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ARGOMENTO: Un NUOVO mattino

Un NUOVO mattino 18/05/2018 14:54 #28278

  • alberto
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questo nuovo lavoro di Enrico Camanni deve essere molto interessante.
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Un NUOVO mattino 19/06/2018 18:06 #28313

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Verso un nuovo mattino. La montagna e il tramonto dell’Utopia. Il nuovo libro di Enrico Camanni per Laterza Editori presentato da Alberto Sciamplicotti.

L’alba. Il sole sorge da dietro l’orizzonte e tinge il cielo di un arancio che si trasforma in breve in un giallo tenue che a sua volta si dissolve nell’azzurro del giorno che viene. Istanti colmi di speranze per ciò che forse sarà nelle ore successive, che cancellano il buio della notte, ma che rimandano ai giorni già stati di cui sono comunque eredi. Istanti che durano quanto indicato dal loro nome che non è, a ben vedere, più di un battito di ciglia.

Eppure quei momenti riescono a dare senso e direzione, illuminando di una luce ancora più pura di quella che verrà, spargendo la loro potenza e scacciando le tenebre, consentendo così – per la prima volta - di distinguere quello che fino a poco prima non lo era. Questo fu il “Nuovo Mattino”. Dai giorni immediatamente precedenti, quelli del ’68, prese la spinta più dirompente e rivoluzionaria, non quella circoscrivibile all’ambito meramente politico, ma quella che imponeva una tensione emotiva verso tutto ciò che consentisse di guardare il mondo con occhi nuovi.

Enrico Camanni ha provato a raccontare quei giorni nel suo nuovo libro “Verso un Nuovo Mattino”. Un volume che partendo dalle esperienze di Motti, Grassi, Galante, Bonelli, Gobetti sulle pareti senza cima della Valle dell’Orco vuole ripercorre l’evoluzione, tecnica ma anche emotiva, dell’arrampicata e dell’alpinismo fino ai nostri giorni. E’ un viaggio dove diventa evidente e palese l’eredità lasciata dai quei ragazzi e dai loro sogni. Un lascito di Utopia, dove i valori che sostenevano l’andare in montagna quanto e più l’alpinismo stesso, la vetta, la tensione eroica e tutta la retorica legata alla figura dell’uomo/alpinista, erano finalmente abbandonati a favore di una visione libera da dogmi e prescrizioni.

Tutti momenti raccontati da Camanni da testimone diretto qual è stato. Giovane studente in quegli anni iniziava con la Rivista della Montagna il percorso che lo avrebbe portato a essere uno dei più accreditati e preparati giornalisti e scrittori di quest’ambiente e delle sue attività. Un racconto che prosegue fino alle odierne disillusioni contemporanee: quelle di una società in cui la ricerca dell’utopia sembra essersi arenata sulle banali spiagge del conformismo. Sono lidi dove anche l’alpinismo e l’arrampicata faticano a ritrovare quel senso di libertà che li aveva contraddistinti negli anni ’60 e ’70, sono bassi fondali dove al massimo si riesce a galleggiare ma non a navigare. D’altronde, anche se queste attività si svolgono lontane dalla vita di tutti i giorni, dalle città, dal lavoro di routine, dalla politica, non vivono su mondi distanti. Anzi, sono situate esattamente all’interno della società, così come aveva intuito Motti. Il lavoro di scrittura di Camanni, lega le vicende di quei giovani sognatori e inconsapevoli ribelli a quelle della società. Leggiamo così come la società sia cambiata e come di pari passo lo abbia fatto l’arrampicata, seguendo gli anni di piombo, le lotte sindacali in fabbrica, il riflusso degli anni ’80, fino alla stagnazione attuale dove, di nuovo come un tempo emozioni e sentimenti, utopie e idee nuove sembrano riprendere forza partendo proprio quel Nuovo Mattino.

Il racconto di Camanni sembra essere più potente e affascinante nella prima parte del volume. In realtà la scrittura è sempre forte, un filo rosso che corre attraverso gli anni raccontati, teso fra le tante storie comprese. La prima metà di “Verso un Nuovo Mattino” contiene però quella passione che vive nelle anime dei giovani e che li rende fulcro delle rivoluzioni e dei cambiamenti. E’ il frutto dell’anima che vibrava forte nel Camanni giovane degli anni ’70 ed è raccontata con quello sguardo d’amore con cui un adulto guarda un ragazzo. C’è nostalgia per quell’essere che è stato, ma c’è anche l’orgoglio per aver vissuto quelli anni. Come, nella seconda parte, c’è la speranza che almeno qualcosa di quelle esperienze non sia andato perso e c’è la felicità nello scoprire che così è stato. L’utopia è tramontata ed è seguita la notte, un nuovo mattino però può ancora sorgere.

recensione di Alberto Sciamplicotti
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