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  • Questo topic ha 14 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 6 mesi fa da Anonimo.
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  • #5797
    Anonimo
    Ospite

    Via signori,ogni tanto qualche entrata dura ci vuole.Altrimenti ? come mangiare un ottimo bollito misto sensa dell’altrettanto ottima mostarda piccante!Io credo che dentro al forum "un opinionista"cos? mancasse.

    #5800
    andrea
    Partecipante

    bellatrix46 scritto:

    Via signori,ogni tanto qualche entrata dura ci vuole.Altrimenti ? come mangiare un ottimo bollito misto sensa dell’altrettanto ottima mostarda piccante!Io credo che dentro al forum "un opinionista"cos? mancasse.

    Sono d’accordo. E poi finch? si rimane in tema, senza scadere sul personale, ma che c’? di male? Ognuno va in montagna per motivi suoi, chi per cogliere margherite, chi per dimostrare a qualcuno (forse pi? a se stesso) di essere Rambo. Si sa che ? cos?! C’? bisogno di dirlo una volta di pi?? Eppure ogni volta qualcuno con la coda di paglia si offende. Una via "chiodata bene" in effetti non significa assolutamente nulla. Lx: 30m, IV, 3 chiodi, sosta da approntare. O Lx: 35m, 6a, 8 spit, catena di sosta.
    Quale ? chiodata bene? :whistle:
    Ognuno sa per s?, ma qui ci sono gli elementi di valutazione.
    Per la bellezza di una via anche si possono porre elementi oggettivi, cio? piuttosto condivisibili.

    #5804
    Anonimo
    Ospite

    TroncFeuillu scritto:

    Quale ? chiodata bene? :whistle:
    Ognuno sa per s?, ma qui ci sono gli elementi di valutazione.
    Per la bellezza di una via anche si possono porre elementi oggettivi, cio? piuttosto condivisibili.

    A parer mio ogni cosa ? pi? o meno soggettiva: la chiodatura, le difficolt? tecniche e psicologiche, la bellezza di una via. Inoltre noi siamo solo degli utenti di un forum che esprimono delle valutazioni su un soggetto e nessuno di noi credo abbia la pretesa di voler essere un riferimento o di voler riportare una relazione dettagliata di un’itinerario. Oltretutto, leggendo relazioni "ufficiali" di itinerari si nota che spesso non sono perfettamente in accordo tra loro, figuriamoci cosa pu? venir fuori quando cerchiamo di mettere insieme le opinioni di ciascuno di noi.

    Continuiamo per? a scrivere a raccontare e scambiarci opinioni in modo da invogliare ed essere invogliati a vivere nuove esperienze in montagna.

    #5810
    andrea
    Partecipante

    celaf scritto:

    leggendo relazioni "ufficiali" di itinerari si nota che spesso non sono perfettamente in accordo tra loro, figuriamoci cosa pu? venir fuori quando cerchiamo di mettere insieme le opinioni di ciascuno di noi.

    Continuiamo per? a scrivere a raccontare e scambiarci opinioni in modo da invogliare ed essere invogliati a vivere nuove esperienze in montagna.

    Bene, ma ? un fatto che:
    1. Roccia salda
    2. Continuit? e omogeneit? delle difficolt?.
    3. Logicit? del percorso e non ricerca p. es. del tiro difficile che alza l’obbligatorio e basta.
    4. Originalit? e indipendenza da altri itinerari preesistenti.
    Sono elementi di merito per una via.
    In Apuane o per limitatezza dello sviluppo e/o della qualit? della roccia o a causa della sua discontinuit?, bisogna un po’ accontentarsi…
    Rimango dell’avviso che il meglio le Apuane lo diano d’inverno (specie con un inverno come quello appena passato).
    Per bonatti:
    pretendere che il Procinto (che falesia lo ? gi? da un buon paio di decenni) possa preservare carattere di avventuta ? utopia pura. Del resto l’avventura, i "professionisti" dell’avventura non vanno certo a cercarla qui, ma nemmeno in questo continente. Quindi… vedi bene che ? meglio lasciare questo argomento alla storia dell’Alpinismo. Che ti piaccia o no le cose evolvono.
    Per NGG:
    Rispetto, tradizione. Cose buone per i libri. Certo. Cose buone da leggere e da sapere. L’oggi ? un’altra cosa. E se esistesse il chiodo ideale, che lo appiccichi e togli senza lasciar segno come una ventosa, chi non lo userebbe?
    Ma dai.. sveglia! Basta con ‘sta retorica del rischio.
    Teniamo tutti ben presente che chi per voi ? un mito, per altri ? solo un sopravvissuto. Ha senso?

    #5811
    alberto
    Partecipante

    visto che siete cos? professionali continumo su apposito TOPIC.

    Per AIK

    Le motivazioni che ti avevo chesto non erano rivolte alla tua concezione di alpinismo ma al fatto che tu avevi risposto che non eri d’accordo con quanto da me detto.
    Non credo basti dire non sono d’accordo, bisogna anche motivare. Non ti pare?

    Riguardo a Dinko io credo sia una via che trasforma la montagna in un luna park verticale, in una falesia.
    La falesia ? la falesia. L’alpinismo ? un’altra cosa.
    Io la vedo cos?. Non ? che una ? meglio dell’altra , sono due cose diverse.
    Come mai tutti vanno su Dinko oppure sulla Erik ma non su molte altre vie che tecnicamente non sono pi? difficili?
    Sulla Erik c’? sempre la coda, la gente rischia di prendersi sassi in testa ma non importa si mette in coda . Eppure al Corchia ci sono moltissime altre vie e anche di ottima roccia.
    Poi tutti si Banda Bailar . Sassi e erba a tutta birra ma non importa perch? ci sono i fix e catene!!!
    Perch? non c’? la coda sullo sperone ONO del Pizzo delle Saette? eppure non ? pi? di V classico (un tiro).

    #5812
    alberto
    Partecipante

    TroncFeuillu scritto:

    celaf scritto:
    [quote] leggendo relazioni "ufficiali" di itinerari si nota che spesso non sono perfettamente in accordo tra loro, figuriamoci cosa pu? venir fuori quando cerchiamo di mettere insieme le opinioni di ciascuno di noi.

    Continuiamo per? a scrivere a raccontare e scambiarci opinioni in modo da invogliare ed essere invogliati a vivere nuove esperienze in montagna.

    Bene, ma ? un fatto che:
    1. Roccia salda
    2. Continuit? e omogeneit? delle difficolt?.
    3. Logicit? del percorso e non ricerca p. es. del tiro difficile che alza l’obbligatorio e basta.
    4. Originalit? e indipendenza da altri itinerari preesistenti.
    Sono elementi di merito per una via.
    In Apuane o per limitatezza dello sviluppo e/o della qualit? della roccia o a causa della sua discontinuit?, bisogna un po’ accontentarsi…
    Rimango dell’avviso che il meglio le Apuane lo diano d’inverno (specie con un inverno come quello appena passato).
    Per bonatti:
    pretendere che il Procinto (che falesia lo ? gi? da un buon paio di decenni) possa preservare carattere di avventuta ? utopia pura. Del resto l’avventura, i "professionisti" dell’avventura non vanno certo a cercarla qui, ma nemmeno in questo continente. Quindi… vedi bene che ? meglio lasciare questo argomento alla storia dell’Alpinismo. Che ti piaccia o no le cose evolvono.
    Per NGG:
    Rispetto, tradizione. Cose buone per i libri. Certo. Cose buone da leggere e da sapere. L’oggi ? un’altra cosa. E se esistesse il chiodo ideale, che lo appiccichi e togli senza lasciar segno come una ventosa, chi non lo userebbe?
    Ma dai.. sveglia! Basta con ‘sta retorica del rischio.
    Teniamo tutti ben presente che chi per voi ? un mito, per altri ? solo un sopravvissuto. Ha senso?[/quote]

    al Procinto c’? stata scritta la storia dell’alpinismo apuano. Quello classico e quello pi? sportivo.
    Quello che dispiace che certi personaggi si vantano di fare le ose con rispetto e dichiarano di non aver mai fatto vie intersecando altre o sovrapponendosi.
    Poi vanno al Procinto e non solo….si permettono di modificare con nuove chiodature dei capolavori come la Dolfi – Melucci. Perch? di capolavoro si tratta.
    Al Procinto ci sono itinerari che ancora possono dare l’avventura, su questo ci puoi giurare. Basta preservarli.

    L’inverno ? un’altro discorso e su questo le Apuane danno il meglio di se!!!!

    Evviva i miti….accidenti….. volevo dire sopravvissuti.

    #5814
    Anonimo
    Ospite

    bonatti scritto:

    Riguardo a Dinko io credo sia una via che trasforma la montagna in un luna park verticale, in una falesia.

    La falesia ? la falesia. L’alpinismo ? un’altra cosa.
    Io la vedo cos?. Non ? che una ? meglio dell’altra , sono due cose diverse.
    Come mai tutti vanno su Dinko oppure sulla Erik ma non su molte altre vie che tecnicamente non sono pi? difficili?
    Sulla Erik c’? sempre la coda, la gente rischia di prendersi sassi in testa ma non importa si mette in coda . Eppure al Corchia ci sono moltissime altre vie e anche di ottima roccia.
    Poi tutti si Banda Bailar . Sassi e erba a tutta birra ma non importa perch? ci sono i fix e catene!!!
    Perch? non c’? la coda sullo sperone ONO del Pizzo delle Saette? eppure non ? pi? di V classico (un tiro).

    A mio avviso Dinko ? una bella via che permette a chi ? relativamente scarso di salire in un bell’ambiente raggiungendo, con percorso logico, la vetta di una montagna. Tutto ci? una falesia e un luna park non lo offre. Certo ci sono gli spit come su altre decine di migliaia di vie nel mondo. Se uno non li vuole ? libero di andare da altre parti. Come dici tu, fortunatamente di vie alpinistiche poco frequentate ce ne sono ancora tante e io mi auguro che rimanga sempre cos?. Se ne vada tutta la massa sul procinto. Cos? so che quando mi va di starmene in tranquillit? su difficolt? abbordabili ho tante classiche a disposizione.

    La erik ? la via pi? facile del corchia e io la trovo pure bella, per questo l’ho fatta pi? volte. E non vanno tutti li. Sui torrioni del passo croce c’? sempre qualcuno e poi, tranne maggiori difficolt?, lo spirito della via non ? diverso da quello della erik. Chi invece cerca qualcosa dal sapore pi? antico va a fare lo spigolo di fociomboli, classica mai dimenticata e piuttosto frequentata.

    Soprattutto non capisco perch? ostinarsi a fare domande e avolersi dare risposte.

    La montagna, come molti altri ambienti offre un sacco di opportunit? diverse. Che ciascuno colga la sua e vada dove pi? gli piace. le apuane sono piene di posti solitari e poco frequentati cos? come di itinerari pi? affollati. Se tanta gente del resto si accalca sulla erik ci sar? una ragione, o no? E se a te non piace la via e non ti piace l’affollamento, di cosa ti preoccupi? Non andarci. Hanno mai recuperato qualcuno con l’elicottero dalla erik? E dalla nord del Pizzo? Ci sono pro e contro in ogni cosa.

    In fondo poi, da come ne parli, dinko l’hai fatta pure tu…

    #5816
    Anonimo
    Ospite

    So benissimo che non hai criticato il mio modo di andare in montagna ma sono abituato a parlare di me e per la mia esperienza, cos? ho descritto quello che per me vuol dire andar per monti, per cercare di spiegare che non amo le vie che non sono altro che file di spit e che preferisco fare delle passegiate/arrampicate sulla cresta sud del contrario (in programma per quest’anno ci sono altre vie del genere come il contrafforte sud alla cresta del sumbra, come la cresta nord est del pizzo delle saette)ma non per questo mi considero un barbuto ominide della montagna. Questo non vuol dire che io non mi sia messo in coda (sono partito presto e non c’era ancora nessuno) per Dinko e per la Erik. Gli spit li trovi ovunque come ormai trovi ovunque friend incastrati e cordini rossi sbiaditi e anche puzzolenti, e non credo sia utile, almeno per me, combatterli, risparmio energie per altre cause che ritengo pi? importanti come lo scempio che fanno le cave in posti assolutamente da proteggere o l’andar per monti con moto, o armati di fucili che sparano vernice o ancora i continui assalti di promotori di tunnel, strade e funivie che, quelle si, storpierebbero e causerebbero davvero danni irreversibili.
    In cosa non sono d’accordo con te? sul fatto di credere le tue verit? come assolute e di urlarle come se il volume o il tono le rendessero pi? vere e accettate (per questo ho detto di lasciare a ciascuno la libert? di andar per monti secondo il suo stile, so benissimo che non vuoi e non puoi impedirlo, ma purtroppo devi accettarlo), non condivido il tuo ridurre il "grado" a qualcosa di assoluto ed oggettivo, credo che dove un uomo decide siamo gi? nel soggettivo e i gradi non sfuggono a questa mia regola. E comunque sono totalmente d’accordo con te che meno "rumenta" si lascia per monti meglio ?, per cui lancio un’idea:
    "che tutti gli alpinisti o frequentatori della montagna in genere si riportino le loro cicche a casa insieme ai propri rifiuti" dopo si potr? anche parlare di spit, chiodi e difficolt?.
    Un saluto di sincera stima Franco

    #5818
    alberto
    Partecipante

    celaf scritto:

    [quote]bonatti scritto:

    Riguardo a Dinko io credo sia una via che trasforma la montagna in un luna park verticale, in una falesia.

    La falesia ? la falesia. L’alpinismo ? un’altra cosa.
    Io la vedo cos?. Non ? che una ? meglio dell’altra , sono due cose diverse.
    Come mai tutti vanno su Dinko oppure sulla Erik ma non su molte altre vie che tecnicamente non sono pi? difficili?
    Sulla Erik c’? sempre la coda, la gente rischia di prendersi sassi in testa ma non importa si mette in coda . Eppure al Corchia ci sono moltissime altre vie e anche di ottima roccia.
    Poi tutti si Banda Bailar . Sassi e erba a tutta birra ma non importa perch? ci sono i fix e catene!!!
    Perch? non c’? la coda sullo sperone ONO del Pizzo delle Saette? eppure non ? pi? di V classico (un tiro).

    A mio avviso Dinko ? una bella via che permette a chi ? relativamente scarso di salire in un bell’ambiente raggiungendo, con percorso logico, la vetta di una montagna. Tutto ci? una falesia e un luna park non lo offre. Certo ci sono gli spit come su altre decine di migliaia di vie nel mondo. Se uno non li vuole ? libero di andare da altre parti. Come dici tu, fortunatamente di vie alpinistiche poco frequentate ce ne sono ancora tante e io mi auguro che rimanga sempre cos?. Se ne vada tutta la massa sul procinto. Cos? so che quando mi va di starmene in tranquillit? su difficolt? abbordabili ho tante classiche a disposizione.

    La erik ? la via pi? facile del corchia e io la trovo pure bella, per questo l’ho fatta pi? volte. E non vanno tutti li. Sui torrioni del passo croce c’? sempre qualcuno e poi, tranne maggiori difficolt?, lo spirito della via non ? diverso da quello della erik. Chi invece cerca qualcosa dal sapore pi? antico va a fare lo spigolo di fociomboli, classica mai dimenticata e piuttosto frequentata.

    Soprattutto non capisco perch? ostinarsi a fare domande e avolersi dare risposte.

    La montagna, come molti altri ambienti offre un sacco di opportunit? diverse. Che ciascuno colga la sua e vada dove pi? gli piace. le apuane sono piene di posti solitari e poco frequentati cos? come di itinerari pi? affollati. Se tanta gente del resto si accalca sulla erik ci sar? una ragione, o no? E se a te non piace la via e non ti piace l’affollamento, di cosa ti preoccupi? Non andarci. Hanno mai recuperato qualcuno con l’elicottero dalla erik? E dalla nord del Pizzo? Ci sono pro e contro in ogni cosa.

    In fondo poi, da come ne parli, dinko l’hai fatta pure tu…[/quote]

    La Erik ha in parte sputtanato una via precedente che si chiama "La vendetta di Montezuma" che saliva le placche senza nulla dove adesso ci sono stati mitragliati decine di spit e catene.Bella evoluzione!!!
    Mai stato ad arrampicare al Parallelepipedo? oppure alla Guglia Forte dei Marmi, oppure al Pilastro Cima 10, oppure alla Torre di Piatreto. hai mai fatto "Oro incenso e Birra" , od ancora "Pezzetto" ? eppure sono al Corchia.

    Si ho ripetuto Dinko come ho ripetuto Pan Pepato perch? sono abituato a parlare di quello che conosco.
    Con questo non vuol dire che ho apprezzato

    Dinko in parte ricalca una via predente aperta da Claudio Ratti se hai guardato bene ci sono i vecchi chiodi.

    Io mi faccio domande e cerco di avere dei confronti e delle risposte perch? non sono nato imparato e non ho la presunzione di avere ragione.

    Spero proprio che nessuna venga mai recuperato dall’elicottero dalla Erik ne da altre vie.
    Dalla nord ? successo anche d’inverno. Allora che facciamo ci mettiamo un bel p? di spit e catene alle soste. Attreziamo tutta la Oppio con belle catene?
    sarebbe una bella iniziativa sociale.

    Il Procinto, anche se non ti piace, avrebbe diritto ad un maggiore rispetto, perch? sulle sue pareti ci sono state intere generazioni che ci hanno sudato e rischiato e hanno scritto la storia e l’evoluzione della scalata apuana. E’ li che i fratelli Ceragioli hanno fatto il salto di qualit

    #5827
    alberto
    Partecipante

    aik scritto:

    So benissimo che non hai criticato il mio modo di andare in montagna ma sono abituato a parlare di me e per la mia esperienza, cos? ho descritto quello che per me vuol dire andar per monti, per cercare di spiegare che non amo le vie che non sono altro che file di spit e che preferisco fare delle passegiate/arrampicate sulla cresta sud del contrario (in programma per quest’anno ci sono altre vie del genere come il contrafforte sud alla cresta del sumbra, come la cresta nord est del pizzo delle saette)ma non per questo mi considero un barbuto ominide della montagna. Questo non vuol dire che io non mi sia messo in coda (sono partito presto e non c’era ancora nessuno) per Dinko e per la Erik. Gli spit li trovi ovunque come ormai trovi ovunque friend incastrati e cordini rossi sbiaditi e anche puzzolenti, e non credo sia utile, almeno per me, combatterli, risparmio energie per altre cause che ritengo pi? importanti come lo scempio che fanno le cave in posti assolutamente da proteggere o l’andar per monti con moto, o armati di fucili che sparano vernice o ancora i continui assalti di promotori di tunnel, strade e funivie che, quelle si, storpierebbero e causerebbero davvero danni irreversibili.
    In cosa non sono d’accordo con te? sul fatto di credere le tue verit? come assolute e di urlarle come se il volume o il tono le rendessero pi? vere e accettate (per questo ho detto di lasciare a ciascuno la libert? di andar per monti secondo il suo stile, so benissimo che non vuoi e non puoi impedirlo, ma purtroppo devi accettarlo), non condivido il tuo ridurre il "grado" a qualcosa di assoluto ed oggettivo, credo che dove un uomo decide siamo gi? nel soggettivo e i gradi non sfuggono a questa mia regola. E comunque sono totalmente d’accordo con te che meno "rumenta" si lascia per monti meglio ?, per cui lancio un’idea:
    "che tutti gli alpinisti o frequentatori della montagna in genere si riportino le loro cicche a casa insieme ai propri rifiuti" dopo si potr? anche parlare di spit, chiodi e difficolt?.
    Un saluto di sincera stima Franco

    ciao Franco

    sul fatto che le Apuane sono aggredite in modo barbaro da cave , strade, ect. mi trovi completamente d’accordo con te e di questo senza dubbio bisognerebbe parlarne di pi? e le varie sezioni del Cai e noi frequentatori dovremmo predere maggiori iniziative contro questi scempi.
    In vari anni che giro per questi monti posso testimoniare che l’aggrssione a queste bellissime montagna aumenta giorno per giorno.
    Forse adesso qualcosa sta cambiando perch? qualcuno degli abitanti di questi monti si ? reso conto che il rispetto del territorio si pu? trasformare in risorsa economica e che da noi non c’? solo il turismo del mare. Speriamo.
    Ritornando all’aspetto alpinistico , si ho alzato i toni ma non certo per imporre la mia mentalit?, solanto mi fa arrabbiare vedere gente che si prende la libert? di mettere i fix sulla cresta di Sella, gli spit sulla Oppio, modificare il tracciato di vie come la Dolfi-Melucci, richiodare vie come la Capanna -Ceragioli mettendo resinati ad un metro come se fosse una scala, dichiarare vie nuove dove gi? ci sono passati gli altri eppure ci sono i vecchi chiodi, vedi Corchia e Procinto, richiodare vie come lo spigolo Dolfi alla Torre Francesca modificandone il tracciato, aprire monotiri da arrampicata sportiva in Borra di Canala, mettere i fix sulla Bastrenta al Contrario, ect. ect. ect.
    Detto questo, sono io che voglio imporre la mia mentalit? oppure sono altri che vogliono imporre la loro?

    Oltre tutto queste iniziative sono alpinisticamente diseducative. Dopo non lamentiamoci se la gente non sa mettere un chiodo.

    #5829
    Anonimo
    Ospite

    L’unico modo per una sicura crescita alpinistica (capacit? di individuare una via logica, sapersi proteggere, crearsi soste, saper muoversi su di un terreno sconosciuto, sapersi tirar fuori dai guai con le proprie forze in caso di necessit? etc.) ? ricercare e avventurarsi su terreni "vergini". Anche quando si fanno vie alpinistiche, ma gi? attrezzate, sporadicamente si pianta qualche chiodo. Le soste nella stragrande maggioranza dei casi sono gi? pronte, la via, pi? o meno, ? gi? tracciata, relazionata, fotografata. Peggio ancora se si va con un "battistrada" (amico o compagno che gi? la conosce, guida professionista etc.). Da questo punto di vista si pu? crescere solo sul piano stretto dell’arrampicata e ci si impratichisce un p? in qualche manovra di sicurezza su strutture gi? predisposte (non parliamo poi della falesia…).
    Io consiglio, ovviamente dopo aver fatto un p? d’esperienza, di cercare di aprire proprie vie, anche se brevi e di grado basso (certo il rischio aumenta). Le Apuane sono ancora piene di possibilit? di questo tipo. Magari non le 4/5 "grandi" pareti ma molti altri angoli abbondano di possibilit? di esplorazione alpinistica con potenziali vie di pi? tiri (es. zona Uncini).
    Cos? si comincia a fare pratica di chiodatura (passi anche uno spit ogni tanto, messo dal basso) e non solo…Dando progressivamente pi? spazio all’alpinismo d’avventura ed esplorazione rispetto all’alpinismo "parassitario" (definizione di Messner)
    scordandoci un p? i 5c i 6b i 7a etc. e le file di fix e catenoni, si riscopre , per me, la dimensione pi? vera e profonda dell’avventura in montagna. La soddisfazione immensa di aprirsi una "vietta" propria, magari di III, essersela attrezzata e protetta a chiodi e dadi e protezioni naturali, non ha paragoni con nessun tipo di scalata "tutto compreso".

    #5830
    Enrico
    Partecipante

    tutti a parlare male della falesia.
    eppure la storia insegna che i grandi si allenavano, e forte. Non capisco quest’astio per la falesia: che sia possibile permettersi vie come tempi moderni in Marmolada, Cavalcare la Tigre al Gran Sasso o il Muro delle Ombre alla Nord del Pizzo senza avere un buon livello di arrampicata libera, che si pu? ottenere solo tramite l’applicazione in falesia? Non ? vero che la montagna richiede sacrificio e la falesia no. L’arrampicata sportiva richiede, sia nello stile a vista sia nel lavorato, un impegno fisico e psicologico notevole. Ovviamente l’aspetto del ‘rischio’ viene del tutto eluso. L’accettazione del volo permette di spingersi oltre il proprio limite, migliorandosi di continuo.

    #5831
    Anonimo
    Ospite

    No, vorrei precisare. Non disprezzo la falesia e i falesiani. So che ? una bella attivit? che richiede bravura, preparazione atletica, intelligenza tattica e se si vuole emergere, spirito di sacrificio, molto allenamento. Come in tutti gli altri sport…E’ questo il punto. Per me ? solo uno sport. Ci si pu? far male come nel calcio o nel ciclismo. L’alpinismo ? tutta altra cosa. Ha una componente sportiva ma non ? uno sport. E’ molto di pi? su tutti i piani senza offesa per lo sport che amo e che ho sempre praticato. L’intervento che ho fatto era per riagganciarmi, in un quadro un p? pi? completo, al discorso di Bonatti che lamentava che la gente non sa pi? chiodare.
    La falesia, per noi, era solo "esercitazione". Si chiamava, non a caso, "palestra". Serviva a migliorare la tecnica di arrampicata, "farsi le braccia". Da un allenamento, alcuni cultori ne hanno ricavato una disciplina, uno sport, benissimo non c’? niente di male.

    #5841
    alberto
    Partecipante

    Finalmente si parla di cose interessanti . Qualcuno ha capito il messaggio.

    Warthog ha ragione la falesia fatta bene ? dura ed ? ottima per elevare il grado che poi ti ritrovi in montagna.

    Tutte belle parole ma io devo dire che ho sempre visto (sbagliando) la falesia in secondo piano come un ripiego da andarci magari quando il meteo non ? buono o comunque per allenamento alla montagna.
    In verit? devo dire che di allenarmi mi ? sempre saputo fatica. Mi sono sempre detto adesso inizio ad allenarmi . Duro quale giorno ma poi smetto.
    Sono sicuro che se mi fossi allenato bene e avessi frequentato la falesia con un’altra mentalit?, come dice Warthog, avrei senza dubbio fatto molto di pi?.
    Ma a me va bene cos?.
    Condivido quanto detto da Diego. L’apertura di nuovi itinerari, non importa la difficolt?, ? un punto di arrivo che ogni alpinista deve porsi come traguardo della sua attivit?.
    Per? ripeto, ? un lavoro che si fa per se stessi, non per gli altri.

    #5857
    Anonimo
    Ospite

    In questo modo non si pu? far altro che dati ragione e tanto di cappello a chi si infuria e poi comunque "discutiamone". Non ? un argomento che mi coinvolge pi? di tanto quindi lascio ad altri, se vogliono, continuare la discussione con te. Un saluto e ci vediamo in montagna o ci risentiamo su questo forum
    Ciao bonatti ;)

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