Cave di Marmo

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  • #19223
    lasco
    Partecipante
    #19224
    Fabrizio
    Amministratore del forum

    Sotto riporto l’articolo segnalato da Antonio e pubblicato da:

    http://www.loschermo.it/

    L’IDV Lucca per la chiusura delle cave sulle Apuane

    18-02-2014 / interventi / la redazione

    LUCCA, 17 febbraio – Leggiamo con soddisfazione sul giornale di oggi che la Regione Toscana disporrà la chiusura delle cave nel Parco delle Alpi Apuane attraverso il nuovo piano paesaggistico e tuttavia leggiamo anche che Putamorsi Presidente del Parco delle Alpi Apuane si oppone per difendere, a suo dire, 1500 posti di lavoro, il cui numero effettivo è tutt’altro che chiaro. Tuttavia i parchi vengono istituiti per proteggere i territori e garantire uno sviluppo ecocompatibile, questa è la loro ragione di esistere, vedere quindi un Presidente del Parco che ostacola la protezione del territorio è proprio una situazione singolare e inaccettabile. La Legge istitutiva del Parco recita “L’ente persegue il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali mediante la tutela dei valori naturalistici, paesaggistici ed ambientali”. Pertanto l’Ente ed il suo Presidente non possono sottrarsi alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e del territorio, quindi chiediamo le dimissioni immediate del Presidente, in quanto ha assunto una posizione incompatibile con la stessa legge istitutiva del parco e sta violando pertanto il suo ruolo istituzionale. Affermiamo quindi la nostra condivisione del Piano paesaggistico riguardo alla chiusura delle cave, anche se riteniamo discutibili altre disposizioni. Qualora venisse confermato, non comprendiamo ad esempio lo stralcio del vincolo paesaggistico al di sopra dei 1200 metri, cosa che fra l’altro è già contemplata dalla legge Galasso e non vorremmo inoltre che si sottovalutasse l’impatto ambientale devastante dell’escavazione in galleria, a tutela del grande patrimonio idrico, ricchezza irrinunciabile nel cuore delle nostre Alpi. Ci auguriamo per questo, un inizio immediato della riconversione economica del territorio apuano, all’insegna del turismo sostenibile e della valorizzazione dell’agricoltura e pastorizia di qualità e la chiusura a breve delle prime cave più impattanti, tra cui Focolaccia, Padulello, Biagi, Cervaiole, le cava di Orto di Donna e del Pizzo D’ Uccello. Servono azioni concrete e tempestive, per poter far uscire questo territorio dalla situazione stagnante, in cui è stato portato dall’economia distruttiva della monocoltura del marmo degli ultimi decenni.

    Lara Fiorini Giuseppe Pellegrini Masini Coordinamento IdV della Provincia di Lucca
    Coordinamento IdV della Provincia di Lucca

    #19225
    Anonimo
    Ospite
    #19263
    Anonimo
    Ospite

    A leggere questa pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/1400353910226252/?fref=ts vien da pensare che per le Apuane non vi sia scampo, dopotutto “le cave c’ erano prima del parco” . :(
    Si legge di industria del marmo, indotto, lavoro, ricchezza ……….. boh, io vedo montagne distrutte ed una città, Carrara, morta.

    #19264
    alberto
    Partecipante

    [quote=”il Conte” post=22292]A leggere questa pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/1400353910226252/?fref=ts vien da pensare che per le Apuane non vi sia scampo, dopotutto “le cave c’ erano prima del parco” . :(
    Si legge di industria del marmo, indotto, lavoro, ricchezza ……….. boh, io vedo montagne distrutte ed una città, Carrara, morta.[/quote]

    si e le montagne c’erano prima delle cave e anche dell’uomo.

    Anche se ancora non si chiamavano Apuane.

    #19265
    lasco
    Partecipante
    #19266
    Anonimo
    Ospite

    Parlare di “indotto, occupazione e ricchezza” ormai è uno slogan a cui non crede più nessuno, salvo i politici “interessati”: la verità è che da oltre 10 anni più del 50% dei fallimenti nel tribunale di Massa riguardano ditte del lapideo che lasciano milioni e milioni di euro di debiti, compresi quelli verso lo stato e i lavoratori (fonte certa! ovvero io che ci lavoro).
    La famiglia Ronchieri rivendica una storia centenaria? Direi che un secolo è più che sufficiente!
    Purtroppo, anche questa volta, sappiamo già come andrà a finire……

    #19268
    gianfranco
    Partecipante

    continuiamo pure a farci del male con chiacchiere inutili , siamo nel 2014 e da troppi anni ne sento di chiacchiere , bisogna agire togliendo il PADRONE dalle cave , dare in mano a chi le lavora veramente , lavorare con criterio e sopratutto in galleria , ripristinare ciò che si abbandona e non , formare un unica cooperativa che darebbe più lavoro , più soldi ,più rispetto per l’ambiente sopratutto…….ma che c…o ve le devo dire io stè cose ??… “L’UOMO APUANO”non ci arriva….nel 2014 ??????? :evil:

    #19275
    alberto
    Partecipante

    [quote=”nonno” post=22297]continuiamo pure a farci del male con chiacchiere inutili , siamo nel 2014 e da troppi anni ne sento di chiacchiere , bisogna agire togliendo il PADRONE dalle cave , dare in mano a chi le lavora veramente , lavorare con criterio e sopratutto in galleria , ripristinare ciò che si abbandona e non , formare un unica cooperativa che darebbe più lavoro , più soldi ,più rispetto per l’ambiente sopratutto…….ma che c…o ve le devo dire io stè cose ??… “L’UOMO APUANO”non ci arriva….nel 2014 ??????? :evil:[/quote]

    Purtroppo non ci arriva!! se il popolo apuano ci arrivasse non si leggerebbero certe dichiarazioni come quella di stamani sul Tirreno

    #19276
    alberto
    Partecipante

    anche stamani sul Tirreno altre accuse di voler impoverire la gente apuana.

    #19277
    Giovanni
    Partecipante

    [quote=”bonatti” post=22293][quote=”il Conte” post=22292]A leggere questa pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/1400353910226252/?fref=ts vien da pensare che per le Apuane non vi sia scampo, dopotutto “le cave c’ erano prima del parco” . :(
    Si legge di industria del marmo, indotto, lavoro, ricchezza ……….. boh, io vedo montagne distrutte ed una città, Carrara, morta.[/quote]

    si e le montagne c’erano prima delle cave e anche dell’uomo.

    Anche se ancora non si chiamavano Apuane.[/quote]

    In effetti dovremmo ricordarci soprattutto di questo: che se c’è un valore non esauribile nella nostra zona è proprio la bellezza del territorio e delle nostre montagne. Invece si è preferito sfruttare e esaurire. Perché? Spesso mi domando come mai gente della mia età o ancora più giovane non riesce ad alzare lo sguardo e preferisce difendere a spada tratta l’estrazione priva di regole. Io giustifico i cavatori di 60 anni fa, che di fronte all’opportunità di passare da un’economia agricola durissima, a guadagni migliori (seppur con rischi enormi) scelsero la seconda opzione (per quanto mi riguarda: bisnonni pastori e contadini, boscaioli in Brasile, e poi nonno paterno tecchiaiolo, amterno operaio … e io, tanti lavori e al momento una situazione un po’ nebulosa, ma questo è un altro discorso ;) ). Il risultato è stato un miglioramento delle condizioni di vita, ma a che prezzo? Uno scempio senza fine del quale mi vergogno anche io nonostante non abbia colpe. Oltretutto la popolazione della montagna si è più che dimezzata (a Stazzema ora vive un terzo degli abitanti degli anni ’50). Con tutti i problemi che ne conseguono, vedi frane recenti per un bosco ormai trasformato in foresta pluviale su dei versanti ripidissimi. Ma non giustifico quelli più giovani, che invece dovrebbero cercare nuove strade invece di fare stupidi gruppi su facebook dove si delira e basta (tra l’altro in un italiano abbastanza limitato).

    Io credo che le risposte dovrebbero essere date prima di tutto con l’esempio: io credo che il potenziamento del percorso turistico nell’Antro del Corchia potrebbe portare qualche posto di lavoro in più. Credo che creare un consorzio forestale serio che gestisca il bosco (anche con fondi regionali, che non mancano), potrebbe creare possibilità di impiego e una conseguente messa in sicurezza dei versanti boscosi, andando oltre lo stupido e poco lungimirante frazionamento della proprietà che è stato fatto. Credo che una coppia che decida di aprire un b&b o un agriturismo vada aiutata e incentivata. I fondi non mancano (controllate il sito della Regione).
    I problemi però qui sono burocratici: lo stesso piano regionale che potrebbe bloccare le cave, riduce drasticamente le possibilità di recupero di ruderi e casolari nell’area Parco. Insomma: qualche correzione forse andrebbe fatta.

    Io credo che soltanto creando un’alternativa sia possibile ridurre anche minimamente lo strapotere dei proprietari delle cave (e qui, Alberto, avevi proprio ragione te, quando nell’altro post parlavi di politica, etc.).

    Un’alternativa: “Alpi Apuane” non deve essere solo sinonimo di “marmo”, ma anche di “bellezza”.

    #19281
    alberto
    Partecipante

    condivido ma per vedere ed apprezzare la “BELLEZZA” bisogna avere:

    occhi per vedere, intelligenza e sensibilità.

    Troppi requisiti per il mondo di oggi.

    I giovani…?? intendiamoci non è colpa loro ma hanno il cervello bruciato dal sistema, dal potere, che gli ha trasmesso i valori dell’apparire.
    Apparire invece di essere. Guardare ma non vedere. Non farsi domande per non trovare risposte.

    Ci sono delle opportunità ma non bisogna farle vedere. Bisogna inculcare nella gente del luogo che certe alternative , non sono delle opportunità ma piuttosto un impoverimento.
    E la gente ci casca, abbocca all’amo. Perché manca la cultura del rispetto. Un sacro rispetto che tutto noi dovremmo alla nostra terra.

    Si limita la libertà della persone nell’accesso alle pareti e alle cime con la scusa della sicurezza. Ma non si fa nulla per difendere il territorio dall’aggressione e dalla sporcizia abbandonata che non fa altro che avvelenare la terra in cui abitiamo e che lasceremo ai nostri nipoti.
    Un territorio abbandonato e depredato che adesso presenta il conto. Basta vedere come è ridotta la strada che sale alla galleria de Cipollaio. Basta vedere le frane . Qualcuno dirà è colpa della grande quantità di pioggia. In parte ma anche dell’incuria. Dei tanti camion che tutti i giorni su e giù trasportano via tonnellate e tonnellate di montagna e con il loro peso stanno distruggendo la strada oltre che la montagna. Per anni come piccolo pagliativo un po’ di asfalto sulle crepe. Ma adesso il giochino non funziona più.

    Una vergogna sotto gli occhi di tutti. Che molti non sono capaci di vedere e molti altri fanno finta di non vedere.
    soprattutto coloro che dovrebbero difenderlo questo territorio.

    #19346
    Anonimo
    Ospite

    [quote=”SCARPA” post=22295]Parlare di “indotto, occupazione e ricchezza” ormai è uno slogan a cui non crede più nessuno, salvo i politici “interessati”: la verità è che da oltre 10 anni più del 50% dei fallimenti nel tribunale di Massa riguardano ditte del lapideo che lasciano milioni e milioni di euro di debiti, compresi quelli verso lo stato e i lavoratori (fonte certa! ovvero io che ci lavoro).
    La famiglia Ronchieri rivendica una storia centenaria? Direi che un secolo è più che sufficiente!
    Purtroppo, anche questa volta, sappiamo già come andrà a finire……[/quote]

    Non ho ancora letto l’articolo ma nella Locandina de Il Tirreno cronaca locale è scritto “…Chiusura delle cave, la Regione fa marcia indietro…”.
    Come volevasi dimostrare…anche se credevo che la pantomima per prenderci in giro durasse qualche mese in più…

    #19532
    Anonimo
    Ospite

    Arni :

    Mancando una visione d’ insieme è inevitabile.

    Attachments:
    #19533
    alberto
    Partecipante

    quando avranno spianato tutto e saranno sommersi dal polverone che loro stessi hanno prodotto. Voglio vedere cosa faranno e dove andranno gli abitanti di Arni.

    Chi vuole chiudere esagera ma anche chi scrive queste cose non vede più in la del suo naso e senza rendersene conto sta svendendo la propria terra a chi non gli frega una minchia di Arni e della sua gente.

    Ci sono modi e modi per lavorare e quello giusto non è certo avvelenando la terra dove sei nato e che ti da di che vivere.

    come se gli ambientalisti fossero il male di questo mondo.

    E’ colpa degli ambientalisti se l’incidenza del cancro nella nostra zona sta aumentando!! è si è colpa loro e non di certe lavorazioni che magari inquinano e avvelenano la terra e noi che ci stiamo sopra.

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