Altissimo – Sentiero della libertà ?

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  • Questo topic ha 951 risposte, 12 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 anni, 6 mesi fa da Luca.
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  • #14417
    Marco Lapi
    Partecipante

    Complimenti, Roberto! Ci doveva essere per? anche una via da sotto la Focoraccia, stando almeno a una carta del Catasto Storico Regionale. Comunque se riusciamo a recuperare questo ? gi? un bel successo. A presto! ;)

    Marco

    #14418
    Anonimo
    Ospite

    rinnovo i complimenti a bergame,che oltretutto ci siamo
    conosciuti proprio su quei sentieri,mi dispiace che sarai fermo fino a ottobre,alla faccia degli impegni di lavoro,starei male senza apuane,comunque interessante il lavoro che hai fatto sul campo,ora che viene la buona stagione mi piacerebbe approfondire in maniera discreta…

    #14419
    Anonimo
    Ospite

    Ringrazio Marco e Paolo
    X MARCO:

    la traccia che avevo seguito la prima volta conduceva sotto il passo della Focoraccia e, per quanto sporca e infrascata, si poteva intuire che una volta era un bel sentiero per andare in quella direzione. Però si presenta così solo dopo il canale umido ovvero dopo il crinale delle conifere (che è alla testata del canale umido) . Per questo ho il sospetto che il sentiero originario non partisse dal tornantone. L’idea che mi sono fatto è questa :

    il sentiero che conduceva al passo della focoraccia aveva la prima parte in comune con quello che ho fatto domenica scorsa (per il passo del pitone) , poi arrivati al crinale di conifere i due sentieri si separavano: quello per il passo del pitone continuava a salire per il crinale in direzione del Pitone, l’altro rimaneva più basso tagliando tutto il versante fino a portarsi sotto il passo della focoraccia. il tratto con gli ometti nel canale umido mi sembra una variante moderna per collegarsi al tornantone. Quindi il sentiero che ho fatto domenica per il passo del pitone non esclude la presenza di un altro sentiero per il passo della Focoraccia , e anche a logica dovrebbe essere così: chi voleva andare verso Antona/la Tecchia prendeva quello del Pitone, chi voleva andare verso Massa/San Carlo prendeva quello per il passo della Focoraccia.

    X PAOLO:

    purtroppo sono datore di lavoro di me stesso e durante la stagione estiva sono sotto torchio a tempo pieno. D’inverno cerco di fare il pieno di montagna e cos? riesco a fare sei mesi di astinenza senza scoppiare :sick: poi anche se non ci vado fisicamente le apuane d’estate le frequento col pensiero ;)
    Se ti serve qualche chiarimento per un giro da quelle parti fammi un fischio :whistle:

    #14420
    Paolo Ponticelli
    Partecipante

    Complimenti bergame, lavoro egregio!
    L’unica cosa che vorrei chiarire ? questa: Io per passo della Focoraccia intendo il punto di crinale roccioso al di l? del quale c’? una discesa, venendo dal Pasquilio, in presenza di una corda fissa metallica. Per passo del Pitone intendo quello alla fine della discesa stessa, dove c’? la croce di marmo. Quindi nelle tue descrizioni vorrei capire se corrisponde!
    Ciao a tutti!

    #14422
    Anonimo
    Ospite

    Ci sarebbe da chiarire alcune cose…….il sentiero che parte dal tornantone nel canale in direz.passo del Pitone(anche questo passo ? da chiarire la posizione ,i massesi lo chiamavano passo del PITON…senza la E.dove c’? la lapide….e salto del cane o focoraccia dove comincia il cavo dopo la cava )? abbreviato per trovare il vero itinerario dello stesso (ma gia’ l’ho avevo scritto in un post )Dalle foto di Bergame (complimenti x il lavoro effettuato di ricognizione )mi sembra che tratti del sentiero iniziale sia quello scoperto da Luigi che poi ha messo il nastro bianco/rosso……comunque la logica sarebbe anche di poter trovare si il sentiero giusto,ma anche quello piu’ percorribile in sicurezza.Non dimentichiamoci che il tratto Antona/Azzano puo’ essere percorso anche da persone non proprio esperte (solo per il piacere di percorrere questo famoso sentiero della liberta’)in quanto ? abbastanza reso famoso da piu’ assocciazioni,(storico).Comunque mezza pizza Bergame se le gia’ guadagnata……..a proposito se poi sabato vuoi farci un giro fammelo sapere io porto anche un socio CAI….x la burocrazia…..e chi vuol partecipare……si prenoti…………
    Ti saluto Pisanino

    #14423
    Paolo Ponticelli
    Partecipante

    Sabato mi sa che devo fare altro…Comunque ti volevo chiedere, a proposito del pezzo da Antona alla Tecchia, che passando in macchina in salita ho individuato il tornante dove prima c’era la Tana del Lupo (adesso c’? un circolo motociclisti), e mi sono ricordato che l’anno scorso ad ora prestissima entrai nel circolo e vidi un segno rosso su un palo della luce, ma sopra niente tracce. Tu mi dicesti per telefono che il sentiero inizia un po’ dopo il tornante, ma dopo il tornante ho visto solo una scalinata che porta ad una casa: dove devo cercare quindi l’inizio di questo sentiero?

    #14424
    Anonimo
    Ospite

    Esatto ci sei quando sei davanti al ristorante la tana del lupo…..oltrepassi la curva in direzione "le gobbie cioe’ in salita,dopo circa 50/60 metri sulla destra si stacca questo sentiero cioe’ dove c’? la scalinata e porta alla prima casa dove un bel cane lupo ti da il benvenuto (stai tranquillo ? chiuso nel giardino i proprietari sono anziani ma ospitali e molto socievoli.)…..? una mulattiera la segui e vedrai che dopo una 20/30 minuti ti porta nel bosco segni rossi pochi e sbiaditi ma la traccia del sentiero e percepibile….ti dovrebbe portare ad un canale poco dopo la tecchia (prima del canale dovresti trovare anche un rustico vicino al sentiero)dal canale con tracce segni rossi pochi e sbiaditi qualche nastro rosso/bianco e qualche ometto ti portano al passo del pitone……da li ti consiglio do fare il giro ad anello……dal passo del pitone…fai il sentiero cai 33 fino al passo della greppia.Dal passo prendi il sentiero cai 188 che ti porta alla chiesetta dei partigiani (loc. la tecchia)poi con la via provinciale in 30/40 minuti arrivi alla tana del lupo.NB=ci sarebbe altra possibilita’dalla chiesetta dei partigiani ritornare indietro sulla strada sterrata (il 188 non lo devi prendere rimane sopra alla strada)ti porta alla fine ad una casa grande (la casa del prete 10 minuti)da li sulla sx lato sud c’? un sentiero marcato che ti porta al famoso rustico (5 minuti)che ? prima del canale predetto in poche parole ritorni sul sentiero del bosco e da li lo fai a ritroso fino alla tana del lupo (comunque quando ci vai e hai bisogno sul posto chiamami pure…………
    ti saluto Pisanino.

    #14425
    Anonimo
    Ospite

    bel lavoro Bergame, finalmente qualcuno che abbia seguito la via pi? ovvia e diretta, oltre che nelle migliori condizioni in vista di un ripristino. d’altra parte ? anche l’unica segnata sulle mappe e non solo.
    c’? anche poco lavoro da farci, basta allargare il passo tra le scope per una decina di metri, non di pi?, se imbocchi la via giusta, altimenti c’? da tribolare assai.
    salendo dopo la ceppaia di carpini quando arrivi al muro di scope prendi a sinistra sul ciglio del canale puntando prima a due giovani betulle e poi al gruppo di piante al di l? del canale, poi come sai la traccia ? evidente fino al passo.
    se invece vai su dritto raggiungi faticosamente una traccia che prosegue orizzontalmente fino al passo.
    del passo, quello del Pitone, vedo che sei arrivato alle mie stesse conclusioni, ne avevo parlato in un incontro pubblico organizzato dall’ANPI di Pietrasanta nel gennaio 2010 al Mediceo.
    a proposito di foto, a febbraio ho perso, proprio tra quelle scope, la fedele compatta Canon, se qualcuno di voi la trovasse me la salutasse.
    occhio quando fate pulizia a confetti come questo, si trova percorrendo la traccia che dalla ceppaia di carpini porta alle Greppie, domani vado a segnalarlo, ormai tra un po’ arriverete anche l?.
    buon lavoro!
    Luca [file name=mortaio.jpg size=15203]http://www.alpiapuane.com/php/components/com_joomlaboard/uploaded/files/mortaio.jpg[/file]

    #14426
    Anonimo
    Ospite

    X pisanino:
    Per quanto riguarda la percorribilità in sicurezza (a parte lo stato di abbandono e di infrascamento) direi che il secondo (quello fatto domenica da me) è un po’ più sicuro ed agevole del primo (quello che parte dal tornantone) infatti quest?ultimo presenta tratti pi? scoscesi e pericolosi, mentre l?altro (pur essendo di crinale) è più regolare e ben marcato.

    Sulla questione Pitone-Focoraccia anche a me era venuto il dubbio che si parlasse di cose diverse. Per chiarezza ho disegnato le tracce da me seguite nelle due esplorazioni su una estratto della carta tecnica regionale. Il sentiero intagliato che viene dalla polla (quello del tornantone e che poi finisce nel nulla) l’ho disegnato (approssimativamente) in blu. La traccia percorsa nella prima esplorazione è quella rossa più in basso mentre quella di domenica è sempre in rosso ma passa più a nord. Per fare i disegni mi sono basato sull’orografia evidenziata nella CTR e sui miei ricordi visivi (non ho il gps) quindi ci potrebbero essere imprecisioni e approssimazioni. Sono invece sicuro dei punti di arrivo sul crinale Uncini-focoraccia.

    Quando dico passo della Focoraccia io intendo il passo dove arriva il percorso rosso basso. Per passo del Pitone intendevo invece il passo dove sbuca l’itinerario rosso più alto, caratterizzato da uno spuntone roccioso (Pitone in massese). Della croce e del cavo metallico non so perché a causa di mancanza di tempo nella prima esplorazione mi sono fermato ai prati sotto il passo della focoraccia, mentre nella seconda , a causa del temporale incipiente, mi sono rigirato subito appena arrivato al passo del pitone (o meglio quello che io penso sia il passo del pitone) . Purtroppo dall’ultima volta che ho percorso il 33 integralmente sono passati circa 20 anni :-(

    Per maggior chiarezza allego una foto presa più o meno da casa Henraux in cui ho segnato i due passi (per quello che ne so io).

    X Luca:
    Penso anch?io che il percorso più logico per andare sul versante massese in direzione della Tecchia sia quello che va diretto al passo del pitone.

    Sono andato a rileggere le guide ho trovato due cose interessanti:

    Sulla guida CAI-TCI del 1979 alla pag 328 (it 112c) si legge “Poi sui fianchi del Canale del prato di Greppia (che discende dal passo della Focoraccia) fa seguito un antico sentiero che risale la costa boscosa per un dislivello di 400metri” . Lacosta boscosa di cui si parla credo che sia proprio quel crinale boscoso che ho seguito domenica scorsa. D’altra parte in zona non si vedono altre evidenti coste boscose facilmente percorribili, e anche il sentiero per il passo della Focoraccia (che passa più in basso) rimane sempre a “mezza” costa attraversando boschi e canali ma mai crinali.

    Sulla guida del 1922 alla pag. 224 c’è una mappa della zona e ci sono segnati dei sentieri in rosso. Uno viene dalla Polla e percorre praticamente il sentiero-carrareccia intagliato ma arrivato al fosso della Griffaia (quello della lizza di cui ho messo qualche foto in un post precedente) prende su per il fosso e poi ne risale uno dei canali sulla dx orografica. Poi effettua una marcata deviazione a sx e questo tratto secondo me corrisponde a quello che ho fatto io domenica prima di arrivare al crinale delle conifere. Da qui in poi il tracciato rosso della guida del 1921 coincide col mio percorso di domenica fino al crinale spartiacque e da lì scende sul versante massese in direzione di Campiglia e della Tecchia. Qui la mappa finisce ma la traccia è evidentemente quella tra Campiglia e la Polla che si vede anche nella tavoletta IGM del 1905 che ho pubblicato in un post precedente.

    Per completare questo percorso mancherebbe quindi solo il collegamento tra l’imbocco del fosso della griffaia e l?inizio del traverso verso sx che conduce al crinale di conifere. A questo punto potrebbe entrare in gioco la traccia segnalata da Ponticelli che mi sembra attraversi più o meno questo versante.

    Io non credo di essere disponiibile per questo sabato ma per domenica penso di sì. Se qualcuno fosse interessato possiamo accordarci per una rivisitazione. Il mio obiettivo a questo punto sarebbe di cercare il collegamento di cui dicevo sopra tra l’imbocco del fosso della griffaia e il traverso per la costa delle conifere. Poi proseguire fino al passo del pitone (o quello che io ritengo tale) sul tracciato di domenica. In più vorrei dare un?occhiata se esiste un collegamento evidente tra il crinale di conifere e il sentiero che va al passo della focoraccia (quello dei segni gialli).

    #14428
    Marco Lapi
    Partecipante

    Ciao Roberto, non ho ritrovato la vecchia catastale ottocentesca di cui parlavo qualche post fa, ma ora che hai postato la CTR ricordo che la traccia scendeva pi? o meno dal Colle Perletti; ne avevo parlato anche a Guido ma se non ricordo male le sue esplorazioni non avevano dato esito. Pensi che sia ipotizzabile una traversata della testata della valle in quella direzione, dalla tua traccia rossa pi? a sud, partendo magari da dove questa entra nel canale laterale che risale verso l’altra, poco dopo il tornantone? Potremmo avere cos? due percorsi che sfruttano, nella parte alta, le due dorsali. Comunque essendo questa ipotesi basata su una indicazione cartografica molto antica, ? pi? difficile che coincida con il Sentiero della Libert?, anche perch? bisogna tener conto che chi lo percorreva per passare la Linea Gotica e raggiungere Azzano doveva mantenersi il pi? possibile nascosto alla visuale di eventuali cecchini tedeschi sul crinale. Quindi bisognerebbe anche considerare quale delle tracce che hai trovato presenta maggiormente questa caratteristica, tenuto anche conto di quale poteva essere la copertura vegetale della zona in quel periodo (vedi anche http://memoria.comune.massa.ms.it/100it )

    Marco

    #14430
    Anonimo
    Ospite

    Secondo me a questo punto….bisognerebbe chiarire una volta x tutte….quale…?…il passo del Pitone…..?visto che dal lato Massese lo considerano dove c’? il cippo della memoria ai caduti……allora si dopo si puo’ ricostruire l’itinerario percorso dai sfollati durante la guerra…….se no le varie ricerche sfumano nel nulla.Io provero a sentire piu’ persone nel versante Massese voi fate nel versante Lucchese….e poi ci sentiamo…
    Vi saluto Pisanino

    #14431
    Anonimo
    Ospite

    x Marco
    non conosco il colle Perletti , dov’è ?

    Per quanto riguarda la possibilità di un collegamento tra la traccia rossa a sud e quella a nord passando nel canale che si risale dopo il tornantone, penso che sia possibile. Ma tieni presente che la risalita/discesa del canale umido dopo il tornantone è piuttosto malagevole. La mia sensazione (che voglio verificare) è che il sentiero che scende dal passo della Focoraccia non percorresse il canale umido ma prima del canale umido tagliasse in orizzontale fino al crinale delle conifere che è lì vicino. Questo è un percorso leggermente più lungo ma più asciutto, regolare e senza tratti scoscesi. Invece nel canale umido ci sono tratti scoscesi su fondo fangoso , molto viscido in presenza di acqua.

    Per quanto riguarda la visibilità o meglio l’occultamento dei profughi :

    nel versante versiliese non ci sono grosse differenze tra il percorso dal passo della focoraccia e quello dal passo del Pitone (sto continuando a riferirmi alla mia interpretazione di questi toponimi). Quello dal pitone ha un tratto scoperto all’inizio appena sotto il passo ma passa nella stipa fittissima dove una persona può sparire completamente. Dopo si svolge in una bosco fitto che non lascia intravedere alcunché. Inoltre , nell’ipotesi che per la discesa alla Polla si segua il percorso del tratteggio della carta del 1905 (o meglio dalla linea rossa della guida del 1922), la discesa dopo il crinale delle conifere verso la polla avverrebbe tutta al coperto.

    Per la visibilità sul versante massese non so, però se si osserva la mappa del 1905 si vede che da Campiglia parte un sentiero che arrivato sotto il passo del pitone si biforca: un ramo sale direttamente al passo del pitone (questo ramo corrisponde alla linea rossa della guida del 1922), l’altro ramo prosegue sul versante massese per raggiungere il passo della focoraccia. Domanda: ammesso che questi sentieri fossero ancora in esercizio nel 44/45 (in ogni caso la guida del 1922 sicuramente era in circolazione) non sarebbe stato più logico utilizzare il percorso più breve e quindi quello per il passo del pitone ?

    #14434
    Anonimo
    Ospite

    A completamento e integrazione del mio post precedente, siccome la guida del 1922 non è facilmente reperibile, ho pensato di pubblicare un estratto della mappa della zona dell’altissimo.

    Riguardando attentamente e da vicino la mappa si notano diverse cose molto interessanti.

    Il sentiero che collega la valle del serra con la valle del frigido non passa per la Polla ma rimane più basso nel Canale del prato della Greppia. Lo risale fino all’iinnesto col fosso della Griffaia (cioè il fosso che scende dal bacino idrografico sotto la cresta ovest dell’altissimo, per intendersi quello dove c’è la vecchia lizza che ho fotografato e di cui aveva parlato anche Ponticelli) e poi lo risale prIma al centro poi sulla sua dx idrografica (sentiero segnalato da Ponticelli ?) fino a percorrere in alto un crinale che secondo me coincide con quello che ho percorso domenica scorsa e che porta al passo del Pitone (quello che io considero il passo del pitone) . Di lì poi scende verso la valle del frigido presumibilmente collegandosi al sentiero che va a Campiglia.

    Questo percorso (se verificato) rafforzerebbe l’ipotesi che si tratti del sentiero della libertà perché in basso sembrerebbe non passare sulla carrareccia intagliata (che è piuttosto scoperta alla vista e probabilmente è un percorso che nel 1922 non esisteva) ma passando tutta nel canale dei prati della greppia , rimarrebbe tutto occultato alla vista fino a rimontare sul versante opposto dove ci sono vari sentieri per Azzano tutti ben coperti dalla vegetazione.

    Una conseguenza interessante di questa supposizione è che la lizza nel fosso della griffaia probabilmente continua il suo percorso dentro il canale dei prati della greppia fino ad entrare nell’alveo del Serra e da qui a Serravezza (a meno che le lizza non vada in salita :sick: .

    A questo punto materia prima per future esplorazione ce n’è in abbondanza e la prossima secondo me dovrebbe verificare proprio il percorso come disegnato sulla guida del 1922.

    L’altra cosa interessante che si rileva dalla mappa del 1922 sono i due sentieri che dalla polla salgono all?altissimo: uno sembra che coincidere in basso col sentiero dei cavatori e in alto col sentiero per il passo del vaso tondo.

    L’altro è particolarmente sorprendente: sembrerebbe che segua inizialmente il sentiero dei cavatori, poi in alto si divide e prosegue in direzione nord attraversando il bacino sotto cava colonnoni, fino a intercettare il canale ovest che sbuca proprio sotto la vetta dell’altissimo. Mi piacerebbe ripetere anche questo percorso. Probabilmente è di difficile individuazione perché abbandonato e devastato dai ravaneti e dalla marmifera però credo di aver capito dove si prende: poco prima che la prima parte del sentiero dei cavatori sbuchi sulla strada, in corrispondenza di una focetta la lizza (che accompagna il sentiero fin dall?inizio) fa una deviazione a sx verso nord.

    Insomma l?altissimo si conferma essere una miniera di interessanti sorprese ;)

    #14436
    Anonimo
    Ospite

    …grazie per questo prezioso documento,dal 22 sono veramente cambiate le cose,probabilmente per causa estrazione e per "convenienza" di escursione.? impressionante il sentiero che doveva andare al passo del Vaso Tondo,che probabilmente non esiste pi? o poche tracce,a vedere doveva essere verticale parecchio o mi sbaglio?Se ? lecito,poi,ma dove hai reperito questa guida che vale oro??

    #14437
    Anonimo
    Ospite

    Forse NON MI SONO SPIEGATO BENE …ragazzi,qua’la sostanza e si capire dove forse passava il sentiero o i sentieri della liberta……ma dove far proseguire il sentiero della liberta che da Campiglia ARRIVA proprio al cippo dei partigiani caduti,sotto il monte Focoraccia.Da Campiglia il sentiero che sale al passo del Pitone x i massesi ? anche intagliato nella roccia x agevolare il passaggio,IN POCHE PAROLE……bisognerebbe creare un collegamento Antona-Azzano……nei sentieri piu’ idonei al passaggio dei trekker….anche non esperti…..per cui cercare dei sentieri vertiginosi o sporchi di vegetazione alla fine serve solo per togliere uno sfizio personale.In conclusione bisogna arrivare ad un compromesso fra la storia e la sicurezza………….per cui dal passo del Pitone dei Massesi bisogna arrivare alla famosa carrareccia o al tornantone o dove poco prima finisce.Da li passando per la Polla…e la marmifera si riprende la vecchia mulattiera x Azzano (che poi era quel tratto finale,che usavano gli sfollati ).Voi continuate pure le ricerche………….poi il tutto verra valutato dal personale competente (cai Massa-Lucca)Comunque dal lato di Massa l’ultimo tratto percorribile che fanno ? da Campiglia al passo del Pitone (Massase come lo riporta raffigurato il Cippo iniziale del sentiero ad Antona.
    Vi saluto Pisanino

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