Riapertura cava Macchietta

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  • #8174
    Anonimo
    Ospite

    Sono pienamente daccordo con quanto appena detto da Bonatti, ? la mentalit? generale che bisogna che inizi a cambiare, non ? pi? possibile tapparsi gli occhi e gli orecchi di fronte allo scempio ambientale che stiamo producendo, anzi ne siamo quasi compiaciuti a volte! ci godiamo beati i 24 gradi a dicembre augurandosi che sia sempre estate, appena piove o nevica sbuffiamo infastiditi, senza renderci conto che stiamo vivendo un mutamento climatico che potrebbe essere irreversibile…ma niente!si guarda al profitto, al dio denaro che servir? a ben poco quando tutto sar? compromesso. Eppure ? tutto sotto i nostri occhi!quest’estate ? stata una delle pi? aride,questo inverno (se cos? ancora si pu? chiamare) ? uno dei pi? caldi, i disagi che ne sono poi scaturiti (frane alluvioni ecc.) sono proprio la conseguenza di questo cambiamento: basta pensare che poco pi? di 50 anni fa qui in zona Abetone la prima neve cadeva ad ottobre e rimaneva fino ad aprile, adesso arriva a dicembre e non si sa quanto dura!.Inquinare come sventrare montagne ? un offesa una mancanza di rispetto per tutto, anche per chi verr? dopo di noi, lasciare ai nostri figli un ambiente devastato ? una delle pi? grandi infamit? che noi esseri umani possiamo commettere.Mi meraviglia il fatto che invece di un piano di recupero delle Apuane, che gi? sono gravemente ferite, si pensi solo al loro sfruttamento e conseguente distruzione.

    #8175
    Anonimo
    Ospite

    Sono pienamente daccordo con quanto appena detto da Bonatti, ? la mentalit? generale che bisogna che inizi a cambiare, non ? pi? possibile tapparsi gli occhi e gli orecchi di fronte allo scempio ambientale che stiamo producendo, anzi ne siamo quasi compiaciuti a volte! ci godiamo beati i 24 gradi a dicembre augurandosi che sia sempre estate, appena piove o nevica sbuffiamo infastiditi, senza renderci conto che stiamo vivendo un mutamento climatico che potrebbe essere irreversibile…ma niente!si guarda al profitto, al dio denaro che servir? a ben poco quando tutto sar? compromesso. Eppure ? tutto sotto i nostri occhi!quest’estate ? stata una delle pi? aride,questo inverno (se cos? ancora si pu? chiamare) ? uno dei pi? caldi, i disagi che ne sono poi scaturiti (frane alluvioni ecc.) sono proprio la conseguenza di questo cambiamento: basta pensare che poco pi? di 50 anni fa qui in zona Abetone la prima neve cadeva ad ottobre e rimaneva fino ad aprile, adesso arriva a dicembre e non si sa quanto dura!.Inquinare come sventrare montagne ? un offesa una mancanza di rispetto per tutto, anche per chi verr? dopo di noi, lasciare ai nostri figli un ambiente devastato ? una delle pi? grandi infamit? che noi esseri umani possiamo commettere.Mi meraviglia il fatto che invece di un piano di recupero delle Apuane, che gi? sono gravemente ferite, si pensi solo al loro sfruttamento e conseguente distruzione.

    #8176
    Anonimo
    Ospite

    Sabato 16 sono fuori zona e non ci sar? alla riunione di Antisciana e quindi nemmeno alla presentazione del piano di riapertura della cava Macchietta.

    L?ordine del giorno di Marco per la riunione di Antisciana aveva la vista lunga e gi? aveva messo nel conto la discussione sul ruolo ?politico? del forum. Ora non so se qui sia il caso di parlare di ?politica?, anche perch? la cosa potrebbe far storcere il naso a qualcuno. A me sembra pi? una battaglia civile, perch? della devastazione dell?ambiente ne soffriamo e ne soffriranno tutti ( tranne i pochi che ci si arricchiscono) indipendentemente dal colore della camicia, una battaglia in cui gli schieramenti politici non combaciano necessariamente con quelli degli interessi in gioco.

    Comunque anche se non ci sar? sabato sono disponibile per iniziative future, come la mostra ?Le apuane che non vogliamo? o qualcosa di analogo.

    x Marco: il libro sull’Altissimo casca proprio come il cacio, te lo porto alla prima occasione.

    Roberto

    #8177
    Anonimo
    Ospite

    scusate il doppio post ho provato anche a cancellare ma non ci sono riuscito….:blush:

    #8178
    Marco di AS
    Partecipante

    E infatti, Gianluca, i post doppi non c’? verso di cancellarli… Magari sabato parliamo anche di questo! B)
    Grazie, Roberto. D’accordissimo sul senso della battaglia "politica": non intendevo certo, e non ho mai inteso n? pensato, a una battaglia legata a partiti o schieramenti, ma semplicemente a un nostro possibile peso politico, fatto di visibilit?, presenza, denuncia, inchieste, mostre, possibili interventi sulla stampa e via dicendo. Dobbiamo insomma diventare un soggetto in pi? – oltre a CAI, Italia Nostra, WWF e associazioni ambientaliste varie – che oltre a dibattere al proprio interno sappia prendere posizioni all’esterno, in modo magari anche pi? agile e veloce rispetto agli altri. Secondo me ? possibile avviare qualcosa di buono in questo senso. ;)

    Marco

    #8179
    Anonimo
    Ospite

    A proposito della riapertura delle cave all’Altissimo (ma non solo) mi sono divertito ad inventare una cartolina da mandare agli amministratori del territorio apuano (dai comunali ai regionali passando magari anche per ente parco e apt). Ho usato mezzi grafici un po’ rudimentali ma credo che nel complesso renda abbastanza l’idea.

    Dietro ci scriverei qualcosa del genere : "quale sar? la prossima immagine che metteremo nell’album degli scempi apuani ? quella dell’Altissimo ? la montagna che Michelangelo voleva scolpire e che i predatori del marmo vogliono sventrare o ridurre in pasta per dentifrici e colla per piastrelle ? Con tanti saluti … alle Apuane"

    Roberto

    #8181
    popegapon
    Partecipante

    buongiorno.

    sono dei lerci. non hanno un minimo di ritegno. non gli basta mica aver tritato il tritabile e aver lasciato troiai immani in ogni dove, ora riprendono a coltivare cave dimenticate. guarda li ce n’? ancora una mezza viva ! andiamo a dargli una mazzata in testa ! ecco le sturmtruppen delle apuane, si sentiva proprio la mancanza.

    perch? non si fa stampare una paccata di adesivi di quelli che vengono attaccati suii paletti segnaletici o ai rifugi con scritto gruppo alpinistico di qui e dil? e invece ci si scrive basta cave salviamo le apuane, insomma brigitte bardot per le foche lo avrebbe fatto voi per le apuane lo fareste??

    e perch? poi non si selezionano delle belle foto dei troiai delle cave per poterci poi imbastire una mostra, un calendario (senza gropponi dei cavatori please) o una pubblicazioncina da far vedere a giro magari nelle scuole della zona?
    scusate, forse ho detto cose ovvie, cose gi? fatte ma che ci volete fare, coi vecchi ci vole pazienza.

    #8182
    alberto
    Partecipante

    avete presente la cava che sta a destra dell’ingresso dell’ Antro del Corchia.
    Siete mai andati a vedere quello che ? stato buttato gi? sul ravaneto sottostante la cava nel canale delle Volte?

    C’? di tutto , un vero troiaio. Una vera dimostrazione di civilt?.

    Mi domando chi sar? stato a buttare li tutto quel pattume a marcire e ad avvelenare il terreno l’acqua che ci scorre.
    Il colmo ? che poi qualcuno…..questa acqua se la beve anche.

    Ma credo di sapere chi ? stato , sicuramente qualche sporco e barbaro extracomunitario. Oppure ? stata l’ecomafia.
    Non posso certo pensare che sia responsabilit? di qualche civilissimo local. Non ? possibile noi queste cose barbare non le facciamo.

    #8187
    Marco di AS
    Partecipante

    Diego, non ho capito se la conferma della tua presenza per domani ? riferita all’Henraux o all’incontro sul forum ad Antisciana.

    Marco

    #8189
    Anonimo
    Ospite

    Mi riferivi all’incontro per il forum ad Antisciana.
    Ciao

    #8227
    Marco di AS
    Partecipante

    Sabato mattina, presso la ditta Henraux a Querceta, ho partecipato alla presentazione del progetto di riapertura della cava Macchietta. Degli utenti del forum c’era anche Grazia (poi abbiamo raggiunto assieme gli altri ad Antisciana per la riunione con gli amministratori del sito), del CAI anche Angelo Nerli e Alberto Bargagna, "storico" esponente della Commissione Tutela Ambiente Montano. Tre ore di chiacchiere tecniche e rassicurazioni sull’escavazione esclusivamente in galleria, con conseguente incazzatura a posteriori di mia moglie Barbara che dopo tanta pioggia sperava in una bella camminata al sole, ridottasi poi a pochi passi all’ombra sopra Cardoso… :sick:
    Comunque ? stato bene esserci; stiamo valutando la questione e ne parleremo sabato sia nella riunione delle sezioni apuane del CAI a Pisa (cui parteciperemo Nerli e io, oltre naturalmente a Guido) sia in quella del Gruppo Toscano a Firenze, dove sar? presente Bargagna. Successivamente inoltreremo un documento al Parco. Naturalmente vi terremo aggiornati.

    Marco

    #8262
    Marco di AS
    Partecipante

    Riporto di seguito la lettera del Gruppo regionale toscano del Cai, presentata anche alla riunione delle sezioni apuane svoltasi sabato pomeriggio a Pisa, e destinata al presidente del Parco delle Apuane, al sindaco di Seravezza e all’amministratore delegato della ditta Henraux.

    Marco

    oggetto: ripresa della escavazione di cava Macchietta (monte Altissimo)

    [i]Il 16 gennaio u.s. la ditta Henraux ha presentato al pubblico lo studio di impatto ambientale relativo alla cava ?Macchietta?, di cui veniva chiesta la ripresa della escavazione di marmi pregiati dopo una chiusura durata oltre un trentennio.
    Trattasi di una ricerca sotto diversi profili attenta alle problematiche ambientali della zona, non sommaria, propositiva per la riduzione degli effetti degradanti della escavazione. Essa tuttavia presenta aspetti che giova approfondire.
    Nella pubblicazione sulla stampa regionale si parla infatti di un progetto di escavazione di marmi statuari e bianco-arabescati per complessivi 41.000 mc. di materiale, da estrarre in un quinquennio. Lo studio presentato prevede peraltro sette anni di escavazione (5 + 2), con un totale di materiale estratto all’anno da 14.500 a 28.400 tonnellate + 67.300 nell’ultimo biennio, materiale utile dalle 9.200 alle 9.600 tonnellate (dal 36,6% al 50%), il resto scarti da riconvertire. Lo scarto dovrebbe essere in parte (circa un terzo) utilizzato in loco per il riempimento della cava Mossa, in parte si presume trasportato a valle per l’impiego come carbonato di calcio. Si ipotizza l’uso della viabilit? gi? esistente fino alla cava Macchietta (senza modifiche importanti), la ristrutturazione degli edifici della cava Mossa per le necessit? della escavazione, il trasporto a valle del materiale da un minimo di 300-315 ad un massimo di 510-520 viaggi l’anno, per 3-4 passaggi al giorno nei primi due anni, sei al giorno nei quattro successivi. Deve essere subito rilevata una certa incertezza dei dati, sia per i quantitativi (in materiale utile ed in scarti) rispetto ai 41.000 mc. denunciati, che per il numero di trasporti a valle; un approfondimento si rende allora necessario, perch? possono variare in quantit? ragguardevole gli scarti ed essere pi? difficile la loro dislocazione, aumentare il numero dei passaggi e l’incidenza sugli abitati a valle. Una maggiore precisione dei dati progettuali (temporali, quantitativi, di trasporto) consentir? un migliore controllo nel corso della escavazione.
    Un secondo punto assai importante sono i prelievi di acqua dalla sottostante sorgente Polla, il loro utilizzo ed il loro riciclo. Si parla di decantazione e filtraggio delle acque torbide, di vasche per le acque chiare e per quelle torbide, di raccolta dei fanghi (marmettola) ed idrocarburi (olii esausti). E’ indubbio che questo ? l’aspetto pi? inquietante del progetto, per gli effetti sul bacino acquifero sottostante. Uno studio pi? approfondito su questo punto (come ? stato fatto per l’inquinamento dell’aria, sugli effetti negativi per la flora, la fauna ed il paesaggio) costituirebbe maggiore garanzia di rispetto delle reali problematiche ambientali.
    Lo studio accenna soltanto alla messa in sicurezza dei ?tavoloni? per il transito degli escursionisti. Con assoluta stringatezza si affronta e risolve un problema fondamentale per la zona, e cio? la tutela del ?parco archeo-minerario? del monte Altissimo, che ha il suo punto qualificante nel gruppo di cave inattive comunemente chiamato della Tacca Bianca, di cui la cava Macchietta ? parte. La importanza della zona ? dimostrata non solo dal progetto di ripristino del sentiero dei Tavoloni, per il quale ? previsto un finanziamento pubblico, ma anche dalla dichiarata disponibilit? della ditta Henraux a tutelare le vecchie lizze ed i sentieri, un tempo percorsi dai suoi cavatori per raggiungere il posto di lavoro. Gi? si era parlato in passato, come possibile compensazione, per lo sbassamento del picco di Falcovaia alle Cervaiole, del ripristino e messa in sicurezza dell’intero percorso tra la Polla ed il passo del Vaso Tondo, attraverso le cave Macchietta, Fitta e Tacca Bianca, secondo il progetto presentato dal prof. Angelo Nerli, alpinista e coautore delle pi? importanti guide sulle Alpi Apuane. La ditta dovr? tenere conto della frequentazione della zona da parte di comitive di alpinisti, evitando di danneggiare (come ? gi? avvenuto in passato) la viabilit? pedonale esistente.
    Sembra a questa associazione che il Parco debba garantire il rispetto delle modalit? di escavazione con continui controlli e l’adempimento delle compensazioni con adeguate garanzie fideiussorie. Un continuo monitoraggio sar? svolto dalle sezioni toscane del C.A.I.[/i]
    Firenze 23 gennaio 2010
    il presidente

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