A volte ritornano

Normalmente nella mia attività di Accompagnatore di Alpinismo Giovanile nel CAI mi trovo a descrivere ai ragazzi la natura che ci circonda durante le nostre escursioni, sia che abbia il vestito candido invernale sia che si presenti multicolore nel periodo estivo e trovo con piacere quanto l’osservazione dei bambini mette in luce le bellezze e le straordinarie caratteristiche dell’ambiente montano. I loro occhi, meno traviati dei nostri, riescono a cogliere spesso sfumature e particolari che a noi adulti sfuggono, immancabilmente, così come riescono sempre ad emozionarsi di fronte alla maestosità dei fenomeni naturali.

Ecco che non posso sicuramente rimanere insensibile a queste parole: ”Come si vede, la Garfagnana è una zona di montagna, che racchiude tutte le caratteristiche delle alte quote, dalla flora alla fauna alla speleologia. Sotto quest’ultimo aspetto la zona, essendo una delle aree carsiche più importanti d’Italia, ha subìto nel corso dei millenni l’azione disgregatrice dell’acqua, che ha creato un gran numero di antri, voragini e pozzi. Le aree della Vetricia della Carcaraia sono tra le zone a maggior densità di cavità naturali che si conoscano. Alcune hanno uno sviluppo notevole, come l’Antro del Corchia, profondo 1.200 metri e con uno sviluppo di oltre 40 chilometri. Accanto alle grandi cavità vi sono numerose piccole e medie grotte di facile accesso, che offrono la possibilità di diversi contatti con il mondo sotterraneo.

Se nel sottosuolo vi sono interessanti ambienti da conoscere, non meno interessanti sono i boschi che ricoprono le Apuane e, nel suo complesso, la flora. Dalla macchia mediterranea della Versilia si sale verso le alte quote che nel versante garfagnino presentano orizzonti tipicamente alpini, con varietà di piante di interesse per gli studiosi e per la scienza. E ovvio che in questo compatto ma diversificato manto di vegetazione viva una fauna del più vivo interesse. Nelle numerose grotte e caverne sono stati trovati reperti di diverse specie di animali in gran parte estinte. Se la fauna, come è naturale, è andata modificandosi nel tempo, tuttora nel versante garfagnino delle Apuane vivono oltre 40 specie di mammiferi, fra cui il cinghiale ed il cervo, mentre non sono rari l’aquila reale ed il falco pellegrino. Le amministrazioni locali, anche se poco aiutate dallo Stato e dalla regione, hanno cercato di dare la massima tutela all’ambiente, come nel Parco naturale della Orecchiella. La Garfagnana, lo possiamo dire senza retorica, è un’oasi di verde dove oggi, nei suoi sedici comuni, abitano circa 31.000 abitanti.”

Soprattutto poi se queste parole vengono decantate all’interno del Parlamento Italiano da un Deputato della Repubblica che si pone, fino a quel punto, paladino di una terra di grandi tesori naturalistici. Il nostro Deputato continua poi affermando che purtroppo a questa bellezza non corrisponde un altrettanto sviluppo economico che porta questa meravigliosa terra ad vivere una profonda depressione, ma “basterebbe la realizzazione di un traforo di quattro chilometri sotto le falde della Tambura, consentendo al turismo estivo della Versilia di raggiungere con 20 minuti di macchina le alte quote della Garfagnana.” I brani che qui ho riportato tra virgolette appartengono al progetto di legge del 30 Maggio 1996 n°1331 fatta dall’On. Altero Matteoli, già consigliere comunale di Castelnuovo Garfagnana, già Ministro dell’Ambiente nel precedente Governo Berlusconi, oggi Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti.

Vi risparmio il resto, salvo un punto fondamentale dove viene esplicitato il vero motivo del progetto:” Inoltre, col traforo della Tambura si avvantaggerebbe l’industria del marmo, elemento determinante nell’economia della zona, venendo a ridurre il costo dei trasporti che oggi incidono pesantemente sul costo totale del prodotto e consentendo agli stessi acquirenti di recarsi direttamente alle cave, senza ricorrere agli intermediari, con reciproco vantaggio del venditore e degli acquirenti.” Non dimentichiamoci che il segretario particolare del Ministro Matteoli è il Sig. Ezio Ronchieri, noto industriale massese del marmo che fino a poco tempo fa sedeva nel consiglio di amministrazione del Parco delle Apuane. In questi giorni la stampa locale sia della Garfagnana che della costa apuana ha riportato la notizia dell’avvenuto finanziamento per l’opera già oggetto del citato disegno di legge per 25 milioni di euro: a rendere pubblica questa notizia è il Sindaco di Vagli di Sotto, Mario Puglia, il quale in piena campagna elettorale, si è fatto paladino di questa idea sventolando come vessillo l’impatto occupazionale che in momento di crisi fa sempre la sua bella figura.

Il nostro Onorevole quindi per salvaguardare l’ambiente, lo annienta, forse considerando tale solo ciò che è alla luce del sole e sottovalutando quello che sta dentro la montagna, forse non considerando l’impatto che tale opera potrebbe avere sui versanti ancora meravigliosamente selvaggi che rappresentano una roccaforte alle invasioni antropico-produttive del marmo, forse spalleggiando un amico di coalizione che si appresta a ricandidarsi alla carica di sindaco. Vale la pena ricordare un’altra cosa, cioè che l’Onorevole Altero Matteoli è Presidente Nazionale dell’Associazione “Ambiente e/è vita” un cui socio oggi siede come rappresentante delle associazioni ambientaliste nel consiglio di amministrazione del Parco delle Apuane a cui spetta il parere, se non sbaglio, di impatto ambientale delle opere infrastrutturali nel territorio di competenza. Chi frequenta la montagna in inverno conosce sicuramente la bellezza dell’ambiente quando si sale il canalone centrale della Tambura sul versante sud, oppure la soddisfazione della traversata integrale: speriamo che a breve non saremmo costretti a piantare qualche piccozza sui guard rail o fare sosta in una piazzola di emergenza.