San Viano Vive!

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  • #27111
    GregPed
    Partecipante

    Ieri pomeriggio e stamattina ho richiodato Cave Canem e aperto dal basso la variante Presario (nome dovuto ad una strana conformazione che si incontra a metà di un tiro)
    La chiodatura è amichevole e la via è adatta per chi si vuole avvicinare per la prima volta allo stile di elegante di san viano. Materiale donato da Apuano Appeso.

    vi linko la relazione messa su gulliver https://www.gulliver.it/itinerario/68937/

    Per il resto lo stato delle vie è il seguente da dx verso sx
    le due vie del coltelli recenti sono in ottimo stato.
    Sussi e Biribissi ho richiodato a novembre il primo tiro di 6c mettendo una sosta di calata intermedia per chi va con corda singola da 60m il resto è in stato di “decomposizione” In attesa di richiodatura.

    Nove sole vecchi pacchi: in attesa di richiodatura

    Grande magooo: Tutto in ottimo stato tranne l’ultimo tiro (quello che sale sulla parete rossa) infatti uno spit ha crepato un sasso e per rimedio una cordata vi ha messo un cordone allo spit successivo, consiglio uscita per bosco.

    Carpe diem: in attesa di richiodatura la parte alta, per la parte bassa si può arrivare fino a dove si incrocia con grande magooo e proseguire su di essa.

    Coltelli, monotiro in attesa di richiodatura

    Cave Canem: Richiodata e agibile

    #27116
    Nico
    Partecipante

    Complimenti per l’impegno!

    #27117
    lasco
    Partecipante

    Un pò di storia su questo luogo a me caro dove ho imparato cosè l’equilibrio .,tratto da un articolo di Toscoclimb.

    “Nove Sole Vecchi Pacchi”
    Era il 1993 – credo – ed ero appena diventato padre per la prima volta. A quei tempi avevo l’onore di legarmi in cordata con il mio mentore e maestro di arrampicata, Andrea “Peo” Loprieno, che divideva con me la falesia e qualche semplice salita in ambiente, trascorrendo invece assieme a Stefano Funck momenti per più adrenalinici ed utili per la comunità verticale.
    Dal loro sodalizio di quel tempo, nacquero infatti alcuni gioielli che si chiamano “Vanessa” e la “Ratti” al Monte Rovaio (che credo dovrebbe essere chiamata Ratti-Funck vista la riattrezzatura e completamento della vecchia linea di Claudio) nonché il contributo su “Fantastica” al Nona, tutte vie più che degne di rispetto ancora adesso a distanza di 13 anni.
    E fu proprio Stefano Funk a segnalare al Peo il luogo di San Viano, additandolo come una falesia destinata ad un futuro glorioso. Ed in effetti, al nostro primo sopralluogo si dimostrò tale: una parte destra coricata, con alcune placche solcate dall’acqua ed altre con una roccia quarzosa davvero unica dalle nostre parte. Nel fianco sinistro, invece, si innalzava prepotente il futuro! Un’enorme spinnaker – per usare un’espressione simile a quella di S.Funck nella sua “Alpi Apuane Salite Scelte, Pezzini Editore, 1993” dove l’arrampicata si preannunciava estrema.
    Peo iniziò a forare le placche a sx prima dello Spi, assieme ad un caro amico dal cognome – e discendenza – illustri, Filippo Nerli. Nacque “Sussi e Biribissi”, 7b+, 4 tiri mai sotto il 6C, il nome una polaroid dei chiodatori: Sussi (Peo, basso e muscoloso) Biribissi (Filippo, smilzo e con gli occhi cerulei del padre).

    Io, dal canto mio, ho sempre smaniato per chiodare, e chi mi conosce lo sa. Non so perchè ma mi è sempre piaciuto e così proposi al Peo di essere del gruppo. Così, dopo un’occhiata veloce – e con il permesso di Stefano :-) – ci calammo ed attrezzammo i primi due tiri, nella parte dx della parete, al confine con i tiri già presenti, in rispetto di chi poteva ben dirsi “padrone” del luogo. Se ben ricordo, la batteria del trapano – come da manuale del chiodatore allezzito – durò solo 4-5 fori. La roccia è estremamente dura a San Viano ed allora non avevo ancora scoperto che si possono comprare comuni accumulatori ed unirli in parallelo. Procedemmo quindi con il perforatore a mano, che al tempo trovava sempre spazio nella patella del nostro cuore.

    Terminammo così i primi due tiri, uno di avvicinamento ad un tettino, e l’altro che lo superava con il passo chiave (si dovette togliere una zolla e ripulire il tutto) valutandolo 6b+. Il terzo tiro, che avevamo in mente non nacque mai dalle nostre mani. Quando Stefano sentenziò che per poter figurare nella sua guida la nostra via avrebbe dovuto avere almeno 3 tiri, e si propose di terminare il lavoro, acconsentimmo con piacere.

    In una cosa però Stefano sbagliò: San Viano non divenne MAI quel luogo di riferimento verticale che avevamo sperato, grazie all’immarcescibile pigrizia dei climbers che si rivolgono sempre alla falesia più vicina, unta, noiosa, caotica ma a portata di mano. Era così nel ’93 ed è ancora così nel 2008.

    La mia amicizia con Peo è sempre stata contraddistinta da due fattori: affetto/ammirazione per un amico unico e PACCHI che mi tirava quando lo aspettavo per andare ad arrampicare!!! Rimase storica la volta che davanti a casa mia lo vidi arrivare con 45 minuti di ritardo…. con le ruote anteriori della Panda 4×4 su una bicicletta travolta poco prima: arrivò surfando l’asfalto e con uno studente sul cofano! GRANDE PEO!!! Unico!

    Così il nome della via dovette essere “Nove Sole” dove “sòle” è alla romana, cioè “pacchi” e “Vecchi Pacchi” quelli ricevuti dal Peo durante la nostra grande amicizia!

    E s(u)ole nuove vi serviranno per salirla: la via esige aderenza e movimento. E’ proprio un prodotto del 1993 :-)

    Silver Surfer a.k.a. Antonio Cecchi

    #27139
    Guido
    Partecipante

    queste si che sono belle notizie!

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