Cervino 150 anni di storia

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  • Questo topic ha 34 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 anni, 10 mesi fa da Anonimo.
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  • #22358
    alberto
    Partecipante

    un’altro indiscusso protagonista, la guida alpina Luigi Carrel detto Carrellino qui con la pipa in vetta al Cervino accanto alla guida Gigi Panei.
    Carellino è stato definito la più grande guida del Cervino.

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    #22360
    alberto
    Partecipante

    gli itinerarai della parete sud del Cervino. In primo piano la verticale parete del Picco Muzio.

    #22363
    alberto
    Partecipante

    non potevano certo mancare. Così nel 1983 anche Casarotto e Grassi firmano il loro nome su Pic TYndal versante sud del Cervino.

    Qui una recente ripetizione della loro via.

    #22364
    Ceragioli
    Partecipante

    Oggi al castello di Bard c’era la mostra delle foto di Bonatti e vi era anche questo reperto.gli scarponi usati per la Nord del Cervino.
    Un emozione indescrivibile.
    [url=http://postimg.org/image/5ku5d51a7/]

    #22379
    Anonimo
    Ospite

    consiglio a tutti il libro appena uscito di Paolo Paci, Nel vento e nel ghiaccio!!!! una bellissima analisi sia sulla storia del cervino che sulla sua brandizzazione

    #22382
    Anonimo
    Ospite

    [quote=”bonatti” post=24705]naturalmente non possono mancare i due grandi sfidanti alla conquista della Gran Becca:

    l’inglese Edward Whymper e l’italiano Jean Antoine carrel.

    [/quote]

    Proprio in questi giorni è uscito un libro di Messner sulla conquista del Cervino e sul dualismo Whimper /Carrel

    http://www.stella-alpina.com/prodotti/19915/index.php

    #22392
    alberto
    Partecipante

    nell’inverno del 1994 la francesce Catherine Destivelle ripete in solitaria la via Bonatti alla nord.
    E’ la seconda solitaria invernale !!!

    a dimostrazione che non è brava solo su roccia ma è un’arrampicatrice e alpinista completa.

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    #22394
    Anonimo
    Ospite
    #22398
    Anonimo
    Ospite

    tra le ardite imprese alpinistiche avvenute sul cervino vi riporto anche quella di un personaggio un po particolare, di cui vidi un video tempo addietro e ne ho trovato un articolo di recente.
    Buona lettura:

    Tra le tante particolarità del Cervino c’è anche una seconda conquista, un secondo anniversario, ma questa volta non si tratta di Guide Alpine ma di un Gatto che 60 anni fa ha voluto conquistare la vetta della “Gran Becca”. Era il 26 luglio del 1955 quando due guide di Cervinia, i fratelli Jean e Daniele Pellissier raggiungono la vetta della montagna con i loro rispettivi clienti. Stupore dei quattro e un miagolio risuona nella maestosità della cima come un grido di “aiuto”. Minuti di silenzio ma il miagolio continua.

    Ad onor del vero già il giorno precedente Daniele aveva udito un lamento di gatto tanto che Jean – dice in patois “qui c’è un gatto che miagola”. Per tutta risposta e con carattere un po’ burbero e secco come era il ‘diavolo del Cervino’ sottolinea, sempre in patois per non farsi capire dai clienti, ”Ma dove pensi di essere… qui non si sentono le voci come Achille Compagnoni sul K2″.

    Dopo aver consumato il solito spuntino e dalla borraccia delle guide il sorso di tè e vino si inizia la discesa verso il campo base il Rifugio Oriondè. Una discesa veloce, ed eccoli ai piedi della grande montagna, il saluto ai clienti e poi via in rifugio per incontrare altri scalatori. Si perché Jean non era dei più comunicativi, non amava la pubblicità e i racconti sulla montagna li lasciava fare ad altri. Alle due del mattino, del giorno seguente, sveglia ai nuovi clienti e via di nuovo sui passi del Cervino.

    La montagna è in ottime condizioni e veloci come la brezza mattutina, o come uno stambecco scalpitante, ecco riconquistare la vetta. Stupore delle due cordate quando Jean esclama “Daniele avevi ragione c’è proprio un gatto che miagola. ”Un abbraccio con i clienti, un bacio alla croce, uno sguardo all’Infinito e il silenzio è rotto dalla voce di Jean che sa di comando” Daniele stai qui con i clienti, assicurali alla croce e io scendo verso la Furggen e la Est voglio trovare il gatto”. Bastano pochi passi per Jean per individuare in una cengia un gatto bianco e nero, infreddolito ed affamato. Un semplice gesto e l’animale intuisce l’aiuto e balza sullo stomaco della guida, che torna sui passi e in vetta rifocilla il mitico gatto con tè e biscotti. Viene poi sistemato nello zaino di Daniele, il suo vero salvatore e giù verso il rifugio Oriondè.

    Qui le sorelle Adolfina e Maria Maquignaz, gestori del rifugio, adottano temporaneamente il nuovo eroe del Cervino, mentre Jean e Daniele si preparano per un altra salita alla Becca. La voce del ritrovamento di un gatto in vetta al Cervino fa velocemente il giro delle vallate della Gran Becca. Dal rifugio Horly, sul versante svizzero, sarà la cuoca a reclamarne la proprietà a Jean. La guida ne conferma il ritrovamento ma non saprà dove sia finito.

    Un giorno il gatto muore ma eccolo riapparire, imbalsamato, a far bella vista di se, come un eroe, nella teca dell’Hotel Punta Maquignaz a Cervinia, degno di continuare la sua storia, conservato gelosamente, da Aimè Maquignaz, il Cacciatore della libertà.

    un articolo del 1983

    il gatto al rifugio

    #22401
    alberto
    Partecipante

    figlio d’arte Hervè Barmasse è un protagonista di oggi del Cervino.

    Qui mentre apre in solitaria la sua via al Cervino

    #22403
    alberto
    Partecipante

    il fuoriclasse sloveno Francek Knez. Anche lui ha voluto lasciare il segno sulla Gran Becca.

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    #22405
    alberto
    Partecipante

    i fratelli e guide alpine Arturo e Oreste Squinobal protagonisti invernali del Cervino.

    Qui sulla vetta il 23/12/1971

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    #22407
    alberto
    Partecipante

    ancora non lo sapeva ma molti anni dopo avrebbe legato il suo nome al Cervino con l’apertura della sua via più difficile al Naso di Zmutt.

    strana la vita…..

    #22409
    alberto
    Partecipante

    altro fuoriclasse, il francese Jean Marc Boiven scende dal Cervino con gli sci.

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    #22411
    alberto
    Partecipante

    i fratelli Franz e Toni Schmid con alle spalle la parete nord da loro salita per primi nel 1931 realizzando una delle grandi imprese della storia dell’alpinismo ancora oggi estremamente ambita.

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