Toponomastica apuana: Monte Belgia o Monte Novello?

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  • #51486
    Enzo
    Partecipante

    Tornando al nome Novello o Belgia: in un libro che tratta della vecchia Ferrovia Marmifera di Carrara leggo che la galleria tra Fantiscritti e Tarnone, che passa proprio sotto la verticale del nostro monte, si chiama galleria di Monte Novella; e poi che si chiama galleria di Belgia una delle quattro gallerie tra Tarnone e il viadotto di Vara, che per l’appunto si trovano sotto il versante OSO del nostro monte, cioè quello che le carte IGM sia vecchia che nuova chiamano Belgia.

    Ne concluderei che Belgia è il nome generico attribuito a tutta la zona che si trova a OSO del nostro monte; e che il monte si chiama non Belgia ma Novello anzi Novella: al femminile, come testimoniano le due cave lì presenti con questo nome.

    P.S. Il libro si intitola Le Apuane e le meraviglie della tecnica, a cura del Gruppo Terre Alte del CAI di Carrara; è senza data ma dovrebbe risalire al 2010-11. Oltre che della FMC tratta anche della teleferica del Balzone e della lizzatura Denham. Fino a qualche tempo fa si trovava alla Libreria La Bottega di Aronte di Carrara.

    Enzo

    #51487
    Gabriele
    Partecipante

    Bel colpo Enzo, direi che questo chiude la questione!

    Non ero a conoscenza di questo libro, cercherò di procurarmelo quanto prima!

    #51496
    Enzo
    Partecipante

    In materia di toponomastica apuana, torno sulla piccola questione se si debba pronunciare Pésaro o Pesàro. Ebbene, direi che la pronuncia corretta è Pesàro.

    Infatti: nel libro Le Apuane e le meraviglie della tecnica, che ho rammentato in un precedente post e che è stato curato dal Gruppo Terre Alte del CAI di Carrara, cioè da locali, si trova scritto due volte Pesàro con riferimento a un articolo pubblicato sulla Rivista Mensile del CAI, anno 1936 pag. 365: La teleferica per Campo Cecina, autore l’ing. Giovanni Conti carrarino.

    Il progetto, in linea con i tempi e per fortuna mai realizzato, prevedeva una funivia turistica da Piastra a Campo Cecina con stazione intermedia sul M. Pesaro; ebbene, nel testo dell’articolo e in uno schizzo a corredo si trova sempre scritto Pesàro.

    Si aggiunga che nella carta catastale storica consultabile sul sito cartografico della Regione Toscana si trova scritto, in bella calligrafia dell’epoca, Pesarro con due erre, grafia che comporta una pronuncia piana e non sdrucciola della parola.

    E’ vero che la guida CAI-TCI del 1979 scrive Pésaro a pag. 106, ma credo che lo abbia fatto solo per analogia con il nome della città marchigiana in assenza di altre indicazioni (quali sarebbero state ricavabili dall’articolo del 1936), trovandosi poi obbligata a scrivere Pésaro anziché Pesaro (senza accenti, e quindi senza compromettersi) in forza delle regole generali di scrittura seguite dalle guide CAI-TCI, che per facilitare il lettore prescrivevano di accentare i nomi di luogo sdruccioli, oltre ovviamente a quelli tronchi.

    Enzo

    #51500
    Gabriele
    Partecipante

    E anche il “caso Pesaro” è risolto!

    … Chissà se nello stesso libro ci sono altri elementi utili per le altre questioni in sospeso (Dente di Calocara e Serrone)?

    … Certo è che la toponomastica apuana, per la sua ricchezza e la sua storia, meriterebbe un libro ad hoc!

    #51501
    Enzo
    Partecipante

    Quanto al Serrone, io credo che la questione sia chiusa, perché per i carrarini esso è la quota 1007.7 m della CTR (cosiddetto Campanile di Colonnata), e non la poco vistosa quota 1062.5 m della cresta SE del M. Maggiore a cui la CTR attribuisce tale nome. Ecco gli indizi:

    Nel libro a cura di G. Bogazzi 1888-2108 Una grande storia [del CAI Sezione di Carrara], a pag. 160 c’è una foto della quota 1007.7 con la didascalia ‘Il monte Serrone ecc.’.

    Anche nel solito libro Le Apuane e le meraviglie della tecnica (della cui esistenza io ebbi notizia dal libro precedente, che lo cita appunto a pag. 160) c’è foto e didascalia ‘Serrone’ della quota 1007.7. In questo libro si rammenta anche la leggenda carrarina secondo cui Michelangelo avrebbe tratto ispirazione, per la sua Pietà, dalla forma del Serrone visto da certe prospettive, leggenda che mi è stata confermata da un conoscente carrarino.

    Un amico di Colonnata mi ha confermato che per loro il Serrone è la quota 1007.7.

    Nella guida CAI-TCI del 1979, nello schizzo a pag. 231, è qualificato come Serrone un monte che è inconfondibilmente la quota 1007.7.

    Si può aggiungere che l’aspetto della quota 1007.7 non assomiglia per nulla a un campanile, mentre è compatibile con quello di serra = ‘catena montuosa allungata e senza forti avvallamenti’ oppure di serra = ‘sega’, cioè montagna a denti di sega. Cito da un dizionario d’italiano; la parola serra deriva comunque da una parola latina che significa ‘sega’. La quota 1062.5 invece non assomiglia a nulla, casomai a un ferro da stiro.

    Quanto al M. Bètogli o Betògli o Bèttogli o Bettògli, ho usato tutt’altro metodo per avere una risposta: ho telefonato alla ditta Bettogli Marmi di Carrara fingendo di avere sbagliato numero, e una gentile voce femminile mi ha risposto: “Bettògli Marmi”. Questione risolta, amen.

    Enzo

    #51502
    Enzo
    Partecipante

    Nel libro a cura di G. Bogazzi 1888-2108 Una grande storia [del CAI Sezione di Carrara]…

    Lunga vita al CAI di Carrara, ma ovviamente è 1888-2018!

    #51507
    Gabriele
    Partecipante

    Complimenti Enzo, direi che le tue argomentazioni sono più che convincenti!!!… Questo libro su “Le Apuane e le meraviglie della tecnica” si è rivelato prezioso su tutti i fronti!

    Resta solo la questione del Dente di Calocara. Per quanto mi sia sforzato, in rete non sono riuscito a trovare immagini d’epoca… Mi limito a segnalare un articolo del Tirreno che con ogni probabilità anche tu avrai già visionato:

    https://iltirreno.gelocal.it/regione/2013/11/30/news/carrara-e-la-montagna-decapitata-1.8210726

    in cui si stima che la distruzione del Dente abbia fruttato circa 500 milioni… Da noi anche le montagne, purtroppo, hanno un prezzo!

    #51508
    Enzo
    Partecipante

    Sì Gabriele, conosco l’articolo, grazie. Per ora non ho altre notizie sull’argomento.

    Aggiungo che dall’ex Dente di Calocara una bella cresta rocciosa, tra Valpulita (lato Piastra-Ravaccione) e Fossa di Valbona (lato Fantiscritti), prosegue fino al Torrione, con due quote importanti chiamate localmente Cima di Valpulita e Cima Bombarda. Se per marmifere lato Ravaccione raggiungi la sella tra le due quote, vedi uno spettacolo impressionante: la Cima di Valpulita che precipita verticale sulla sella, in alto con una frana paurosa, in basso con vecchi e imponenti tagli di cava, in fondo addirittura sotterranei. L’ultima volta sono stato lì per proseguire in cresta fino a Cima Bombarda, cosa che la penultima volta mi era parsa possibile: ma nel frattempo l’opera di una cava ancora attiva poco a monte della sella l’aveva reso impossibile.

    La visita a questa sella è veramente indimenticabile; oltre al resto, sul lato opposto (Fossa di Valbona) va giù un ravaneto immenso; e sulla parete della Cima di Valpulita rivolta alla Fossa sono ancora visibili i resti di vertiginosi camminamenti di cavatori.

    Aggiungo che la Cima di Valpulita si può salire facilmente per marmifere e poi per sentiero dai pressi del Bettogli, lato Piastra-Ravaccione; e così Cima Bombarda dalla sella con il Torrione, raggiunta con marmifere lato Ravaccione. Il filo di cresta dall’ex Dente di Calocara fino alla Cima di Valpulita non è consigliabile perché rotto e pericoloso.

    Enzo

    #51509
    Gabriele
    Partecipante

    Caro Enzo, mi stai fornendo veramente tantissimi spunti per le mie passeggiate… In pratica i contenuti pubblicati su questo topic sono un supplemento della tua guida!!!

    … E visto che hai fatto 30, ti chiedo anche il 31… Sapresti dirmi qualcosa del Monte d’Oro??? In altre parole, delle quote visibili dal piazzale dei Ponti di Vara (sulla sinistra, per chi sale verso Fantiscritti)… Sono adiacenti a delle cave e così a occhio sembrerebbe che possano essere raggiunte con le marmifere che partono dal piazzale stesso…

    #51510
    Enzo
    Partecipante

    Il Monte d’Oro è sulla cresta SSO del Torrione; io non l’ho mai salito perché la volta che passai di lì tirai di lungo verso il Torrione, ma so che lo si raggiunge facilmente da tale cresta, scendendola un poco dal punto in cui la si tocca per salire al Torrione.

    Sì, per salire a tale cresta dai Ponti di Vara si va per marmifere nella Fossa di Valbona piegando verso destra fino a un ultimo piazzaletto sotto la cresta: da qui si risale un ripido pendio fino al filo; poi a sinistra in salita si va al Torrione (meglio se aggirando a destra – versante Fossa dei Leoni cioè Fantiscritti – un salto in discesa), a destra in discesa si va al Monte d’Oro.

    Ciao e grazie, Gabriele

    Enzo

    #51522
    Gabriele
    Partecipante

    Enzo domani pomeriggio vorrei salire il Monte d’Oro sulla base delle tue indicazioni… ho anche avuto modo di visionare l’album fotografico “Torrione” sul sito di P. Mazzoni, ma vorrei comunque chiederti qualche dritta sul pendio da risalire per guadagnare la cresta SSO: ci sono passaggi difficili, in arrampicata o comunque esposti? Da una delle foto sembrerebbe che nella risalita del pendio convenga a un certo punto piegare verso destra, per evitare una zona di placche… giusto?

    … Grazie come sempre!

     

     

    #51524
    Enzo
    Partecipante

    Ciao Gabriele,

    il pendio per andare a prendere il filo della cresta SSO del Torrione è ripido ma facile, e percorribile anche in discesa. Non mi ricordo delle placche da evitare, probabilmente perché, la linea di salita non essendo obbligata, si può scegliere di passare di qua o di là.

    Enzo

    #51525
    Gabriele
    Partecipante

    Ottimo! Domani vado sul posto e spero di poterti aggiornare con qualche informazione interessante!

    Gabriele

    #51556
    Gabriele
    Partecipante

    Ciao Enzo,

    domenica sono stato nella fossa di Valbona e ho guadagnato la cresta SSO del Torrione nello stesso identico punto della tua escursione del 2015. A questo punto, invece di salire verso sinistra, mi sono diretto a destra in cerca del misterioso Monte d’Oro. Si incontra subito una macchia di bosco fitto che ingombra la cresta, poi una lieve discesa di qualche metro e un piccolo spiazzo obliquo parzialmente panoramico, dove abbiamo costruito un ometto (foto 1 e 2), dopodiché la cresta continua indefinitamente in discesa senza nessun rialzo (come si può vedere anche dalla foto 3, scattata dalla marmifera). Mi chiedo allora a quale quota debba essere assegnato il nome di Monte d’Oro! In corrispondenza della macchia boscosa si ha forse un lievissimo rialzo, ma mi sembra poco probabile che questo punto meriti un nome! Potrebbe darsi che per Monte d’Oro si debba intendere un punto più in alto? Per esempio, il punto in cui la cresta è interrotta dal salto che tu nel 2015 aggirasti sulla destra (versante Fossa dei Leoni)… Altrimenti non so proprio cosa pensare!

    Sempre domenica, già che c’ero, ho anche provato a esplorare i rami secondari della marmifera di Valbona che puntano verso il monte Croce di Miseglia, in cerca di un accesso meno scomodo alla vetta… purtroppo senza successo! Uno dei rami più alti (identificabile per la presenza di un muretto a secco) è comunque interessante, perché conduce in una zona suggestiva di vecchie cave abbandonate con molti piri e relativi fori nella roccia. Il collegamento tra questa zona e il Croce sembra completamente interrotto da un ravaneto molto ripido (non mi sono azzardato a controllare meglio).

    #51558
    Enzo
    Partecipante

    Ciao Gabriele,

    in questi giorni sono fuori, cercherò di dare un contributo quando sarò rientrato.

    Enzo

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