Re:Traforo della Tambura

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#4194
Anonimo
Ospite

Per intervenire sulla questione Traforo della Tambura e sulle iniziative per la difesa delle apuane, prendo lo spunto dalle ultime parole pronunciate dall?escursionista di Sarzana caduto in Pania il 4 gennaio scorso. Poco prima di cadere ha chiamato al telefono l?amico rimasto pi? in basso per dirgli: ?ti sei perso lo spettacolo? .

Volevo partire da queste parole, che tutti noi abbiamo pronunciato un?infinit? di volte tornando a casa, per fare una riflessione sul fatto che si va in montagna, a volte rischiando la pelle, sia per il piacere di muoversi e mettere alla prova se stessi, sia per amore del Bello che la montagna offre.

Questo ? ancor pi? vero per la natura in veste invernale quando tutte le ferite sono nascoste e tutto viene trasfigurato dalla coltre bianca che da noi spesso ? ghiaccio. Quando il sole splende e i colori sono vivi tutto sembra nuovo e meraviglioso, l?eccitazione ci travolge come bambini. Il fatto che tutti siamo disposti a rischiare la pelle per godersi ?lo spettacolo? della pania innevata fa capire quanto ? forte lo stimolo ad andare in montagna per rigenerarsi e rifuggire dal Brutto, sia quello delle nostre citt?, sia quello della nostra quotidianit? spesso appiattita e avvilente.

Proprio perch? ? cos? prepotente la ricerca del Bello, tanto profondamente ci indigna e ci disturba il Brutto di cui in Apuane non mancano certo gli esempi. Ma quando abbiamo tempo libero e decidiamo di partire per un?escursione, giustamente, non vogliamo affliggerci con problemi annosi come quello delle cave o delle discariche.

Quando passiamo in una cava o attraversiamo un ravaneto spesso cerchiamo di non vedere. Le nostre foto le scattiamo al Pisanino piuttosto che alla val serenaia devastata, o per fare un altro esempio, dalla vetta del Corchia rivolgiamo il nostro sguardo alla maestosa Pania della croce o alla foce di mosceta piuttosto che alla sud del corchia sventrata dalle cave. Se programmiamo una gita cerchiamo di evitare possibilmente di passare per ambienti degradati.

Provate a contare tra le vostre foto quante ritraggono il Bello e quante ritraggono il Brutto. Io stesso che ho visto decine di volte la devastazione del passo della Focolaccia, quando mi sono messo a cercare foto vecchie e nuove che ne mostrassero lo stato nelle varie epoche, mi sono reso conto di avere solo foto delle vette e dei crinali pi? integri e pochissime che mostravano le ferite pi? gravi.

E qui veniamo al discorso della tutela ambientale e al progetto a cui ha accennato Marco di AS , che in via provvisoria potremmo battezzare ?contro-guida delle Apuane? oppure ?le Apuane che non vogliamo?: bisogna creare nei frequentatori della montagna pi? attenti alla tutela ambientale (e spero siano tutti) la consapevolezza che si dovrebbe dedicare una parte del proprio tempo libero e delle proprie escursioni non solo alla ricerca del Bello ma anche del Brutto, anzi pi? il Bello ? minacciato e assediato tanto pi? ? necessario cercare e documentare il Brutto.

Questo non vuol dire smettere di andare in Pania e cominciare a frequentare solo i bacini di cava, ma nel corso di una gita normale avere l?occhio di cogliere e ritrarre anche gli aspetti pi? sgradevoli, prendere una gita come occasione per mostrare a tutti quello che di Brutto c?? nelle Apuane (che purtroppo vediamo solo noi che le frequentiamo da vicino) e di mostrare ad altri ambienti naturali unici ridotti in discariche e in cumuli di macerie.

Per dirla con uno slogan la campagna da intraprendere nei prossimi mesi potrebbe essere: ?se vogliamo continuare a vedere il bello delle Apuane cominciamo a mostrare il brutto?.

E? vero, ? la battaglia contro i mulini a vento, ma ? un impegno che chiunque ami le Apuane dovrebbe sentire come una priorit?, e io credo, che essendo questa una schiera molto numerosa, un?azione collettiva in questa direzione non pu? rimanere inascoltata.