Pania secca via SWAROVSKI

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  • Questo topic ha 4 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 mesi fa da Diego.
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  • #52220
    alberto
    Partecipante

    sapevo di un tentativo fatto  un pò di anni fa in questo settore della partete N.E. della Pania Secca. Ma non sapevo che la via era stata completata.

    Ho visto che su Gulliver è stata pubblicata  una specie di relazione e alcune foto forse dell’apertura  e una con il tracciato.

    Vedo che Diego ha scritto  qualcosa nel topic della nuova via al monte Gomito, forse è uno degli apritori?

    Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulla storia di questa via,  giusto per la cronaca alpinistica apuana.

    Grazie

    Alberto

    #52221
    Diego
    Partecipante

    Buongiorno Alberto, la via fu aperta in due sabati 4 anni fa e riprese un vecchio tentativo che si concluse alla base dello strapiombo. Da lì continuammo superando il tratto impegnativo fino ad uscire su uno spigolo dove poco sopra si trova un alberello per sostare. Dopo di questo le difficoltà si attenuano e le protezioni furono messe e tolte. Proseguendo per salti, andando verso destra si incontra un’ultima paretina e si è sulla pagina centrale. La roccia in quella zona è precaria e per questo motivo, unito alle belle colate di ghiaccio della parte bassa la chiamammo svarosvki, come i fragili cristalli.  Anche qui vivemmo una  piccola grande avventura su un versante aspro isolato ed austero, dove le nostre voglie d’ingaggio furono esaudite. Le vie che apriamo sia in Apuane, appennino ed Alpi non le pubblichiamo solitamente e quindi rimangono ignote. A volte facciamo delle eccezioni ma visto il risultato, con critiche ancora prima di averle percorse o di interessarsi, continueremo a fare come abbiamo fatto fino ad ora. Un saluto.

    #52229
    alberto
    Partecipante

    grazie Diego per la risposta.

     

    Ognuno ha la sua etica, più o meno severa, come è giusto che sia. Anche Gary Hemming diceva che la relazione che si dovrebbe dare delle vie, si dovrebbe  limitare a dare l’attacco e l’uscita. Nulla di più. Questo per permettere al ripetitore di vivere il più possibile l’incertezza della salita.

    Con la tua severa etica eventuali apritori si potranno trovare davanti a sorprese. Magari vanno ad aprire una via e si troveranno beffati dai tuoi misteriosi chiodi o spit.

    Nel 2020 ho aperto una via al monte Croce, forse avrai letto la relazione qui e su Toscoclimb. Spero che i vecchi chiodi a pressione di un tentativo iniziale che ho trovato, di cui ignoro l’autore/ri,  non siano tuoi.

    #52231
    Matteo T.
    Partecipante

    Ciao a tutti, visto che l’argomento mi interessa molto mi permetto di esprimere il mio personale pensiero, che ovviamente in quanto tale spero non offenda nessuno.

     

    Io penso che quando saliamo da qualche parte senza lasciar “tracce”, (protezioni in questo caso) non ci sia bisogno di dir niente a nessuno, al contrario quando lasciamo qualcosa lungo il nostro percorso, credo che scrivere due righe possa essere sia utile che “rispettoso” (permettetemi il termine) nei confronti di chi come me frequenta questi luoghi.
    Questo ripeto è il MIO pensiero. Negli anni ho trovato utilissime le informazioni trovate a giro, specialmente su questo forum, dove mi sembra che sia molto più valorizzato il sapere del criticare!

    Come giustamente dice Alberto ognuno ha la sua etica ed è giusto che sia così, però a me piace conoscere, e non credo di essere l’unico a pensarla così!

    Poi un po’ di polemica fa sempre bene🥶

     

    saluti a tutti!

    #52233
    Diego
    Partecipante

    Non mi offendo mai di una critica,  rispondo  per educazione.

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