Ripristino e/o schiodatura vie

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  • Questo topic ha 215 risposte, 13 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 1 mese fa da Anonimo.
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  • #22682
    Anonimo
    Ospite

    è come se un restauratore di opere d’arte si prenda la briga (ipotizzo) di restaurare autonomamente la Gioconda e cambia il colore della pelle da bianco latte a nero….ora non che non possa essere bella lo stesso…ma comporterebbe che probabilmente verrebbe lapidato dal mondo…ecco non capisco perchè la gente non si mette i propri pennelli in tasca e come dice qualcuno sulle apuane si possono ancora creare molte moltissime altre opere d’arte. Su Facebook ci stiamo battendo con Ale da un po di tempo e onestamente son stanco e non vorrei fare un incontro sprecando tempo ma vorrei farlo per arrivare ad una conclusione. non vorrei trovarmi di fronte degli SGARBI della situazione che ti danno della CAPRA solo perche sono citando qualcuno ” il critico d’arte è l’artista fallito!”

    #22686
    alberto
    Partecipante

    come ho già scritto le CAPRE sono intelligenti e simpatiche e poi amano stare sui pizzichi :laugh:
    Quindi se mi danno della CAPRA va bene .

    L’importante è non essere PECORE come invece molti ci vorebbero fare diventare.

    #22689
    Anonimo
    Ospite

    ah beh meglio capra che pecora…son pienamente d’accordo.

    #22690
    Nico
    Partecipante

    Un giretto su 9° Sinfonia però mi garberebbe farlo… DINI me li metteresti qualche fix a distanza non più lunga di un metro??? sennò non riesco bene a staffarli!

    Mi piacerebbe pure fare la Cassin alla Nord della Cima Ovest di Lavaredo… ma tutti quei chiodacci traballanti mi fanno un po paura :sick: qualcuno potrebbe mettere in sicurezza pure quella???

    vorrei proporre anche una seggiovia per arrivare a Mosceta da Pruno! e asfaltare la Vandelli! un tempo non usava l’asfalto… lasciavano le strade tutte sassose… un vero troiaio; ora invece c’è l’asfalto! almeno posso arrivare al Conti in moto :woohoo: :woohoo:

    Non dimentichiamoci poi che una volta pure i cavatori avevano le lizze e i piri… adesso ci siamo evoluti e portare giù centinaia di blocchi non è piu un problema!

    L’EVOLUZIONE E’ BELLA! non siate vecchi e noiosi! non mi verrete mica a dire che non avete mai postato un selfie in diretta su facebook mentre scalate????!!!!!

    #22692
    Anonimo
    Ospite

    proporrei uno skilift dal piglionico al rossi sgamellarsi tutto quel pezzo per arrivare al rifugio e dal rifugio alle varie pareti in inverno mi sembra troppo. Poi si potrebbe mettere anche una funivia o ancora meglio ovovia dalla val serenaia al pisanino in inverno è troppo difficile salire e aggiungerei pure una linea che porta alla foce di giovo. non per difficoltà ma perche almeno si è piu veloci qualche invernale al grondilice non mi dispiacerebbe.

    #22695
    Anonimo
    Ospite

    DINI, DINI, DINI ….

    mi domando se ci sei o ci fai…..

    Talmente è confusionario quello che scrivi e che hai in testa che la domanda nasce spontanea…

    Di una cosa sono certo: la mia stupidità a rispondere e perdere tempo con certe persone….

    però, sarò magnanimo (e stupido) ancora una volta….

    Ma ti rendi conto delle cazz@@te che dici? che hai scritto?

    Praticamente equipari l’etica all’uso di scarponi o corde di canapa (!!) : ridicolo, mi viene da ridere :laugh:
    Dove ho mai scritto che sono contro gli spit i fix i golfari etc …. li uso eccome….
    Scredito l’uso di attrezzatura moderna? ma dove l’ho scritto mai? … anzi, semmai ho scritto l’esatto contrario (ma capisco che per te è un po’ difficile da capire)

    Se ti può interessare la NE della Pania Secca l’ho salita con normali scarpe (perdonami, faceva caldo, gli scarponi erano un po’ troppo), slegato, togliendo le placchette mano a mano che salivo (ebbene si: ho dovuto toccarle! mea culpa), scendendo poi disarrampicando (con mille mila kg di ferraglia MODERNA nello zaino… pesano Dini, non so se sai quanto pesano) e facendo delle doppie sugli alberi a fianco della via … valgono gli alberi Dini? sono lì da lustri. O sono una modernità pure loro?
    E poi …la sicurezza con il trapano? il trapano sarebbe la sicurezza in montagna? che emerita coglionata!!!!!
    ma non ci arrivi Dini, non ci arrivi proprio….

    ripeto: ma ci sei o ci fai?

    sei un po’ il classico italiota che va di moda adesso tra i politici (e non solo purtroppo): non capisce una mazza, sposta sempre i discorsi per far confusione, capisce (o fa finta dii capire) lucciole per lanterne, SI GUARDA BENE DALL’ INTERVENIRE SUL MERITO DELLE QUESTIONI !!!!! (lascio a te capirne il perchè) …. e vabbè, se ne potrebbero aggiungere altre di “simpatiche caratteristiche”

    però devo riconoscere che sei un umorista eccelso…

    La tua conclusione è l’apoteosi!!!! :woohoo: :woohoo: :woohoo:

    “Prendi esempio da queste parole sagge!!! “

    Hi hi hi …. Ma mi facci il piacere!!!!! (è una citazione, Dini, è una citazione… e nemmeno troppo moderna a ben vedere)

    Mitico!!! se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti!!!! :laugh:

    Ma continua, ti prego, sappi le risate che mi faccio vedendo come ti copri di ridicolo da solo…. (devo pur trovarmi una giustificazione alla stupidità del risponderti)

    #22696
    Anonimo
    Ospite

    oh DINI…te citi sempre le corde e gli scarponi dei nonni…ma sei un po’ duro, nhe?!
    hai provato a leggere cosa ti ho scritto prima?

    guarda un popoino qui sotto cosa scrivevano i nonni…ma non fare il furbo, se leggi bene capirai che scarponi e canapa non centrano nulla (son quello che si usava al tempo)…invece il perforatore, a mano o a motore centra eccome…e cambia tutto il gioco.

    il giovane Reinhold parlava di pressione e superdirettissime…ma lo stesso malcostume di aprire vie ”nuove” su vie gia’ esistenti c’era gia’ allora…

    ti ricordo che stiamo parlando di alpinismo…e non di arrampicata sportiva dove lo spit e’ sacrosanto.
    stiamo anche parlando di vie nate (spesso tantissimo tempo fa) SENZA fori…quindi la sud del pizzo non centra una mazza. punto.

    leggi vai, che ti fa bene:

    [i]L’assassinio dell’impossibile
    di Reinhold Messner

    Che cosa ho, personalmente, contro le «direttissime»? Ma proprio nulla; anzi. La «via della goccia cadente» è una cosa quanto mai logica, e del resto è sempre esistita; purché, però, la montagna la ammetta. Ma a volte la fessura continua più a sinistra o più a destra; e allora è dato di vedere gli scalatori — quelli della prima ascensione, intendo — procedere diritti come se nulla fosse: piantando, ovviamente, chiodi a espansione. Ma perché passare proprio di là, e in quel modo? «Per la libertà», dichiarano; e non s’accorgono di essere schiavi del filo a piombo.

    Si ha orrore delle deviazioni. «Davanti alle difficoltà, la logica non comanda di aggirarle, ma di vincerle» — dichiara Paul Claudel. E’ quel che dicono pure i protagonisti delle direttissime, i quali sanno già in partenza che l’armamentario di cui sono forniti consentirà loro di superare qualunque ostacolo. Essi parlano dunque di problemi che non esistono più. Potrebbe la montagna arrestarli con difficoltà inattese? Sorridono: quei tempi sono passati da un pezzo! (Il che, purtroppo, risponde a verità.) L’impossibile in montagna è stato eliminato, ucciso dalle direttissime.

    Le direttissime non sarebbero di per sé un gran male, se lo spirito che le informa non si fosse propagato a tutto l’arrampicamento. Ecco qui uno scalatore in parete. Mette i piedi nelle staffe: tutt’intorno, nient’altro che roccia gialla strapiombante. Sta facendo un foro sopra l’ultimo chiodo; è già stanco, ma non rinuncia: ha ancora cinque giorni di ferie! Chiodo su chiodo, egli avanza caparbio: vuole imporre alla parete la sua via, e null’altro.

    Il chiodo a espansione è divenuto una cosa ovvia: lo si tiene sempre a portata di mano, per l’eventualità che non si riesca a passare con i mezzi ordinari. L’arrampicatore di oggi non vuole precludersi la via della ritirata, e si porta appresso il coraggio nel sacco, in forma di ferramenta. Le pareti non vengono più vinte in arrampicata, bensì umiliate con un lavoro manuale e metodico, una lunghezza di corda dopo l’altra, e quel che non si fa oggi si farà domani. Le vie di arrampicata libera sono pericolose, perciò ci si cautela piantando chiodi. La volontà non fa più assegnamento sulla capacità, ma sugli attrezzi e sul lungo tempo disponibile. Non è più il coraggio, bensì la tecnica il fattore decisivo; l’ascensione può durare giorni e giorni, i chiodi si contano a centinaia. Il ripiegare diventa disonorevole, poiché ormai tutti sanno che con i chiodi a espansione e con la costanza si viene a capo di tutto, anche della più repulsiva «direttissima».

    Un tempo, la storia dell’alpinismo si scriveva sulle muraglie di roccia con la penna simbolica dell’ardimento; oggi, si scrive con i chiodi. Mutano i tempi, e con essi le concezioni e i valori. L’assicurazione strumentale ha preso il posto della sicurezza interiore, la bravura di una cordata si valuta in base al numero dei bivacchi, mentre il coraggio di chi arrampica ancora in «libera» viene squalificato come manifestazione di incoscienza.

    Chi ha intorbidato la pura fonte dell’alpinismo?

    Forse, i primi volevano soltanto avvicinarsi ancora di più al limite del possibile: oggi, invece, ogni limite è svanito, cancellato. In principio non sembrava una cosa grave, ma sono bastati dieci anni per eliminare dal vocabolario alpinistico la parola «impossibile».

    Progresso? Oggi, a dieci anni dagli inizi, molti non fanno più nemmeno caso a dove piantano i chiodi a espansione, se su vie nuove o su quelle classiche. Si fora sempre di più e si arrampica sempre di meno.

    L’impossibile è sgominato, il drago è morto avvelenato e l’eroe Sigfrido è disoccupato. Ognuno si lavora la parete piegandola con il ferro alle proprie possibilità.

    Taluni l’avevano previsto da tempo, ma continuarono tuttavia a forare, sulle direttissime e altrove, finché perdettero il gusto dell’arrampicare: perché osare, perché rischiare, quando si può procedere in perfetta sicurezza? Divennero allora i profeti della direttissima: «Non perdete tempo sulle vie classiche, imparate a forare, imparate a servirvi di staffe e cordini. Fatevi furbi, raggirate la montagna con qualunque mezzo se volete avere successo. L’era delle direttissime è appena iniziata, ogni cima attende la sua via del filo a piombo: non c’è fretta, tanto la montagna non può fuggire né difendersi».

    «Hai già fatto la direttissima? E la superdirettissima? No?». Questo è il criterio con cui si misura oggi il valore alpinistico. E allora il giovane va, si arrabatta lungo la scala di chiodi e poi chiede al prossimo venuto: «Hai già fatto la direttissima?».

    Chi non sta al gioco viene deriso se osa pronunciarsi contro l’opinione corrente. La generazione del filo a piombo si è ormai affermata, e senza tanti riguardi ha ucciso l’impossibile. Chi non vi si oppone si rende complice dell’assassinio, e quando poi gli alpinisti apriranno gli occhi e si accorgeranno di quel che è venuto loro a mancare, sarà troppo tardi: l’impossibile, e con esso l’ardimento, sarà sepolto, marcito e dimenticato per sempre.

    Non tutto è ancora perduto, ma «essi» torneranno all’assalto; e se non saranno i medesimi, saranno altri come loro. Faranno un gran chiasso già molto tempo prima di attaccare, e ogni ammonimento sarà di nuovo inutile. Avranno l’ambizione, avranno una lunga vacanza, ed ecco che qualche nuovo «ultimo problema» sarà di nuovo risolto… Lasceranno al rifugio, come storico documento, altre fotografie con una fila di puntini in linea retta, dalla base alla cima; e in parete, qualche centinaio di chiodi. Stampa e radio ci informeranno ancora che l’impossibile è stato superato…

    Se qualcuno è già indotto a pensare a una possibile regolamentazione, vuol dire che la situazione è seria; ma noi giovani non vogliamo alcun codice alpinistico: «Noi vogliamo trovare lassù i giorni ardui, nei quali non si conosca al mattino la ricompensa della sera». Fino a quando ci sarà ancora data questa possibilità?

    Io mi preoccupo per il drago ucciso: dobbiamo fare qualcosa prima che l’impossibile venga del tutto sotterrato. Noi ci siamo cacciati a furia di chiodi sulle pareti più selvagge: la prossima generazione dovrà sapersi liberare da tutta questa zavorra. Noi abbiamo imparato a salire lungo la via del filo a piombo, quelli che verranno dopo dovranno tendere nuovamente alle cime per altre vie. La cambiale sta per scadere, dobbiamo ritrovare il limite del possibile: dovrà pur esserci questo limite, se vorremo avvicinarci a esso con la virtù dell’ardimento! E mai più dovremo abbatterlo, neanche se ci sarà impossibile raggiungerlo! Dove ci potremmo rifugiare, altrimenti, per sfuggire all’oppressione del grigiore quotidiano? Sull’Himalaya? Sulle Ande? Sì, anche là se ci sarà possibile: ma per la maggioranza non ci saranno che le vecchie Alpi.

    Salviamo dunque il drago; e, in avvenire, proseguiamo sulla via indicataci dagli uomini del passato: io sono convinto che sia ancora quella giusta!

    Calza gli scarponi e parti. Se hai un compagno, porta con te la corda e un paio di chiodi per i punti di sosta, ma nulla di più. Io sono già in cammino, preparato a tutto: anche a tornare indietro, nel caso che io m’incontri con l’impossibile. Non ucciderò il drago; ma se qualcuno vorrà venire con me, proseguiremo assieme verso la vetta, sulle vie che ci sarà dato di percorrere senza macchiarci d’assassinio.[/i]

    #22699
    Anonimo
    Ospite

    e non nascondiamoci dietro il dito…sulle alpi e’ grama, ma da voi in toscana pure peggio!

    come se lo schiodar qualche abuso impedisse alla gente d’arrampicare!
    ma se oramai le classiche lasciate com’erano son rarissime…mentre di vie a spit ce ne sono mille e una.
    ma che cazzo volete…spittarci ‘r culo??

    #22700
    alberto
    Partecipante

    [b]”Calza gli scarponi e parti. Se hai un compagno, porta con te la corda e un paio di chiodi per i punti di sosta, ma nulla di più. Io sono già in cammino, preparato a tutto: anche a tornare indietro, nel caso che io m’incontri con l’impossibile. Non ucciderò il drago; ma se qualcuno vorrà venire con me, proseguiremo assieme verso la vetta, sulle vie che ci sarà dato di percorrere senza macchiarci d’assassinio. ”
    [/b]

    qui siamo su concetti alti. Per arrivarci bisogna avere il senso della RINUNCIA.

    Nella società attuale è molto dura avere il senso della rinuncia.

    #22703
    Anonimo
    Ospite

    Dopo attenta riflessione e un’infinità di considerazioni,anche personalissime,sono giunto alla conclusione che il ripristino/schiodatura delle vecchie(e nuove)vie per riportarle il più possibile all’origine,sia GIUSTO.Soprattutto quando sono state stravolte nella loro essenza originale.
    Adesso però devo portare alla vostra attenzione una parola che diventa fondamentale se si vuole agire correttamente:..RESPONSABILITA’..
    Credo che a questo punto dobbiate formare un gruppo per darvi delle regole e un’etica comune per agire con uniformità,in maniera tale che chi và a ripetere queste vie sà cosa aspettarsi.
    E poi così mettereste un freno agli eccessi e a chi il significato della parola” responsabilmente” non dice niente,o chi per carattere,non lo vuol sapere!
    Saluti L.

    #22704
    Anonimo
    Ospite

    [quote=”bellatrix46″ post=24941]Dopo attenta riflessione e un’infinità di considerazioni,anche personalissime,sono giunto alla conclusione che il ripristino/schiodatura delle vecchie(e nuove)vie per riportarle il più possibile all’origine,sia GIUSTO.Soprattutto quando sono state stravolte nella loro essenza originale.
    Adesso però devo portare alla vostra attenzione una parola che diventa fondamentale se si vuole agire correttamente:..RESPONSABILITA’..
    Credo che a questo punto dobbiate formare un gruppo per darvi delle regole e un’etica comune per agire con uniformità,in maniera tale che chi và a ripetere queste vie sà cosa aspettarsi.
    E poi così mettereste un freno agli eccessi e a chi il significato della parola” responsabilmente” non dice niente,o chi per carattere,non lo vuol sapere!
    Saluti L.[/quote]

    Questo è condivisibile.

    Però, come si suol dire: “le chiacchere le porta via il vento”
    Erano anni che c’erano solo chiacchere e qualcuno che agiva con i fatti ci voleva.
    Avrei potuto fare e tacere come da tante altre parti fanno…. ed onestamente è ancora la soluzione che ritengo la migliore. Però alcuni scrupoli li ho avuti e proprio per questo, come ho già scritto all’inizio, ho deciso di aprire un topic con l’elenco delle schiodature. Per informazione.
    Anche se ….
    se una cordata arriva sotto una via e manca una piastrina e continua, poi ne manca un’altra e continua, poi si trova nei guai…. beh, è una cordata con un po’ di problemi non imputabili allo schiodatore e nemmeno al chiodatore…

    Però va bene l’informare qui o su gulliver o su altri siti di relazioni delle vie.

    Per quanto riguarda la mia etica, è ferrea; schiodare solo gli scempi evidenti. E la rispetto (sempre questo benedetto rispetto :) )

    Dimostrazione il fatto che del nuovo tentativo al Pilastro non ho toccato ne fix ne fisse.
    E poi…..
    Mi pruderebbero tanto le mani per quei due fix sul primo tiro della Tiziana. Un bel tiro proteggibilissimo dove quei fix sono un obbrobrio, una ferita. Però… sono lì da tanto e mi son chiesto se ormai la Tiziana non sia diventata classica così, con quei due fix.
    Di questo possiamo anche parlare… ma come vedi: io il problema del rispetto me lo pongo!!

    Gli altri?

    ;)

    #22705
    Anonimo
    Ospite

    chapeau per Zorro. Z

    #22707
    Anonimo
    Ospite

    Sei un grande Zorro metti la foto così posso vedere che faccino hai!!!
    Sei proprio forte ad arrampicare !!!
    A volte i grandi fanatici scivolano e io quando leggo il male che si sono fatti mi faccio grandi risate per i coglioni rompicoglioni della libertà come te!!!
    Forse già ti hanno fatto presente che se qualcuno si fa male su una via manomessa, te che l hai manomessa sei responsabile!!!

    Aspetto la tua foto caro Zorro!!!

    #22709
    Nico
    Partecipante

    Grande DINI!! Tempo fa, sul forum, scriveva un altro tipo curioso… si firmava ‘evaristo’… stai quasi raggiungendo il suo livello! :laugh: o magari sei la solita persona?? :huh: :dry:

    Forse non hai ancora capito una cosa però… e si che ci siamo sforzati in tanti a spiegartela… : ma una via la “manomette” chi la riempie di chiodi o chi la ripristina???!!

    #22712
    Anonimo
    Ospite

    E vabbè…..

    grande Dini …. !!!!

    lo dicevo che eri un genio!!!! :laugh:

    e decisamente non ci fai ma CI SEI !!!!

    ovvia su, tutta per te…. stampala e portala dietro così potrai riconoscermi….

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