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Re:Dolfi - Lumini
Date: 2012/04/11 14:43 By: bonatti Status: Utente  
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ciao Enrico

te sai bene come la penso.
Quello che ho sempre sperato per il Procinto, così ricco di storia, alpinistico/arrampicatoria, è che fosse un punto d'incontro possibile tra alpinisti classici, arrampicatori sportivi e arrampicatori che non vanno cercando l'avventura.
Un luogo dove le diverse mentalità potessero convivere senza che l'una prevaricasse l'altra.

Questo purtroppo non è avvenuto e si vedono chiodature seriali sopra itinerari storici.

Questo l'ho anche scritto nella presentazione storica che preparai per la guida di Mauro Franceschini . Poi io scrissi molto di più del solo aspetto storico e Mauro, per suoi motivi, ha ridotto molto di quello che avevo scritto, che senza dubbio era troppo lungo, e questa speranza nell' introduzione al capitolo del Procinto non si può leggere.

Sul fatto che ci dovrebbe essere una chiodatura coerente io sono più che d'accordo. Al Procinto ci sono , come dici giustamente te, dei gran troiai: spit, chiodi, cordinacci, fix, resinati, catene, ect.
Insomma di tutto e di più, una vera bruttura anche nei confronti della roccia che credo avrebbe il diritto di essere il più possibile rispettata.

La Dolfi-Rulli , l'abbiamo richiodata io e G.C. Polacci. Abbiamo praticato quello che fu deciso nelle varie riunioni che si tennero parecchi anni fa per la richiodatura: riattrezzare le soste e posizionare alcuni resinati lungo il tiro, giusto per migliorare la sicurezza. Ma senza stravolgere la via, cioè mantenedo l'artificiale anche su vecchi chiodi o clessidre dove artificiale era in origine.
Ma questo l'ho già raccontato più di una volta.

Io credo che la differenza la faccia come ci si approccia a questo luogo e le sensazioni che si cercano in questo posto. Se uno va al Procinto, (ma questo vale anche per altri luoghi), solo per fare della ginnastica arrampicatoria su grosse ronchie. Quindi un uso sopratutto utilitaristico usa e getta.
Oppure se invece cerca qualcosa di più: la storia scritta sulle pareti, i personaggi, le sensazioni e le emozioni che può dare un certo posto.
Ecco questo credo possa fare la differenza.

Per quanto mi riguarda io ne avrei fatto anche a meno della richiodatura. Questo perchè per la mia mentalità classica non mi ha mai fatto schifo andare a scalare portandomi dietro martello, chiodi, dadi e fr.
Riuscire a mettere un bel chiodo, scoprire una clessidra, incastrare un'ottimo nut, usare un gancio in equilibrio precario su una goccia, indovinare il percorso senza che te lo suggerisca lo spit, fa parte del gioco ed è appagante quanto il puro e solo gesto della scalata.
Ecco perchè quando sono tornato dalla ripetizione della tua via sulla nord del Pizzo d'Uccello ero veramente appagato. Pur facendo una ripetizione e non tra i primi e pur avendo una relazione che mi facilitava la salita , ho dovuto metterci non poco impegno per arrivare in vetta. Cercare la via, interpretare la roccia, mettere le protezioni, rinforzare e attrezzare le soste.
Chiaramente non si può fare un confronto con il Procinto, che come tu hai detto è verso la "sportivizzazione" ma anche al Procinto pur nella brevità dei 150 metri ci sono itinerari che possono regalare una bella e sana esperienza alpinistica.
Te dici che non sono i chiodi ad attirare le ripetizioni. Io su questo avrei dei dubbi almeno per quanto riguarda le Apuane.
Senza dubbio in altri luoghi, ad esempio Dolomiti, la chiodatura non è così influente sulla scelta di un'itinerario. Forse la discriminante è più la difficoltà. Ma in Apuane mi sa che non è proprio così.
Le vie chiodate in modo seriale hanno molto successo.
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Re:Dolfi - Lumini
Date: 2012/04/11 15:08 By: bonatti Status: Utente  
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alebiffi86 scritto:
Bè,sono daccordo..in effetti basterebbe che la gente andasse a ripeterle e i chiodi vecchi via via verrebbero sostituiti; per quanto riguarda il cai penso che non se la prendano neppure la briga di aggiornare guide e relazioni..quelli ormai vanno solo per falesie o passeggiate,l'alpinismo hanno dimenticato cosa sia.
Credo che ormai il compito di aggiornare lo stato delle vie,sentieri,lizze,ecc.. sia diventata una prerogativa di pochi appassionati che ci stanno dedicando tutto il tempo e la passione che hanno,sia andando di persona sia raccogliendo sistematicamente le relazioni redatte da chi và a ripetere questi itinerari; (e qui direi che ci stà una standing ovation per Guido ).
X Bonatti: andava bene la sosta nuova che abbiamo fatto con Diego? (inizio del quarto tiro..).


non saprei se la sosta andava bene. Però quando vedo Gionata lo interrogo e ti faccio sapere.
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Re:Dolfi - Lumini
Date: 2012/04/11 15:44 By: fabrizio Status: Admin  
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bonatti scritto:
Per quanto mi riguarda io ne avrei fatto anche a meno della richiodatura. Questo perchè per la mia mentalità classica non mi ha mai fatto schifo andare a scalare portandomi dietro martello, chiodi, dadi e fr.
Riuscire a mettere un bel chiodo, scoprire una clessidra, incastrare un'ottimo nut, usare un gaccio in equilibrio precario su una goccia, indovinare il percorso senza che te lo suggerisca lo spit, fa parte del gioco ed è appagante quanto il puro e solo gesto della scalata.

Condivido in pieno!
Tanti arrampicatori non apprezzano le sensazioni da voi espresse...Forse merito di un'insegnamento errato della "cultura alpinistica"???
Molto, molto, probabile!
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Re:Dolfi - Lumini
Date: 2012/04/11 18:59 By: warthog Status: Utente  
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Il rinnovo della chiodatura operata da un deus ex machina potrebbe avere senso solo nel caso di itinerari a chiodatura ad espansione di vecchia data: mi vengono in mente casi eterogenei come orto botanico al Rovaio, varie vie della parete striata al Muzzerone (supernova, angina pectoris...) oppure l'esempio illustre del Muro delle Ombre. In questi casi si trova a dover spingere la libera (si parla di vie nate per la libera) su protezioni che anni fa erano ottime o buone, ora sono in stato di totale senescenza e alle volte. non offrono alcun tipo di garanzia. A differenza dei chiodi, nel corso di una normale ripetizione non posso cambiare i fix/spit di una via...
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Re:Dolfi - Lumini
Date: 2012/04/12 08:24 By: bonatti Status: Utente  
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warthog scritto:
Il rinnovo della chiodatura operata da un deus ex machina potrebbe avere senso solo nel caso di itinerari a chiodatura ad espansione di vecchia data: mi vengono in mente casi eterogenei come orto botanico al Rovaio, varie vie della parete striata al Muzzerone (supernova, angina pectoris...) oppure l'esempio illustre del Muro delle Ombre. In questi casi si trova a dover spingere la libera (si parla di vie nate per la libera) su protezioni che anni fa erano ottime o buone, ora sono in stato di totale senescenza e alle volte. non offrono alcun tipo di garanzia. A differenza dei chiodi, nel corso di una normale ripetizione non posso cambiare i fix/spit di una via...

sono d'accordo con te.
Anche il migliore degli spit in super acciaio inox che tiene una vacca, subisce l'usura del tempo. Quando queste protezioni non garantiscono più la tenuta e sono ad evitare una caduta rovinosa vanno sostituite e bisogna riforare la roccia.

Però bisogna tenere conto di una cosa molto importante.
C'è una distinzione fondamentale da fare tra quelle vie chiodate magari dall'alto o dal basso ma in artif. e quelle decisamente alpinistiche come il Muro delle Ombre.
Dove i pochissimi spit sono stati messi dal basso spingendo la libera al massimo e assumendosi non pochi rischi.
Sul Muro delle Ombre gli spit non più sicuri possono essere anche cambiati ma rispettando il loro posizionamento originario e non magari spostati in posizioni più strategiche altrimenti la via verrebbe snaturata e non sarebbe più il Muro delle Ombre.
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Re:Dolfi - Lumini
Date: 2012/04/13 19:14 By: bonatti Status: Utente  
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parrallela a sinistra alla Dolfi-Lumini (Ridi) sale la via "MICHELA" aperta da "Sigali-Bitossi" .

120 metri per 5 tiri di corda . Difficolta fino al 6a+ e A0 ma obbligatorio non superiore al V°/V+ .
La via è completamente attrezzata sia alle soste che lungo i tiri. Ma viste le scarse ripetizioni meglio portare un pò di materiale per eventuali necessità.
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