Bivacco Luca Pasqualetti

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    erreeffe
    Partecipante

    Non posso dire di essere stato amico di Luca ne di averlo conosciuto bene, mi sono legato a lui una sola volta. Ho però seguito da vicino quanto accaduto dopo il suo incidente, la sua passione per la montagna, per i luoghi selvaggi, appartati, un modo di andare simile al mio, istintivo, emotivo, che me lo ha fatto sentire molto vicino. Ho apprezzato il modo in cui i genitori, nel dolore, hanno pensato di ricordarlo contribuendo alla realizzazione di un bivacco in un posto che a Luca, ne sono certo, sarebbe piaciuto molto.

    Era un invito, per me, per andare.

    A questo link trovate info, storia, foto. http://www.bivaccomorion.it/

    Purtroppo dal momento in cui il bivacco è diventato operativo le occasioni per andare sono sempre saltate fino alla scorsa settimana quando l’occasione si è presentata per caso. In Valle per altre salite si sono inaspettatamente liberati due giorni e quindi abbiamo pensato di andare al bivacco.

    Le informazioni che avevamo sono quelle che si trovano sul sito e, da altra fonte, che la cresta fino al bivacco era di III grado. Abbiamo spezzato l’avvicinamento fermandoci al bivacco Spataro, visibilissimo da lontano di giorno ma beffardamente nascosto dietro un masso di notte….(volendo c’è il rif Crete Sechè un’ora prima)

    Il mattino seguente ci siamo avviati per le infinite e faticose morene, ripide e sassose, fino al passo del Gelè, per continui valloni detritici e vasti piani percorsi da rivoli di acqua in ambiente lunare, tanto per rimanere in un tema così attuale in questi giorni. Il nevaio che porta all’attacco aveva un po’ mollato in superficie così da risparmiarci i ramponi. Vediamo una vecchia traccia ed attacchiamo la cresta in basso per bel muro verticale fessurato e poi con lame fino ad un cordone con maillon. 15/20 metri di buon IV+. Da qui per il filo di cresta incredibilmente sfasciato, la classica pila di piatti in equilibrio, 60 metri di I e II ma angoscianti con roba anche grossa in bilico. Ci si protegge, ma con molta molta attenzione, con cordini e friend. Pensiamo subito a quando dovremo riscenderlo. Dopo la roccia migliora rimanendo sempre delicata ma con tratti solidi e belli e con difficoltà in linea con le attese. Dalla prima punta parte un tratto di cresta orizzontale meraviglioso, aereo, esposto, con il superamento di un buco (la buca delle lettere) aperto sul versante opposto e poi si scende verso la forcella per bellissime placche. Si trovano spit ma non è male proteggersi con qualche friend e comunque bisogna disarrampicare con una certa tranquillità sul III al quale metterei anche un +

    A questo punto di fronte ci si presenta la successiva punta da salire con una gran frana che sembra recente. Passare lì sotto non se ne parla nemmeno. Lo spigolo alla sua sinistra sembra molto più difficile del III citato. Pensiamo che possa essere accaduto qualcosa di recente e dopo lungo conciliabolo decidiamo di tornare indietro. Andare a vedere ci avrebbe fatto perdere tempo e dato l’orario da spiaggia al quale eravamo partiti (dovevamo solo arrivare al bivacco per il pomeriggio) rischiavamo nel tornare di trovare buio sull’ultima parte di cresta: il famigerato tiro angosciante (che è ovviamente stato angosciante anche con la luce…). E così con dispiacere siamo tornati al biv Spataro.

    Una volta scesi giù ci siamo fermati dalle guide indicate nel sito che ci hanno delucidato.

    La frana c’è da un po’, la via corre sullo spigolo sinistro che non è III ma nemmeno difficile come appare visto di fronte, un solo passaggio di V in uscita comunque protetto. Un’ora, un’ora e mezza al max e saremmo stati al bivacco. Molto più veloce che non tornare indietro. :unsure:

    Anche l’attacco può avvenire più in alto, al termine del nevaio, dove si trova un risalto solido che conduce in cresta più in alto del tiro angoscioso e con la presenza di spit per facilitare la calata al ritorno.

    Ritorneremo per completare.

    Se qualcuno ha voglia di posti fuori dal solito, belli, isolati, selvaggi, questo è un posto da prendere in considerazione. Ci sono anche altre vie in zona e vicinissime, lunghe anche centinaia di metri, sia a spit che classiche da proteggere. La roccia non è il granito del Bianco ma è molto buona e bella da arrampicare con molti tratti solidi. I dislivelli sono faticosi ma alzandosi dal fondovalle si aprono viste sul Bianco, Cervino, Rosa, Svizzera, su laghetti glaciali turchesi. L’isolamento è assicurato, in due giorni non solo non abbiamo incontrato nessuno ma nemmeno intravisto qualcuno in lontananza. Dall’alto poi sparisce la vista del fondovalle contribuendo al senso di isolamento.

    Che dire.

    Se vi piacciono certi posti, se avete voglia di andare sarebbe un bel modo di ricordare e salutare Luca e dare un riconoscimento all’impegno dei suoi genitori.

     

    qualche foto…

     

     

     

    Oh….non c’è verso….girare le foto verticali proprio non mi riesce…. :unsure:

    Girate il pc se avete un portatile…girate la testa se avete un fisso… :bye:

    #51591
    alberto
    Partecipante

    un gran bel suggerimento.  Grazie a te e alla famiglia di Luca.

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