Luna Nascente

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  • #23463
    alberto
    Partecipante

    val di Mello “Luna Nascente” un capolavoro.

    dai Nico ora tocca a te :P

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    #23473
    Nico
    Partecipante

    eheheh tocca a me èè???!

    Abituati ad arrampicare sul calcare e sul marmo apuano, affrontare il granito, soprattutto quello puro della Val di Mello, può legare ed ingoffare non poco… del resto quando si parla di placca si parla di veri e propri liscioni da folto pelo sullo stomaco (come parla qualche guida della zona)! mentre se si parla di fessure si parla di incastri di mani/piedi e dulfer da antologia!!!

    La Val di Mello mi ha entusiasmato molto ma allo stesso tempo deluso sotto un piccolo punto di vista…. entusiasmato perchè il posto è magico! la stretta vallata solcata dal fiume Mello limpidissimo racchiuso fra queste scogliere di granito ed il tutto incorniciato, come sfondo, dal gruppo innevato del monte Disgrazia… bellissimo! poi con i colori autunnali che offre la natura in questo periodo…

    Entusiasmato anche per l’etica rigorosamente conservata ed intatta cui si presentano le vie: chiodi da roccia lo stretto necessario e sbizzarrirsi con protezioni veloci! (una serie di friends spesso non basta); una chiodatura molto rigida soprattutto se pensiamo (o peggio: se vediamo da vicino) alle lisce placche improteggibili dove non vi è ombra di fix! dalla via Luna Nascente ho potuto vedere il famoso traverso su placca di Polimago… :sick: :sick: un traverso selettivo (pure in leggera discesa) di 25 metri improteggibile (!!!) di V° grado… da paura! se cadi con tutta la corda stesa abbracci la montagna! :laugh:


    (eccolo qua sopra il traverso… liscetto vero??!)

    Deluso per il trasando un po generale che decora i gruppetti di case situate nella valle… probabilmente mi aspettavo una cura maniacale del posto in stile paesino valdostano o trentino ed invece non è stato proprio così… (opinione personale chiaramente…)

    Su LUNA NASCENTE c’è poco e molto da dire! un vero capolavoro! cosa avranno pensato Boscacci, Ghezzi e Milani mentre salivano quel susseguirsi epico di fessure?! mi chiedo se avevano studiato dal basso l’itinerario (non saprei dato che lo Scoglio delle Metamorfosi è molto in alto e difficilmente “studiabile” con il binocolo) oppure è stata completamente improvvisata tiro dopo tiro… fessura dopo fessura…

    I primi due tiri sono i più impegnativi anche se facilmente azzerabili… dal terzo tiro poi parte tutta la lunga serie di fessure che arriva fino sulla cima! sarà che amo particolarmente il granito e l’arrampicata in fessura ma a ogni tiro speravo non arrivasse mai la sosta!!!
    Molto bello il sesto tiro con il tratto in discesa (possibile pendolo) per andare a reperire la MEGA fessura proteggibile con un friendone n°4 bd dopo svariati metri di salita!

    L’uscita offre due varianti: o si prosegue dritto seguendo le fessure (forse piu logico) o si traversa nettamente verso sx per circa 35 mt su placca compatta (facile… III° grado… ma puoi mettere solo un friends a circa metà tiro!) fino a reperire un evidente fessura; non fate come me che, ingannato da una relazione un po fuorviante dove non si parla di fessure ( :whistle: :whistle: :whistle: :evil: ), ho continuato a traversare in cerca della sosta fino a fine corda ritrovandomi nel nulla piu completo!!! reperita comunque la fessura vi si sosta su 2/3 friends e la si sale velocemente (IV°+, 15 metri)sostando su due chiodi su un terrazzino.
    Il tiro conclusivo è molto delicato in quanto è una placca compatta di 50 metri improteggibile… con difficoltà che partono dal V° e sfumano via via; prestare moltissima attenzione in quanto, in caso di caduta, si vola direttamente sui due chiodini della sosta :sick:

    Spero proprio di tornarci molto presto in Val di Mello… le vie alla mia portata non sono molte ma quelle che posso fare devo assolutamente farle!!!! :woohoo: :woohoo: la classicissima “risveglio di kundalini”, l'”alba del nirvana”, “oceano irrazionale”, “gli oracoli di Ulisse”, “Polimago”… mmm non vedo l’ora!!!!!! :laugh: ;)

    #23474
    Nico
    Partecipante
    #23475
    Anonimo
    Ospite

    domanda stupida forse….perchè il nome luna nascente?

    #23476
    alberto
    Partecipante

    bravo Nico penso proprio tu abbia reso bene l’idea di quanto è bella questa via e l’ambiente in cui si svolge.
    Spero che il tuo racconto faccia da stimolo a chi ancora non l’ha fatta.

    L’ambiente certamente non è quello perfetto dei paesetti dolomitici però mi ricordo che quando ci andai per la prima volta a metà degli anni 80 , si respirava un aria che pareva di essere in un luogo fuori dal tempo.
    Chiaramente tutto questo adesso credo sia cambiato. La modernità arriva e cambia tutto.

    LUNA l’ho salità diverse volte . Due volte con la Sabri, un’altra con Gianluca, l’Imbecaro e il Picca. Un’altra ancora anche con il corso.
    Ma la rifarei ancora, sarà che anche a me la scalata in fessura entusiasma.

    POLIMAGO’ li a sinistra è più difficile e altrettanto bella. Forse anche più varia. Il traversone che riporta nella parte finale di Luna e più impressionante che difficile. In verità non è pura aderenza perchè si traversa lungo una vena di quarzo che corre sulla placconata. Però è vero, vietato volare! Soprattutto per il secondo che deve anche fare un tratto in discesa, mentre il primo lo fa con la corda dall’alto. Prima di arrivare alla fessura di Luna la vena di quarzo finisce e qui c’è il confettino finale di pura aderenza…..per una prova di coraggio.

    Più a sinistra c’è GLI ORACOLI DI ULISSE anche questa bella. Il traversone sotto il grosso tetto è yosemitico.

    #23477
    alberto
    Partecipante

    [quote=”Ale_Climber” post=25600]domanda stupida forse….perchè il nome luna nascente?[/quote]

    di preciso non lo so. ma provo a dare una risposta.

    Forse perchè sempre negli anni 70 venne aperta in Valle dell’Orco una via simbolo del Mucchio Selvaggio il “Sole Nascente” .

    Quindi i Sassisti della Val di Mello potrebbero avere risposto con un altro simbolo “Luna Nascente”

    #23478
    Anonimo
    Ospite

    grazie Alberto….appena mi passa questo momento di negatività andrò a cercarmi la storia di questa via.

    Ciao.

    #23479
    alberto
    Partecipante

    non penso che il Bosca abbia aperto Luna nascente senza avere idea di cosa lo aspettava.

    Sempre il Boscacci insieme a Merizzi e Boffini avevamo aperto, in precedenza, gli Oracoli di Ulisse, prima via sullo Scoglio della Metamofosi.
    Quindi delle fessure di Luna , sapeva già. Anche perchè scendendo dallo Scoglio, dal sentiero di discesa, non so se ci hai fatto caso, ma le fessure si vedono.

    #23482
    alberto
    Partecipante

    le caratteristiche placche della valle:

    Ivan Guerini su L’Albero delle Pere (Val di Mello), 1a ripetizione, 7 luglio 1977

    un altro simbolo della valle:

    OCEANO IRRAZIONALE grande realizzazione dell’enigmatico Ivan Guerrini sul Precipizio degli Asteroidi

    #23483
    riccardo
    Partecipante

    Con merizzi e Masa alle calcagna!!!

    #23485
    alberto
    Partecipante

    [quote=”ghisone” post=25606]Con merizzi e Masa alle calcagna!!![/quote]

    Non Masa ma Antonio Boscacci era con Jacopo Merizzi che salirono la parte bassa all’inseguimento di Guerrini e Villa.

    Dalla Guida “Val di Mello – 9000 metri sopra i prati” di Paolo Masa e Jacopo Merizzi:
    “[…] Una notte d’agosto del 1975 Ivan Guerini, disteso in un prato nei pressi del Gatto Rosso, contemplava le stelle. Era la notte di San Lorenzo, la notte dei desideri e brucianti meteoriti sparivano nell’esosfera, dietro la massa oscura della grande parete. Quella sera ad Ivan, successivamente soprannominato “Il Sognatore”, sorse il desiderio di andare, un giorno o l’altro, a vedere dove le meteoriti andavano a cadere e affibbiò alla parete l’astronomico nome di Precipizio degli Asteroidi. Quando le prime luci dell’alba, qualche ora dopo, illuminarono il grande strapiombo, Ivan individuò in esso una logica sequenza di fessure che portavano nel punto oltre il quale le meteoriti sparivano. Così venne concepito il primo itinerario magico di questa struttura. Solo due anni dopo Ivan decise di realizzare il suo sogno e il 2 luglio del 1977 in compagnia di Mario Villa tracciò una via meravigliosa chiamata “Oceano Irrazionale”. Il settimo grado era appena nato in Val di Mello e di conseguenza in Italia su “Nuova Dimensione”, una via in aderenza salita per la prima volta da Antonio Boscacci e Jacopo Merizzi e subito trovava in quest’altra via una conferma nell’arrampicata in fessura. La retorica delle belle favole suggerirebbe di tacere i penosi risvolti di questa prima salita, ma il gusto del pettegolezzo supera in questo momento la nostra volontà. Lo stesso giorno della prima ascensione anche Antonio Boscacci e Jacopo Merizzi salirono sul “Precipizio”, provenienti dalla parte bassa (L’Altare) dove avevano tracciato la via “Il Cerchio di Gesso”, dopo un bivacco proseguirono seguendo a pochi metri di distanza i primi salitori. Amici da sempre, Antonio, Jacopo, Ivan e Mario, da quel momento non lo furono più per lungo tempo, oscuri retaggi di alpinismo classico e di assurda competizione impedirono loro di unirsi nel gioco. Da questa esperienza, che di certo non fa onore ai padri del sassismo, emerse un’altrettanto squallida polemica sulle difficoltà della via e sul nome della struttura. Per Ivan e Mario quest’ultima rimaneva il Precipizio degli Asteroidi, per Jacopo e Antonio avrebbe dovuto chiamarsi con nome più casereccio: Abisso. Dopo vari e reciproci interventi, a volte minacciosi ed altri provocanti, sulla tanto vituperata stampa alpinistica, le parti giunsero ad un compromesso: per “Abisso” si sarebbe d’ora in avanti inteso l’insieme della struttura, “Precipizio”, avrebbe indicato solo la parte superiore, “Altare” invece si sarebbe chiamata la parte bassa. Fortunatamente la roccia è più solida della mente umana e nonostante l’avvio poco glorioso la via iniziò ad essere ripetuta due anni dopo. I brevi tratti di arrampicata artificiale vennero ben presto “liberati” e la via “Oceano Irrazionale” è a tutt’oggi riconosciuta come una delle più belle salite della valla e senza dubbio la più “storica”. Infatti, per risalire lo splendido susseguirsi di diedri, fessure, tetti e placche ogni anno giungono da tutta Europa i migliori arrampicatori. […]”

    #23486
    alberto
    Partecipante

    al di là delle polemiche, sempre state presenti in alpinismo e come si può ben vedere non solo apuaniche…… :laugh: OCEANO IRRAZIONALE è una via stupenda. Un susseguirsi entusiasmante di fessure da salire alla dulfer con il confettino finale della “tromba” .
    Dalla ripetizione che feci con il Convalle è passata una vita.

    #23488
    Nico
    Partecipante

    Albe se ti venisse in mente di tornare a farci un giretto un compagno di cordata ce l’hai! ;)

    #23489
    riccardo
    Partecipante

    Giusto…perdona l’errore, ho avuto la fortuna di stare qualche anno tra quelle valli, arrampicare insieme a certi personaggi e dopo condividere una bella bevuta e storie di tempi x me mitici!!
    Quelle vie simbolo che molte volte ho fatto è che altre molte volte spero di fare e aconsiglio a tutti i miei amici climber di andare a fare solo x la bellezza e sconvolgente logicità delle linee

    #23491
    alberto
    Partecipante

    [quote=”ghisone” post=25612]Giusto…perdona l’errore, ho avuto la fortuna di stare qualche anno tra quelle valli, arrampicare insieme a certi personaggi e dopo condividere una bella bevuta e storie di tempi x me mitici!!
    Quelle vie simbolo che molte volte ho fatto è che altre molte volte spero di fare e aconsiglio a tutti i miei amici climber di andare a fare solo x la bellezza e sconvolgente logicità delle linee[/quote]

    concordo con te Ghisone. Bellezza e sconvolgente logicità di linee.

    Poi non c’è solo la Val di Mello.
    Ci sono anche le sue laterali valli alte, che portano in quota. Valle dell’Oro, Val Porcellizzo, Valle del Ferro, valle di Zocca, val Torrone, Val Cameraccio.
    Una più bella dell’altra. Con decine di bellissime cime alcune anche molto famose: Pizzo Cengalo e soprattutto il Pizzo Badile.
    Su queste cime corrono itinerari stupendi dai più classici ai più recenti. Uno tra tutto la classicissima TALDO-NUSDEO in val Torrone sul Picco Luigi Amedeo. Una via bellissima, su una stupenda parte , incastonata in un altrettato stupendo ambiente.
    Su queste cime si possono ripercorrere le tracce lasciate da grandi e storici alpinisti: Gervasutti, Bonatti, Taldo e Nusdeo, Vinci, Bramani, Oppio, Castiglioni, Erba e Fumagalli, Kosterliz, i fratelli Rusconi, ect.
    Ma non mancano anche i moderni nel senso più vicini a noi: Merizzi, Miotti, Rampikino, Motto, ect.

    Molto interessante e spettacolare è anche il percorso escursinistico del “Sentiero Roma” che permette di traversare tutte le valli con partenza possibile anche dalla Val Codera.

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