Vie Ferrate

  • Questo topic ha 45 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 13 anni, 10 mesi fa da Anonimo.
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  • #9759
    Anonimo
    Ospite

    Giusto, concordo anche io.
    Come gia scritto, personalmente, la catena o cavo che sia difficilmente lo lascio, e mi aiuta molto, se c? non vedo perch? non utilizzarlo ? li per svolgere quella funzione. Quello che intendevo dire ? che se possibile ? bello salire aiutandosi con la catena ma non sollevando l’intero peso del proprio corpo con le braccia attaccati alla catena. Poi ? giusto fare anche quello per aiutarsi ma molto stancante e difficoltoso.

    #9811
    Anonimo
    Ospite

    qualche anno fa quando dall’escursionismo mi avvicinai all’alpinismo iniziai proprio con le ferrate e avevo gli stessi dubbi su "da quale iniziare?", "quale ?la pi? facile?".
    la mia personalissima esperienza ? che in una scala di difficolt? quella del procinto sia la pi? facile, seguita dal forato (con il primo passaggio non proprio facilissimo) e la tordini.
    quest’ultima ? pi? lunga della precedenti, esposta in qualche tratto ma mai verticale. tenuta benissimo, c’? tutto per le mani e i piedi, i paletti sono vicini etc etc. la consiglio vivamente senza farsi troppi problemi. prestare invece attenzione semmai nella discesa se si opta dalla cresta di capradossa che ? esposta e poco segnata.
    proseguendo invece per la foce del giovetto si pu? salire sulla vetta del pizzo e/o aggirarlo completamente lungo il sentiero attrezzato piotti e il zaccagna che a mio personalissimo avviso sono fra i sentieri pi? brutti (esteticamente) che ho fatto sulle apuane. il girto ? sfiancante, non c’? acqua a pagarla oro), il panorama ? inesistente e a mio avviso sono anche pericolosi per il terreno instabile e l’alternanza di tratti attrezzati (vecchi) e non che porta instintivamente a percorrerli non assicurati. sicuramente ? un giro che non ripeter?. ovviamente mia personalissima impressione.
    ciao
    marco

    #9812
    Tronc
    Partecipante

    Comunque, volendo ampliare il discorso ferrate (premetto che non ne conosco molte, e non tutte quelle qui citate, anche perch? non sono mai state al centro dei miei interessi alpinistici) c’? da considerare, sul piano della valutazione della difficolt?, un aspetto che mi sembra non venga ben soppesato. Non sempre le ferrate sono realizzate con un tratto continuo di cavo che supera l’intero percorso alpinistico. La discontinuit? del tratto ferrato a volte, specie per i meno esperti, ? causa di problemi (quasi sempre psicologici).
    Il cavo infatti abitua ad una certo modo di progredire e laddove questo si interrompe ed il terreno ? sconnesso, franoso e soprattutto esposto, anche senza presentare una vera difficolt? tecnica, ecco insorgere i problemi. Io porto sempre uno spezzone di corda e in molte circostanze non solo l’ho usato, ma mi ha risolto situazioni "delicate". Con mio figlio quest’anno ero su una ferrata in cui i tratti pi? rognosi erano quelli senza il cavo mentre questo spesso era del tutto inutile. Fuori la corda… e via.
    Consiglio: cercate di farvi un minimo di esperienza alpinistica (tecnica sull’uso della corda, manovre, ecc.). Non ve ne pentirete e vi far? sentire, oltre che pi? autonomi, anche pi? "alpinisti".

    #9814
    Anonimo
    Ospite

    Concordo pienamente con Tronc.Chi v? in ferrata dovrebbe,oltre a quello che hai detto t?,sapere almeno che cos’? il fattore di caduta!
    Ciao a tutti.
    Luciano

    #9815
    Tula82
    Partecipante

    Quoto Tronc !!

    sulle Apuane no , ma ricordo qualche ferrata sulle Dolomiti (tipo quella del Sassopiatto) dove i
    tratti "pi? difficili" e pi? esposti (beh…son sempre passi molto molto semplici) sono proprio quelli senza cavo.

    In quella occasione, assicurai la mia ragazza con la corda (con quella da 70 :blink: … infinita :laugh: )

    #9816
    Anonimo
    Ospite

    Infatti ? quello che dicevo io…andar per gradi ? fondamentale, poi frequentare magari ambienti tipo il Cai, dove ci sono (spesso) persone con esperienza, e anche qualche corso di escursionismo avanzato (ogni anno ogni sezione ne fa uno), cos? si inizia a prendere coscienza innanzitutto dei rischi oggettivi e poi nella pratica si impara qualche manovra (tipo doppia) che non fa mai male.
    Io personalmente mi trovo benissimo con la mia mezza corda da 30 m. ? una lunghezza "giusta" e il ridotto diametro la rende leggerissima, ripiegata per bene sta in fondo allo zaino e nemmeno ti accorgi di averla in qs modo ? sempre con me!…chiaro serve per "emergenza" tipo per una breve doppia imprevista non certo per arrampicate ;)

    #9817
    Anonimo
    Ospite

    Scusa Gianluca ,la mezza corda di 9 mm?10? o11?

    #9819
    Anonimo
    Ospite

    Bisognerebbe prima chiarire le idee sui vari tipi di corda…:whistle:

    #9820
    Anonimo
    Ospite

    cio??:huh:

    #9821
    Anonimo
    Ospite

    Quella che ho io ? da 9 mm, scusate ma mi era sfuggito di scriverlo……:P

    #9822
    Anonimo
    Ospite

    X Sergio
    Da 9.5 mm in su la corda ? intera, si usa prevalentemente in falesia
    La mezza ha un diametro di 8.5/9 mm circa e se ne usa una coppia per le scalate in montagna
    Poi c’? la gemella, diametro inferiore agli 8 mm, utilizzata come fa Gianluca o in coppia (indivisibile) per le scalate in montagna

    Non sto a ricamare molto sui metodi di utilizzo, poi se vuoi info su questo forum te ne danno quante ne vuoi.

    Ah! Con i decimi ho un po’ arrotondato, correggetemi se sbaglio.

    #9823
    Anonimo
    Ospite

    caro Sky,
    quell’omino in costume che arranca e non si muove di un mm mi d? un senso di frustrazione alpinistica :sick: preferivo la nutella, almeno ? un antidepressivo :silly:
    chiedo scusa per l’OT-turbo
    passo e chiudo

    #9824
    Anonimo
    Ospite

    L’immagine della nutella non so perch? era sparita, fammi tenere un pochino il ragnolo, appena mi riapplico lo levo dalle palle :P
    E poi come vedi ? in parallelo col mio figlioletto ma non lo raggiunge mai :laugh:

    #9825
    Tronc
    Partecipante

    bergame scritto:

    caro Sky,
    quell’omino in costume che arranca e non si muove di un mm mi d? un senso di frustrazione alpinistica :sick: preferivo la nutella, almeno ? un antidepressivo :silly:
    chiedo scusa per l’OT-turbo
    passo e chiudo

    Ma no, dai, se ti concentri sull’omoragno vedi bene che la parete (bianca) sembra andare all’indietro. Credo si chiami moto relativo :whistle:

    #9826
    Anonimo
    Ospite

    E poi come vedi ? in parallelo col mio figlioletto ma non lo raggiunge mai

    acc !!! non avevo notato la sfida omo-bimboragno
    Ma il tu figliolo se ha continuato a bazzicare falesie a quest’ora far? il 7b…beron :laugh:

    caro Tronc, rimanendo in tema di montagne e di moti relativi, mi fai venire in mente la storia di un certo … maometto :)

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