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ciao, effettivamente - Guido - il difficile è trovarla questa lizza, ma grazie alle tue indicazioni siamo riusciti ad indivduarla con pochi problemi (un po' di dubbi nell'attraversamento del canale...e qui ci è stata utile una foto che aveva postato David, che ringrazio).
Per Marco: interessante questa cosa del collegamento con Passo Croce, permetterebbe una sorta di anello del Corchia molto ma molto interessante, quando vai fammi sapere, verrei molto volentieri a verificare.
Per Bellatrix: ti posto sotto la relazione dell'escursione che ho scritto per paesiapuani.it Scusa se è un po' lunga, ma la complessità dell'itinerario mi ha fatto essere un po' prolisso...magari può servirti, per rispondere alle tue domande. Credo che la lizza dei Tavolini non si veda dal tornante prima dell'Antro, forse quella è un'altra lizza (che tra l'altro mi incuriosisce molto).
ciao, nicola
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Questo itinerario è dedicato al Corchia, una montagna troppo spesso “banalizzata” dalle strade marmifere che conducono quasi in vetta e dalle cave che inesorabilmente stanno “mangiando” la sua cresta sommitale. E’ un itinerario avventuroso e esplorativo che ridona dignità a questa montagna, permettendoci di conoscere un aspetto dimenticato del Corchia, ovvero la “lizza dei Tavolini” che - prima che costruissero la marmifera di Passo Croce - era la via da cui transitavano i marmi delle omonime cave. Una via ardita che supera mediante una galleria e una cengia le poderose balze del versante sud-occidentale della montagna, è una via che permette davvero di toccare con mano l’incredibile mestiere di lizzatore…percorrendola sembra impossibile che da qui transitassero tonnellate di marmo. E’ una via che non ha niente da invidiare alle più celebri lizze delle Apuane massesi. Un itinerario unico nel suo genere…un itinerario molto ma molto apuano!
La nostra escursione inizia da Levigliani (m.580), paese dell’Alta Versilia facilmente raggiungibile da Seravezza seguendo le indicazioni per Castelnuovo. Lasciamo la macchina nel parcheggio del paese e proseguiamo a piedi sulla sinistra imboccando la strada asfaltata che collega il borgo con la strada che da Terrinca porta a Passo Croce. Usciamo piano piano dal paese e proseguiamo lungo la strada fino a che la abbandoniamo in prossimità del secondo tornante che incontriamo (m. 680 circa, presente una vecchia panchina), per proseguire a destra lungo uno stradello sterrato che corre in falsopiano. Superiamo sulla sinistra una bella casa di sassi (Ranch Olocco) e proseguiamo lungo la stradina, immersi in castagni secolari. Già si sente il profumo di avventura, soprattutto quando incontriamo un signore anziano che ci guarda un po’ storto come a dire “ma questi qui dove andranno?”.
La stradina ora piega decisamente a sinistra e ci conduce ad alcune case sparse (località Morlo, quota 730). Qui si continua per alcuni metri lungo la strada, fino a quando questa termina in prossimità di alcune casine, presso le quali è presente una piccolissima edicola votiva e una fontana. Qui svoltiamo decisamente a destra per una bella mulattiera che all’inizio corre tra due muri a secco. Questi erano gli alpeggi di Levigliani e sicuramente molti anni fa queste case sparse dovevano essere veri e propri giardini.
Proseguiamo lungo la mulattiera che sale tra castagni secolari e vecchi terrazzamenti fino a giungere a un traliccio (m. 800 circa). Ovviamente non sono presenti segni, ma in questo tratto la mulattiera è abbastanza evidente; l’unico punto in cui è possibile sbagliarsi si incontra in prossimità di un bivio: la mulattiera prosegue a dritto, noi invece dobbiamo svoltare a sinistra per una evidente traccia. Comunque se si sbaglia ci si accorge subito dell’errore, perché in questo caso troviamo alberi e arbusti che rendono impossibile il cammino.
Giunti al traliccio citato proseguiamo a dritto per alcuni metri (tra felci e sterpaglie), poi svoltiamo decisamente a sinistra lungo la mulattiera che qui corre tra due muri a secco. Il sentiero prosegue abbastanza evidente, poi piega a destra fino a giungere al centro di un impluvio che non attraversiamo (presente un vecchio rudere), proseguendo invece – per terreno piuttosto franoso – lungo il versante orografico destro del canale (che rimane alla nostra destra). Ora il sentiero fa alcune risvolte e risulta essere per la verità non molto evidente. Proseguiamo lungo la destra orografica del canale, poi il sentiero passa sotto a un vecchio rudere (si intravede e basta, aguzzare la vista!) in modo obliquo e raggiunge nuovamente il centro del canale che si attraversa (attenzione al terreno franoso!) per raggiungere due piccole case, poste sul lato sinistro orografico dell’impluvio. Qui, senza traccia precisa, proseguiamo nel bosco traversando obliquamente nel bosco (rimanendo all’incirca alla stessa quota) per giungere a un’altra casetta in sasso, posta a quota 965 (Località Sellora).Tra le due casette vediamo più in alto un’altra casa diroccata che noi non raggiungiamo.
Dalla casa in Località Sellora continuiamo a traversare il bosco e in breve giungiamo nel Fosso Permeccio, percorso dalla via di lizza. Possiamo dire che dal punto di vista dell’orientamento il difficile è passato! Giunti in mezzo al fosso iniziamo a salire tra vecchie traversine e cavi, superando alcuni passaggi di 1° grado (attenzione in caso di roccia bagnata!). In alcuni casi ci si può aiutare con un vecchio tubo metallico, saggiandolo sempre prima. La via di lizza corre ora – seminascosta dalla folta vegetazione – sul versante orografico destro del canale. Ci fermiamo un attimo per assaporare il selvaggio scenario del luogo: il silenzio è totale, piri e cavi sono i muti testimoni di un’epoca passata che ha segnato indelebilmente la storia delle nostre Apuane; di fronte a noi si erge la possente bastionata sud-occidentale del Corchia che i costruttori della lizza riuscirono incredibilmente a vincere. Siamo entusiasti e ammiriamo questo spettacolo in religioso silenzio…ci sembra quasi di essere tutt’uno con le Apuane e con la loro storia.
Ma bando alle ciance, proseguiamo nella descrizione! Proseguiamo sul fondo del canale, poi iniziamo lentamente ad obliquare verso sinistra per evitare alcuni risalti che ci paiono un po’ infidi. Qui il percorso è problematico, perché il terreno è franoso e inoltre sono presenti molti cavi arrugginiti che si celano tra il folto paleo (antitetanica obbligatoria…). Siamo proprio di fronte alla parete del Corchia e ora la lizza ci appare evidente nel suo punto più spettacolare: infatti sfrutta una cengia naturale per iniziare la risalita dei bastioni. In molti punti alcuni massi franati ostruiscono la via di lizza, ma si superano abbastanza agevolmente e l’esposizione non è mai eccessiva (ci si può aiutare con un onnipresente tubo metallico). In decisa salita proseguiamo lungo la “lizza-cengia”, fino a che questa sembra perdersi in mezzo a pinnacoli rocciosi…e qui si cela il capolavoro dei costruttori di questa opera: la lizza entra in una galleria lunga circa 150 metri e supera i bastioni del Corchia. E’ emozionante percorrerla.
Usciti dalla galleria lo scenario cambia. La parete del Corchia si fa meno opprimente e proseguiamo sempre più entusiasti dell’escursione. All’uscita della galleria serve un minimo di attenzione: qui la lizza è franata e occorre superare un risalto roccioso (passaggi di 1° grado) cosparso di traversine e cavi. Successivamente la lizza prosegue piuttosto evidente, piegando decisamente a sinistra e entrando in un canale.
Dopo aver superato un inestricabile groviglio di cavi arrugginiti giungiamo a Colle Rondinaio (m.1327), una sorta di piccola conca dove sono presenti due vecchie case (probabilmente due edifici a servizio delle cave). Qui la lizza piega leggermente a destra e si inerpica ripidamente lungo il versante del Corchia. Alla nostra sinistra vediamo il grande ravaneto della Cava dei Tavolini, posta quasi sulla cresta tra le due vette del Corchia, ed è affascinante il netto contrasto tra il bianco del ravaneto e il verde intenso del paleo. Proseguiamo lungo la lizza fino a che queste si interrompe, in prossimità di un edificio che è stato costruito proprio sulla lizza stessa. Qui abbandoniamo la lizza e svoltiamo decisamente a destra lungo una traccia tra il paleo che ci conduce ad alcuni vecchi macchinari di cava posti proprio su un crinale. Qui svoltiamo a sinistra e con alcune risvolte guadagniamo il costolone sud-ovest del Corchia. Il panorama si apre sempre di più, ma lo sguardo è catturato anche dalla Cava dei Tavolini che sta letteralmente distruggendo la cresta tra il Corchia e l’antecima ovest.
Proseguiamo tra paleo e roccette, superiamo un saggio di cava piuttosto profondo e finalmente raggiungiamo con grande soddisfazione la cima del Corchia (m.1677). Sono passate circa 3 ore e 45’ da quando siamo partiti da Levigliani.
Dopo una meritata sosta scendiamo verso Foce di Mosceta, sfruttando la via normale di salita alla montagna. Passiamo accanto allo scheletro del Bivacco Lusa-Lanzoni, vittima sacrificale della “guerra” tra cavatori e speleologi, e in un’ora abbondante giungiamo al Rifugio “Del Freo” (m.1180), posto a pochi minuti dalla Foce di Mosceta (m.1190). Il luogo è molto conosciuto e ha un aspetto decisamente dolomitico, stretto come è tra il massiccio della Pania e del Pizzo e il Corchia, inoltre il rimboschimento di abeti dona alla Foce un aspetto ancora più alpino. Da Mosceta svoltiamo decisamente a destra imboccando il sentiero CAI 9 che ci porta in circa 40’ al Passo dell’Alpino (m.1060). Qui giriamo a destra, percorrendo le famose “Voltoline” (sentiero CAI 9), che ci permette di perdere quota grazie a decine e decine di risvolte, che per certi aspetti ci ricordano la Via Vandelli. Il sentiero termina in prossimità dell’ingresso dell’Antro del Corchia, aperta al pubblico da alcuni anni.
Qui imbocchiamo la strada asfaltata che in breve ci conduce al parcheggio di Levigliani, dove c’è la nostra fedele macchina ad attenderci.
ITINERARIO Levigliani (m.580) – 2° tornante della strada di collegamento per Passo Croce (m.680) – Ranch Olocco – Case in Località Morlo (m.730) – traliccio (m. 800) – Loc. Sellora (m.965) – Fosso Permeccio – Lizza dei Tavolini – galleria – Colle Rondinaio (m.1327) – crinale sud-ovest del Corchia – M. Corchia (m.1677) – Bivacco Lusa-Lanzoni – Rifugio “Del Freo” (m.1180) – Foce di Mosceta (m.1190) – Sentiero CAI 9 – Passo dell’Alpino (m.1060) – “Le Voltoline” – ingresso Antro del Corchia – strada asfaltata – Levigliani (m.580)
SENTIERI PERCORSI Stradello sterrato e tracce non segnate – da Levigliani al Fosso di Permeccio Lizza dei Tavolini – dal Fosso di Permeccio a Colle Rondinaio, passando per la galleria Lizza dei Tavolini – da Colle Rondinaio agli edifici nei pressi della Cava dei Tavolini Tracce non segnate – dagli edifici nei pressi della Cava dei Tavolini alla vetta del M. Corchia (per il crinale sud-ovest) Sentiero di vetta per il Corchia – dalla cima del Corchia a Foce di Mosceta Sentiero CAI 9 – da Foce di Mosceta all’ingresso dell’Antro del Corchia, transitando per il Passo dell’Alpino Strada asfaltata – dall’ingresso dell’Antro del Corchia a Levigliani
DIFFICOLTA’: EE Questo itinerario, soprattutto da Levigliani alla galleria della lizza, presenta diversi problemi di orientamento: non sono infatti presenti segnali e inoltre la rigogliosa vegetazione, nonché la presenza di vari canali da attraversare, spesso celano la via giusta. Nel canale Permeccio sono presenti alcuni passaggi di 1° grado che possono diventare problematici in caso di roccia bagnata; la lizza intagliata nella roccia non è particolarmente esposta, mentre dopo la galleria per superare un risalto roccioso si deve affrontare un breve passaggio di 1° grado. Il ritorno (M.Corchia – Foce di Mosceta – “Le Voltoline”) non presenta difficoltà particolari. Si sconsiglia assolutamente di intraprendere l’escursione quando c’è rischio di pioggia, perché il canale di Permeccio e la galleria si trasformano – in caso di temporale – in veri e propri torrenti.
TEMPI DI PERCORRENZA Levigliani – Loc. Morlo – Fosso Permeccio – galleria – Colle Rondinaio: 2 h 45’ Colle Rondinaio – M. Corchia: 1 h M. Corchia – Rif. Del Freo 1 h Rif. Del Freo – Foce di Mosceta – Passo dell’Alpino: 45’ Passo dell’Alpino – “Le Voltoline” – ingresso Antro del Corchia – Levigliani: 1 h
DISLIVELLO 1100 metri circa
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Re:Lizza dei Tavolini
Date: 2009/07/10 13:51
By: akela
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Escursionista
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Complimenti...come sempre con tanta invidia!
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Re:Lizza dei Tavolini
Date: 2012/05/12 21:09
By: Gianluca
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Fatta ieri, bellissima escursione in ambiente spettacolare. La descrizione accurata di Nicolazza ci ha aiutato a trovare la via, ma il percorso adesso è segnato in rosso a bomboletta spray quindi perdersi è impossibile, la segnatura è abbastanza "sguaiata": troppi bolli troppo ravvicinati e molte scritte, indicanti direzione o località, a caratteri cubitali sulla roccia....insomma già ci son le cave che imbrattano ora se si imbratta anche "noi" escursionisti non va bene...eh!! Comunque escursione che consiglio vivamente a chi, ovviamente, abbia "masticato" già un bel po' di Apuane! Attenzione nel canal Permeccio dove scorre un rivolo d'acqua..ci abbiamo trovato un bel viperotto...a parte delle foto non gli abbiamo fatto nulla quindi lui e tutti i suoi parenti sono ancora lì!! Altra nota: caldo allucinante per tutta l'escursione specialmente nel canal Permeccio.
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Re:Lizza dei Tavolini
Date: 2012/05/14 11:42
By: bonatti
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Gianluca scritto: Fatta ieri, bellissima escursione in ambiente spettacolare. La descrizione accurata di Nicolazza ci ha aiutato a trovare la via, ma il percorso adesso è segnato in rosso a bomboletta spray quindi perdersi è impossibile, la segnatura è abbastanza "sguaiata": troppi bolli troppo ravvicinati e molte scritte, indicanti direzione o località, a caratteri cubitali sulla roccia....insomma già ci son le cave che imbrattano ora se si imbratta anche "noi" escursionisti non va bene...eh!! Comunque escursione che consiglio vivamente a chi, ovviamente, abbia "masticato" già un bel po' di Apuane! Attenzione nel canal Permeccio dove scorre un rivolo d'acqua..ci abbiamo trovato un bel viperotto...a parte delle foto non gli abbiamo fatto nulla quindi lui e tutti i suoi parenti sono ancora lì!! Altra nota: caldo allucinante per tutta l'escursione specialmente nel canal Permeccio.
un mesetto fa ero stato insieme ad altri a fare visita alla parete e avevo visto queste scritte che prima non c'erano.
Mi domando proprio chi sia/siano l'intelligetone/i che si è/sono divertito/i a spruzzare vernice a destra e a manca.
Ma perchè non vi verniciate il muro di casa vostra.!!!!
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Re:Lizza dei Tavolini
Date: 2012/05/14 14:31
By: guido
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azz....questa mi era sfuggita
Lo ripeto: è vietato segnalare sentieri!!!!!!!
Ma la tinta a voi ve la regalano? no perchè al CAI no....se mi dite il posto dove la vendono agggratis....Guido
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Re:Lizza dei Tavolini
Date: 2012/05/14 18:37
By: pisanino
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Rocciatore
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Guido..èra meglio quando c'èra Evaristo...almeno lui il lavoro lo faceva...preciso..non invadente..segni delicati..ma nel rispetto della natura...eee..senza bombolette spray.....al Cai di Massa civorrebbe un tipo cosi......che ne dici...???? Pisanino
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