Censimento lizze in provincia di Lucca

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  • Questo topic ha 21 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 6 anni, 8 mesi fa da Anonimo.
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  • #6338
    Anonimo
    Ospite

    ciao a tutti,
    ? un po’ di tempo che mi son messo in testa di prendere informazioni sulle vie di lizza apuane poste in provincia di Lucca.
    Per le lizze massesi (che sicuramente sono le pi? belle e articolate della catena) esiste gi? il bellissimo lavoro di Bradley e Medda "Le strade dimenticate".
    Per le lizze poste in provincia di Lucca (quindi Alta Versilia e Garfagnana) mi pare che non ci sia niente in giro.
    Intanto per partire credo che serva un censimento delle lizze. Ad ora mi vengono in mente solo queste:
    1. Lizze e piano inclinato in zona Acqua Bianca (Gorfigliano)
    2. Lizza dei Colonnoni e sistema di lizze delle cave storiche (Tacca Bianca, Fitta, Macchietta)
    3. Lizza del Monte Ceto
    4. Lizza dei Tavolini al Corchia
    5. Lizza in zona Mont’Alto/Sullioni (?)

    Probabilmente un sistema di lizze molto interessante doveva essere nella zona delle Voltoline, qualcosa si intravede ancora.
    Della zona di Vagli/Arnetola conoscete qualcosa? Pure l? di cave ce ne sono.
    Ve ne vengono in mente altre?

    E secondo voi dove si potrebbe cercare un po’ di documentazione su queste lizze? Ad esempio negli archivi comunali?

    ciao e grazie!

    nicola ;)

    #6339
    Guido
    Partecipante

    ciao.
    ne scende una dal corchia verso le voltoline
    sullioni stupende!!
    versante seravezza m.costa
    miniere bottino
    sotto il carchio
    versante s dell’altissimo sono tante
    canale di falcovaia
    arnetola-vandelli
    tre-fiumi valle d’arni almeno 4-5
    e poi altre, mi vengono in mente queste
    ciao

    #6340
    Anonimo
    Ospite

    grazie Guido,
    s? riguardo a Falcovaia e al versante sud dell’Altissimo le avevo raggruppate tutte nelle "Brigate Colonnoni" :P

    Riguardo a quella del Carchio, c’? una lizza che scende dal versante di Seravezza/Riomagno? Non me ne sono mica mai accorto…pensavo che venisse portato gi? dal versante Montignoso o Canevara (almeno dal libro del Medda sembra cos?).

    Grazie per le info, mi metter? alla ricerca di un po’ di storia.

    Nicola

    #6341
    Marco Lapi
    Partecipante

    Ciao Nicola, la lizza del Carchio scendeva a sinistra (destra orografica) del ravaneto. Cercher? di aiutarti nel tuo lavoro, ma le ferie incombono :woohoo: e ora come ora ho un sacco di cose da fare. :S Magari dalla seconda met? di agosto avr? un po’ pi? tempo. :whistle: Tieni presente per? che il libro di Bradley e Medda riguarda solo il territorio comunale di Massa, quindi le lizze carrarine e della Lunigiana (come quella del Balzone) restano comunque da censire. Per cui, gi? che ci sei, allargherei l’orizzonte a tutte le Apuane… meno il comune di Massa! ;) A presto :)

    Marco

    #6342
    Daniele
    Partecipante

    Mamma mia… quante ce ne sono !!!

    Manca un bel testo completo su tutte le vie di lizze delle Apuane… Nicola ci pensi te ??? B)

    #6346
    Anonimo
    Ospite

    Ciao Tula,
    eh s?, ? gi? un po’ che ho in mente un lavoro del genere…
    Certo ? difficile cominciare…intanto pensavo di sfruttare i miei "contatti familiari" per avere notizie e documenti sulle lizze e sul piano inclinato (c’era anche una piccola ferrovia) nel bacino dell’Acqua Bianca.

    Marco ha ragione: il libro di Bradley-Medda si concentra sulle lizze del comune di Massa, quindi praticamente rimarrebbe scoperta l’intera catena.
    Riguardo alla lizza del Carchio mi hai incuriosito, voglio tornare a verificare quanto prima (c’ero sabato scorso da quelle parti – abbiamo fatto Pasquilio-Altissimo – ma non mi sono accorto di nulla).
    Mi piacerebbe per ogni lizza costruire una cartina che ricostruisca (scusate la ripetizione) il suo percorso, mettere le cave che serviva, la sua estensione, il dislivello, una breve storia della lizza, una scheda con una proposta di escursione, alcune foto e la testimonianza orale (eventuale) di lizzatori che hanno lavorato su quella determinata lizza.

    B?, forse ho un po’ esagerato, ma mi piacerebbe un lavoro del genere, anche perch? sono segni e storie che inesorabilmente stanno scomparendo.

    ciao, Nicola

    #6834
    Anonimo
    Ospite

    Inseguendo le immagini di una cartolina degli anni ?50 che mi aveva incuriosito perch? non riuscivo a riferirla a nessuno dei luoghi a me noti, lo scorso novembre mi sono imbattuto in una lizza+cava di modeste dimensioni ma molto interessante. Si trova in uno di quei luoghi dove si passa centinaia di volte ma non ci si sofferma mai proprio perch? di passaggio e che, come in questo caso, possono riservare piacevoli sorprese.

    Nella cartolina si vedeva una lizza, un carico in discesa , un?importante strada asfaltata che si inoltrava in una valle stretta e incisa e sullo sfondo il profilo di alte montagne. Dopo un po? di ragionamenti, basandomi soprattutto sul profilo dei monti e sull?andamento della strada asfaltata, arrivai a individuare il luogo dove era stata scattata quella foto ma non riuscivo a far coincidere diversi particolari con quelli che mi ricordavo mentalmente. Quindi decisi di andare a verificare sul posto.

    Il luogo mi sembrava l? alta valle della Turrite Secca, nei pressi di Tre Fiumi. Arrivato sul posto alcuni elementi (come i profili dei monti sullo sfondo) e la conformazione della vallata sembravano avvolare la mia ipotesi, ma altri elementi non collimavano. Feci diverse volete in auto e poi a piedi tutto il tragitto tra la galleria di Tre Fiumi e la galleria del Cipollaio, ma non ero ancora certo della cosa. Poi studiando bene la disposizione e la forma degli edifici che si vedevano nella vecchia cartolina e l?andamento della strada asfaltata che attraversava la valle, mi convinsi: il luogo dello scatto era l?imbocco della galleria del Cipollaio sul lato garfagnino, ovvero la localit? detta Culaccio (e non ci vuol molto a capire perch?).

    Gli edifici che si vedevano nella cartolina (sembravano una trattoria e una rimessa) erano in parte ancora esistenti ma anneriti e irriconoscibili. La Lizza che si vedeva sulla sx era ancora parzialmente riconoscibile nella sua parte alta, ma in basso, dove compiva un?ampia curva e poi attraversava un ponticello era del tutto nascosta dalla vegetazione spessa e alta. La strada della foto (quella che dalla galleria del cipollaio scende verso ponte merletti) era pi? o meno come adesso, ma si stentava a riconoscerla perch? nella cartolina sembrava molto pi? luminosa e aperta. Poi i monti sullo sfondo erano proprio loro: il Sumbra e il Fiocca. Per? il luogo dello scatto attualmente era divenuto inaccessibile in quanto coperto da una fitta boscaglia che impediva completamente la vista e rendeva impossibile fare una foto con la stessa inquadratura. Comunque mi spostai un po? pi? in l? (sopra la bocca di uscita della galleria) e scattai qualche foto con inquadratura simile.

    Verificato che tutti i particolari della cartolina erano al loro posto, mi venne la curiosit? di andare a vedere da vicino la lizza che nella cartolina era ancora funzionante.

    Il ponticello che si vedeva nella cartolina esiste ancor oggi ma ? nascosto dalla vegetazione.

    Anche la lizza ? in buono stato anche se coperta di erba e con qualche tratto franato. Dopo il ponticello la lizza si porta sulla sx orografica della valle del Rio Freddone (il torrente che che poi in loc. Tre Fiumi confluisce nella Turrite Secca). Con andamento regolare e neanche troppo ripido la lizza costeggia il versante orientale del Monte dei Ronchi fino ad arrivare ad alcuni casotti a mezza costa sulle pendici orientali del monte stesso. Dopo un tratto iniziale non esposto, la lizza prende a costeggiare una parete sempre pi? verticale e dirupata, fino ad affacciarsi bruscamente su una voragine causata da una cava sottostante che ha mangiato una parte della lizza.

    Al di l? della voragine si vede la lizza ancora in buono stato. Per superare la voragine, bisogna aggirare in alto per erba e roccette passando sopra un casotto di cavatori ben costruito e molto ben conservato. Nella foto seguente si vede il casotto e sullo sfondo la valle del rio Feddone con la strada del cipollaio

    Aggirata la voragine la lizza riprende larga e pianeggiante. Nella foto seguente la voragine vista dall?altra sponda.

    Qui la via di lizza segue il bordo superiore di una parete verticale alta un centinaio di metri (il taglio di una cava sottostante).

    di l? a poco la lizza finisce sul piano caricatore. Appena pi? su si apre una piccola cava a forma di grotta con la volta sostenuta da un bel pilastro di marmo.

    Questa cava risulta quasi invisibile dalla strada del cipollaio che corre pi? in basso, perch? nascosta da una specie di sporgenza. La volta della grotta ? poi solcata da una specie di foro-guida (non so come si chiama intermini tecnici, ma presumibilmente serviva per il passaggio del filo elicoidale) che crea un bellissimo effetto plastico, come una sorta di scultura moderna (anzi molto pi? bello di tante schifezze che si vedono in giro).

    Il lato dx della grotta presenta uno scavo a livello superiore come una specie di camera accessibile attraverso un cunicolo separato e, penso, tramite scale a pioli.

    Il cunicolo che conduce allo scavo superiore ? visibile dall?esterno, e per accedervi bisogna arrampicarsi su per una ripida rampa con qualche scalino inciso e tratti di filo elicoidale molto incerto.

    Salendo la rampa (molta attenzione soprattutto con terreno bagnato) si pu? osservare da vicino la parete a dx tutta pazientemente e finemente lavorata a scalpello (forse il segno di uno scavo p? antico ? Qui ci vuole l?occhio di un esperto)

    Alla sommit? della rampa attraverso un foro ci si immette in uno stretto cunicolo che non ho potuto esplorare perch? non avevo n? lampada n? attezzatura. Per? con l?aiuto del flash ho visto un pozzo che si apre dopo pochi metri nel pavimento del cunicolo e presumibilmente immette nella camera superiore dello scavo sottostante.

    Come si vede dalla foto il pozzo ? stato protetto con qualche grosso ramo appoggiato (la cosa sembra relativamente recente). Quindi chi volesse vedere dove va finire deve fare attenzione e munirsi di corde, imbrachi e frontali.

    Infine il piano caricatore

    con una bella firma d?epoca che fa un po? da chiusura della gita e della relazione

    In merito al toponimo Culaccio volevo fare un?osservazione (che sottopongo a chi si occupa di cartografia e nomi storici ? Marco e Guido vi stanno fischiando le orecchie?): sulla cartografia regionale attuale il nome Culaccio viene riferito al monte sovrastante la galleria del Cipollaio. Guardando la conformazione fisica dei luoghi per? viene il sospetto che in origine il nome si riferisse piuttosto alla zona di sbocco della galleria del cipollaio sul lato garfagnino. Si pu? immaginare che poi col passare del tempo per estensione ? stato chiamato Culaccio anche il monte sovrastante la galleria. Ma siccome i nomi non nascono mai a caso, ? logico pensare che il nome Culaccio per quel monte ? un po? una forzatura mentre alla zona di sbocco della galleria sul lato garfagnino sta proprio a pennello. :-)

    #6840
    Marco Lapi
    Partecipante

    Ciao Roberto, come va? Mi sento doppiamente chiamato in causa, non solo per il toponimo Culaccio ma anche per la lizza che hai ottimamente descritto. Infatti la conosco da tempo perch? l’aveva scoperta Fiorenzo e utilizzata come rampa d’accesso al costone Est per cui ? possibile salire sul Monte dei Ronchi. Non ricordo, ora cos? a memoria, il punto in cui l’abbiamo abbandonata. Dovrei riguardare gli appunti.
    Per quanto riguarda Culaccio, ? senz’altro come dici tu. Se ben ricordo, anche nella vecchia cartografia IGMI il nome sembra attribuito allo sbocco della Galleria, e mi pare cos? pure nelle catastali (ma dar? un’occhiata). Per me l’attribuzione al monte sulla CTR ? dovuta solo a una trasposizione errata; tra l’altro si tratta solo della prosecuzione del crinale che scende dalla zona di Lamponeta, ancora tutto da definire quanto a toponomastica.

    Marco

    #6844
    Anonimo
    Ospite

    Ciao Marco, qui ? tutto ok e cos? spero anche per te. Io sto cominciando a tirare i remi in barca e a scaldare il motore.

    Ma la lizza e la cava della relazione hanno un nome o sono note come "lizza e cava del Culaccio" ?

    Per le sue caratteristiche e per la sua ubicazione potrebbero essere un interessante tassello del parco archeo-minerario delle apuane. Niente a confronto del sistema della Tacca Bianca, ma in piccola scala un concentrato di tutti gli ingredienti essenziali.

    Voglio poi esprimerti il rammarico per i due ultimi eventi distruttivi (uno probabilmente doloso, l’altro sicuramente gravemente colposo) che hanno colpito le Apuane e che hai segnalato sul forum.

    A presto Roberto

    #6848
    Anonimo
    Ospite

    Molto interessante, complimenti Roberto!
    Questa me la appunto.

    In quella zona (Tre fiumi, Culaccio, Campagrina), ci sono davvero molte lizze, anche di piccole dimensioni, che ho iniziato ad annotare, in molti casi sono individuabili non facilmente vista l’attivt? estrattiva che ha ne distrutte molte.

    ciao, Nicola

    ps: intanto con molta lentezza ho iniziato il lavoro di censimento lizze. Inizio con il bacino dell’Acquabianca, dove ho – per adesso – preso contatti con un ex lizzatore con il quale dovrei andare a parlare spero tra non molto.

    #6963
    Anonimo
    Ospite

    A proposito del toponimo Culaccio si veda questo documento del 1931. Si tratta della tabella oraria della tramvia che collegava la Versilia con Arni passando per il Cipollaio.

    La fermata dopo la galleria del Cipollaio sul lato di Arni era in localit? CULACCIO. Quindi come era facile immaginare il toponimo si riferisce proprio all?imbocco della galleria sul lato Garfagnino

    Questa tabella ? riportata in un bel volume a cura di A. Betti Carboncini, pubblicato nel 1984 da Editrice Trasporti su Rotaie, e il cui titolo ?
    I treni del Marmo. Ferrovie e tramvie della Versilia e delle Alpi Apuane

    Oltre che per la parte testuale, questo libro ? interessante perch? ricchissimo di foto e documenti. Lo segnalo a tutti ma in particolare a Nicolazza (che si sta occupando del trasporto dei marmi nel bacino dell?Acqua Bianca) perch? vi trover? un intero capitolo dedicato alla "Ferrovia Marmifera Nord Carrara? ovvero alla tramvia di Gramolazzo, che dalla valle dell?Acqua Bianca permetteva il trasporto dei marmi fino alla linea ferroviaria Aulla-Lucca.

    OT x Nicola: la mostra fotografica itinerante mi interessa, parliamone. La mia email ? rosirobi chiocciola interfree punto it (NB: dal 5 al 21 ottobre non posso leggere n? rispondere).

    #6964
    Anonimo
    Ospite

    Avevo caricato la tabella oraria in formato troppo piccolo e illeggibile . Ci riprovo:

    #6965
    Anonimo
    Ospite

    Spettacolare Roberto! Ma sei un pozzo di conoscenze apuane pure te come tanti altri su questo forum!
    Ti mando email nei prossimi giorni.

    Gli orari di quella tranvia mi hanno fatto venire in mente un racconto di Fosco Maraini, che negli anni ’30, prese proprio quella tranvia nel suo primo viaggio sulle Apuane…ed era seduto accanto a un signore che aveva baffi cos? lunghi che sembrava un linchetto…un trenino che come lui dice, aveva vagoni cos? piccoli che sembrava uno di quei disegnini che una volta si trovavano sulle cartine degli cioccolatini.

    ciao e grazie, nicola ;)

    ps: e per la cronaca, nella sua prima uscita sulle Apuane, Maraini – aveva 14 anni all’epoca – fece la cresta nord del Pizzo delle Saette.

    #6979
    Marco Lapi
    Partecipante

    Ciao Nicola, ciao Roberto, ciao a tutti. Grazie ai vostri nuovi interventi mi sono ricordato di controllare la carta catastale: ebbene, qui il nome Culaccio ? attribuito, almeno nella parte inferiore, all’intero promontorio a est della galleria. Il quale promontorio, nella parte alta e solo per quanto riguarda il versante est, ? indicato come Lamponeta. Il versante a ovest della galleria, dove per intendersi ci sono la lizza e la cava, ? senza nome. Ma una ricerca su Google (digitando "culaccio cipollaio") ha evidenziato che esiste una "Grotta sopra la cava del Culaccio", che digitando successivamente questo nome appare segnalata in diversi siti speleo e non. In quello dello Speleo Club Ribaldone, ad esempio, si dice che la grotta in questione ? sul Monte dei Ronchi, quindi la cava ? senz’altro quella descritta da Roberto. A questo punto direi che per Culaccio ? da intendere un’area piuttosto vasta! Non so se Guido o altri hanno scoperto qualcosa di pi?… :dry:

    Marco

    #6989
    Guido
    Partecipante

    allora, per me il Culaccio ? il Monte Culaccio. Cresta rocciosa che si stacca a N della q.1136. nella guida ho messo cos?…tra l’altro ? stato anche un mezzo casino arrivarci in cima a sta quota poi a scendere gi? a tronco fino alla galleria ? stato uno spasso…

    170. MONTE CULACCIO 979 m. ? Il Monte Culaccio ? l?estrema propaggine N che si distacca dalla q.1136 compresa tra il Colle Cipollaio ed il P.so dei Fordazzani, la salita a questa quota ? faticosa soprattutto per la mancanza di un itinerario preciso, ma il panorama ? di prim?ordine; l?accesso per la cresta S presenta alcuni passaggi e costringe ad aggiramenti della cresta per evitare salti verticali, mentre quella dalla Galleria del Cipollaio si svolge per pendio boscoso seguendo tracce labili e poco evidenti.

    le cave di cui perlate sono le cave del Monte dei Ronchi, ci sono stato la domenica prima dell’incidente..bella gita cmq..il culaccio invece sa di poco, ma il panorama ? buono…:lol:

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