morte del monte Altissimo

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  • Questo topic ha 62 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 8 mesi fa da Anonimo.
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  • #19288
    alberto
    Partecipante

    Oggi sul Tirreno: “L’Henraux vince la causa per gli usi civici”

    La sentenza del Giudice Pietro Catalani conferma che Il monte Altissimo, le Gobbie, le Cervaiole, il monte Cavallo, il Monte Carchio, sono di proprietà dell’ Henraux Spa.

    Adesso l’ Henraux farà man bassa . Sarà la distruzione del monte Altissimo.

    Questa sentenza è l’ennesima dimostrazione di chi COMANDA!!

    Un settimo del territorio comunale di Seravezza, invece di essere dei cittadini è di proprietà di una multinazionale. CHE SCHIFO!!

    come scrive De Gregori: “cercava la giustizia. Incontrò la legge”…..

    #19289
    fabrizio
    Amministratore del forum

    Io pensavo che in montagna fosse possibile acquistare terreni per svariate attività….non che si potesse prendere e portarla via pari pari, mettendola in tubetto, blocco, polvere o altre forme! :ohmy:
    La montagna lì era e lì deve rimanere…intatta!

    SONO veramente una massa di ignoranti! :evil:

    #19290
    alberto
    Partecipante

    la sentenza conferma la validità dei contratti con i quali l’allora comunità di Seravezza, dal 1797 al 1909 ha ceduto ai privati il demanio civico perché rispondenti alle leggi del tempo, i decreti di Pietro Leopoldo.

    il Comune di Seravezza e l’ASBUC dovranno ricorrere in appello.

    #19291
    Anonimo
    Ospite
    #19292
    alberto
    Partecipante

    è veramente incredibile, assurdo che nel 2014 un giudice della repubblica italiana, ripeto repubblica…e non monarchia… dia ancora per validi dei contratti stipulati su decreti di secoli fa.

    ma del resto stiamo vivendo in un epoca di restaurazione.

    #19293
    Anonimo
    Ospite

    Purtroppo spiace dirlo ma a sconvolgere profondamente l’equilibrio delle nostre montagne sono stati gl’invasori napoleonici che abolirono il sistema delle vicinanze. Cioè di quelle strutture territoriali ultrasecolari, composte da rappresentanti dei vari paesi, che gestivano e tutelavano di fatto il territorio e le sue risorse : boschi, pascoli, mulini, frantoi, etc. In una sorta di collettivismo o socialismo rurale che fu sostanzialmente rispettato dai vari signori sia del medioevo che dell’età moderna (per l’appunto pre-napoleonica) e che affondava le sue radici in antichissime usanze riconducibili si liguri-apuani. Ciò che non osò neppure Roma imperiale fu attuato dagli esportatori della “fratellanza, uguaglianza e libertà” (tipo gli USraeliani di oggi). A quel punto introducendo il principio che si ci si può appropriare di un territorio pagando e corrompendo (ovvia conseguenza del mercantilismo) il danno era fatto. Era solo questione di tempo. Il problema fondamentale è questo. E’uno scontro di civiltà. Giustamente è stato scritto : Il sangue contro l’oro. Il principio che i beni ,che madre natura ha messo a disposizione di tutti, (monti, spiagge, etc) devono essere gestiti da organismi pubblici affinchè tutti in egual misura se ne avvantaggino contro il principio della proprietà privata e della commercializzazione di queste risorse (mascherata magari dalla parola “concessioni”) che arricchisce pochi arroganti e vanitosi. Inoltre questo sconvolgimento è sato una perdità di indipendenza e libertà (quella vera) per tutte le popolazioni apuane. Con la pastorizia, l’agricoltura, la silvicoltura la gente mangiava e non dipendeva da nessuno. Il marmo, materiale inutile e di genere lussuoso, può solo essere venduto…
    Fine sennò divento noioso
    Un saluto

    #19294
    alberto
    Partecipante

    prima di tutto Diego mi complimento con te per la tua conoscenza storica . Segno di grande cultura e di passione per la storia. E chi conosce la storia certamente a più possibilità di capire quello che oggi avviene.

    Però non siamo più all’epoca Napoleonica. Non c’è più il graducato di Toscana e nemmeno la monarchia.
    La gente dovrebbe svegliarsi e guardare, soprattutto vedere oltre.

    #19298
    Cima
    Partecipante

    http://www4.montagna.tv/cms/?p=57020

    potrebbe essere un’idea anche qua da noi :P

    #19300
    Enzo
    Partecipante

    Sì, ma tanto varrebbe recriminare sulla calata dei lanzichenecchi o sulle invasioni barbariche.
    Oh com’era bella l’età dell’oro, quando nei fiumi scorreva latte, la terra produceva da sé tutto ciò che serviva, gli uomini si volevano tutti bene e non c’era bisogno di leggi! Un vero paradiso, oltretutto ancora a portata di mano, come ognuno vede!
    O no?
    Enzo

    #19301
    gabriele68
    Partecipante

    [quote=”Cima” post=22327]http://www4.montagna.tv/cms/?p=57020

    potrebbe essere un’idea anche qua da noi :P[/quote]

    Qualcosa del genere è già stato fatto anche se in forma di volontariato ….. sarà stato una ventina di anni fa.
    Da una vecchia cava abbandonata, situata in uno dei posti più belli e suggestivi delle apuane peraltro ben visibile dalla macchina, fu recuperato a mano (!!! :pinch: ) tutto il ferro e tutto ciò che non era riciclabile. Il ferro e i rottami metallici furono venduti ed il ricavato destinato ad un’associazione benefica di Querceta. I rifiuti furono portati in discarica.
    Adesso si vedono solo i tagli dei saggi ma zero, o quasi rifiuti.
    Ahh … erano in 4 o 5 persone, non di più, con un motocoltivatore :P …..

    Perchè non ripetere l’esperienza? magari con qualcuno in più e con qualche mezzo in più …

    Saluti

    #19302
    dok
    Partecipante
    [quote=”Enzo”]Sì, ma tanto varrebbe recriminare sulla calata dei lanzichenecchi o sulle invasioni barbariche.
    Oh com’era bella l’età dell’oro, quando nei fiumi scorreva latte, la terra produceva da sé tutto ciò che serviva, gli uomini si volevano tutti bene e non c’era bisogno di leggi! Un vero paradiso, oltretutto ancora a portata di mano, come ognuno vede!
    O no?[/quote]

    …e io che credevo che nei fiumi ci scorresse l’idromele!…

    [quote=”Diego”]Purtroppo spiace dirlo ma a sconvolgere profondamente l’equilibrio delle nostre montagne sono stati gl’invasori napoleonici che abolirono il sistema delle vicinanze. Cioè di quelle strutture territoriali ultrasecolari, composte da rappresentanti dei vari paesi, che gestivano e tutelavano di fatto il territorio e le sue risorse : boschi, pascoli, mulini, frantoi, etc. In una sorta di collettivismo o socialismo rurale che fu sostanzialmente rispettato dai vari signori sia del medioevo che dell’età moderna (per l’appunto pre-napoleonica) e che affondava le sue radici in antichissime usanze riconducibili si liguri-apuani…

    Con la pastorizia, l’agricoltura, la silvicoltura la gente mangiava e non dipendeva da nessuno…[/quote]

    …stai parlando di quello stesso sistema comunitario pre-napoleonico, come la comunità della Cappella [errata corrige: in realtà si trattava delle comunità di Seravezza e della Cappella], che nel 1515 fece donazione alla signoria fiorentina dei Medici di tutto il terreno incolto e sassoso del monte Altissimo? perché questa è storia, il resto è mito…
    il benedetto/maledetto capitale straniero, prima fiorentino e poi francese, è stato quello che ha permesso lo sviluppo della Versilia, sviluppo cui le comunità locali hanno acconsentito e hanno spianato la strada, perché voleva dire benessere e affrancamento da una vita grama, in totale dipendenza dai capricci della natura.
    prova ne è che queste attività sono state quasi del tutto abbandonate, a favore di lavori più sicuri e redditizi.

    forse allora non c’erano alternative: ma se ora ci sono, è bene aprire concretamente nuove possibilità, senza tanti discorsi e polemiche e dietrologie mitologiche che sono sempre quelle e ormai hanno annoiato anche i sassi…
    ciao
    Luca

    #19307
    Anonimo
    Ospite

    E’ indiscutibile che il marmo, che non serve sostanzialmente a niente, da noi è la causa prima e forse unica del degrado progressivo delle Apuane di cui si sta discutendo tanto anche su questo forum. In una società normale dove la produzione agricola (e non ) è finalizzata a risolvere i problemi della popolazione (tutta) il ruolo del marmo (come x tanti altri bisogni falsi e fittizi) sarebbe ultra marginale e nel nostro caso le Apuane e l’ambiente sarebbero in ben altre condizioni. Che schifo eh! Vuoi mettere la “civiltà” dei cellulari e delle luci al neon dei SUV, che progresso! Prima della “civiltà” industriale e dell’apertura capillare delle cave di marmo (circa metà 800) non è che nella montagna apuane non ci fosse vita o che era abitata da trogloditi. Vi erano popolosi e , mi dispiace x te, prosperi e laboriosi paesi con storia millenaria tutt’altro che in via d’estinzione anche dal punto di vista demografico. Ad es. se leggi gli statuti del comune di Carrara del XIII° secolo, che riprendevano più antiche consuetudini e usanze, vedi quanta indipendenza e potere avevano queste Vicinanze, nonostante formalmente tutti i “boni homines” giurassero fedeltà al signore locale o all’imperatore. In realtà gestivano il territorio in tutti i loro aspetti. Traspare la fierezza, l’orgoglio di chi è autosufficiente producendo da se quello che serve alla comunità e alle loro famiglie senza chiedere niente a nessuno (questo è un uomo vero libero non chi dipende da banche, negozi e “datori di lavoro” vari anche se ben pagato è sempre un servo). Il problema x certe forze innominabili era : come corrompere, come lacerare queste strutture tradizionali che bene o male funzionavano da scudo verso certe influenze digregatrici? Il grimaldello fu la progressiva mercificazione di tutto, l’introduzione di un sempre maggior esagerato consumismo. Craere valori falsi come la moneta (naturalmente x te grande invenzione), falsi bisogni, nuove dipendenze puntando sugli elementi più deboli, superficiali, avidi e materialisti di ogni comunità fino a che con le grandi “rivoluzioni liberali” si riuscì ad imporre questo sistema di contro-valori. Dopodichè si arriva a tutto. Piano piano. Non c’è più nessuna regola etica se non il profitto, nessun senso di comunità, di apparteneza, di radici e identità comune per cui ecco lo sbrigiamento delle Apuane, giovani allo sbando non solo x mancanza di lavoro, diffusione della “cultura dello sballo”, crollo delle nascite, invecchiamento della popolazione (certo viviamo di più come degli imbecilli senza onore), culto dei soldi, dell’arraffare, specula
    zioni di borsa, “mercati”….etc. Non vi è solo la mitologia antica (almeno quella nacque tra popoli e civiltà delle quali oggi a confronto siamo degli zeri) ma vi è anche una mitologia molto più triste e saccente e arrogante quella del “progresso”, dell”evoluzione”, di “come erano disgraziati una volta invece ora si che”
    Io ti dico di Antona. Paese poco interessato alla lavorazione delle cave, perlomeno rispetto ad altri. Eppure gli Antonesi da erano considerata la comunità di montagna più ricca, più benestante e …colta.
    Mentre nei paesi dove era diffuso il “progresso del lavoro alle cave” vi era molta più povertà, abbruttimento, alcolismo. Non ti dice niente questo?
    Perchè in ogni tempo la lotta è sempre quella. Tra Tradizione (e conseguente economia collettivista) e decadenza (col sistema liberista-capitalista in qualunque salsa si presenti). Certo poi ci sono anche le parodie di lotta. Renzi Alfano, le poltrone delle partecipate, dei parchi regional-nazionali, delle industrie pubbliche, dei giornali, degli assesorati etc. etc. Quello vuol dire essere “realisti”, “calati nell’attualità storica”, “concreti uomini d’azione” no? Al bando questi populisti-retorici-demagogici-passatisti che scrivono cose trite e ritrite (?).

    #19308
    Anonimo
    Ospite

    Inoltre la vita “grama” era soprattutto legata alla cosidetta rivoluzione industriale per l’appunto allo sfruttamento dei lavoratori del marmo e di altre aziende attuato dal capitalismo-mercantilismo trionfante. Grazie ai “capitali” che arrivarono a formarsi sia forestieri che locali (come gli avranno mai accumulati..mah!).
    Tale era la disperazione della gente che lavorava x i “capitali” che dalle nostre parti si formarono le schiere più forti dell’anarchismo e dell’anarcosindalismo come risposta alle durissime condizioni di lavoro. E solo x quello oggi respiri un pò e hai qualche diritto (x ora) e non perchè te lo hanno concesso i “capitali” ma perchè+ cli l’hai strappato.
    In quanto al lavoro sicuro e redditizio…mah non so se stai scherzando vista la situazione e le prospettive di cui parlano universalmente tutti. Giusto, forse, per un paio di generazioni x farci diventare dei bei viziosi, dipendenti da tutto e asserviti alle banche e tirare su generazioni di ramolliti e imbelli. Ora arriva il conto amaro (e inostri ragazzi ne san qualcosa) altro che lavoro sicuro e redditizio…..questa sì che è una bella affermazione retorica da mitologia progressista…

    #19314
    dok
    Partecipante

    o Diego, e sinceramente non lo sapevo nemmeno io che per me la moneta è una grande invenzione…per questo e per il resto vedo che mi hai cucito addosso un vestitino non proprio su misura, ma la cosa non mi sorprende: intendo semplicemente dire che la colpa sarà anche del diavolo, ma qualcuno gli avrà anche aperto la porta, o no?
    buttare ideologicamente tutta la virtù in un passato lontano e non verificabile, e tutto il male qui e ora, significa rendere le possibilità di un miglioramento ancora più remote e inutilmente radicalizzate: il …
    utile è invece fare qualcosa di concreto: se sai fare meglio di quelli che critichi vai al loro posto e raddrizza te le cose, che ti devo dire? io esprimo solo il mio fastidio per i discorsi e basta
    ciao
    Luca

    #19343
    Anonimo
    Ospite

    “Il marmo non serve a niente.” ???
    Posso ricordarvi che le piú belle opere d’arte del mondo sono fatte con il marmo delle Alpi Apuane? E che ancora oggi c’e sono artisti di tutto il mondo in Versilia e Carrara che sono venuti qui per questo favoloso marmo? E che le case degli paesi della montagna sono fatte di questo stesso marmo, solo di una qualita meno prezioso? Per non parlare di altre cose per loquale serve il marmo.

    Il fatto che le cave vengono gestite in modo capitalistica é un altra cosa.

    La soluzione del turismo per portare lavoro non è una soluzione perché non c’é quasi niente che ruïna una zona di piú che il turismo.

    E voi? Perché volete le montagne intatto? Per le scalinate??? Soltanto per il vostro hobby???

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