M. Grande e Cresta N della Punta di Nattapiana

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  • Questo topic ha 2 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 5 mesi fa da Anonimo.
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  • #6169
    Anonimo
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    Dato che per il momento posso solo girovagare nei ricordi, quando ho tempo rimetto mano alle relazioni di salite compiute nel corso degli anni. Prima di bazzicare questo sito pensavo di appartenere ad una specie in via di estinzione e, per giunta, nemmeno protetta: il ?cignalis apuanicus? volgarmente detto ?cinghiale apuano?. Poi, frequentando il forum, mi son reso conto che gli itinerari pi? ignoranti e selvaggi erano apprezzati anche da una ristretta ma agguerrita confraternita di ?ravanatori apuani?. Per cui ho pensato di rispolverare queste due ?cinghialate? risalenti a qualche anno fa.

    Spigolo Nord-Ovest del Monte Grande e Cresta Nord della Punta di Nattapiana

    Si tratta di due itinerari indipendenti, uno alpinistico e l?altro escursionistico (difficile), che avendo voglia e gambe possono essere concatenati. La parte alpinistica ? la salita dello spigolo NO del M. Grande sopra Equi Terme, la parte escursionistica ? la cresta Nord della Punta di Nattapiana che separa il solco d?Equi dalla valle di Fagli, una valle poco conosciuta e ignorata anche dalle guide escursionistiche, perch? priva di itinerari segnati. L?unica carta escursionistica che riporta una traccia di sentiero e una rappresentazione abbastanza precisa della valle di Fagli ? la Nerli-Terreni del 1988. Il monte Grande (692m) ? la cima che sovrasta il paese di Equi Terme sul lato destro orografico della valle di Fagli. E? ben visibile alle spalle del paese per chi giunge da Ponte di Monzone. Rappresenta l?estrema propaggine settentrionale del crinale che dalla punta di Nattapiana corre parallelo al solco d?Equi in direzione Nord.

    Nella foto seguente lo spigolo NO del M. Grande (quello mezzo in luce e mezzo in ombra) e la parte iniziale della cresta Nord visti dalla strada Mezzana-Ugliancaldo:

    Spigolo Nord-Ovest del Monte Grande (692m)

    Dislivello 200m – Sviluppo 300m circa

    Accesso Dalle case alte di Equi prendere il bel sentiero lastricato per il santuario della Madonna del Bosco (20 min dal paese).

    Oltrepassata la cappella (che ricorda un?apparizione della Madonna avvenuta nel 1608) in pochi minuti si perviene alla cresta che culmina nello spigolo.

    La cresta e lo spigolo NO del M. Grande poco prima di arrivare all?attacco della parte alpinistica:

    Dopo un primo tratto escursionistico la cresta si affila e conviene procedere legati. Si prosegue per un paio di tiri di cresta facile (II) ma parecchio intricata di vegetazione. Si giunge quindi all?attacco dello spigolo vero e proprio. Qui l?arrampicata si svolge per circa cinque tiri sul filo di cresta o alla sua immediata sinistra dove ? pi? facile trovare alberetti da utilizzare come punti di ancoraggio. Le difficolt? sono basse (quasi sempre III con passaggi di IV e IV+) ma in parecchi tratti la qualit? della roccia ? scadente o pessima e l?erba e gli arbusti contribuiscono a rendere la progressione pi? laboriosa. Particolare attenzione richiede il tratto finale del penultimo tiro, dove lo spigolo diventa una lama (larga circa 30 cm) costituita da una specie di tritume dove non si possono piantare chiodi n? mettere materiale da incastro. L?unica sicurezza la offre un provvidenziale leccio bonsai che ha messo radici nello sfasciume.

    Materiali Per i punti di assicurazione e per le soste si possono sfruttare alberetti e spuntoni di roccia presenti sullo spigolo o alla sua immediata sinistra (utili cordini). Nei punti dove ci? non ? possibile si sono utilizzati chiodi (quattro rimasti sul posto).

    Discesa In vetta ci attende un bello spiazzo erboso dove ? possibile fare uno spuntino comodamente sdraiati al sole o godersi uno splendido panorama. Per tornare ad Equi si segue il crinale che porta alla punta di Nattapiana. Si incontra una prima selletta proprio sotto la vetta (quota 668). Poi un risalto (694mt), una seconda selletta quotata 679, un altro risalto (724mt) e infine la selletta quotata 664. Per tornare ad Equi dalla selletta 664 si scende in direzione Ovest, per boschetti e ghiaioni, verso la valle di Fagli fino alla base della cortina rocciosa che si vede sulla sinistra. Quando finisce la cortina rocciosa il sentiero attraversa una radura pianeggiante, dove la traccia svanisce. Bisogna proseguire costeggiando sul lato sin. orografico, dove poi la traccia ritorna abbastanza evidente. In circa un?ora si ? alla tecchia di Equi. Se invece si ha ancora tempo e voglia, arrivati alla selletta quotata 664, si pu? proseguire in direzione della Punta di Nattapiana (vedi sotto).

    La salita dello spigolo NO del m. Grande ? del 9 ottobre 2000 (con mia moglie Rossana) da allora non l?ho pi? ripetuta. Sul posto ho trovato un paio di chiodi nei primi tiri, ma poi in alto niente. E? possibile che si tratti di una prima salita, anche se non da incorniciare perch? la roccia in alcuni tratti ? veramente pessima e la vegetazione abbonda.

    Cresta Nord della Punta di Nattapiana e Anello della Valle di Fagli

    Mentre la salita dello spigolo NO ?, dal punto di vista alpinistico poco gratificante, percorrere la lunga cresta fino alla punta di Nattapiana ? un?avventura divertente in ambiente grandioso e selvaggio. La cresta parte dalla vetta del M. Grande raggiungibile per lo spigolo NO (itinerario alpinistico descritto sopra) o per la selletta quotata 664 raggiungibile dalla Tecchia d?Equi (itinerario escursionistico non banale)

    Per raggiungere la selletta 664 dalla Tecchia si segue una traccia di sentiero che si addentra nella valle di Fagli. La traccia all?inizio sale in maniera abbastanza decisa, poi traversa quasi in piano dei ripidi pendii erbosi sulla sx orografica della valle (fare attenzione al mattino: erba e rocce umide e scivolose) . Quando la traccia diventa quasi invisibile si sale leggermente e poi mantenendo la quota ci si inoltra verso il centro della valle di Fagli. Si attraversa una conca pianeggiante con radure e boschetti, poi ci si porta sotto una cortina rocciosa sulla dx orografica della valle. Si costeggia la cortina alla base in direzione Est puntando alla selletta 664 soprastante. Da qui in poi il percorso si svolge per ghiaioni e ripidi pendii erbosi con parecchie rocce rotte. Non ci sono tracce n? ometti, il consiglio ? di cercare i passaggi meno ripidi e meno intricati (un?ora e mezza/due ore a seconda delle capacit? e fortuna di reperire la traccia giusta)

    Giunti alla selletta 664 si pu? decidere di percorrere a ritroso un pezzo di cresta verso Nord fino alla vetta del M. Grande (circa 20min), oppure si pu? attaccare subito la cresta in direzione sud verso la punta di Nattapiana. Procedendo verso la punta di Nattapiana si incontra un primo risalto roccioso con passaggi di I/II grado, poi un secondo risalto di roccia rotta aggirabile sulla sx (I/II grado). Nel percorrere la cresta si ha il solco d?Equi sulla sx e la valle di Fagli sulla dx. Affacciandosi sul solco d?Equi a volte ci si trova in forte esposizione e si hanno vedute magnifiche di questo versante dirupato e della grande muraglia formata dal Bardaiano e dalla Nord del Pizzo. Tranne che per il risalto aggirabile sulla sx (vedi sopra) conviene sempre tenersi sul filo di cresta per incontrare minori problemi di vegetazione (qui siamo a quote modeste e la macchia ? molto fitta).

    Dopo vari saliscendi e qualche tratto boscoso la cresta si impenna e diventa meno definita e pi? erbosa, con rocce affioranti. Procedendo pi? o meno sempre per la massima pendenza si raggiunge la Punta di Nattapiana quasi nel suo culmine ( un?ora e mezza/due ore dalla selletta 664).

    Dalla punta di Nattapiana, per ritornare ad Equi, vi sono diverse possibilit? valide e interessanti:

    1. seguire il crinale fino alla foce dei Lizzari, scendere a Vinca (190) o direttamente alla chiesetta della Madonna, e di qui seguire il 39 fino ad Aiola e poi ad Equi
    2. proseguire in direzione del pizzo dell?Aquila e prima del Pizzo scendere un canalino erboso ripido (tratto di cavo elicoidale poco affidabile), poi seguire una traccia che riporta sul 190 sotto la foce dei Lizzari (linea a pallini sulla carta Nerli-Terreni)
    3. Anello della Valle di Fagli: seguire (senza segnavia) il crinale della Guardia in direzione NO fino all?inizio del bosco. Qui il crinale si suddivide in varie diramazioni. Piegare a sx e scendere per un bel castagneto fino a capanna Pelli (occhio: qui ? facile perdersi ed ? meglio tenere carta e bussola a portata di mano). Da capanna Pelli il sentiero riprende evidente fino al M. San Giorgio, dove conviene dedicare un po? di tempo alla visita dei ruderi dell?eremo seicentesco (grandi blocchi squadrati ammassati a terra). Dall?eremo di San Giorgio per tornare ad Aiola seguire la traccia marcata sugli alberi con pallini rossi ( oppure, ma ? itinerario non segnato, dallo spiazzo antistante i ruderi scendere in direzione nord attraverso un grande castagneto, mantenendosi leggermente a sx per riprendere il sentiero 39 che porta ad Aiola).
    4. Cresta di Nattapiana: per gli amanti dei percorsi di cresta dotati di buone gambe e rapidi nella progressione, l?avventura pu? continuare concatenando la cresta salita fin qui con la cresta di Nattapiana (II grado con tratti esposti su roccia friabile) fino in vetta al Pizzo. Da l? conviene scendere al Donegani per passarvi la notte oppure ritornare a Vinca e poi ad Equi (ma diventa un percorso eccezionalmente lungo e faticoso).
    #6180
    Guido
    Partecipante

    come mi avevi preannunciato hai pubblicato queste informazioni…
    vedo con piacere che non sono il solo che esplora angoli "remoti" delle apuane e prova salite misconosciute…B)

    come ti avevo promesso sto per mettermi al lavoro per inserire sulla guida la salita del tuo spigolo, mentre invece la cresta N della Nattapiana la voglio andare a fare assolutamente!!! :woohoo: ? in programma, ma se ti va aspetto fine settembre/ottobre x andarci insieme…ti andrebbe?? :woohoo:

    #6183
    Anonimo
    Ospite

    ciao Guido,
    Ho letto nel topic sulla Roccandagia che ti sei autoiscritto alla confraternita dei ?ravanatori apuani?, mi fa piacere essere in buona compagnia.
    Ti ringrazio dell?invito per ottobre, sono pi? che felice di tornare a infrascarmi da quelle parti (oh, non pensar male, ? un infrascamento solo a scopo esplorativo :P ), per me sono sempre luoghi di grande fascino. L?unico dubbio :dry: ? che non vorrei farti aspettare troppo e magari perdere qualche treno. Diciamo che se ad ottobre ancora non ci sei andato io sono pi? che disponibile. Ma se ci sei gi? andato … ci si potrebbe tornare con un progammino anche pi? ambizioso :whistle: beninteso sempre per ravanatori incalliti.

    Roberto

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