le placche si inizia con le calate. La prima sosta ? su spit e catena, poco visibile poich? posizionata proprio al margine del risalto(!). Le prime tre calate sulle placche sono un po lunghe, ? necessaria la corda di 60m per superarle. Noi abbiamo saltato la prima calata tenendoci sul lato destro dove abbiamo sfruttato gli alberi.
    Successivamente si devono superare una serie di risalti molto scenografici. Per chi ha una corda corta come avevamo noi l’ultima calata va effettuata su un chiodo arrugginito con cordini…

    Si prosegue quindi l’emozionante discesa calandosi dove necessario e utilizzando la sopraffina tecnica della "strusciata di culo" in corrispondenza degli scivoli non attrezzati.

    Una delle calate dagli alberi nella parte alta dell’Anguillara

    Dopo uno spettacolare antro sulla destra si perviene in breve al punto in cui confluisce l’itinerario breve.
    Si superano una serie di emozionanti calate su marmitte che cadono una dentro l’altra in successione. In corrispondenza dell’ultima di queste c’? un passaggio delicato in quanto una volta calati bisogna uscire dalla marmitta con un passo di aderenza su roccia levigatissima. L’anno scorso la marmitta era asciutta e non ha opposto particolari difficolt? nella sua risalita mentre domenica scorsa era piena di acqua e per uscirci abbiamo dovuto entrarci dentro con l’acqua fino alle p…e!

    Una foto dello scorso anno in corrispondenza della marmitta da cui bisogna uscire in aderenza, domenica era piena di acqua gelida fino a met?…

    Il resto della discesa non presenta particolari problemi e laddove le soste pi? recenti sono state rimosse da chi non condivideva forse l’approccio troppo moderno della richiodatura, si possono sfruttare gli alberi.

    Una delle ultime calate

    Alla fine si giunge all’ultimo risalto che si scende con una scala metallica (fino a qui ? possibile arrivare anche salendo dal basso) quindi al saggio di cava e infine in breve al punto di partenza nel greto della Turrite Secca. Per mulattiera si fa infine ritorno alla macchina.

    Panorama del fosso dell’Anguillara percorso in discesa, si nota sulla sinistra in alto lo strapiombo che bisogna evitare mentre sulla destra sono visibili le placche bianche da cui partono le prime calate

    L’itenario ? molto spettacolare e si svolge in un ambiente suggestivo e selvaggio popolato da specie botaniche e zoologiche endemiche delle apuane (Triturus alpestris apuanus, Saxifraga lingulata, Globularia incanescens etc..). Complessivamente ? uno degli itinerari pi? impegnativi che abbia affrontato sulle apuane soprattutto dal punto di vista psicologico per via della continua concentrazione che bisogna mantenere. Bisogna prestare la massima attenzione alle fasi di recupero della corda in quanto nel malaugurato caso che rimanga incastrata ci si trova praticamente isolati senza possibilit? di poter proseguire…

    Ringrazio tutti gli utenti che lo scorso anno mi hanno aiutato a pianificare l’itinerario.
    Per chi volesse vedere della altre foto sia di domenica che dello scorso anno vi invito a seguire i due link

    http://picasaweb.google.it/matteucci.m/09_07_12AnelloMarmitteDeiGiganti#
    http://picasaweb.google.it/matteucci.m/AnelloMarmitteDeiGigantiMonteSumbra2008_06_01#
    ciao
    marco

    #6323
    Anonimo
    Ospite

    Ottimo lavoro!
    E grazie per la relazione iper-dettagliata, che risulter? sicuramente molto utile a tutti coloro che vorranno provare l’itinerario (me compreso).
    Sembra quasi un percorso a met? strada fra alpinismo e torrentismo…

    #6324
    Daniele
    Partecipante

    Intanto complimenti per l’escursione…per le foto e per la UTILISSIMA relazione…

    Capita proprio a fagiolo… a breve volevo far "visita" alle marmitte dei giganti…

    Bella anche "la sopraffina tecnica della "strusciata di culo" … usata anche io molto volte hhahha :laugh:

    #6325
    Anonimo
    Ospite

    davec77 scritto:

    Sembra quasi un percorso a met? strada fra alpinismo e torrentismo…

    e in effetti lo ?… senza acqua per? (tranne nella marmitta dove sono infilato! :whistle: )
    ve lo consiglio vivamente

    #6326
    Anonimo
    Ospite

    Tula82 scritto:

    Bella anche "la sopraffina tecnica della "strusciata di culo" … usata anche io molto volte hhahha :laugh:

    direi provvidenziale in pi? di una occasione B)

    #6327
    lasco
    Partecipante

    Anche mio figlio le ? trovate divertenti,2 anni f? dopo che un Sabato piovoso aveva trasformato le marmitte del fosso dell’Anguillara come dice Davec in un percoso da torrentismo. Conplimenti per la relazione che sar? sensaltro utile a chi le marmitte ancora non le conosce.Ciao

    #6328
    Guido
    Partecipante

    bella relazione, mi torna proprio bene perch? ci devo andare…e vedo che non sono l’unico…
    quando si va? B)

    #6331
    Luciano Cassiago
    Partecipante

    Complimenti, un bel lavoro!
    Sono anni che sogno di andarci…
    ciao
    luciano

    #6332
    Anonimo
    Ospite

    complimenti anche da parte mia. La relazione andrebbe pubblicata da qualche parte tanto ? fatta bene…

    #6334
    Marco Lapi
    Partecipante

    Mi associo anch’io, Marco. Complimenti! :)

    #6336
    Anonimo
    Ospite

    grazie a tutti, in effetti dopo la faticaccia che ho fatto lo scorso anno per reperire informazioni sulle varie pubblicazioni(peraltro incomplete e alcune fuorvianti…) mi sono sentito in dovere di scrivere qualcosa in maniera pi? dettagliata possibile.
    E’ infatti un itinerario che mi ha sempre incuriosito (e intimorito… da bambino mi dicevano che si poteva percorrere solo con guide del parco… bah…) e finalmente al secondo tentativo sono riuscito a sviscerarlo bene.
    Per inciso quella del Sumbra e della vallata del Fatonero ? una delle mie zone preferite in apuane, percui l’ho scritta volentieri.
    ora spetta a chi non c’? mai stato andare a verificare se ci? che ho scritto ? utile o meno ;)

    ciao

    #6337
    Anonimo
    Ospite

    che posti! :ohmy:
    Complimenti per l’escursione e soprattutto per la bella relazione che hai scritto!

    Nicola

    #6362
    Luciano Cassiago
    Partecipante

    Ciao Marco,
    volevo farti i complimenti per l’itinerario e per le foto. Mi piacerebbe averne una in alta definizione da poter fare un ingrandimento e metterla in salotto. Se sei disponibile a inviarmela mi puoi contattare per favore? Grazie ciao
    Luciano

    luciano@alpiapuane.com
    oppure
    luciano@xcpiemonte.com

    grazie ancora
    luciano

    #6380
    Anonimo
    Ospite

    ciao luciano, ti mando una mail in giornata. per me non ci sono problemi, mi fa solo piacere.
    ciao
    marco

    #6779
    Daniele
    Partecipante

    e sabato finalmente ho fatto le marmitte dei giganti… seguendo il percorso lungo…

    davvero bellissimo…cavolo che luoghi… qualche marmitta ? davvero da rimanere a bocca aperta !!!

    Avvistati anche 3 serpenti… 1 anche bello grosso

    Grazie ancora per l’ottima relazione… scritta davvero alla perfezione…

    Abbiamo impiegato 8 ore … preciso…preciso… ma senza relazione eravamo ancora li :laugh:
    E per la prima volta… ho utilizzato anche il gps… sono arrivato fino al passo di contapecore… poi dopo la batteria mi ha salutato… cmq ? davvero una ganzata…va detto via B)

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