Cresta NNO del Pizzo delle Saette

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  • #19689
    Anonimo
    Ospite

    Io e il mio compare siamo stati a fare la cresta NNO domenica scorsa ricavandone impressioni positive… e d’altra parte è impossibile non rimanere affascinati dai versanti settentrionali di questo monte!
    Tuttavia siamo tornati con alcune perplessità:
    Intanto l’attacco. La guida recita:
    “Attacco poco sopra al sent. (segn. 127) che ne aggira la base: dalla Foce di Mosceta (v. 142c), 40 min., non appena il sent. gira per affacciarsi sul versante N;”
    Noi siamo partiti dal Piglionico, abbiamo preso il 142 e, oltrepassata la Borra di Canala abbiamo continuato lungamente fino a quando, a nostro parere, il sentiero girava decisamente. A quel punto con brevissima ravanata boschiva ci siamo portati alla base di una cortina rocciosa che abbiamo esplorato un pò per capire dove fosse meglio attaccare. Alla fine abbiamo attaccato sulla sx (faccia a monte) in corrispondenza di uno speroncino di buona roccia. Tuttavia quello su cui siamo saliti si è rivelato uno spigolo piuttosto indefinito (di roccia sempre decente ma con molta erba) che abbiamo seguito per alcune lunghezze (soste sempre su alberelli) fino a sbucare su una sorta di cengia (tipo cenge dei partigiani in miniatura) da cui, per tracce caprine ci siamo spostati decisamente a dx andando a riprendere un filo di cresta più evidente (e qui abbiamo iniziato a trovare chiodi). Nella prima parte (4-5 lunghezze da 50) non abbiamo trovato nulla se non un singolo chiodo con moschettone (quest’ultimo abbastanza recente) forse usato per una calata non si sa bene dove (dopo il nostro passaggio non c’è più niente, peggio dei barbari!).
    La parte alta abbiamo sicuramente seguito la cresta giusta (numerosi chiodi) uscendo alla croce di Petronio.
    Qui la seconda perplessità:
    La guida parla di una paretina da superare con zig-zag. In realtà noi abbiamo seguito una traccia sulla dx per qualche decina di metri (aggirando la paretina) da cui poi, con zig-zag su terreno facile (I scarso) siamo usciti sulla cresta a brevissima distanza dalla vetta.

    Dalla vetta siamo scesi nella Pianiza e quindi siamo tornati al Piglionico.

    Quindi ricapitolando:
    1) abbiamo quasi sicuramente sbagliato attacco, probabilmente era almeno un centinaio di metri più a dx, ma non abbiamo capito dove. La guida parla di un “bel passaggio iniziale” per cui siamo anche un pò dispiaciuti di essercelo perso! Quella che abbiamo fattto noi nella parte bassa dovrebbe essere quindi una sorta di crestina secondaria. Le difficoltà sono comunque comparabili (max IV scarso)
    2) La paretina sommitale sembra piuttosto rotta e quello che abbiamo seguito noi è un percorso molto ovvio, che tuttavia differisce un pò dalla descrizione della guida, in cui sembra comunque “arrampichereccio”.
    Sullo spigolo sx della paretina abbiamo visto un chiodo ma la roccia sopra non era per niente invitante.

    Se qualcuno è in grado di scioglere i dubbi saremmo molto curiosi e grati!

    R.

    #19691
    alberto
    Partecipante

    per l’attacco non ti so dire molto. Quando l’ho fatta tanti anni fa anchio credo di avere fatto un mio percorso.
    Ricordo che venendo dal Piglionico sorpassata la parete nord quando si inizia a cambiare versante, c’è un tratto dove si interrompe il bosco e il sentiero attraversa una pietraia. Ricordo di avere risalito la pietraia portandomi all’attacco.

    Invece la parte alta dove c’è da fare la paretina a ZIG-ZAG è piuttosto evidente e ci sono anche diversi chiodi. Dalla croce Petronio percorri facilmente tutta la spalla coricata (si cammina) fin sotto alle rocce dove la cresta si impenna nuovamente in un salto verticale di un 30 di mt.
    Questo salto si supera con uno zig-zag prima destra, poi a sinistra, di nuovo a destra poi dritto fino alla cengia superiore. Chiodi anche di sosta.
    Dalla base della paretina per tracce si può traversare tutto il versante ovest e scendere.
    Dalla cengia sopra la paretina ci si sposta a destra aggirando un salto della cresta e si prende un diedro rampa che obliquo a sinistra riporta in cresta. . Oppure più facilmente ancora a destra per poi ritornare in cresta e quindi alla vetta.

    #19692
    Nico
    Partecipante

    per la parte bassa non saprei aiutarti… anche se piacerebbe molto pure a me percorrere per intero questa cresta!

    Per la parte alta invece bisogna seguire il costolone bello evidente che sale dalla croce di Petronio… è presente un chiodo infisso a zeppola con un altro chiodo alla base di una paretina molto molto rotta da salire con molta attenzione. Oltrepassato questo punto si continua per facile itinerario di cresta fino in vetta

    #22688
    Emanuele Mannocci
    Partecipante

    Ripetuta ieri con la mia compagna Francesca.
    Siamo partiti da Piglionico e abbiamo seguito il 127 fino a che non intercetta il crinale e gira sulla parete ovest (ometto sulla sinistra).
    Da li brevemente nel bosco (tracce) fino al filo di cresta con rocce e paleo che porta ad una sella erbosa. Continuando slegati, cercando il facile, ci siamo ricongiunti con la cresta alla sinistra all’altezza di un’evidente terrazzo al di sopra di una liscia parete.
    Sul terrazzo abbiamo trovato un chiodo di via alla base di una paretina…può essere l’attacco originale?
    Ci è sembrato il percorso più logico e permette di salire velocemente circa 150m di dislivello.

    Dal terrazzo abbiamo seguito il filo senza problemi sfruttando i chiodi di via e qualche nut/friend fino alla Croce di Petronio.
    Da li, evitato su canale alla sinistra il successivo salto (grossi massi in bilico), ci siamo portati all’attacco dello zig-zag. Qua la roccia l’abbiamo trovata notevolmente marcia ma la sosta è fuori dalla linea di caduta sassi e consiglio di spezzare lo zig-zag alla prima sosta, sia per sicurezza del secondo sia per l’attrito delle corde.
    Rimontati sul filo di cresta abbiamo seguito la cengia erbosa sulla destra (chiodi) fino al suo termine e per rampa sulla parete (chiodi) siamo arrivati alle roccette sommitali.

    Itinerario arrivato a 90 anni d’età che è un peccato non sia più in voga, mai difficile tecnicamente ma di grande soddisfazione per l’impegno richiesto nell’orientamento e per il notevole sviluppo.

    #22693
    alberto
    Partecipante

    Il Pizzo delle Saette è una montagna bellissima dove si può praticare un alpinismo di altri tempi e di grande respiro.
    Certamente la cresta NNO non è un itinerario alla moda ma è bene che sia così altrimenti ci spunterebbero gli spit e verebbe rovinata.

    Quando feci in solitaria invernale la via ZAPPELLI sulla nord , sono uscito per la paretina a zig-zag effettivamente la roccia non era delle migliori e dava molto da pensare.
    Ma anche la friabilità della roccia è una caratteristica che può rendere interessante un itinerario e non è una caratteristica sempre negativa perchè regala le sue particolari emozioni.

    #22706
    alberto
    Partecipante

    sul Pizzo delle Saette ci sono altri percorsi simili e di un alpinismo non tecnologico, di altri tempi.

    la breve “cresta Est”

    il più impegnativo “sperone ONO”

    la cresta del “Serpente” che può essere anche combinata con una via alla Torre Francesca, ad esempio lo spigolo Dolfi

    “Potevamo Rimanere Offesi” una via che abbiamo aperto con alcuni amici su uno sperone a sinistra della Torre Francesca

    la via “Montagna” sulla parete nord

    #22710
    Emanuele Mannocci
    Partecipante

    Ci ha affascinato molto la parete quindi sicuramente torneremo, la cresta Nord-Est dalla borra di canala sempre di Sabbadini e co. e lo sperone ONO, soprattutto il famoso traverso, ci fanno gola.

    La vostra via non la conoscevo, ho visto ora che c’è una relazione qua sul forum, proprio mentre salivo pensavo a quanti speroni e crestine disseminano il versante ovest. Invece salendo lo spigolo della Torre Francesca non si ha ben chiara la mole del pizzo.

    #22711
    Nico
    Partecipante

    Complimenti per la salita! L’ambiente del Pizzo delle Saette è veramente selvaggio e solitario! Ho un bellissimo ricordo della salita dello sperone ONO fatta assieme ad Albe e al Dottore :) gran bella salita e giornata!

    #22715
    alberto
    Partecipante

    [quote=”emannocci” post=24948]Ci ha affascinato molto la parete quindi sicuramente torneremo, la cresta Nord-Est dalla borra di canala sempre di Sabbadini e co. e lo sperone ONO, soprattutto il famoso traverso, ci fanno gola.

    La vostra via non la conoscevo, ho visto ora che c’è una relazione qua sul forum, proprio mentre salivo pensavo a quanti speroni e crestine disseminano il versante ovest. Invece salendo lo spigolo della Torre Francesca non si ha ben chiara la mole del pizzo.[/quote]

    si il Pizzo è una montagna affascinante , d’inverno poi raggiunge il massimo con mille possibilità dai canali classici alle vie di misto tutte di notevole sviluppo e impegno.

    Però sempre che sia abbia passione per la paleotraction… :laugh: Puppasedani mi sentiiiii….. :P o sei a cambià pannolini?…

    La nostra via “Potevamo Rimanere Offesi” sale uno sperone un po discontinuo, con un evidente e bel pilastro (tratto chiave), posto tra lo sperone ONO e la Torre Francesca. Per arrivare all’attacco si traversa dalla Torre Francesca.

    Quanto allo sperone ONO è una gran bella salita. Prima del traverso che a sinistra porta alla nicchia, c’è anche la bella variante diretta a destra più difficile.
    Bellissima e tosta questa via fatta in condizioni invernali.

    #22716
    alberto
    Partecipante

    [quote=”Cima” post=24949]Complimenti per la salita! L’ambiente del Pizzo delle Saette è veramente selvaggio e solitario! Ho un bellissimo ricordo della salita dello sperone ONO fatta assieme ad Albe e al Dottore :) gran bella salita e giornata![/quote]

    si bella giornata e salita fatta in velocità con il Dottore che aveva il turbo….

    #52634
    Lorenzo
    Partecipante

    Sabato con Nico abbiamo ripetuto “Potevamo rimanere offesi” …..forse prima ripetizione?
    Dalla base della torre Francesca traversare a sinistra nettamente fino a che non si incontra uno sperone roccioso con cordino (nel 97 era giallo adesso è nero 🤣🤣🤣 ) alle base in clessidra. Da qui siamo saliti verticalmente per rocce facili andando a superare un primo risalto ostico andando poi a sostare su pianta.
    Trovato il nut incastrato alla partenza del secondo tiro dove noi erroneamente abbiamo girato lo spigolo a sinistra immettendoci in un canalino misto roccia ed erba ricollegandoci poco sopra al tracciato originale. Con altri due tiri di corda (uno su roccia discontinu e l’altro su pendio eroboso) siamo arrivati alla base del tratto chiave: un bel torrione di roccia discreta, qui la via originale lo affronta da sinistra verso destra, noi parlando con Alberto (uno degli apritori) abbiamo prima scrutato le belle placche a rigole sulla destra della via originale, poi abbiamo individuato una bella fessura che da destra verso sinistra solca il torrione ricongiungendosi poco prima della sosta al tracciato originale. Ne è  venuta fuori una bella variante con arrampicata non facile sale la fessura diedro fino a che questa non sbarrata da roccia dubbia, qui abbiamo traversato a sinistra un paio di metri per andare a prendere un’altra fessura che con passaggio non banale si torna nuovamente verso destra andando a guadagnare un comodo terrazzino dove si sosta ( da attrezzare). Lungo il tiro abbiamo usato due chiodi (tolti) e friend, sosta du due chiodi (tolti) e due micro, dalla cengia basale 50 metri esatti con difficoltà intorno al VI forse qualcosa meno.  Con un altro tiro di corda molto bello di circa 30 metri si arriva in cima al pilastro. Dopodiché siamo saliti fino alla croce di Petronio e usciti per le cenge dei partigiani. Nel complesso itinerario consigliabile in ambiante super, tutte le soste sono da attrezzare ma la roccia del Pizzo è ricca di fessure ottime per chiodi e protezioni veloci.
    Purtroppo non riesco a caricare le foto.

    Vediamo se Albe ha voglia di farlo al posto mio.

    Saluti Lorenzo

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