Il buono il rotto e il cattivo

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  • Questo topic ha 31 risposte, 5 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 anni, 6 mesi fa da Anonimo.
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  • #19655
    alberto
    Partecipante

    Silvia non concordi con me. Comprendo che la mia dichiarazione possa lasciare perplessi e che tu non la condivida, ma forse non sai fino in fondo quanto mi sono speso con gli autori di questa chiodatura che non mi trova certo d’accordo.

    Ognuno è libero di aprire vie nuove secondo il proprio stile ma senza dubbio prima di farlo bisognerebbe almeno informarsi: su quanto già è stato fatto, sulla storia alpinistica della parete e sullo stile di apertura dei vari itinerari. Questa però è un’opinione del tutto mia che molti non condividono. Anzi criticano! Qui al Corchia, informarsi, è abbastanza facile. Più o meno si sa chi sono gli autori dei vari itinerari e poterli contattare è abbastanza semplice.
    Se poi sulla roccia già ci sono dei vecchi chiodi, qui ci sono, è evidente che qualcuno li aveva messi.

    Sono stato spesso accusato di essere polemico e intransigente nell’esprimere il mio modo di vedere l’alpinismo e l’arrampicata. Io rispondo che in tanti anni di attività ho maturato il senso del “rispetto” del rispetto storico. Del rispetto di chi è passato prima e ha scritto la sua storia, il suo modo di concepire la scalata sulla parete.
    Anche io ho fatto i miei errori. Ma gli anni passano , le esperienze aumentano, ci si confronta con altre mentalità e si matura una coscienza etica di rispetto: di uno stile, di una storia, di chi è passato prima di noi con le sue paure le sue debolezze e il suo coraggio.
    Di rispetto di alcune regole, non scritte ma che comunque ci sono, che ci devono essere per non cancellare tutto. Per non trasformare la montagna in una minestra preconfezionata in cui pur cambiando gli ingredienti, il sapore resta sempre lo stesso. Perché alpinismo non vuol dire solo ciapa e tira.

    Pertanto quello da me scritto, con il quale ti trovi in disaccordo, non è certo un voler avallare quanto fatto, ma solo un modo diverso di affrontare il problema. Se posso dare una piccola giustificazione posso dire che non erano a conoscenza dell’esistenza delle Vendetta di Montezuma e che l’arco, loro obbiettivo era già stato salito. Cosa che poi hanno dedotto trovando il…..misterioso (per loro)…. spit.
    In questo caso per il ricordo che mi lega a Giorgio, pur prendendo una forte posizione sull’ apertura di questa…..” nuova… via” …nel ribadire come stavano i fatti storici, ho cercato di farlo senza fare polemica. Mi è sembrato “più rispettoso” nei confronti di un amico che non c’è più.
    Cercando un punto d’incontro, invitando ad una riflessione , ad un ripensamento soprattutto nel rispetto di chi non c’è più e non può più dire la sua.
    Ripeto mi sono sentito in dovere di farlo e l’ho fatto! cercando di non alimentare polemiche che spesso e volentieri nascono in questi casi.

    Preso dalla rabbia all’ attacco della via ho anche quasi litigato con due persone, trovate li per caso che come noi si apprestavano a ripetere la nuova via e che non condividevano le mie critiche. Poi mi è anche dispiaciuto perché un mio compagno mi ha fatto notare che sono troppo polemico e che le persone le mangio, sono troppo aggressivo nel rimarcare le mie convinzioni.
    Ma io a queste cose…inutili….do una certa importanza e mi faccio prendere dai sentimenti, dall’istinto.

    Quello che posso dire, è che agli autori del “Buono il rotto e il cattivo” ho inviato molte mail, con tanto di foto del tracciato spiegandogli: che li c’era già una via, date, chi erano gli autori con tanto di nomi e cognomi e che comunque bastava chiedere. Lo spit dell’arco e gli altri sui tiri precedenti sono li a testimonianza.
    Li ho invitati a ritornare indietro sui loro passi se volevano. Comunque a rettificare la loro relazione su Toscoclimb, cosa che hanno fatto.
    Infatti adesso sulla loro relazione è stata citata la Vendetta di Montezuma dichiarando che nel tiro dell’arco si sono sovrapposti a questa e che la loro via termina sulla cengia.
    Questo è stato fatto perché il sottoscritto, dopo aver sentito il Picca e Gianluca, allora compagni di Giorgio nell’apertura, non se ne è fregato.

    Potevo anche fare di più, come sulla via Dei Ladri al Procinto. Certo potevo farlo, sono stato tentato. Ma ripeto per il ricordo che mi lega a Giorgio, pur prendendo una chiara posizione, non ho voluto prendere iniziative più forti che avrebbero alimentato polemiche, che ripeto per Giorgio ho cercato di evitare, cercando invece di ristabilire i fatti.

    #19659
    Anonimo
    Ospite

    Caro Alberto, in realtà avevo immaginato che la tua frase fosse dettata da una sorta di “diplomazia” piuttosto che da altro. Non ho il minimo dubbio sull’entità del contributo che hai dato nel ristabilire una corretta informazione sulla questione.
    Il punto del mio intervento era unicamente quello di dare un’ulteriore opinione sull’argomento (opinione – la mia – che, naturalmente, lascia il tempo che trova, ovvero poche righe in un post).

    Sono convinta che i pareri (quando espressi con toni educati – ma sia pure con fervore), e le discussioni (quando portate avanti senza boria) stimolino un confronto intellettuale costruttivo fra differenti esperienze di vita e che, dunque, arricchiscano e consolidino la stima e l’amicizia fra gli individui.
    Confrontandoci, accettiamo di metterci in discussione e con ciò gettiamo le basi per legami in grado di resistere alla pigrizia morale e all’opera demolitrice del tempo.

    #19660
    alberto
    Partecipante

    [quote=”piki” post=22692]Caro Alberto, in realtà avevo immaginato che la tua frase fosse dettata da una sorta di “diplomazia” piuttosto che da altro. Non ho il minimo dubbio sull’entità del contributo che hai dato nel ristabilire una corretta informazione sulla questione.
    Il punto del mio intervento era unicamente quello di dare un’ulteriore opinione sull’argomento (opinione – la mia – che, naturalmente, lascia il tempo che trova, ovvero poche righe in un post).

    Sono convinta che i pareri (quando espressi con toni educati – ma sia pure con fervore), e le discussioni (quando portate avanti senza boria) stimolino un confronto intellettuale costruttivo fra differenti esperienze di vita e che, dunque, arricchiscano e consolidino la stima e l’amicizia fra gli individui.
    Confrontandoci, accettiamo di metterci in discussione e con ciò gettiamo le basi per legami in grado di resistere alla pigrizia morale e all’opera demolitrice del tempo.[/quote]

    il problema è che l’auspicato “CONFRONTO” a cui giustamente ti richiami, sempre più spesso viene vanificato ancora prima di iniziare a parlare.

    Se vogliamo metterci in discussione, lo dobbiamo fare tutti. Chi la pensa in un modo non può pretendere che si metta in discussione solo chi la pensa diversamente.

    Vai a fare una salita pensando di fare una certa cosa in un certo modo e invece ti trovi davanti una filata di fix dove prima non c’erano mai stati.
    Eppure chi li a messi non si è fatto scrupolo, non ha cercato il confronto. Li ha messi e basta senza porsi problemi delle diverse opinioni. E magari anche di nascosto!

    Insomma ha messo tutti davanti al fatto compiuto. Ha deciso lui per tutti!!

    Di questi esempi in Apuane ne puoi trovare quanti nei vuoi .

    Se poi ti provi a dire qualcosa o peggio….togli. Guai a te. Sei uno stronzo egoista.

    Ora non voglio ricadere nella solita storia spit si, spit no.
    Ma rispetto si, rispetto no. Questo è ben diverso. Manca il “RISPETTO” tutti ci sentiamo in diritto di fare tutto e se non siamo in grado di farlo, facciamo di tutto per poterlo fare: non importa se si sforacchia in modo sistematico la roccia, se si cancella una storia che sta dietro ad una via.
    Guarda lo scempio che è stato fatto sulla nord – est della Pania Secca.

    Questo oggi non avviene solo in montagna, nell’alpinismo. Ma è di norma in tutta la nostra società. Infatti siamo una società in netto declino, che non ha più certi valori, certi principi etici.

    #19661
    Fabrizio
    Amministratore del forum

    In tutte queste storie mi è sembrato di aver capito che manca la voglia di CHIEDERE, IMMAGINARE, DOCUMENTARSI insomma tutto ciò che precede la scalata vera e propria e che senza di essa sarebbe solo una salita che in fondo ti lascia davvero poco!

    #19662
    Anonimo
    Ospite

    Condivido molto di quanto affermato in questi post da Bonatti e Piki. Però vorrei sapere cosa ne pensano di quelli che “all’epoca” cambiarono la chiodatura di tante vie del Procinto. Vie quasi tutte aperte in artificiale (perlomeno nei non pochi tratti più difficili). Da un giorno a l’altro crearono difficoltà obbligatorie mai viste alterando completamente “lo stile” e “l’etica” con cui erano state aperte alla faccia dei vari Simonetti, Piotti e compagnia cantando. Tutto perchè certi arroganti, sempre ad arrampicare dalla mattina alla sera, avevano acquisito la tecnica x fare un 6c o un 7a (che a livello di top climber è niente) e stare a fare i ganzoni con gli alpinisti della domenica che così patirono le pene dell’inferno. Allora nessun smartellamento? Nessuna schiodatura? Nessuna riconsegna di materiale al negozio? Non si può fare i moralisti ad intermittenza. Diamoci una regolata, capisco tante cose, ma con tutti i veri problemi che ci sono mi sembra che con queste storie si sta un pò esagerando.
    Un saluto

    #19663
    alberto
    Partecipante

    Diego di questa storia del Procinto se non ricordo male ne abbiamo già parlato. Comunque quando fu proposta la richiodatura delle vie del Procinto, furono fatte diverse riunioni, alla presenze degli apritori, ripetitori, scuole di alpinismo, soccorso alpino ect. per trovare una linea comune che potesse andare bene a tutti.

    Si formarono due gruppi:
    chi era per richiodare le soste e qualcosa lungo i tiri (vedi Dolfi-Rulli) per migliorare la sicurezza senza comunque alterare la chiodatura originale mantenendo la possibilità di passare in artificiale, come sempre si era fatto;
    chi invece voleva fare una chiodatura sportiva rendendo obbligatoria in libera la scalata.

    Dopo molte discussioni la cosa fu messa ai voti e prevalse la prima: mantenere la chiodatura originale senza stravolgere gli itinerari. Di queste discussioni ci sono addirittura i verbali.
    Ma poi in effetti ognuno fece come gli pare e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Procinto è imbrigliato di ferro: catene, spit, fix, resinati, chiodi a fessura, cordame vario e tanti itinerari sono stati stravolti nel loro tracciato storico con il risultato che se non sei un vero conoscitore, non ci capisci nulla.

    #19664
    riccardo
    Partecipante

    Vorrei aggiungere che sono d’accordo con bonatti che la società sta’ scivolando verso un oscuro baratro di mancanze generali, detto questo, bisogna dare un valore alla parola rispetto, premettendo che nn bisognerebbe mai mancare di rispetto chi c’ha preceduto, ed anche permesso di poterci divertire, ma se ci vogliamo avventurare su nuovi percorsi ad oggi bisogna fare un gran lavoro di ricerca e di informazione data la quantità di cose già aperte.
    Ma tornando al rispetto , nn può essere unilaterale , pretendiamo rispetto ma non rispettiamo chi è più ignorante di noi, quindi non sussiste il fatto di schiodare come nn dovrebbe esserci quello di chiodare senza scrupoli, senza mai dimenticare la futilità di nascita di questi argomenti…!!!!

    #19666
    alberto
    Partecipante

    [quote=”ghisone” post=22697]Vorrei aggiungere che sono d’accordo con bonatti che la società sta’ scivolando verso un oscuro baratro di mancanze generali, detto questo, bisogna dare un valore alla parola rispetto, premettendo che nn bisognerebbe mai mancare di rispetto chi c’ha preceduto, ed anche permesso di poterci divertire, ma se ci vogliamo avventurare su nuovi percorsi ad oggi bisogna fare un gran lavoro di ricerca e di informazione data la quantità di cose già aperte.
    Ma tornando al rispetto , nn può essere unilaterale , pretendiamo rispetto ma non rispettiamo chi è più ignorante di noi, quindi non sussiste il fatto di schiodare come nn dovrebbe esserci quello di chiodare senza scrupoli, senza mai dimenticare la futilità di nascita di questi argomenti…!!!![/quote]

    non ho capito cosa vuol dire:

    …”ma non rispettiamo chi è più ignorante di noi”….

    schiodare è un atto forte e certamente non bello. Ma a volte è l’unica risposta a chi ha chiodato senza porsi il dubbio se altri fossero stati d’accordo.

    Chi ha deciso di chiodare a fix le soste della Oppio. L’ ha fatto senza interpellare nessuno. Punto e basta. Ha messo tutti davanti al fatto compiuto.
    Chi a fixxato la fessura Malerba ha fatto uguale.
    E via così.

    Quindi cosa dovremmo fare? Se rispondere con una schiodatura è brutto , cosa dobbiamo fare? Ci passiamo sopra.

    Chi fa queste cose conta proprio sul fatto che gli altri magari brontolano un po’ ma poi ci passano sopra.
    Ed invece no! bisogna fargli capire che lo stile di apertura di una via va rispettato è questa la regola a cui i ripetitori, secondo me , si devono attenere.

    Anche a me piacerebbe ripetere il MURO DELLE OMBRE ma siccome non ho le qualità per farlo nello stile in cui è stato aperto, che faccio mi porto il trapano e lo fixxo tutto?

    #19668
    Alessandro Rossi
    Partecipante

    io al muro delle ombre ci vedrei bene un ascensore per andare su, altro che fix. mi sa che i fix non mi basterebbero

    #19669
    riccardo
    Partecipante

    Allora lo vedi che hai capito albe….vuol dire proprio questo, il rispetto lo dobbiamo anche a chi, purtroppo , ha delle mancanze, sai in una parete come il corchia pieno di fix, il problema, e’ un po’ futile, ma sulla nord della oppio, non si può star zitti , ma agire, e’ chiaro che il contesto influisce, e’ una possibile variabile, comunque il muro delle ombre , ho chiesto al suo apritore, ed attualmente un mio abituale socio, su salite un po’ impegnative e non solo, di andare a fare un giro x piantare un po’ meglio i pochi spit marci da 8 piantati a mano che ci sono, poi però vediamo quando….

    #19670
    Anonimo
    Ospite

    vogliamo parlare di rispetto ma poi magari non ci ricordiamo che al procinto oltre che da altre parti in apuane come già ben descritto e detto da Alberto ci troviamo di fronte a vie che cammina su altre vie preesistenti e che si definiscono “nuove vie”…tipo un esempio “lampante” che mi ha sconvolto nel mio piccolo e modesto bagaglio di vie “alpinistiche” è vento dell’ovest che rovina quasi totalmente una via classica del 1959, la “Variante dei Lucchesi” alla fessura Ceragioli. e anche per uno come me che si definisce un “principiante dell’alpinismo” viene da dire che è uno scempio trovare di queste,passatemi il termine, “Porcate”…soprattutto sul discorso del rispetto della storia della via che come dire “passa al suo fianco”…la definirei una bella e buona richiodatura in sordina.

    saluti a tutti, ciao Albè

    #19688
    alberto
    Partecipante

    [quote=”ghisone” post=22702]Allora lo vedi che hai capito albe….vuol dire proprio questo, il rispetto lo dobbiamo anche a chi, purtroppo , ha delle mancanze, sai in una parete come il corchia pieno di fix, il problema, e’ un po’ futile, ma sulla nord della oppio, non si può star zitti , ma agire, e’ chiaro che il contesto influisce, e’ una possibile variabile, comunque il muro delle ombre , ho chiesto al suo apritore, ed attualmente un mio abituale socio, su salite un po’ impegnative e non solo, di andare a fare un giro x piantare un po’ meglio i pochi spit marci da 8 piantati a mano che ci sono, poi però vediamo quando….[/quote]

    ……al Corchia il problema è futile….

    scusa ma non capisco questa tua affermazione. Ti dovresti spiegare maglio.
    Non vorrei pensare che tu voglia intendere che ci sono montagne/pareti/vie…. di serie A e altre invece di serie B.

    Quelle di serie “A” guai se si toccano. Le altre di serie “B” (Corchia) invece si possono sforacchiare a piacimento.

    Se così è, mi dispiace ma non sono d’accordo.

    Quanto al fatto di avere delle mancanze, di non conoscere la storia alpinistico-arrampicatoria di una parete posso dire che nessuno nasce imparato.
    Ma se trovi un chiodo, non c’è nato mica da se!
    Esistono le pubblicazioni, le guide, le riviste, i libri. E adesso anche internet. Esiste il passa parola tra gli arrampicatori, tra li alpinisti. Basta chiedere.
    Insomma basta avere l’umiltà e la VOGLIA!! di conoscere la storia . Alpinismo è anche cultura non solo ginnastica verticale.

    I ….” vecchi”….servono anche a questo. A raccontare le storie, che possono anche sembrare delle favole ma in verità sono storie!
    Oggi purtroppo, i vecchi, si tende a rinchiuderli perché danno noia….

    Se poi qualcuno vuol dire la sua. Bene!! ma non è richiodando una vecchia via con il trapano e magari dichiarando la nuova via che dici la tua.
    Ci sono tanti altri modi per dire qualcosa di nuovo. Ad esempio si possono fare le solitarie, le invernale, le solitarie invernali. In Apuane c’è ancora molto da fare in questo senso.

    #19693
    Anonimo
    Ospite

    Albè sono pienamente d’accordo con te…purtroppo ora si guarda altro dimenticandoci del passato in alpinismo come nella vita quotidiana…si sono persi i vecchi valori del rispetto e del rispetto del passato…ma forse la mia e la tua sono solo visioni,passami il termine, “Romantiche” dell’alpinismo che purtroppo in un mondo dove la competizione e l’agonismo tra gli individui stanno mano a mano scomparendo…stima per i “vecchi” e massimo rispetto…magari un giorno lo sarò anche io e avrò modo di regalare a qualche giovane tutta l’esperienza e la passione per questo modo di vivere(non definiamolo sport).

    #19696
    alberto
    Partecipante

    si Alessà ho una visione “romantica” dell’alpinismo e ne sono fiero. Su questo non ci sono dubbi.

    Non per nulla qui mi firmo Bonatti anche se…chiaramente, con la “b” minuscola!!! :laugh:

    comunque battute sceme a parte.

    L’ alpinismo rimane vivo se lasciamo spazio all’avventura e l’avventura la puoi trovare anche dietro casa, non è questione di serie “A” o serie “B” . Basta lasciare integri certi valori.

    #19697
    riccardo
    Partecipante

    Aggiungo anche …..meno male che ci sono i vecchi con il loro bagaglio, sono d’accordo con te Albe sul fatto che l’ignoranza non merita scuse, me esige rispetto da chi può solo informare….questa e’ la mia visione
    Non ritengo ci siano pareti di serie diverse, ritengo però è mi sembra la realtà dei fatti, che. Tanti suddetti alpinisti…abbiano adibito alcune pareti più basse a sforacchiature ammazza poesia ed alcune, solo a terreno d’avventura , sempre purtroppo data la beata ignoranza, e spesso la qualità della roccia non è la proprio la prima variabile considerata..!!!!

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