Endemismi Apuani: Filum Helicoydalium

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  • Questo topic ha 19 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni, 6 mesi fa da Anonimo.
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  • #13484
    Anonimo
    Ospite

    All’occhio dell’osservatore attento le apuane riservano a volte scoperte sconcertanti. Girovagando per le nostre montagne, di recente mi sono imbattuto in una specie sconosciuta che ha la singolare caratteristica di colonizzare le vecchie cave e di svilupparsi in prossimit? di bacini marmiferi dismessi.

    Si tratta di un arbusto perenne privo di foglie e di colore ferruginoso, resistente alla torsione e alla compressione ma non rigido. Spesso si trova in profondi canaloni detritici, strappato e aggrovigliato a formare grandi rotoli o ammassi informi. Le specie con cui di solito si trova associato sono i vecchi copertoni, le latte ammaccate o le taniche dismesse, ma anche grandi macchinari in decomposizione nei macereti a cielo aperto. Si pu? sicuramente considerare una specie endemica non classificata bench?, nel secolo scorso, fosse probabilmente ben nota ed utilizzata a vario titolo dagli operatori del settore (cavatori).

    In questa prima foto (versante ovest dell’Altissimo) si vedono alcuni esemplari di questo singolare arbusto saldamente ancorati ad una bancata di marmo. Si noti la competizione con i ciuffi di "paleo", tipica erba delle praterie apuane che ha la stessa predilezione per i luoghi dirupati e le rocce frantumate.

    Essendo una specie non censita non esiste per essa un nome scientifico ufficiale. Per colmare tale lacuna propongo di chiamarla "Filum Helicoydalium Apuani Marmoris". Nelle foto seguenti altre curiose emergenze di questa specie:

    Come si pu? notare il Filum Helicoydalium ha la caratteristica di assumere le fogge pi? strane e di presentarsi in forme aggregative sempre diverse e sorprendenti. Mi preme segnalare questa scoperta a tutti coloro che hanno a cuore la tutela delle specie endemiche apuane (in primis gli amministratori dell’ente parco) affinch? mettano in campo delle iniziative per presevare questa rara e fragile specie la cui sopravvivenza ? messa ogni giorno a rischio dagli agenti atmosferici e dall’avanzare dei metodi di escavazione moderni. :)

    #13485
    Anonimo
    Ospite

    bergame scritto:
    [quote]
    Per un attimo m’e’ sembrato davvero una pianta, chiamata elicoidalis perch? ricordava il filo metallico…!!:laugh:

    Vedo anche che il raro endemismo rallenta l’erosione naturale delle Apuane (esemplare il secondo piano)..

    Se la segnaliamo al comitato scientifico di cui si avvale l’ente parco, magari progettano di trapiantare un po’ di esemplari in posti sfortunati dove questo endemismo manca. Che so’ la Pania della croce ad esempio. In maniera simile a come hanno fatto con l’abete che stanno rentroducendo a Fociomboli, dove i faggi e il prato evidentemente ci stanno male.

    #13486
    nonno
    Partecipante

    per chi fosse veramente interessato a fotografare senza raccogliere per non toglierlo dal suo abitat naturale,il Filum Helicoydalium,nasce in quantit? e in svariate forme e dimensioni nel versante sud-est del m. Sagro e s’incontra facilmente anche solo facendo il sentiero 38 che da colonnata va a vinca. credo che passer? questa scoperta a dei miei amici botanici al fine di far catalogare questo endemismo nei registri nazionali.GRANDE BERGAME;)

    #13487
    alberto
    Partecipante

    queste son tutte specie rare……super protette dall’Ente Parco che con le sue guardie e funzionari vigila attentamente contro chi vorrebbe distruggere queste creazioni della natura….

    #13489
    Anonimo
    Ospite

    questa si che ? natura….

    #13490
    guido
    Partecipante

    suvvia, mi porter? un tronchesino per portarmi un p? di queste piante rare a casa…
    devono stare a sole o no? sentono il freddo? acqua poca o tanta???

    #13493
    alberto
    Partecipante

    guido scritto:

    suvvia, mi porter? un tronchesino per portarmi un p? di queste piante rare a casa…
    devono stare a sole o no? sentono il freddo? acqua poca o tanta???

    io se fossi in te ne raccoglierei qualcuna e le porterei in dono al Sig. Presidente dell’Ente Parco.
    Forse lui non ? a conoscenza che sui nostri monti ci sono queste rarit?….

    Cos? le mette sulla sua scrivania

    #13494
    Anonimo
    Ospite

    Mi spiace ma devo redarguire alcuni forumisti poco rispettosi dell?ambiente:

    sulle Apuane e alle Apuane si possono tranquillamente fare parecchie cose: sventrare , demolire, distruggere , sbudellare, spianare, traforare, svuotare, spolpare, abbassare, annichilire, alterare, mortificare, devastare, sbancare, triturare, macinare, liquefare, micronizzare, compattare, inquinare, avvelenare, sversare, percolare, cementare, affogare di detriti …
    ma le specie rare ed endemiche non si possono toccare, tantomeno recidere per farne omaggio al presidente del parco o alla morosa che forse non gradirebbe neanche tanto :angry:

    Per la cura del Filum consiglio poca acqua e di tanto in tanto, magari per le occasioni importanti, una spruzzatina di acido muriatico . Al concime ci pensa l?ente parco :P

    Qualche altro esemplare ben sviluppato e compenetrato nell?ambiente

    #13497
    guido
    Partecipante

    questi so esattamente anche dove si trovano, al Colle Rondinaio all’uscita della Lizza dei Tavolini…:sick:

    #13499
    alberto
    Partecipante

    hai ragione Bergame. Chiedo umilmente scusa:blush:

    guai a toccare certe rarit? in via di estinzione.

    allora al Sig. Presidente mandiamogli le foto. Sicuramente gli far? piacere riceverle.

    Anche perch? lui ? certamente molto impegnato a difendere la salute delle apuane e di chi le abita, dagli abusi dei non amanti della natura e non ha certamente tempo e mezzi per poter andare sul posto a godersi certe rarit?…..

    #13502
    Anonimo
    Ospite

    Vi segnalo l"orto botanico" della vetta del Carchio (tra l’altro di facile accesso)….l? oltre alla specie in ogetto si possono apprezzare molte altre qualit? di piante endemiche apuane ben curate e protette…praticamente indistruttibili (per? anche le croci di vetta…uhm).

    #13503
    Anonimo
    Ospite

    E no cari amici,di una cosa vi sbagliate,non sono affatto piante rare vista la loro diffusione!E poi non tenete conto del MICROCLIMA locale,molto favorevole a tali eventi!Ma andando fuori OT,ma la bandiera francese sulla croce della Pania che ci st? af

    #13514
    Marco di AS
    Partecipante

    Bandiera francese sulla Pania? Non ? che nel frattempo sia diventata una exclave della Corsica, svenduta ai cugini d’Oltralpe (come fece appunto il Banco di San Giorgio con l’isola dirimpettaia) per far fronte al debito pubblico? :huh:
    Comunque mi associo al plauso: GRANDE BERGAME!!! :) :) :) e ricordo che c’era in ballo un incontro per parlare dei problemi ambientali. Personalmente mi sa che prima di febbraio per me sar? impossibile, ma non lo cancello certo dall’agenda…

    Marco

    #13518
    Anonimo
    Ospite

    Mettendo da parte per un momento l’ironia voglio spendere qualche parola per coloro che quei fili arrugginiti li hanno faticosamente piantati in buchi scavati (magari a suon di scalpello) in condizioni estreme e luoghi incredibili. A percorrere in lungo e in largo le Apuane si rimane ammutoliti a vedere fin dove si sono spinti i cavatori con i loro attrezzi rudimentali, e non si pu? non pensare a quanta fatica, sudore (e sovente sangue) sono stati versati sui questi monti. Quindi massimo rispetto per chi faceva questa vita per portare a casa la pagnotta in un?epoca in cui il problema ambientale non era ancora un’emergenza.

    Al giorno d’oggi, invece, nessun riguardo meritano quei pochi approfittatori (non li chiamo imprenditori perch? non se lo meritano) che, con potenti mezzi tecnologici e nessun rispetto per l’ecosistema e la morfologia della montagna, accumulano profitti devastando e depredando beni che appartengono a tutti come risorse naturali e paesaggio.

    Sulle possibilit? di fare qualcosa per la tutela ambientale delle Apuane sono scettico. Gli amministratori locali e gli enti pubblici sono spesso sponsorizzati dai potentati economici capaci di far eleggere e dare incarichi di rilievo a persone di loro fiducia. Poi anche chi parte con i migliori propositi finisce per sacrificare la tutela ambientale al ricatto del PIL e del posto di lavoro.

    Per avere la soddisfazione di non veder pi? la faccia di … gomma del Berlusca (sperando che non sia solo una sparizione strategica) siamo dovuti arrivare sull?orlo del fallimento statale. Per vedere un cambiamento di politica ambientale per le apuane ho paura che si dovr? arrivare a qualcosa di altrettanto tragico: una montagna implosa su s? stessa o qualche cataclisma ambientale di fronte a cui nessuno potr? far finta di non vedere. Da noi le cose funzionano cos?: per far s? che le cose cambino bisogna che ci scappi il morto :-(

    #13527
    alberto
    Partecipante

    Oggi con altri 4 amici siamo stati a fare il giro dell’Altissimo con il Sentiero del Vaso Tondo, che gi? avevo fatto parecchi anni fa e ieri con la Sabri il giro Castagnolo -Mandriola scendendo in parte per la lizza.
    Quindi mi associo a Bergame per il massimo rispetto dei vecchi cavatori . Si rimane strabiliati a vedere quello che erano capaci di fare con i mezzi di allora e per i rischi altissimi che si prendevano per un misero pezzo di pane.
    Pensare a quando calavano i blocchi gi? per le vie di lizza ? una cosa che fa venire i brividi.
    Pensare con che maestria hanno costruito le vie di lizza.
    Oggi si fanno ponti in cemento armato e la prima piena li porta via. Quelli dei romani sono li da secoli.

    Quello per? che non accetto e che mi fa veramente incazzare ? vedere il pattume che viene lasciato abbandonato nelle cave e non parlo di quelle antiche ma cave sfruttate fino a poco tempo fa dove arrivano le strade di arroccamento. Da tutte le parti in cui ti giri vedi materiali abbandonati: tubi, cavi, bidoni, cisterne, copertoni, macchinari, ect. Tutto lasciato li o buttato gi? per i canaloni a marcire e a inquinare, ad AVVELENARE il territorio.

    TANTO CHE TE FREGA MICA E’ CASA TUA!!!

    Quello che mi domando e che mi lascia sconcertato ?: ma le autorit?, il PARCO, LA MAGISTRATURA, I COMUNI, LA PROCINCIA, LA REGIONE, LE GUARDIE FORESTALI, DOVE SONO????

    Possibile che LORO non sappiano queste cose? Possibile che non possano intervenire e obbligare a fare pulire a ripristinare a bonificare .

    Se il PARCO non pu? intervenire perch? non ha il potere potrebbe almeno denunciare questo stato di cose che ? sotto gli occhi di tutti. Almeno di quelli che non hanno gli occhi foderati di prosciutto.
    Ed invece…….come ho letto mi sembra sul sito del Parco, il SIG. PRESIDENTE si lamenta perch? sembra che su certi siti, forse anche questo, si farebbero accuse del tutto ingiuste. Perch? non si riconoscono i traguardi raggiunti dal parco.
    I mufloni sono aumentati, c’? l’aquila e la mortadella nostrale ? sempre pi? conosciuta….
    Bene tutto giusto ci vuole anche la pubblicit? al biroldo.
    Ma il territorio? La salvaguardia del territorio? La salvaguardia del bene pubblico perch? il territorio ? un bene pubblico ? una nostra RICCHEZZA.
    Si una una RICCHEZZA.
    Il nostro territorio ce lo invidiano tutti in tutto il mondo.
    In Versilia abbiamo il mare, la collina, il lago, la montagna. Cosa facciamo?? Lo deprediamo.
    Non so se mi viene da ridere o da piangere a leggere certe cose.

    Si sfrutta si depreda , si porta via il pi? possibile, con il minoro costo possibile e poi si abbandona tutto in uno squallore , in una sporcizia che ha del VERGOGNOSO, inquinando la terra e le acque del nostro, RIPETO NOSTRO!!! territorio .

    Spero che questa crisi ci faccia riflettere, che bisogna ritornare a credere in certi valori e non nella sola legge del PIL.

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