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Domenica 24 Giu 2018
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L'Appennino Settentrionale

Nell'ordine: l'Orsaro, il Marmagna, l'Acquila, il Brusà, il Matto, il Sillara il Bragalata

Seguendo il sentiero del crinale si può percorrere il tratto GEA: Monte Aquila, Monte Bragalata, transitando per il Monte Sillara m. 1861, la cima più alta del nostro Appennino, dalla sua vetta si gode, in tutte le direzioni, un panorama meraviglioso. Lo sguardo spazia dalle Alpi Apuane al Golfo della Spezia da un lato, dall'altro le catene degli Appennini dal Monte Penna al Monte Cimone, verso nord la pianura Padana. Sotto il Monte Sillara, in territorio Parmense, brillano due meravigliosi laghetti detti del Sillara, separati da un lembo di roccia arenaria. Tutto intorno é circondato da stupendi prati pieni di mirtilli e massi di roccia arenaria azzurra. Continuando il nostro cammino, proseguiamo l'itinerario GEA lasciando il Monte Sillara, prima scendendo, poi risalendo verso il Monte Paitino m. 1815, sulla nostra sinistra sul fondo valle si nota il serpeggiare del Torrente Bagnone che nasce dalle falde del Sillara.

Lasciata la vetta del Monte Paitino, con molta attenzione si scende una cresta rocciosa molto frastagliata, e si deve continuare il sentiero sino al Monte Matto m. 1837, osservando salla sinistra, sul nostro versante il Monte Nagutto m. 1780, invece sulla nostra destra, lato parmense, sotto il Monte Matto si può scendere al Lago del Bicchiere m. 1724, che é il più alto dei laghi dell'Appennino Parmense. In questo bellissimo paesaggio, si nota più in basso il Lago Scuro m. 1527 posto alle pendici del Monte Scala m. 1718. Risaliamo ora il crinale del Monte Matto m. 1837 e da qui possiamo osservare il profilo frastagliato delle Alpi Apuane ed il Golfo della Spezia. Ridiscendiamo rapidamente dalla cima, sempre percorrendo il sentiero contraddistinto dalla GEA e ci dirigiamo verso il Passo di Badignana m. 1685 che interseca il sentiero che sale dalla frazione di Treschietto via Matale, sino al Passo di Fugicchia m. 1669 ed anche alle Capanne di Badignana m. 1470. Risaliamo ancora il sentiero sul crinale con un po' di fatica e ci portiamo sul Monte Brusà m. 1796, interamente a prato senza vegetazione di alto fusto, da cui il toponimo. Scendiamo ancora sino al Passo delle Guadine m. 1680, una volta importante crocevia di mulattiere che collegavano la Lunigiana con il Parmense.

Ancora oggi é attraversato da un sentiero che dalla frazione di Vico Valle sale lungo il torrente Re di Valle, passando sotto il Monte delle Ciliegie, e sotto il Monte Curtiglia, dalle Capanne di Curtiglia si sale al Passo delle Guadine. Procediamo ancora sul crinale sino a raggiungere la vetta del Monte Aquila m. 1780, da qui ridiscendiamo verso il Passo dell'Aquila m. 1707. Da questo punto la GEA lascia il territorio bagnonese, proseguendo sempre sul crinale, verso le cime del Monte Marmagna m. 1854, il Monte Braiola m. 1821, il Monte Orsaro m. 1831 e il Monte Tavola m. 1504 arrivando così al Passo del Cirone m. 1252, che collega, con una strada statale asfaltata, la Toscana all'Emilia. Questa strada la si prende da Pontremoli. Si imbocca la strada statale della Cisa n. 62, al primo tornante si esce sulla destra in direzione Valdantena e si sale sino al passo del Cirone. Si scende verso Bosco di Corniglio e dopo il paese di Cirone, attenzione alle indicazioni, sulla destra verso i Lagdei dove si lascia la macchina. Opzione: teleferica fino al Lago Santo, oppure una passeggiata di circa 40 minuti tra faggi, pini e abeti.

Il percorso totale da Prato Spillo al Cirone é superiore alle sette/otto ore di marcia, oltre alle pause di ristoro. É percorribile in comitiva, ma deve essere ben organizzato. Qualcuno ci deve condurre in auto a Prato Spillo e a sera ci deve raggiungere ai Lagdei, per ricondurci a casa. Questo percorso é consigliabile, sempre in comitiva, nel periodo estivo; non é transitabile d'inverno, causa il ghiaccio, la neve e le forti raffiche di vento. Anche nelle stagioni umide, per lo scendere repentino della nebbia, occorre prevenzione e prudenza. Le informazioni sul trekking Lunigiana e Gea, sono di Giacomo Grande - "Bagnone itinerari montani". Gli appassionati della montagna devono assaggiare anche i percorsi del versante sud dell'Appennino Settentrionale, avranno delle sensazioni meravigliose e di gran lunga diverse da quelle provate sul versante nord. Cimentarsi con la montagna é godere dei suoi meravigliosi ed incantevoli paesaggi, panorami, siti a volte nascosti, che si scoprono uno dopo l'altro, passo dopo passo, fatica dopo fatica. A noi il compito di trasmettere questo amore e questa passione alle giovani generazioni.

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