Foce di Giovo, una nuova Focolaccia?

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  • #51887
    alebiffi86
    Partecipante

    Vorrei sottoporre all’attenzione di tutti una questione decisamente più importante della diatriba “spit si, spit no” (che comunque non sminuisco minimamente!): sempre su FB fanno notare che in Val Serenaia, una delle cave più alte è pericolosamente arrivata in prossimità di foce di Giovo (guardare foto allegata sotto); ora, che voi sappiate, c’è il pericolo che attacchino il passo e si faccia la fine della Focolaccia?? ragazzi se dovesse succedere sarebbe la tragedia finale!! per favore monitoriamo attentamente la situazione..sono vicini, molto vicini..

     

    foto

     

    #51888
    alberto
    Partecipante

    non credo che toccherrano la foce (almeno  per ora)  ma sicuramente ci arriverranno molto vicini. E nessuno dirà nulla o farà nulla. Tanto meno il grande ente Parco della Apuane. Pronto a multare il nipote dell’Imbecaro che si è dimenticato di togliere in tempo utile la statuetta dal passo dell’Alpino, ma non vede nulla di tutto lo scempio  che avviene  sul territorio apuano.

    De resto è uno scempio autorizzato che chiamano coltivazione.

     

    #51889
    Matteo Giannelli
    Partecipante

    Da tanti anni vago tra queste montagne e ho perso la speranza che le istituzioni possano in qualche modo governare l’escavazione. Non si riesce neppure ad imporre ai camion di mettere i teli per non disperdere le polveri…figuriamoci il resto.

    Per come la vedo io la Val Serenaia è già pesantemente compromessa…comunque arrivare al capolavoro della Focolaccia richiederà del tempo…

    #51890
    Giovanni
    Partecipante

    Intanto alla Focolaccia … Ecco il comunicato del gruppo TAM (Tutela ambiente montano) del CAI di Massa che commenta le ultime drammatiche notizie sulla situazione della Apuane massesi e in particolare del Passo della Focolaccia e dello storico Bivacco Aronte:
    “Ci abbiamo provato a difendere lo storico bivacco Aronte e l’ambiente che lo circonda. Ci abbiamo provato argomentando le nostre idee. Ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti. Ci scusiamo per questo con tutti gli alpinisti e alpiniste che hanno soggiornato e soggiorneranno al bivacco. Ci scusiamo con le escursioniste e gli escursionisti che hanno attraversato e attraverseranno i luoghi che circondano il bivacco. Ci scusiamo con tutte e con tutti coloro che continuano a credere nel futuro delle nostre montagne che l’avidità sta distruggendo, avidità che tiene tutto per se.
    Stasera qualcuno ha deciso che quel bivacco non è luogo di riposo, quella zona non merita rispetto, perché la quiete dell’Aronte disturba l’escavazione. Ecco che il bivacco diventa zona industriale, come un capannone metalmeccanico, una fonderia, una officina. Anzi tutta l’area che lo circonda, zona di protezione speciale a detta del ministero per l’ambiente, è un’area industriale. A 1600 metri di quota, nel bel mezzo del Parco delle Apuane, nonostante le prescrizioni ministeriali di protezione.
    Ma Bivacco significa guardia e noi continueremo a difendere la nostra GUARDIA contro l’avidità, contro le scelte distruttive dell’ambiente, contro l’arroganza dei poteri locali e stranieri pronti vendere se stessi e i propri simili.
    Chi vorrà essere al nostro fianco sappia che noi non lasceremo solo il “nostro” bivacco che, da oggi più di prima, appartiene all’umanità. E l’umanità saprà salvarlo. Ce lo ha detto un indovino.”

     

    Per approfondire:

     

    http://www.voceapuana.com/massa/attualita/marmo-13-milioni-di-tonnellate-estraibili-in-10-anni-addio-pace-per-l-aronte-23536.aspx

    #51892
    Luca
    Partecipante

    ciao, in merito alla situazione e, probabilmente, al destino che toccherà alle Apuane vi porto a conoscenza di questo…

    CLAMOROSO SU RADIO 1
    Ieri pomeriggio ho voluto fare un semplice esperimento, sostanzialmente per vedere se l’informazione pubblica per antonomasia – quella di Stato – fosse veramente libera e senza censure (a posteriori vi posso già dire che il test è stato debitamente superato; almeno da questo punto di vista…).
    Accortomi – in anticipo – che tra gli ospiti della puntata della trasmissione “Radio 1 in viva voce” figurava il Ministro dell’Ambiente, non potevo esimermi dal dare sfogo a tutto il sentimento che nutro per le nostre amate montagne: l’avessi mai fatto…Al Generale Sergio Costa ho scritto il seguente sms: “Buonasera, volevo domandare al Signor ministro se è a conoscenza che in Italia si sta sbriciolando un intera catena montuosa: le Alpi Apuane. Gianluca da Firenze”. Sapete che cosa ha risposto il Ministro dell’ Ambiente al vostro amico? Le seguenti e testuali parole: “Per quanto riguarda le Alpi, quella quota parte delle Alpi di cui si stanno sbriciolando, noi abbiamo il problema del climate changing, ovviamente, cioè i ghiacciai si stanno cominciando a ritirarsi con tutte le problematiche collegate, sono monitorate dal Cnr e da Ispra, oltre che dal sistema agenziale come si suol dire, però è chiaro che stiamo facendo i conti con quello che è il climate changing”. Questa è l’ennesima riprova – se mai ce ne fosse stato bisogno – che in Italia siamo governati da quattro cialtroni (per non dimenticare potete riascoltare domanda e risposta sul link: https://www.raiplayradio.it/…/radio1inviv…/archivio/puntate/ dal minuto 22:45 al 24:15).

    Non che non credessi al post scritto, ma per curiosità ho ascoltato l’ingtervento del ministro dell’ambiente….e purtroppo è tutto vero…..maledeto climate changing!!!

     

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