da fritto misto apuano

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Questo argomento contiene 18 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Luca 1 settimana, 6 giorni fa.

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    Articoli
  • #27898

    Luca
    Partecipante
    [th]fritto misto apuano[/th][th]08/07/2018 22:57[/th][th]#28386[/th]

    [b]APPELLO SALVIAMO LA MONTAGNA DI MICHELANGELO

    Barga-Seravezza_[/b] A conclusione della importante Giornata di Studio, tenutasi a Barga il 23 Giugno 2018, sull’applicazione della Legge Statale n.168/2017 che disciplina i Domini Collettivi, è emersa con chiarezza tutta la potenzialità innovatrice della Legge ora vigente e dei nuovi ruoli dalla stessa demandati alle Comunità titolari dei Domini Collettivi, alle Regioni ed ai Comuni.

    Gli insigni Relatori intervenuti al Convegno, tra cui il Prof. Giorgio Pagliari dell’Università di Parma, primo firmatario della Legge, ed il Dott. Sandro Ciani, Coordinatore Nazionale per il Centro Studi dell’Università di Trento per l’ attuazione della nuova normativa, hanno rimarcato come la stessa attribuisca ai possessi collettivi la qualifica di ORDINAMENTO GIURIDICO PRIMARIO DELLE COMUNITA’ ORIGINARIE, soggetto alla Costituzione e dotato di capacità di autonormazione e gestione del patrimonio naturale,economico e sociale, considerato come comproprietà inter-generazionale.

    Conseguentemente sono state messe in evidenza tutte le implicazioni conseguenti alla nuova qualificazione dei DOMINI COLLETTIVI, che peraltro richiedono ulteriori approfondimenti in rapporto alle necessità delle diverse condizioni locali.

    Più in generale è emerso chiaro come le Comunità, così riconosciute e quindi dotate di autonomia e personalità giuridica, debbano amministrare le loro terre collettive nel rispetto della natura e del vincolo di destinazione dei beni civici, dei loro valori paesistici e ambientali, ragione per cui ne sono in qualche modo “custodi” nell’interesse della collettività originaria, ma anche in quello generale e nazionale che tali beni rivestono. Conseguentemente, le Comunità divengono responsabili della conservazione dei beni, anche per le generazioni a venire. Queste importanti responsabilità comportano un’ attenta valutazione ecologica nelle modalità stesse della gestione delle terre collettive di uso civico, anche in vista di nuovi modelli di un’economia circolare avanzata.

    In questa fase di approfondimenti e di sperimentazioni, è opportuno non determinare situazioni irrevocabili o scelte gestionali palesemente incompatibili con la qualità e funzione della proprietà collettiva. Sembrerebbe invece opportuno aprire una fase di ulteriori analisi e studi sulla legge, con l’aiuto di una Rete di tutti i soggetti che intendono dare attuazione concreta alla nuova normativa. Gli organizzatori del convegno, prendendo le mosse dalle conclusioni della giornata di studio di Barga, fanno appello al nuovo Comitato ASBUC della montagna di Seravezza, recentemente costituitosi a seguito delle elezioni del primo luglio, alle comunità frazionali del territorio interessato, all’Amministrazione Comunale di Seravezza ed al Sindaco Riccardo Tarabella, affinchè, in vista della corretta applicazione della nuova normativa nazionale, venga attuata una moratoria e sospensione cautelativa di tutte le procedure relative alla vertenza in corso.

    Allo scopo si auspica il superamento delle conflittualità interne alle collettività insediate nel territorio dell’antica Comunità della Cappella, in considerazione dell’interesse superiore della difesa e tutela del Monte Altissimo, MONTAGNA di MICHELANGELO cui deve essere riconosciuto un eccezionale valore naturale e culturale, quale patrimonio UNESCO, e bene inalienabile destinato ad essere tramandato alle future generazioni.

    Seravezza 7 Luglio 2018

    FRANCESCO FENIELLO, Presidente ASBUC BARGA

    PROF. ARCH. GIORGIO PIZZIOLO, Presidente CENTRO CERVATI Toscana

    DOTT. SILVANO ZACCONE, Consorzio IL CIGNO

    #27899

    Luca
    Partecipante
    [th]fritto misto apuano[/th][th]23/08/2018 21:43[/th][th]#28476[/th]

    Il sindaco Riccardo Tarabella ha scritto alla Regione Toscana annunciando l’impossibilità per l’ASBUC Montagna di Seravezza di dotarsi di un nuovo organismo dirigente dopo le dimissioni, nel marzo scorso, del direttivo in carica. «Si deve con rammarico comunicare che le elezioni tenutesi in data 1 luglio non hanno portato al rinnovo del Comitato di amministrazione ASBUC per mancanza tra gli eletti di persone disponibili ad accettare l’incarico», si legge nella comunicazione ufficiale che il primo cittadino ha inviato nei giorni scorsi al Presidente Enrico Rossi, all’assessore regionale agli usi civici Marco Remaschi e al suo ufficio di riferimento nonché all’Avvocatura della Regione Toscana.

    Nella sua qualità di soggetto gestore ASBUC – funzione assunta il 10 aprile scorso dopo le dimissioni in blocco del direttivo – il Comune di Seravezza ha espletato nell’arco degli ultimi cinquanta giorni e in quattro diverse riunioni tutti i necessari passaggi per verificare la possibilità di giungere alla costituzione del nuovo consiglio di amministrazione. Prendendo atto dell’immediata rinuncia all’incarico da parte dei cinque utenti più votati nelle consultazioni del 1° luglio, il Comune ha convocato in successione tutti gli altri utenti risultati eletti, in ordine di elezione e fino ad esaurimento della lista: tutti i convocati hanno rassegnato le dimissioni. Soltanto due di essi hanno manifestato la disponibilità ad accettare l’incarico, numero però non sufficiente nemmeno ad integrare il nuovo direttivo nella maggioranza dei componenti previsti (tre su cinque). Sarà adesso la Regione Toscana a decidere modalità e tempi dei prossimi passaggi formali.

    Da Roma intanto ancora nessuna comunicazione riguardo alla causa che vede contrapposti ASBUC, Comune e società Henraux sui confini tra le proprietà private e quelle del demanio collettivo. Nell’ultima udienza del 9 maggio scorso il Commissario per la liquidazione degli usi civici, preso atto del mancato accordo tra le parti, aveva deciso di trattenere in decisione la causa concedendo alle parti sessanta giorni di tempo per le memorie conclusive e venti giorni per le repliche. Le tempistiche indicate lasciavano immaginare che la sentenza potesse arrivare entro il mese di luglio.

    #27903

    Luca
    Partecipante

    Gli Usi Civici vanno percepiti come opportunità economica, qualità di vita e ritorno al controllo del territorio

    Caro Giuseppe, colgo l’occasione per ringraziare Baldino delle parole che ci ha inviato. Domenica ero a Terrinca per quell’incontro – festa. Sono stato colpito dalla quantità di persone partecipanti. Avevo voglia di dire qualcosa anch’io. Non l’ho fatto perché non mi sembrava il momento. Volevo soprattutto portare un sincero abbraccio dal paese vostro “dirimpettaio”. Lo faccio adesso. Mi ha colpito anche l’acuto intervento, e breve, di Alfredo Lazzeri, della cui argomentazione isolo il concetto di “fare sistema”. Ebbene il primo in ordine di importanza è il sistema “paese” nel senso di comunità attiva e operante. Poi sistema fra paesi, e reticolarsi con l’esterno. In questo senso il mio Paese Basati e Terrrinca possono avere molto in comune. Credo che ogni paese debba necessariamente trovare i propri vettori e che per i paesi della montagna questo collante propulsivo possa essere l’ASBUC.Ti dirò inoltre che il giro di boa, nella direzione di una crescita, passa necessariamente dall’economia. Sarò più chiaro: se i nostri paesi non ritorneranno a produrre reddito, se i nostri giovani o meno giovani si troveranno di fronte solo un oceano di pensionati, i nostri paesi saranno condannati, destinati all’estinzione. Qui da noi, francamente il messaggio non è ancora passato. Gli Usi Civici non sono ancora “percepiti”: troppo pessimismo, isolamento, delusione hanno murato cuori e menti. Solo scavando, lottando e perseverando possiamo aprire brecce, offrire speranza, indicare cambiamenti. Adesso che la regione Toscana sembra abbia accettato di rispettare la legge, quella del 1927 sul Riordino delle Proprietà Collettive e gli Usi civici, unica nel suo genere e prodotta in tempi non sovversivi come quelli del primo decennio fascista, è indubbiamente una vittoria di TUTTI, perché si riverberà su tutti compresi anche quelli che vivono nell’area versiliese pedemontana. Il fatto che si RICONOSCA che parte del territorio, non gravato da contenziosi giuridici, per adesso 1,54 KMQ faccia parte del demanio collettivo è un enorme risultato per noi e per voi. Saranno adesso gli altri oppositori, in primo luogo la Ditta Henraux a DOVER DIMOSTRARE che i loro contratti di acquisto sono legittimi , perché ADESSO la loro “proprietà” si snoda a macchia di leopardo FRA I DEMANI COLLETTIVI. Ma mi spingerò anche più in là: alla luce delle ultime informazione sul gigante del lapideo, siamo sempre convinti che il gioco valga la candela? Che la sanità della filiera sia garantita da questi imprenditori? E che il terreno su cui scavano o vorrebbero scavare sia di loro proprietà? Non vedo assolutamente utopico pensare ad una nuova gestione, vera coltura dell’estrazione del marmo, compatibile e sostenibile, di cui l’ASBUC sia la matrice. Ovviamente non penso che si tratti di meccanismi automatici e che la prospettiva suddetta sia dietro l’angolo. Ma adesso C’E’. Credo Baldino, che anche per voi che così tenacemente ci avete spronato, qualcosa di buono possa venire: se non altro per la proprietà transitiva in quanto l’indagine del 1988 quella Corfini, Bartellletti, Pizziolo spaziava dallo stazzemese alla montagna di Seravezza. Appurata l’esistenza degli Usi Civici in un comune, anche nell’altro per contiguità storica se ne evince l’esistenza.Un saluto affettuoso a Voi e al neonato punto di incontro de “Le Tanacce”

    Prof. Pietro Conti- addì 23.11.2010

    Responsabile Comitato Usi Civici della Montagna Seravezzina

    #51147

    Luca
    Partecipante
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