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Lunedì 21 Mag 2018
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La Cascata dell'Acquacheta


La cascata dell'Acquacheta

La cascata dell’Acquacheta è situata in una valle che è il gioiello dell’appennino tosco-emiliano, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, vicino al paese di San Benedetto in Alpe, provincia di Forlì al confine con la Toscana. E’ una cascata meravigliosa, unica, un vero spettacolo e il mio consiglio è di visitarla nei periodi primaverile e autunnale quando, a causa delle piogge, la portata d’acqua è maggiore:inoltre per arrivarci occorre fare un percorso non troppo lungo, accessibile a tutti. Per giungere a San Benedetto in Alpe occorre recarsi in Mugello e andare al paese di Dicomano: qui si percorre la SS 67 tosco romagnola in direzione di Forlì, si oltrepassa il paese di San Godendo (se avete tempo visitate la bellissima abbazia romanica) girando a sinistra per il Passo del Muraglione (così chiamato perché un grosso muro, fatto costruire dai Lorena, divide la strada in due parti) e circa 10 km. dopo il passo si raggiunge San Benedetto, 495 m.s.l.m. nella valle dell’Acquacheta.


Il mulino dei Romiti

I primi nuclei abitati della valle risalgono al 1021, epoca in cui fu edificato un eremo detto dei “Toschi”, dipendente dall’abbazia benedettina di San Godendo: proprio sopra il balzo dove l’Acquacheta compie la sua caduta sono le rovine dei Romiti, antico nucleo di case in pietra edificato nel Mille insieme alla fondazione di un eremo di frati vallombrosani, eremo che ospitò fra gli altri anche Dante Alighieri. Il paese di San Benedetto in Alpe è sorto attorno ad una primitiva chiesa risalente al IX° sec., edificata in un luogo che la tradizione popolare indica come la sepoltura del monaco San Gaudenzio, vissuto tre secoli prima; nel 1028 la chiesa fu trasformata in abbazia, abbazia i cui resti, insieme alle celle dei monaci, sono visibili ancora oggi; ai giorni nostri al posto dell’antico monastero benedettino si trova una chiesa costruita nel 1723.


Torrente Lavane: la piccola cascata

Per tornare all’itinerario vero e proprio, raggiunto il paese di San Benedetto in Alpe, lasciamo l’auto nel piazzale adiacente il ponte sul torrente Acquacheta, dove ci accoglie una bella fontana sulla quale sono incisi i versi con cui il sommo poeta Dante Alighieri, che soggiornò in questi luoghi, citò la cascata nel canto XVI° versi 94/105 dell’Inferno nella Divina Commedia paragonandola alla caduta che compie il fiume Flagetonte quando precipita dal settimo cerchio (quello dei sodomiti) all’ottavo (quello dei fraudolenti): “Come quel fiume c’ha proprio cammino prima da monte Veso ‘nver’ levante da la sinistra costa d’Apenino che si chiama Acquacheta suso avante che si divalli giù nel basso letto, e a Forlì di quel nome è vacante, rimbomba là sovra San Benedetto de l’Alpe per cadere ad una scesa ove dovea per mille esser recetto così giù d’una ripa discoscesa trovammo risonar quell’acqua tinta, si che in poc’ora avrìa l’orecchia offesa”. Letti i versi del sommo poeta ci incamminiamo lungo la strada sterrata, sempre ben tracciata e si continua poi in un sentiero ben segnato che sale tra strati di arenaria e piante costeggiando il torrente Acquacheta: il sentiero è cartellonato come “sentiero natura” e prevede dieci punti di sosta e di osservazione indicati con tabelle, per facilitare l’interpretazione degli aspetti naturali del territorio.


Pian de Romiti

La prima sosta è al bosco di ontani, che occupa i resti di un vecchio meandro fluviale; la seconda la si effettua in un luogo che ci fa ben rilevare la diversità dei due versanti attraversati dal torrente, con quello di fronte a noi a “reggipoggio” (gli strati di roccia emergono dalla montagna) e quello da noi percorso detto “franapoggio” (meno inclinato e più utile alle attività dell’uomo); la terza tappa è in una zona rocciosa particolare formata da due tipi di roccia, marna ed arenaria; la quarta in un luogo ricco di arbusti: biancospino, prugnolo, rovo, rosa selvatica, ginepro; la quinta in una zona con vegetazione submontana: roverella, cerro, carpino nero e dove incontriamo l’antico “Capanno del Rospo” un vecchio edificio adibito a ricovero di attrezzi agricoli; la sesta sosta la si effettua in un punto in cui il sentiero si avvicina al torrente, in questo tratto stretto e ripido, e dove, con un po’ di fortuna, si possono osservare il merlo acquaiolo e la trota; nella settima tappa dove prevale la vegetazione montana, soprattutto faggi, si trova l’antico mulino dei Romiti, in arenaria, recentemente restaurato dall’Ente Parco e ora usato come punto di sosta e di picnic.


Altra immagine della cascata

L’ottava tappa è quella più importante perché salendo dal mulino dei Romiti, con il rumore della caduta dell’acqua che udiamo sempre più forte, perveniamo a quota 678 alla veduta della cascata, imponente, alta 70 m. e larga 30 m. e la visione è davvero incomparabile, va vista perché non si può descrivere; la sua origine è probabilmente legata ad un lago formatosi in seguito ad un movimento franoso che imbrigliò il torrente Acquacheta, le cui acque poi tracimarono per precipitare nel fosso sottostante, torrente Acquacheta che nasce dall’unione di due ruscelli incontaminati che provengono dal monte Peschiera e dal monte Lavane che prima formano il torrente Troncalosso che poi diventa Acquacheta proprio perché scorre silenzioso con ampie anse. La nona sosta è in corrispondenza di una piccola e suggestiva cascata del torrente Lavane, torrente che attraversiamo per risalire in pochi minuti al pianoro erboso dei Romiti, quota 720, decima e ultima tappa del sentiero natura: per arrivare fin qui da San benedetto in Alpe abbiamo impiegato 1h30 superando un dislivello di 315 m. Il piano dei Romiti, un tempo coltivato, è un luogo incantato (qui nel 986 i monaci dell’abbazia di San Benedetto in Alpe fondarono un eremo, visitato anche da Dante) un’oasi erbosa in mezzo ai boschi e alle montagne, con il ruscello che scorre nel mezzo e i ruderi dell’eremo:da qui ci si può affacciare su un lastrone roccioso, detto “Letto di Dante”, ed ammirare tutta la valle dell’Acquacheta, oppure scendere leggermente verso la cascata per ammirarla dall’alto, con uno spettacolo superbo. Dopo aver sostato al Pian dei Romiti possiamo far ritorno a San Benedetto in Alpe impiegando 1h30 di cammino.

Visualizza la mappa del sentiero

Numeri telefonici utili:
Centro visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna a San Benedetto in Alpe 0543/965286.
Ristorante Acquacheta – San Benedetto in Alpe 0543/951063.

Per libri e cartine sull’itinerario Libreria Stella Alpina Via Corridoni Firenze 055/411688 sito internet www.stella-alpina.com

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