Carbonato di Calcio CaCO3

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  • Questo topic ha 42 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 4 anni, 5 mesi fa da Luca.
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  • #24651
    alberto
    Partecipante

    il Puppasedani è un grande !! ;) ha le mani d’oro :laugh:

    si fa da se:

    muratura
    idraulica
    zaino (per giunta anche da recupero)
    barette super energetiche
    bibita energetica
    ghette
    visiera protettiva per il casco
    cordino di collegamento per le picche
    ect.
    ect.

    #24652
    Luca
    Partecipante
    [quote=”bonatti”]…il Puppasedani è un grande !! ;) ha le mani d’oro :laugh:

    si fa da se…[/quote]

    … e si corregge da sè: almeno ci prova! :evil: :laugh:

    io però ho fatto voto di ordine&chiarezza per cui aprirò bocca solo dopo il prossimo compitino, che è anche l’ultimo. si spera.
    sisiziocane :P

    #24654
    Luca
    Partecipante
    [quote=”puppasedani”]…se dovessi costruire da zero…farei di solo legno. biodegradabile, rigenerabile…

    …per cui in culo il cemento e tutte le ”colle” chimiche
    calce poca, con cura e solo dove serve (alcuni, e non tutti, i muri esteriori…in cantina ci lascio la terra).
    all’interno calce solo dove strettamente necessario (parte del bagno).
    altrimenti il caro e vecchio ”platre” (gesso???) che viene dalle piante…e respira pure lui come la calce (ma soffre l’umido)

    sara’ certamente piu’ impattante che vivere nelle caverne
    ma meno che costruir da zero una villetta in cemento.
    alla faccia di chi dice che non si puo’ far nulla ;)[/quote]

    e chi l’ha detto: che un si pole fà nulla? :huh:
    semmai a me pareva di aver inteso che per sapere cosa fare ci vole un popoino di cognizione di causa. :dry:
    e a questo servono le domande. a questo servono le risposte. a questo servono i dati. :whistle:

    per esempio: ora che il dottor puppasedani ha un’idea senz’altro più adeguata dei leganti per edilizia prodotti col carbonato di calcio ha pure, detto fatto, la soluzione adeguata: semplici scelte alternativeall’età della pietra B)

    e son curioso, ma di vedé che dirà ora: che si farà un’idea più adeguata anco dell’altri settori di impiego del carbonato di calcio e derivati… :unsure:

    alla faccia del dentifricio!!! :blink: :S
    si salvia chi può! :woohoo:

    Il DEFGH…UVZ del Carbonato di Calcio CaCO3

    PROLOGO.
    prima di tornà alla squola a fa’ i compitini un avevo la metà, ma che dico: un quarto, ma che dico: manco un sedicesimo dell’idea che mi son fatto or ora dell’utilizzo del carbonato di calcio e derivati :woohoo:
    e c’ho come l’impressione che, dopo l’acqua (accadueó), il carbonato di calcio (ci ha ci otré) sia il composto come dire: più maneggiato dalla specie umana… :unsure:

    e mi sbaglierò: ma qualcun’altro ha scritto della calce che sarebbe difficile immaginare la vita moderna senza questa sostanza… (Joe Schwarcz, Radar, hula hoop e maialini giocherelloni. Come «digerire» la chimica in 67 storie, 2000), aggiungendo che …trova in agricoltura uno dei suoi impieghi principali… ma la maggiore consumatrice di calce è l’industria dell’acciaio :dry:

    come già poi vedé, puppasedani, la calce un è solo la calcina

    e nella prossima puntata cercheremo di vedé un popoino più nel dettaglio gli impieghi del carbonato di calcio per settore e magari in relazione all’importanza: e se ne vedranno delle belle B)
    sisiziocane

    #24683
    Luca
    Partecipante
    [quote=”bonatti”]…Comunque DOKKE ci sei sempre te a fare la giusta informazione. Quindi stiamo tutti tranquilli.
    Aspettiamo con fremito i tuoi grafici…[/quote]

    perché: i linche a’filmini no?!? :dry:
    ma dici bene: e meno male che c’è il docche… CHE FA SCENZA!!! ;)
    che fra tanto fumo un popo’ d’arrosto ogni tanto salta fuori, a lenì la fame di sapere della meglio gioventù… :evil: :laugh:

    dov’erimo rimasti? :huh:
    che dicevo al dottor puppasedani che la calce un è solo la calcina?

    ne è certo la forma più conosciuta, ma non quella più utilizzata: stesso discorso per la poltiglia bordolese in agricoltura: il verderame, il ramato… nell’occhio de Il Ciclone:

    ma vedremo nella prossima gli usi in agricoltura che vanno per la maggiore.
    ancora un par di considerazioni di carattere generale.

    a) intanto che, bonatti docet, col carbonato di calcio un si fanno solo i leganti (calce, cemento) ma anco gl’inerti (polveri e granulati): per cui la modesta percentuale relativa al settore costruzioni nel grafico da cui sono partito:

    che è riferita esclusivamente all’impiego della calce, va rivista tenendo conto anche di quest’ultimi, se ci si riferisce all’impiego del carbonato di calcio.
    ed ecco qui un altro bel grafico… tanto per tenersi buono il bonatti: :silly:

    rimane da chiedersi: in che quota il carbonato di calcio va in polveri e granulati (macinazione) e in che quota va in calce (cottura)? :unsure:

    questa è una buona questione: e anche il dentifricio è dietro d’angolo… B)

    per il resto credo che quelle quote d’impiego della calce per settore possano andare bene grossomodo anche per il carbonato di calcio…
    insomma mi sbaglierò, ma credo che il settore che possa risentire dello scarto più sensibile, trattando di carbonato di calcio piuttosto che di calce sia proprio quello edile, mentre in quello agricolo ad esempio si stanno affermando sempre più calce e derivati.
    vedremo poi che in entrambi i casi il quadro non è tuttavia ben definito, ma in continua evoluzione.

    b) e poi che quel grafico a torta, come suggerisce codesto articolo (interessanti anche le altre pagine del sito), può calzare per un paese avanzato: mentre la distribuzione delle quote di impiego (in particolare quelle relative all’edilizia e all’agricoltura) varia significativamente nei paesi in via di sviluppo.

    c) infine: quell’articolo mi ha un popoino declassificato la calce: che a quanto pare, petrolio a parte, è al secondo posto dei composti chimici più maneggiati dalla specie umana: in pole position sarebbe… l’acido solforico… :blink: :woohoo:

    è proprio vero: un si finisce mai d’anda’ a squola…
    sisiziocane :P

    #24715
    Luca
    Partecipante

    du’ parole sull’impiego del carbonato di calcio e della calce nel settore ambientale: una bella fetta della torta.

    al tempo de’ mì nonni (e anco prima, vedrai) la calce era d’uso assai comune e, oltre che per murare e imbiancare, veniva impiegata nei campi per preparare la poltiglia bordolese mischiandola col solfato di rame, oppure schietta per pitturare i tronchi degli alberi da frutto: a questo modo, come disinfettante, veniva data anco nella stalla e nel pollaio.

    e nella stalla e nel pollaio ci entra anco in altro modo: co’ mangimi per le bestie (integratore alimentare).

    ma l’impiego più massiccio in agricoltura credo sia nella fertilizzazione dei terreni: qui il carbonato di calcio e la calce entrino come ammendanti e correttivi, migliorando nel contempo l’efficienza (biodisponibilità) dei concimi.

    come ammendanti per migliora’ la struttura fisica, la tessitura del terreno, rendendolo ad esempio più drenante.

    come correttivi per corregge’ in particolare l’acidità del terreno: la maggior parte delle colture abbisogna infatti di un pH grossomodo neutro, ma il concorso di fattori naturali (tipologia del suolo e dilavamento), ambientali (inquinamento delle falde, piogge acide) ed errate pratiche agronomiche (sbilanciata o eccessiva concimazione) porta ad una eccessiva acidificazione dei terreni dimolto nociva allo sviluppo delle colture.

    la calcitazione (liming) è allora la somministrazione di calce o di carbonato di calcio ai terreni per neutralizzare la reazione acida di un terreno assicurando quelle condizioni fisico-chimiche ottimali per una corretta nutrizione delle colture.
    le dosi indicative, in relazione alla tessitura del terreno (da sabbioso a argilloso), vanno da 1,5 a 3 tonnellate/ettaro per la calce e circa il doppio per il carbonato di calcio.
    l’uso della calce è preferito (non credo in agricoltura biologica) per la maggiore rapidità ed efficenza.

    al di fuori dell’agricoltura la calcitazione (liming) viene praticata anche in foreste e laghi dove le piogge acide abbino apportato danni sensibili a flora e fauna.

    altro forte campo d’impiego in via d’espansione è quello del trattamento dell’acqua, della depurazione delle acque reflue e del trattamento dei fanghi… come del filtraggio dei fumi industriali, degli inceneritori e delle centrali elettriche a carbone, per neutralizzare le emissioni di biossido di zolfo ( > piogge acide)… e nella reazione si produce: gesso! :woohoo:

    alla prossima.

    #24874
    Luca
    Partecipante

    prima di passare ad altro una piccola questione riguardo le possibili alternative ecologiche all’impiego del carbonato di calcio nella desulfurazione dei fumi in particolare delle centrali termoelettriche:

    …Si tratta di scegliere; o meglio si tratta di ragionare per poter rispondere con scienza e coscienza alla seconda domanda di premessa. Vale a dire che si deve e si può trovare la mediazione possibile tra le ragioni dell’economia e quelle dell’ecologia. Non è ammissibile e non è logico né economico continuare ad usare la paleotecnica – i vecchi metodi di produzione – quando la neotecnica può offrire alternative meno impattanti e distruttive ed anche meno dispendiose.
    Anche in questo caso, per fare un esempio concreto, limitiamoci a considerazioni relative all’uso del carbonato di calcio per le centrali che ancora bruciano carbone e olio combustibile per produrre energia.
    Il carbonato di calcio in polvere viene utilizzato in massicce quantità per limitare le emissioni di SO2 (l’anidride solforosa) che altrimenti verrebbe sversata in atmosfera. Lo zolfo, presente nei fumi di combustione sotto forma, appunto, di SO2 viene in gran parte eliminato (fino all’80-90%) se filtrato con CaCO3 (il carbonato di calcio). Per tutto il tempo che impiegano per uscire dalla camera di combustione i fumi vengono in contatto con il calcare e l’ossigeno dell’aria immessa nella torre di abbattimento; possono così verificarsi delle reazioni chimiche che trasformano l’anidride solforosa in solfato di calcio, CaSO4, cioè in gesso, che viene estratto dal fondo della torre mentre i fumi, il cui contenuto di zolfo si è alquanto ridotto, sono avviati alla ciminiera della centrale termoelettrica.
    Uno dei tanti problemi che questo tipo di desolforazione presenta è che un impianto da 1000 Megawatt richiede circa 80.000-90.000 tonnellate all’anno di carbonato di calcio! E produce circa 130.000 tonnellate di gesso da smaltire (per inciso, il gesso nobile costituisce la materia prima per l’industria del cemento!).
    Sono da tener presenti, inoltre, il grande consumo d’acqua (migliaia di litri al minuto); il consumo enorme di energia per ottenere la desolforazione; gli intasamenti e la corrosione che riducono notevolmente l’affidabilità complessiva dell’impianto e ne innalzano il costo totale. Ed ancora: buona parte del gesso prodotto va conferito in discarica, solo in piccola parte ha usi industriali e può essere rivenduto alle imprese del settore edie…
    Tutto ciò induce a ritenere che l’uso massiccio del carbonato di calcio (marmo bianco polverizzato delle nostre Apuane) per le megacentrali termoelettriche non possa costituire la sola e definitiva soluzione del problema della desolforazione; e che sia da ricercare e trovare l’alternativa.
    La pensa in questo modo anche il Prof. Maurizio Caselli, docente di Chimica Analitica Strumentale e Chimica dell’Ambiente presso l’Università di Bari, uno dei massimi esperti di inquinamento atmosferico.
    Egli sostiene che, invece di distruggere le montagne per attivare il metodo detto a calcare/gesso il quale, come già descritto, comporta pesanti problemi d’impatto ambientale e paesaggistico, è possibile utilizzare un metodo catalitico meno invasivo, ricorrendo cioè al pentossido di vanadio per trasformare l’anidride solforosa in anidride solforica. Quest’ultima non deve essere ovviamente immessa in atmosfera ma deve essere prima trasformata a sua volta in acido solforico che ha molti e importanti impieghi industriali ed è un grande business per chi lo produce…
    Per desolforare i fumi in modo più economico e con meno danni per l’ambiente, quindi, il Prof. Caselli sostiene che al posto del carbonato di calcio possono essere anche utilizzati, quali reagenti, l’ossido di calcio, il carbonato di sodio e l’ossido di magnesio, che si trovano sul mercato delle materie prime-seconde a prezzi interessanti.
    In questo modo le nostre Apuane sarebbero quanto meno e molto meno depredate, capitozzate e immiserite per l’attuale spropositato business del carbonato di calcio che, sia chiaro, deve e dovrà derivare soltanto dai detriti della escavazione-lavorazione contingentata dei blocchi di marmo.

    Carrara, 12 ottobre 2010 ITALIA NOSTRA Sezione Apuo-Lunense

    ora, non sono un professore di chimica… ma abbiamo visto che l’ossido di calcio non è che la calce, uguale carbonato di calcio cotto…
    e leggo che il carbonato di sodio si ottiene col metodo Solvay facendo reagire carbonato di calcio e sale marino

    insomma in questi casi si ricorrerebbe comunque al carbonato di calcio
    qualcuno mi sà spiegare allora come funziona questa alternativa ecologica al carbonato di calcio ?!? :huh: :unsure:

    #24881
    alberto
    Partecipante

    Tecnicamente non te lo so spiegare. Ma certamente bisognerà trovare una soluzione, un’alternativa.
    Come bisognerà trovarla per tante altre problematiche ambientali.
    Non si può continuare a distruggere e ad inquinare.
    Di Terra ce ne hanno dato una sola e non credo sia ripetibile.
    Bisogna pensare anche alle generazioni future. Saranno poi loro a subire le maggiori conseguenze di quello che noi facciamo oggi.
    Anche se già oggi vediamo i risultati dei danni all’ambiente che si ritorgono contro di noi.
    Ma ci lasciamo scivolare tutto addosso.

    Io credo che tutti noi, bisognerebbe fare un bel passo indietro. L’economia mondiale dovrebbe andare di pari passo con il rispetto ambientale e della salute degli uomini.
    Però mi rendo anche conto che questo è una cosa ben dura da realizzare. Se non impossibile, visto di che pasta siamo fatti. Visto l’egoismo di cui siamo impegnati.
    I SOLDI, il POTERE e le COMODITA’ prima di tutto purtroppo.

    Dopo questi discorsi da bar, dove in definitiva non ho detto nulla :S . Ti saluto

    #24884
    Luca
    Partecipante
    [quote=”bonatti”]…Io credo che tutti noi, bisognerebbe fare un bel passo indietro. L’economia mondiale dovrebbe andare di pari passo con il rispetto ambientale e della salute degli uomini…[/quote]

    e allora diciamo pure che bisognerebbe fare un bel passo avanti, no? ;)

    immagino che i procedimenti alternativi suggeriti richiedano quantità inferiori, oltre che di acqua e di energia (per non parlare delle ricadute ambientali collaterali)… anche di carbonato di calcio e derivati. :huh:

    e d’altra parte si legge che il magnesio è un elemento assai abbondante in natura: in particolare in forma di dolomite o carbonato di calcio e magnesio… e di magnesite o carbonato di magnesio: sì, quella piccola quota di roccia sbriciata che solitamente l’arrampicatori portino nella saccoccia attaccata dietro al culo.
    l’ossido di magnesio in questione si ottiene per calcinazione (cottura) della magnesite.

    ma intanto abbiamo già qualche cifra: per un siffatto impianto termoelettrico 80.000-90.000 tonnellate all’anno di carbonato di calcio :woohoo:
    qualcosa in più di quello che può entrare nel tubetto del dentifricio… e per non fà discorsi campati per aria qualche altro dato l’ho trovato:

    …il detrito di marmo, gli scarti di lavorazione che alimentano i “ravaneti”, cioè le discariche minerarie delle Apuane. Il detrito viene polverizzato in carbonato di calcio e impiegato per la produzione di plastiche, gomme, pneumatici, isolanti, vernici, colle, carta, prodotti chimici, farmaceutici, cosmetici e nell’edilizia. Solo per l’abbattimento degli ossidi di zolfo nelle emissioni di una centrale elettrica a carbone da 1.000 megawatt ne servono 50.000 metri cubi all’anno; 1.500 tonnellate all’anno per il dentifricio venduto in Italia; poi una quantità’ indefinita nei mangimi e negli alimenti…

    Massa, 02 luglio 2013
    Rosalba Lepore
    Ass. Amici delle Alpi Apuane
    Salviamo le Alpi Apuane

    che aiuta a farsi un’idea un po’ più concreta delle proporzioni in questione: 1.500 tonnellate/anno di carbonato di calcio per il mercato italiano del dentifricio… contro le 80.000-90.000 tonnellate/anno per una sola centrale termoelettrica… :blink: :woohoo:
    per non parlare delle altre quote d’impiego.

    alla prossima.

    #24886
    alberto
    Partecipante

    e dai con quel DENTIFRICIO

    E lo so anchio che la rovina delle Apuane non è il dentifricio che continui a sottolineare :evil:

    La mia citazione del dentifricio era solo per ribadire quante stronzate noi uomini facciamo.

    Io insisto per “UN PASSO INDIETRO”… sarà che il mi babbo me l’ha sempre detto… :whistle:

    #24887
    Luca
    Partecipante
    [quote=”bonatti”]…E lo so anchio che la rovina delle Apuane non è il dentifricio che continui a sottolineare :evil: …[/quote]

    e ora lo so che lo sai… :evil: :laugh:

    [quote=”bonatti”]…Io insisto per “UN PASSO INDIETRO”… sarà che il mi babbo me l’ha sempre detto… :whistle:…[/quote]

    e se facessimo: UN PASSO INDIETRO e DU’ PASSI AVANTI …e un se ne parla più? :silly:
    così un si scontenta veruno e ne vene fori anco un bel balletto… :P
    che dici?

    #24894
    alebiffi86
    Partecipante

    [quote=”dok” post=26730]

    [quote=”bonatti”]…E lo so anchio che la rovina delle Apuane non è il dentifricio che continui a sottolineare :evil: …[/quote]

    e ora lo so che lo sai… :evil: :laugh:

    [quote=”bonatti”]…Io insisto per “UN PASSO INDIETRO”… sarà che il mi babbo me l’ha sempre detto… :whistle:…[/quote]

    e se facessimo: UN PASSO INDIETRO e DU’ PASSI AVANTI …e un se ne parla più? :silly:
    così un si scontenta veruno e ne vene fori anco un bel balletto… :P
    che dici?[/quote]

    ….DOC per caso qualcuno ti ha mai diagnosticato il SOC (sindrome ossessivo compulsiva)? no perchè a occhio (e io un po’ d’occhio clinico ormai ce l’ho) ne hai tutti i sintomi: la ripetitività,l’insistenza,l’attenzione maniacale per i dettagli,i rituali anancastici (come finire ogni post con “sisiziocane” ),ecc..; non farti illusioni: come tutti i disturbi psichiatrici non si cura ma se ne possono contenere egregiamente le manifestazioni.
    ti consiglio la sertralina (un inibitore della ricaptazione selettiva della serotonina),nome commerciale Zoloft..è principalmente un antidepressivo essendo che funge da serotoninergico indiretto ma possiede anche una dimostrata validità terapeutica sul SOC..e forse anche sul DOC! :P :P :P fallo per noi..ormai abbiamo la pressione delle gonadi che equivale a quella di un pneumatico da camion…poi non hai ancora risposto alla mia domanda: cosa ci fai qui???

    #24895
    Luca
    Partecipante

    che un lo vedi da te che ci faccio qui?
    e poi: che devo dare spiegazioni a te?
    :huh:

    #24896
    alebiffi86
    Partecipante

    …ma, più che spiegazioni dovresti finirla d’ infestare il forum con la maniacalità che da sempre ti contraddistingue…

    #24899
    alberto
    Partecipante

    “e se facessimo: UN PASSO INDIETRO e DU’ PASSI AVANTI …e un se ne parla più? :silly:
    così un si scontenta veruno e ne vene fori anco un bel balletto… :P
    che dici? ”

    a parte che di balli ci capisco ben poco.
    Ma se proprio c’è da fare un balletto, lo faccio con una femmina.
    E te DOKKE di femmina hai ben poco… :P

    #24900
    Luca
    Partecipante

    scusa fabrizio admin: e sarò duro, ma comincia or ora a venimmi il dubbio: ma io per davvero sto infestando il forum come borbotta al solito l’alebiffi86?!? :unsure:
    che codesto semmai sarebbe un bel problema di amministrazione, dico bene? :huh:
    e che mi devo aspettà: di esse’ bannato, bandito, esiliato? :woohoo:

    …o lasciamo borbottà l’alebiffi86? vivi e lascia vivere? B)

    però a me lulì mi pare pari pari lo stolto del detto orientale: sì, quello che ni indichi le cose e lu sta lì a fissatti il dito… :S
    … e po’ se un bastasse ti dà anco del fissato : :blink:
    sisiziocane :laugh: :laugh: :laugh:

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