Canale Biagi Balloni al versante Ovest del Sella

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  • Questo topic ha 5 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 2 anni, 3 mesi fa da Nico.
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  • #26941
    alebiffi86
    Partecipante

    Ieri, con Davide e Giordano, siamo andati al versante ovest del Sella dove abbiamo ripetuto lo splendido canale Biagi – Balloni; si tratta di un vecchio itinerario del 1976 a torto caduto nel dimenticatoio.
    La salita merita sicuramente una visita svolgendosi in un ambiente tra i più belli, selvaggi e maestosi delle Apuane; lo sviluppo è considerevole: sono circa 400 metri dall’attacco sino alla vetta.
    L’idea iniziale era quella di salire anche i ripidissimi salti basali (che precedono il catino collettore), ove d’estate salgono i primi tiri di Hydra e della via dei Falchi; purtroppo, a seguito anche di una mia ricognizione di alcune settimane fà, ci siamo resi conto che questo tratto difficilmente può presentarsi con innevamento adeguato (ci vorrebbe un inverno ancora più “ricco” di questo, comunque non escludo sia possibile); così, abbiamo optato per seguire la via dei primi salitori.
    Partiti da Resceto di buon ora (6.00), abbiamo risalito gran parte del canale dei Piastriccioni per poi imboccare il 165 fino alla casetta della Selvarella; da lì si comincia a vedere piuttosto bene il canale, che và raggiunto con lunga, infida ma evidente traversata da sinistra a destra; si sale poco sopra la casa, lungo la lizza, per poi abbandonare quest’ultima ed iniziare a spostarsi verso destra al fine di raggiungere una logica rampa ascendente che conduce sulla cima di una spalla; da qui ci si cala brevemente nel sottostante catino collettore (circa 3,30 ore da Resceto, avvicinamento delicato per le placche di roccia affioranti e l’esposizione).
    Dal catino si traversa ancora un poco verso destra, sino alla base del ripido salto che dà accesso al canale;
    le condizioni della neve, nel complesso, sono state buone: sul ripido non tutto era affidabile, spesso si trovava neve crostosa staccata ma c’erano anche tratti buoni di neve ghiacciata e paleo duro come il marmo! Neve pallottolare e sfondona invece durante avvicinamento e rientro; nei tratti appoggiati era tutto ottimo e portante grazie all’azione delle numerose scariche.
    Abbiamo fatto in tutto tre tiri di corda, più un lunghissimo tratto in conserva protetta; il salto basale infatti è costituito da circa 120 metri di terreno con tratti a 70 – 75° (diviso in due tiri), poi il canale si apre e spiana (rimanendo sui 50 °) per almeno 150 – 200 metri, infine diviene incassato e termina con un breve muro a 80° che consente di guadagnare la cresta sommitale;
    L’ambiente è incredibile, severo ed imponente, forse più che alla Est del Pisanino; purtroppo il tempo, che era stato ottimo sino a quando ci siamo legati, è peggiorato velocemente sino a ridurre la visibilità a pochi metri per tutto il resto del giorno; arrivati in vetta siamo stati “accolti” da una bufera di vento che ha reso le ultime ore della scalata decisamente infernali (in linea con il trend delle mie salite di quest’anno); inutile dire che ci siamo persi..l’idea era quella di scendere in direzione di cava Bagnoli, poi guadagnare la Focola del vento ed infine, tramite il 160, tornare ai Piastriccioni; abbiamo cominciato a scendere in direzione Resceto, nella nebbia più totale, quando una provvidenziale apertura di pochi secondi ci ha fatto capire che stavamo sbagliando strada ed è stata sufficiente a rimetterci sulla via! Insomma, per le 19,30 di sera eravamo alla macchina e alle 20 in pizzeria davanti ad una bella birra!
    Sono contento di aver salito questa via, era uno di quegli itinerari storici che sognavo da anni di ripetere e ne è valsa la pena; ha un sapore molto alpino: 1300 metri di dislivello, ambiente severo e maestoso, avvicinamento complesso, discesa lunga; per non parlare del fatto che, se il tempo permette, la salita si svolge in gran parte con vista sul mare; eh si, le salite invernali delle Apuane lato mare sono rare, effimere, sfuggenti ma secondo me rappresentano il vero “ghiaccio salato” di queste incredibili montagne..versanti selvaggi, poco frequentati che possono offrire salite incredibili a patto di corteggiarle con cura.
    A breve foto..

    #26947
    alebiffi86
    Partecipante
    #26955
    alebiffi86
    Partecipante

    Altre foto scattate da Davide

    #26956
    alberto
    Partecipante

    Ale, complimenti a voi per questo altro itinerario decisamente particolare. Un bel bis con la est del Pisanino. Bella stagione invernale.

    Fra la nebbia della memoria, ricordo di aver avuto notizia che i primi salitori avevano usato tanti chiodi. Anche per la progressione.

    interessante una linea invernale al centro di questa parete a sinistra del canale.

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    #26961
    alebiffi86
    Partecipante

    Grazie Albe! in effetti qualche settimana fa, durante una ricognizione solitaria, il salto basale si presentava ben più scoperto e credo che gli affioramenti rocciosi di 4° e 5° di cui parla la guida nerli si trovassero li; noi abbiamo avuto molta fortuna quanto ad innevamento che credo fosse superiore a quello trovato dai primi salitori; più che chiodi abbiamo fatto largo uso dei mitici warthog artigianali dello zio Fabri! na bomba!
    quanto alla possibile linea nuova sulla parete a sinistra ci abbiamo pensato anche noi! ne verrebbe fuori una roba pazzesca..ma ci vogliono ben altre condizioni: non sembra dalle foto ma le placche lisce ed inclinate di cui la parete è composta erano appena spolverate di neve; ci vorrebbe tanta neve umida e galaverna seguite da freddo..in pratica le condizioni che hanno permesso la formazione di “psyco killer” al Grondilice..con la differenza che qui saremmo sui 6/7 tiri di sviluppo! :woohoo:

    allego una foto della ricognizione effuttuata questo 20 febbraio

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    #26962
    Nico
    Partecipante

    Bellissima salita!

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