Ciao, . . . . .mia bella.

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  • #2062
    Anonimo
    Ospite

    Tristezza

    scusatemi, se ho postato nella sezione sbagliata.

    #2063
    Guido
    Partecipante

    ? il Picco di Falcovaia, cima delle Cervaiole…
    hanno per caso fatto fuori lo zuccotto sommitale di 50 m come avevano previsto?:dry:

    #2065
    Anonimo
    Ospite

    La foto postata e di domenica 11 maggio 2008
    ed a me sembra che abbiano fatto fuori parecchie cose !

    per? nonostante l’evidente scempio, tempo fa un servizio della RAI aveva anche elogiato la presente cava, per aver mantenuto la possibilit? agli escursionisti di percorrere ancora un antico sentiero; anche se l’attraversamento avveniva tramite un passaggio su tavoloni ancorati ai tagli verticali nel marmo.
    Chiss? se sar? sempre cos? ?

    #2066
    Marco Lapi
    Partecipante

    Ciao Guido, ciao mammamia,
    ? qualche tempo che non salgo alle Cervaiole ma anche da lontano si nota benissimo l’avanzamento della cava. Comunque lo zucchetto terminale (Picco di Falcovaia) non ? del tutto sparito, anche se ormai ridotto a un dentino. C’ero salito mi pare un anno e mezzo fa e gi? la consideravo un’ascensione davvero irripetibile, data l’annunciata intenzione di procedere allo sbassamento. Poi ho pensato di tornarci ancora, sempre che sia possibile, per prendere dalla cima un sasso per ricordo, prima che lo facciano fuori del tutto…
    Ricordo bene il servizio di Linea Verde, allora condotta da Paolo Brosio, che osannava la cava e il suo attraversamento su passerelle di legno tanto temerarie da far impallidire gli storici tavoloni dell’Altissimo, il tutto contrabbandato come "sentiero CAI". Brosio, nella circostanza, ammise di essere amico di una proprietaria della cava, che intervist? praticamente "in ginocchio", come si usa dire in ambito giornalistico. E pensare che fino ad allora mi stava pure simpatico…

    Marco

    #2067
    Daniele
    Partecipante

    scusate… io ci capisco poco (leggi,parco,ambiente,permessi ecc…) ma possono fare una cosa del genere ?

    a me sembra davvero una cosa assurda…

    #2068
    Marco Lapi
    Partecipante

    Purtroppo di fatto possono, anche perch? c’? stata una trattativa con il Parco che ha ormai considerato "andato" il Picco e ha concesso lo sbassamento, sia pure con una risagomazione tipo cima che voglio proprio vedere come faranno a fare. L’accordo, risalente a un paio di anni fa se non vado errato, prevedeva una sorta di compensazione comprendente la cessione al Parco di un fabbricato da ristrutturare sul versante di Arni, oltre la galleria del Cipollaio, ma anche il ripristino del sentiero storico tra la Polla e il Vaso Tondo. Da parte mia, suggerii allora al direttore Bartelletti di considerare la possibilit? di chiedere, magari in un secondo momento, anche il ripristino dei Tavoloni. C’era infatti la possibilit? di realizzare in tutta sicurezza un bellissimo percorso storico che sarebbe andato a inserirsi nel costituendo (e poi mai costituito, nonostante i governi di segno contrario che si sono alternati) Parco Archeologico delle Apuane. Risultato: a quanto mi ? stato detto recentemente, ? grasso che cola se ripristinano il sentiero 31 interrotto alle Cervaiole, o meglio "sostituito" dalle vertiginose passerelle sul taglio di cava… Il fatto ? che il Parco sembra non avere alcun peso politico, ora sta adottando il piano ma le cave sono rimaste fuori… E la Regione non si ? capito bene cosa voglia fare… Comunque sono dell’avviso che per quanto possibile bisogna continuare a martellare con tutti i mezzi che abbiamo. Che per?, purtroppo, al momento sono ben pochi.

    Marco

    #2069
    Anonimo
    Ospite

    mammamia scritto:

    La foto postata e di domenica 11 maggio 2008
    ed a me sembra che abbiano fatto fuori parecchie cose !

    per? nonostante l’evidente scempio, tempo fa un servizio della RAI aveva anche elogiato la presente cava, per aver mantenuto la possibilit? agli escursionisti di percorrere ancora un antico sentiero; anche se l’attraversamento avveniva tramite un passaggio su tavoloni ancorati ai tagli verticali nel marmo.
    [b]Chiss? se sar? sempre cos? ?
    o forse da oggi in poi ci dovremmo attrezzarci per l’artificiale ?[/b]

    Marco di AS scritto:

    Ricordo bene il servizio di Linea Verde, allora condotta da Paolo Brosio, che osannava la cava e il suo attraversamento su passerelle di legno tanto temerarie da far impallidire gli storici tavoloni dell’Altissimo, il tutto contrabbandato come "sentiero CAI". Brosio, nella circostanza, ammise di essere amico di una proprietaria della cava, che intervist? praticamente "in ginocchio", come si usa dire in ambito giornalistico. E pensare che fino ad allora mi stava pure simpatico…
    Marco

    Marco di AS scritto:

    Da parte mia, suggerii allora al direttore Bartelletti di considerare la possibilit? di chiedere, magari in un secondo momento, anche il ripristino dei Tavoloni. C’era infatti la possibilit? di realizzare in tutta sicurezza un bellissimo percorso storico che sarebbe andato a inserirsi nel costituendo (e poi mai costituito, nonostante i governi di segno contrario che si sono alternati) Parco Archeologico delle Apuane. Risultato: a quanto mi ? stato detto recentemente, ? grasso che cola se ripristinano il sentiero 31 interrotto alle Cervaiole, o meglio "sostituito" dalle vertiginose passerelle sul taglio di cava… Il fatto ? che il Parco sembra non avere alcun peso politico, ora sta adottando il piano ma le cave sono rimaste fuori… E la Regione non si ? capito bene cosa voglia fare… Comunque sono dell’avviso che per quanto possibile bisogna continuare a martellare con tutti i mezzi che abbiamo. Che per?, purtroppo, al momento sono ben pochi.

    Marco

    Vidi anche io quella puntata di Linea Verde: appariva chiarissimo l’intento di salvare la faccia ai cavatori che addirittura avevano messo dei tavoloni per mantenere la percorribilit? de sent. 31 (?).
    Brosio ? sempre stato uno stupido, ai miei occhi.

    Il 25 Marzo 2007 il sent. era interrotto: i tavoloni finivano su una parete di marmo… visto che i cavatori intanto scavano scavano… e tutti tacciono… tacciono… tacciono… (in primis chi dovrebbe tutelare il territorio).

    Il percorso dei Tavoloni, sull’Altissimo, non verr? mai recuperato sia perch? del Parco Archeologico frega nulla a nessuno, sia perch? la lobby dei cavatori mira sempre a ripristinare la coltivazione alla Tacca Bianca: gi? sotto il Vaso Tondo, lato Nord, si sono allargati parecchio e non ci vorr? molto per fare una bella galleria fino al versante Sud dell’Altissimo.

    In tutto questo Bartelletti e soci, dietro la scusa della scarsit? di fondi, si sono dimostrati del tutto incompetenti nel gestire la situazione, promuovendo solo iniziative di ricerca storica sul marmo.

    A noi poveri tapini, che assistiamo giornalmente allo sfascio delle Apuane, non resta che affrettarci nel salire cime e percorrere sentieri destinati, molto presto, a scomparire per sempre.

    #2071
    Marco Lapi
    Partecipante

    Ciao Mirto, sono perfettamente d’accordo con le tue preoccupazioni e sono anch’io a conoscenza delle mire sulla Tacca Bianca. Per? penso sempre che anche noi poveri tapini potremmo forse fare qualcosa in pi? oltre che affrettarci a salire cime in pericolo. Siamo alla vigilia del rinnovo delle cariche del Parco e nel bel mezzo dell’adozione del Piano: facciamo in qualche modo sentire la nostra voce. Possiamo chiedere un confronto, fare un comunicato o convocare una conferenza stampa… Dobbiamo considerarci comunque un soggetto, non un branco di individui che va ognuno per conto suo e si lamenta solo al proprio interno. Cerchiamo qualche sponda anche in Regione, io forse posso dare una mano. Anche perch? entro un anno dovrebbe essere reinserita nel Piano tutta la questione delle cave e la Regione stessa dovrebbe supplire al Parco se non viene fuori un accordo. Non si tratta di fare altre manifestazioni come quella della Focolaccia, che secondo me non servono a molto, ma di acquisire finalmente un peso politico. Anche se economicamente impotenti, possiamo essere pure noi una lobby, se riusciamo a muoverci con intelligenza. E questo stesso Forum pu? essere utile in questo senso, o no?

    Marco

    #2072
    Anonimo
    Ospite

    Sono d’accordo dobbiamo fare qualcosa o almeno provarci. Siamo un bel gruppo e abbiamo tante idee in comune proviamo a fare qualcosa di importante per queste montagne che ci regalano tanti momenti unici!!

    #2073
    Guido
    Partecipante

    mi piace questo spirito di gruppo :woohoo:
    da questo dobbiamo partire per andare avanti e tentare di fare qualcosa per queste montagne. Il sent.31 ? probabilmente il pi? lungo delle Apuane, a livello delle Cervaiole ? interrotto (ultimo mio sopralluogo fine dicembre 2007 essendo responsabile della sentieristica del CAI di Pietrasanta a cui ? assegnato il sentiero), si riesce a tagliare sotto la cava e raggiungere la cava pi? bassa ma il terreno ? infido e va attrezzato, sono 100 m, ma l’henraux ha promesso di sistemarlo…da anni ormai…come del resto anche il sentiero della Tacca Bianca avrebbe bisogno di una sistemata, promessa…ma siamo ancora qui. fermi. :S
    mah… :huh:

    #2075
    Anonimo
    Ospite

    Le Apuane stanno piano piano (ma nemmeno tanto) morendo, giorno dopo giorno, coem avete giustamente detto.

    Ma penso che non si possa "combattere" questa battaglia con le armi del paesaggio, della bellezza delle montagne, ecc.
    Loro parlano di economia? E noi dobbiamo rispondere con lo stesso pane.

    Nel 1980 il bacino marmifero di Carrara contava 10.030 addetti che riuscivano a cavare 350.000 tonnellate di marmo all?anno; nel 2004 gli addetti all?escavazione, sempre in riferimento al bacino di Carrara, si erano ridotti ad 800, ma le tonnellate di marmo cavate sono state ben 1.230.000.
    Se prendiamo invece in esame l?intera catena apuana, agli inizi del ?900 gli addetti all?escavazione erano circa 14.000, mentre oggi superano di poco le 1000 unit?. La quantit? di marmo messa in commercio nell?ultimo decennio si ? attestata su un milione e mezzo di tonnellate annue, ma la distruzione ambientale ha sfiorato i quattro milioni di tonnellate annue. Una cifra spaventosa! Con il marmo estratto annualmente sarebbe possibile costruire un?autostrada Firenze-Stoccolma, con 75 milioni di lastre di un metro quadrato spesse 2 cm!

    La verit? ? che il marmo ormai si sta trasformando da risorsa ad impoverimento: l?ambiente si sta danneggiando in maniera irreparabile, l?occupazione nelle cave ? arrivata ai minimi termini e purtroppo gli infortuni o le morti in cava non sono cos? infrequenti. A Gorfigliano c?? una lapide di marmo che ricorda tutti i lavoratori del paese caduti in cava: ebbene, lo spazio per incidere i nomi sulla lapide ? quasi finito. Si sta cambiando l?orografia di queste montagne, si sta danneggiando la falda acquifera apuana (basti pensare ai frequenti intorbidamenti delle sorgenti poste solitamente sui 200-600 mslm), citt? come Carrara e Massa sono strette e soffocate dai continui passaggi di camion carichi di marmo che sfrecciano a forte velocit? per le vie cittadine (d?altronde i camionisti non sono pagati con una quota fissa, ma in base ai trasporti che riescono ad effettuare). Ma i danni sono anche economici: qualche anno fa i comuni di Massa e Carrara hanno speso 10-15 miliardi di vecchie lire per ripulire gli alvei di Frigido e Carrione invasi dalla ?marmettola?, ovvero dalla polvere di marmo…e chi ha pagato? Gli impresari del marmo o i contribuenti massesi e carrarini?

    Il Parco da parte sua non ha peso politico, ed ? molto malvisto dalle popolazioni locali. Il Parco deve offrire delle alternative al marmo, lo deve fare. Va detto che spesso ? osteggiato anche dalle comunit? locali (comuni), che a loro volta sono parecchio dipendenti dal marmo visto che ricevono parecchi soldini (spiccioli in rapporto ai guadagni…) per le concessioni degli agri marmiferi.

    La cosa che mi fa girare ancor di pi? le scatole ? che oggi non ? il marmo il vero business. Il vero affare ? la ?bonifica? dei ravaneti. Ovviamente le grandi aziende del settore si sono buttate a capofitto nell?impresa, visto che la resa ? alta: circa 70 euro per tonnellata macinata.

    Vogliamo poi parlare dei pericoli idrogeologici? Vogliamo parlare dell’alluvione di Carrara (1 morto, svariati milioni di Euro di danni) del 2003?

    Mi fermo, scusate se sono stato un po’ prolisso, ma quando si tocca questo argomento mi prendono i 5 minuti. ;)

    nicola

    p.s.: ve lo chiedo per favore: le parole sono importanti, come diceva Nanni Moretti nel film "Palombella rossa". E allora, almeno tra noi, non parliamo di "coltivazione" di marmo, perch? senn? sembra che il marmo sia una pianta che si pu? coltivare e rinascere…parliamo di cave!

    #2076
    Anonimo
    Ospite

    Ultima cosa: nel giugno 2005 ci fu una manifestazione alla Focolaccia, non so se alcuni di voi c’erano.
    Mi ricordo che tornai a casa sconsolato: c’erano i carabinieri e si arriv? vicini allo scontro (io no per carit?) con gli abitanti di Gorfigliano che nel frattempo erano saliti al Passo.

    Sembrava di assistere ad un dialogo tra sordi, perch? non riuscimmo a comunicare che le Apuane potrebbero davvero essere una risorsa economica (turismo) anche per loro, perch? non esistono oggi alternative serie al marmo, perch? c’? una cultura millenaria del marmo che ? insita nelle nostre motagne.

    Io penso che anche in questo caso, ahim?, sar? il mercato a decidere quando dovr? cessare la distruzione delle Apuane.
    ———————————————————
    Alla manifestazione seguirono molte polemiche, e pochi giorni dopo sui giornali l’allora Presidente del Parco Nardini scrisse questa lettera ai lavoratori del marmo.

    Lettera aperta di Giuseppe Nardini, Presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane ai lavoratori del marmo

    Cari lavoratori del marmo,

    non ? il parco il vostro nemico, prova ne ? il fatto che, ad oggi, in Apuane si scava ovunque e che le cave in area parco ( il 20% del totale), sono in possesso delle autorizzazioni necessarie. Anche alle Cervaiole si scava e, prima che alcuni sindacalisti iniziassero una campagna stampa contro di noi, era stato concordato con l?azienda un nuovo piano di coltivazione per permettere all?azienda ed a voi di continuare a lavorare. Non un piano alternativo a quello a cui l?azienda punta, ma un piano che avrebbe permesso di andare avanti a tutte le parti in causa, compreso al parco che da anni ? alla ricerca di regole certe e concordate nell?area posta sotto la sua tutela dettate dal piano del parco un importante strumento di programmazione che ancora non si riesce ad adottare.

    Forse non tutti sanno che questo piano, pagato con soldi pubblici, ? pronto dal 2000 e che nel 2003, esattamente il 24 maggio, la comunit? di parco ha dato il proprio parere favorevole. Comunit? di parco che tuttavia non rilascia, n? il parere sul regolamento, n? quello sull?intesa per le aree contigue, impedendo di fatto l?adozione del piano stesso, che permetterebbe immediatamente dopo di dare l?avvio al piano di sviluppo economico e sociale anche questo uno strumento pronto da anni, magari da rivedere alla luce delle nuove esigenze, ma sul quale comunque noi del parco puntiamo per dare nuove opportunit? a questo territorio.

    Nonostante i nostri ripetuti solleciti per andare avanti con l’adozione del piano del parco e permettere cos? la formulazione di eventuali osservazioni anche da parte della regione, oggi tutto ? bloccato. I motivi ufficiali di questo blocco sono a noi ufficialmente sconosciuti, trattandosi di dare un parere su un regolamento largamente condiviso e di un intesa sulle aree contigue con le province che dovrebbe riguardare alcuni aspetti marginali del piano relativi a caccia e pesca (il numero dei capi giornalieri da abbattere o da pescare ).

    Ma torniamo alla questione marmo. Scaricare su di noi l?eventualit? di licenziamenti ? inaccettabile alla luce di quanto succede nell’invidiato distretto industriale di Carrara dove il parco non d? nessun parere perch? l? le cave sono fuori dal parco.

    E? di pochi giorni fa la notizia che cento piccole imprese ridotte al collasso hanno scritto a istituzioni e sindacati, chiedendo aiuto per poter lavorare il marmo in loco, ritenendo che il monopolio di pochi sulla escavazione sia la causa del problema.

    Anche l? c?? un continuo ricorso alla cassa integrazione che interessa perfino chi produce macchinari dal marmo. Perch? allora l?attacco e la pressione su di noi?

    Non vogliamo essere il capro espiatorio delle incapacit? altrui. L?abbiamo detto e lo ribadiamo, il parco deve essere il soggetto attivo per poterci incamminare anche lungo la strada di un diverso sviluppo di questo territorio, questo nonostante risorse limitate che ci vengono messe a disposizione.

    Si ? di recente formata l?associazione rifugisti delle Apuane, famiglie che vivono e lavorano a cui noi contribuiamo alla possibilit? di avere un reddito. Non pu? essere dimenticato tutto il lavoro che abbiamo svolto e che svolgiamo, insieme alle imprese e alle associazioni (Legambiente, Slow Food), sulla valorizzazione dei prodotti tipici. Grazie a questo, migliaia di persone percorrono il nostro territorio, si fermano a mangiare e ad acquistare e contribuiscono a fornire reddito. A tutto questo, lo possiamo dire con orgoglio e soddisfazione, noi abbiamo contribuito.

    Rispetto al nostro sistema carsico (le grotte turistiche), lo stesso antro del Corchia pur tra mille difficolt? ed incomprensioni ? l? a testimonianza di un nuovo modello di sviluppo che avanza.

    Sul territorio, poi, se andiamo a vedere le importanti manifestazioni che sponsorizziamo possiamo dire che si ? chiuso da pochi giorni il solstizio d?estate con risultati positivi in termini di presenze; si ? aperto (il 17 luglio) a Levigliani amor-marmoris, una mostra d?arte con sculture che si lega e si fonde con il vostro lavoro. A Careggine in agosto, in collaborazione con la provincia (Ponti nel tempo) si svolger? la festa delle Apuane anche l? contiamo di fare arrivare gente. Nei paesi alcune botteghe, sintomo di umana presenza, riaprono. Tutto questo non conta? Siamo solo portatori di vincoli e di problemi perch? abbiamo focalizzato l?attenzione sull?intangibilit? delle vette dei monti?

    Avevamo pensato anche ad un progetto che vi coinvolgesse e al quale la propriet? della ditta ci era sembrata interessata, ma poi lo abbiamo visto minimizzare e marginalizzare dal sindacato ed amministratori. Una ?pinacoteca?, ha detto un sindacalista e addirittura una "speculazione edilizia" lo ha definito un amministratore; ed allora quale ? la nostra idea la vogliamo spiegare.

    Proprio perch? pensiamo di valorizzare il vostro lavoro in positivo abbiamo pensato di attribuire alle strade che portano a tre fiumi, quella proveniente dalla Garfagnana, quella proveniente da Massa (passo del vestito) e quella proveniente dalla Versilia lo pseudonimo di ?via dei Marmi?.

    Nel piano del parco non ancora adottato ? prevista a tre fiumi una zona D (significa zona di sviluppo); l? sono presenti anche alcune propriet? della ditta Henraux (cava delle tagliate oramai in disuso ed alcuni rustici abbandonati da anni).

    Abbiamo proposto la creazione di una societ? mista pubblico-privato tra gli enti pubblici, noi compresi, e la ditta la quale avrebbe messo i beni immobiliari (area della cava delle Tagliate e rustici in disuso) mentre la parte pubblica i soldi.

    Il titolo del progetto era "Opere di riqualificazione ambientale", avremmo potuto attingere a canali di finanziamento regionale su linee riguardanti la ecoefficienza e un primo consistente finanziamento ci era stato promesso.

    Avevamo pensato di fare un concorso di idee interamente finanziato da un istituto bancario. Si prevedeva: la ripulitura della zona dai ravaneti abbandonati tramite l?uso di mano d?opera locale (forse anche gli esuberi avrebbero potuto lavorare); la cava delle Tagliate ristrutturata ed adibita ad atelier del marmo; i rustici ristrutturati come case del parco e dati in gestione a cooperative di giovani locali.

    Questa l?idea progettuale, evidentemente insufficiente perch? non ha trovato riscontri negli amministratori; loro eletti del popolo, ma che noi abbiamo contribuito a far eleggere, ne avranno sicuramente di migliori, Se ci renderanno tutti partecipi saremo felici di valutarle.

    Ribadiamo comunque che non faremo licenziare nessuno per nostra causa, siamo figli di questa terra e all?odore della polvere di marmo siamo stati abituati fin da bambini. Voi non siete degli sconosciuti, siete nomi e volti Luigi, Carlo, Sauro, Elia che ? gi? in cassa integrazione, anche lo stesso Paolo ? un volto preoccupato che contribuiremo a rasserenare.

    Cari lavoratori i vostri nemici non siamo noi, non siamo noi ?, non siamo noi.

    #2077
    Anonimo
    Ospite

    Ciao Ragazzi dopo aver letto l’ennesima triste notizia di distruzione delle nostre Apuane, mi sono richiesto che ruolo ha il Parco? se esiste veramente il Parco? e che cosa fa il Parco?
    Io durante le mie escursioni soprattutto nella zona del Massese o assistito a discariche a cielo aperto, montagne distrutte, messaggi contro chia ama la montagna e contro le autorit? del parco, mentre passavo di li mi sono chiesto, ma questo ? un parco naturale? negli altri parchi naturali succede questo? gli altri parchi italiani versano in queste condizioni?
    Io credo che il parco abbia il compito di unire tutte le persone che abitano sulla montagna, quelle che la visitano e il compito soprattutto di salvaguardare l’ambiente, coltivando anche lo svluppo dello stesso per creare nuove opportunit? di lavoro per le persone che vivono all’interno di esso, e di far si che certi scempi naturali cessino definitivamente.
    Io suggerisco di creare un servizio fotografico che mostri tutti i disagi che si verificano all’interno del parco.
    Da qui magari puo nascere un gruppo che lavora per creare idee da sviluppare all’interno del parco.
    Paolo
    wwww.paesiapuani.it

    #2078
    Anonimo
    Ospite

    Concordo con le opinioni di tutti sul problema, ma non vedo all’orizzonte una soluzione che cerchi di tutelare l’ambiente regolamentando l’estrazione.

    Noi siamo certamente un gruppo compatto e determinato, ma qui si tratta di scalfire interessi enormi: da soli non possiamo nemmeno provare… occorrerebbe una mobilitazione generale, soprattutto da parte delle popolazioni locali.
    Le quali, in cambio del solito " tozzo di pane ", tollerano la rapina e la distruzione.

    Nel frattempo c’? chi in Regione pensa altro che ad un ridimensionamento:

    http://www.rete.toscana.it/sett/pta/terra/geologia/marmi5.htm

    L’articolo ? evidentemente di parte… non si parla minimamente degli aspetti negativi (non di poco conto, direi).

    Ad oggi l’escavazione del marmo ? sempre pi? al servizio della produzione di granulati, come ricorda Nicola.
    La storia della " bonifica " dei ravaneti ? il classico specchio per le allodole: i ravaneti fanno gola (granulati) e poi si leva il materiale che sta sopra, per prendersi quello che c’? sotto!

    ————-
    Breve digressione: il termine " coltivazione " ? usato in ambito tecnico, ? evidente che il marmo non si " coltiva " ma si estrae.
    La " coltivazione " ? azione che si attua nei confronti di tutti i lapidei.
    ————-

    #2079
    Anonimo
    Ospite

    mirto scritto:

    Breve digressione: il termine " coltivazione " ? usato in ambito tecnico, ? evidente che il marmo non si " coltiva " ma si estrae.
    La " coltivazione " ? azione che si attua nei confronti di tutti i lapidei.
    ————-

    S? Mirto hai ragione, mi son fatto prendere la mano.
    Il fatto ? che ho sentito diverse persone che sentendo parlare di "coltivazione degli agri marmiferi" si sono un po’ confuse ;)

    Se gi? non lo conoscete per trovare molte info sul tema consiglio http://www.lapietravivente.it

    p.s. che non c’entra con l’argomento: visto che anche te sei un "trenista"…mi potresti mandare via email qualche foto della porrettana? Soprattutto mi interessava quella con il cambio manuale! nicola_lazzarini@hotmail.com
    grazie!

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