BLACK CRACK, parete ovest monte Gomito

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  • #52236
    Nico
    Partecipante

    Oooooh finalmente si torna a fare un po di bubbaraglia su quei discorsi noiosissimi sull’etica alpinistica!!

    A questo punto voglio smuovere un po di polverone pure io…

    Ho letto e visto un sacco di cose molto discutibili negli ultimi post.

    Innanzitutto faccio i miei complimenti a Diego e soci per la voglia di avventura, bravi.

    Io penso che se si sceglie di aprire un nuovo itinerario siamo liberi di adottare le scelte che vogliamo… trapano, bulino, chiodi, zeppe, friends, manici di scopa, tronchi, pure di ossa ho sentito parlare…

    Diverso se si parla di itinerari storici o aperti da altri… in quel caso non ritengo di buon costume modificare lo stile. Sia se si parla di mettere fix dove erano chiodi sia se si parla di mettere chiodi dove erano fix.

     

    Per quanto riguarda i commenti letti sopra vorrei fare qualche puntualizzazione/domanda personale…

    Per prima cosa mi chiedo che differenza c’è fra piantare fix con il trapano o a mano… cambia il mezzo ma il fine rimane assolutamente il solito! Sempre di buco si parla. Anzi, se vogliamo guardare il fattore tribolazione (che è intrinseco nel masochismo alpinistico generale) il trapano non è cosi pratico da portarsi a giro… pesa, è ingombrante, se finiscono le batterie è inutile… il bulino è tutto l’opposto fatta eccezione nel tempo per eseguire il buco.

    Per quanto riguarda la salita di Diego invece mi rimane stranissima una cosa: hai parlato di buchi fatti per posizionare un rivetto da usare per salire in artificiale… ma di preciso che attrezzo sarebbe questo rivetto?? ed inoltre: essendo, da quel che ho intuito, un attrezzo che poi viene tolto, adesso è rimasta una fila di buchi in parete???

    Se si, rimane anche per me una scelta abbastanza antiestetica.

     

    Per tutto il resto non mi pronuncio

    #52237
    alberto
    Partecipante

    #52238
    alberto
    Partecipante

    buon manuale per avere un chiarimento sui vari ammennicoli per l’arrampicata artificiale

    #52239
    alberto
    Partecipante

    uso del trapano.

    Personalmente ho usato alcune volte il trapano. La prima volta nel 1984 sulla Superforato per fare prima a mettere i chiodi a pressione. Certamente non era un trapano come quelli di adesso ma era alimentato da un generatore a benzina che tiravamo su.  Insomma un pò alla Cesare Maestri. Questo piccolo trapano collegato, al generatore con un cavo elettrico di una quarantina di metri, era   della Bosch ed era di mio padre e ancora ce l’ha.

    In seguito lo fatto alcune altre volte. ma poi ho sempre più maturato la convinzione che in montagna non era un attrezzo per me. Vero alla fine nulla cambia , tra bulino a mano e trapano elettrico. Si tratta sempre di bucare. Ma le seghe mentali cambiano da persona a persona e per me il trapano è attrezzo più da cantiere edile o da bricolage casalingo che da ambiente naturale . Comunque ripeto personali seghe mentali.

    #52240
    Diego
    Partecipante

    Rispondendo ad alebiffi, la parete è stata studiata  attentamente da varie angolazioni ed arrivando anche sotto lo scudo per vedere meglio. È stata preventivata la salita in artificiale per raccordare le due parti di misto, dato che per noi fare uso di tecniche di artificiale rientra nei parametri della nostra etica, con o sensa rivetti. In altre salite sulle alpi abbiamo scalato aprendo o ripetendo vie di misto con  tratti di a0 senza mezzi se non chiodi. Questa salita invece ci ha richiesto l’uso di altri tipi di protezioni e non abbiamo avuto remore sull’usarne, appunto perché l’ artificiale concerne i più svariati tipi di artefici, compresi rivetti, chiodi a pressione ecc ecc.. Non fraintendete, sono contento che ci siano scambi di opinioni e dibattiti, è il bello della vita, altrimenti sarebbe piatta. Concludo che l’etica per come la vedo io, sia già sbagliata quando sento dire “che schifo lo spit, hanno bucato la roccia, meglio i chiodi” perché bucare o piantare un chiodo in una fessura e non toglierlo, è comunque sia una violazione sulla montagna con un segno lasciato e ferro che marcisce. Anche a me una via a spit, fix non piace assolutamente e preferisco ripetere vie a chiodi classici, ma durante una nuova apertura particolarmente ostica se devo fare uso di mezzi per progredire in qualche modo, li utilizzo, e non concepisco il dover tornare indietro, se non per avverse condizioni meteo. È diverso quando ripeto gli itinerari, se non sono sicuro di me stesso faccio dietrofront senza problemi.

    #52241
    alberto
    Partecipante

    quanto al noioso argomento dell’etica.

    Si è vero l’argomento e trito e ritrito. Nulla di nuovo sul fronte. Sinceramente però trovo assai più noioso non parlare di nulla.

    Trovo molto più noioso certe pubblicazioni sui vari social che fanno vedere quanto se sei bello, quanto sei bravo, quante pisciate hai fatto quel giorno.

    Questo argomento dell’etica sarà anche noioso ma alla fine tocca punti sensibili e diversi in ognuno di noi.  E,  alla fine muove gli animi e fa discutere.

    #52242
    alberto
    Partecipante

    Diego io credo di averti conosciuto alcuni anni fa nella falesia di Gavorrano.

    Io ero con mia moglie e te con un tuo amico.

    #52243
    Diego
    Partecipante

    Nico, I rivetti sono dei pezzetti di metallo (alluminio, ferro, acciaio di vari diametri 4/5/6 mm) che si piantano nella roccia mediante foro. Solitamente si fanno entrare per 20,30 mm e fungono solo per la progressione, in quanto se ci si vola sopra si sbottonano tutti. Rimangono in parete e chi ripete deve sempre saggiarli con delicatezza altrimenti gli si sparano  in faccia.

    Riguardo al trapano, sono d’accordo che sia una bella rottura di scatole! E nemmeno a me piace l’idea di portarlo dietro… Ma il tempo, che manca sempre, ci ha imposto di utilizzarlo per velocizzare un pò le cose..

    #52244
    Diego
    Partecipante

    Alberto, concordo.. Era tanto che non mi capitava di discorre con qualcuno sui vari punti di vista. E soprattutto mi piace che al momento non siano uscite le classiche offese di cui i forum sono pieni e si facciano largo solo i pensieri personali..

    #52245
    Matteo T.
    Partecipante

    Poi secondo me è un discorso senza fine! Ogni salita o esperienza che uno fa lascia un segno e in qualche maniera ci cambia un po’, quindi credo sia naturale riparlarne e magari aver anche cambiato punto di vista! Credo che ognuno di noi abbia variato il proprio pensiero sull’etica nel corso degli anni. Quanto non siamo più capaci di cambiar pensiero, siamo messi male!!!

    #52246
    alberto
    Partecipante

    i rivetti come i copperhed  si provano facendogli il test.

    Tutte diavolerie da fuori di testa…. :yahoo: :yahoo:

    #52247
    alberto
    Partecipante

    giusto Matteo chi non cambia opinione si deve far controllare.

    E’ una vita che vado in montagna, mi son quasi venuto a noia… :yahoo:    attraverso l’sperienza che ho maturato, incontri con altri alpinisti e altre mentalità, altri luoghi,  ho anche cambiato in tutto o in parte, convinzioni che un tempo avevo.

    Sulla Diretta del Vetriceto alla nord del Pizzo delle Saette, quando l’ho aperta, nell’inverno del  1999  ho messo un spit per passare. Oggi non lo farei!!

    Penso che sia normale e giusto cambiare idea.  Altrimenti a cosa serve maturare, crescere, fare esperienza ??

    Il confronto con gli altri serve anche a questo. A domandarsi se tutto quello in cui uno crede, tutto quello che uno ha fatto  è  giusto.

    #52248
    Diego
    Partecipante

    Vero.. ogni salita, ogni persona ed esperienza ci lascia sempre intaccati nel bene e nel male, sempre qualcosa se ne trae!

    I rivetti come i vecchi pressione li testo con più tranquillità, i copperhead, quelli di piombo soprattutto sono da farsela sotto!… Gli altri di rame o alluminio mai provati.. Ma anche i pecker  una o due volte me li sono sparati sul casco☠️

    #52249
    alebiffi86
    Partecipante

    ..con la nuova versione del forum non so come si faccia a citare le varie affermazioni fatte quindi risolvo in maniera più “analogica”; rispondo a Nico:

    1) in realtà alcune differenze tra usare il trapano o il piantaspit ci sono ma francamente non ho molta voglia di dilungarmi su questo in quanto per me non era il punto centrale della questione

    2) ho trovato PERSONALMENTE poco logica la linea di salita realizzata da Diego, per l’idea in se e pure per il contesto ove è stata realizzata; si tratta di un opinione, solo di quello.. non ho mai amato particolarmente la logica della direttissima a tutti i costi, specialmente se la parete in questione “non merita” quel tipo di approccio; de gustibus non est disputandum dicevano e di questo si tratta, un parere personale.. leggo la relazione, guardo la foto e semplicemente non mi viene voglia di andare a ripeterla, tutto qui; se devo rischiare 400 euro per poter disporre del mio tempo vado altrove, non su BLACK CRACK in sostanza e non capisco cosa ci sia di “discutibile” in questo..

    3) credo di aver sbagliato ad intervenire nel post.. è stato un po’ un automatismo dato dalle vecchie e “superate abitudini” che attualmente necessitano di un “reset”; mi ero ripromesso di farmi i fatti miei anche alla luce del fatto che,tutto sommato non ho più nulla da condividere con circa il 90% del genere umano, attualmente; credo che d’ora in avanti il mio alpinismo sarà un po’ più privato e ne darò notizia esclusivamente a persone selezionate, tramite canali dedicati

    #52250
    alberto
    Partecipante

    3) credo di aver sbagliato ad intervenire nel post..[…]

    Ale, non credo che tu debba rinchiuderti solo perchè qui ci si confronto anche con animo acceso.  Nella vita, sempre con rispetto delle idee altrui, bisogna scontrarsi, difendere quello in cui si crede.

    Poi bisogna anche saper cambiare punto di vista, avere l’intelligenza e la maturità di riconoscere che si è sbagliato.

    Chi porta sempre la barca pari e va d’accordo con tutti e gli va bene sempre tutto, non prende mai posizione  è un quaquaracqquà.

    Mica siamo delle galline che beccano dove qualcuno  sputa.

    Guarda che questo è quello che “qualcuno” …(e te sai chi intendo)  vuole che avvenga.

     

    E’ bello che le persone ritornino a ribadire le proprie idee, ritornino a confrontarsi, a parlarsi. Vuol dire che siamo vivi, che abbiamo qualcosa da dire e da dare.

    Era l’ora che questo forum si risvegliasse.

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