LE APUANE CHE NON VOGLIAMO

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  • Questo topic ha 81 risposte, 10 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 anni fa da ghibellino.
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  • #5399
    Anonimo
    Ospite

    Complimenti a tutti per le foto che avete postato…valgono davvero pi? di 1000 parole.

    Questa bella discussione mi ha fatto tornare in mente un articolo del giornalista Giuliano Fontani apparso 4 anni fa su "Il Tirreno" e alcuni dati che mi ero salvato (tratti, mi pare, da un libro sulle Apuane di cui non ricordo il nome:huh: )
    Si snocciolano dati impressionanti: la tecnologia applicata all’escavazione ha portato giovamento, in parte ai cavatori, ma soprattutto agli imprenditori ed al profitto.
    Nel 1980 il bacino marmifero di Carrara contava 10.030 addetti che riuscivano a cavare 350.000 tonnellate di marmo all?anno; nel 2004 gli addetti all?escavazione, sempre in riferimento al bacino di Carrara, si erano ridotti ad 800, ma le tonnellate di marmo cavate sono state ben 1.230.000.
    Se prendiamo invece in esame l?intera catena apuana, agli inizi del ?900 gli addetti all?escavazione erano circa 14.000, mentre oggi superano di poco le 1000 unit?. La quantit? di marmo messa in commercio nell?ultimo decennio si ? attestata su un milione e mezzo di tonnellate annue, ma la distruzione ambientale ha sfiorato i quattro milioni di tonnellate annue. Una cifra spaventosa! Con il marmo estratto annualmente sarebbe possibile costruire un?autostrada Firenze-Stoccolma (con 75 milioni di lastre di un metro quadrato spesse 2 cm), oppure si potrebbe realizzare un enorme monolite, largo 50 metri ed alto 600.

    Credo che davvero ormai il marmo sia veramente "una ricchezza che impoverisce" il territorio apuano…anche il ritorno economico (per il territorio) e occupazionale non ? pi? decisivo.

    Oltre a questi dati mi viene in mente il caso del frantumatore di Minucciano di propriet? della Mi.gra srl…anche in questo caso quando l’impianto fu aperto alle popolazioni locali erano stati promessi molti posti di lavoro…poi la realt? ? stata ben diversa, con pochissime persone del posto occupate nella lavorazione.

    Un altro esempio di perdita economica ? dato dagli alvei dei torrenti…qualche anno fa i comuni di Massa e Carrara hanno speso 12 miliardi di vecchie lire per ripulire gli alvei di Frigido e Carrione invasi dalla ?marmettola?…
    E poi pensiamo all’alluvione del settembre 2003 di Carrara causata anche dai dissesti idrogeologici causate dalle cave (oltre ovviamente che dall’eccezionalit? dell’evento).

    Potremmo ancora continuare con tanti esempi.

    ciao…e scusate il messaggio un po’ prolisso!

    nicola ;)

    #5400
    Anonimo
    Ospite

    Complimenti a Pyton per gli scatti sui bacini di Carrara. Dal punto di vista fotografico non si potrebbe fare di meglio, mentre dal punto di vista ambientale non si potrebbe fare di peggio (o forse al peggio non c?? limite?). Anche le considerazioni di Nicolazza sono ineccepibili e si commentano da sole. Per? volevo riprendere il discorso per sottolinearne alcuni aspetti e postare un altro contributo.

    Molti dicono: ?eh, ma che ci volete fare, le cave ci sono sempre state e sono secoli che l?uomo modifica e rimodella il paesaggio apuano?. Ok! ma c?? una bella (anzi brutta) differenza tra i ritmi e i metodi di estrazione di un tempo e quelli attuali, e c?? una bella differenza tra estrarre marmo per ricavarne opere come il David e devastare la Val Serenaia o la valle di Arni per riempire tubetti di dentifricio.

    Prima dell?era industriale l?uomo si serviva di mazze, cunei e scalpelli per estrarre pazientemente blocchi di marmo che poi faceva scivolare a valle a velocit? di qualche decina di metri l?ora su inimmaginabili vie di lizza. Oggi, in pochi minuti, si demoliscono speroni e interi fianchi di montagne, per ricavarne pochi blocchi e molto materiale per granulati e CACO3. Poi, grazie all?opera di un martello pneumatico, di una ruspa e di un camion, centinaia di metricubi di apuane raggiungono in poche ore (o anche minuti) i luoghi di lavorazione e commercializzazione.

    Basandosi sui dati forniti da Nicolazza si fanno presto i conti: negli ultimi cento anni i volumi di escavazione sono aumentati almeno di un fattore 13 (da 300.000 a 4.000.000 di tonnellate ? ma io avevo letto anche 6 milioni, quindi di un fattore 20) mentre l?occupazione nello stesso periodo ? diminuita di un fattore 15 (da oltre 14000 a meno di 1000 addetti). Quindi negli ultimi cento anni la redditivit? per addetto (in termini di materiale estratto) ? aumentata almeno di un fattore 200 (se non 300).

    Se consideriamo poi che il degrado e l?inquinamento dell?ambiente, sia nelle zone estrattive che nelle valli e nei paesi attraversati dai camion, sono aumentati proporzionalmente ai materiali movimentati, il discorso si pu? concludere cos?: chi ha beneficiato di questo ?progresso? sono i pochi che si intascano i profitti derivanti dallo sfruttamento di una risorsa naturale che non gli appartiene e che oltretutto non ? rinnovabile, chi ne paga le conseguenze e ne patisce gli effetti in termini di impoverimento e degrado del territorio siamo tutti noi e i nostri discendenti.

    Per cogliere la differenza tra le cave e le tecnologie del passato (neanche tanto remoto) e quelle del presente, mi sembra significativo questo confronto relativo al versante Ovest del Sella (cave di Piastreta) fotografato negli anni 50-60 prima dell?apertura della strada da Arni (dove si vede anche la parte finale della spettacolare lizza ormai distrutta) e lo stesso versante nel 2007:

    #5403
    Matteo72
    Partecipante

    Intervengo anch’io in questa discussione che, sono d’accordo con voi, spero proprio rimanga aperta a lungo e che veda il contributo di molti.

    Auspico per? che ci sia anche chi riesca a fare delle concrete proposte per cercare di recuperare almeno quei siti ormai in stato di abbandono. Confido in particolare nelle persone che abitano nella zona e che hanno modo di conoscere da vicino le istituzioni locali.

    A questo proposito ribadisco il mio parere estremamente positivo all’idea di recuperare il sentiero dei tavoloni all’Altissimo e tutta (o almeno una parte) l’area adiacente.

    Proviamo, assieme alle giuste denunce, a trovare a delle piccole, piccolissime idee per cercare di rimettere qualcosa a posto………

    #5405
    Marco di AS
    Partecipante

    Ciao Matteo; ciao a tutti. A proposito dei Tavoloni era stata fissata per il 20 aprile una riunione della Commissione paritetica Parco-CAI che per? ? slittata, ovviamente non per colpa del CAI… C’? infatti da capire pi? chiaramente i termini del progetto, di cui abbiamo parlato brevemente anche nell’ultima riunione intersezionale svoltasi a Carrara. Spero comunque che le cose si chiariscano prima dell’estate.
    Un’altra cosa che credo prima o poi dovremmo fare, anche come forum, ? seguire l’iter del Piano del Parco, gi? nuovamente in ritardo, alla cui conclusione ? legato il successivo iter del Piano Cave. Da qui alla campagna elettorale per le regionali, che si svolgeranno l’anno prossimo, dobbiamo inoltre tenere sotto stretta osservazione amministrazione regionale uscente, programmi elettorali e dei candidati soprattutto in merito alla scandalosa questione dei carbonati, e intervenire in merito nelle forme che riterremo pi? opportune (comprese eventuali mostre fotografiche). ? un passaggio decisivo su cui non possiamo certo stare zitti.

    #5406
    Matteo72
    Partecipante

    Ciao Marco……Si, credo che quella da te indicata sia una giusta strada da seguire.

    Tienici aggiornati B)

    #5407
    Anonimo
    Ospite

    Mi permetto di riportare alcune righe della nuova guida di arrampicata di B.Barsuglia e G.Cerboni.
    Una delle vie aperte da loro alla coda del Cavallo porta il nome "paradiso perduto" cos? spiegano il nome dato alla via:

    PARADISO PERDUTO. Questo nome ? pi? scontato.
    BAsta guardare la foto della prossima pagina per vedere come era bello e surreale il posto quando era incontaminato.
    Il passo ? in lenta ma continua metamorfosi; ogni anno si notano differenze e deturpamenti profondi; veramente triste, tanto pi? se pensiamo che esiste un PArco delle Alpi APuane. Questo ovviamente nel pieno rispetto di chi lavora con evidenti disagi. Il lavoro e la natura devono convivere in modo compatibile ma qui uno prevale sull’altro!
    sarebbe auspicabile vedere il mondo degli arrampicatori, soprattutto i locali, impegnati attivamente e promotori di incontri sulla tutela dell’ambiente montano, sulla sostenibilit? dell’arrampicata in certi ambienti, sulla rivalorizzazione di certe zone oltre che a discutere delle classiche problematiche tecniche o filosofiche del tipo spit si spit no, vi aperta dal basso o dall’alto.

    Non me ne vogliano gli autori ma l’argomento mi sembrava meritevole per essere riportato, per la relazione delle vie ovviamente compratevi il libro;)

    #5439
    Anonimo
    Ospite

    L’ esperto di Apuane ? uno che di fronte alla foto di un pezzo di cresta o di sentiero ? in grado di dirti esattamente dove quel luogo si trova. Ci sono per? luoghi che pur essendo nel cuore delle Apuane nessuno conosce perch? non sono di interesse n? per l’escursionista n? per l’alpinista.

    Chi ritiene di conoscere le nostre montagne ? invitato a scoprire il luogo dove sono state scattate le foto seguenti
    (novembre 2008):

    suggerimento: si trova nel cuore del parco a pochi metri da una delle sue perle naturalistiche pi? conosciute e frequentate.

    #5614
    Anonimo
    Ospite

    #5615
    Anonimo
    Ospite

    il paradiso perduto…..

    #5616
    Anonimo
    Ospite

    bergame scritto:

    L’ esperto di Apuane ? uno che di fronte alla foto di un pezzo di cresta o di sentiero ? in grado di dirti esattamente dove quel luogo si trova. Ci sono per? luoghi che pur essendo nel cuore delle Apuane nessuno conosce perch? non sono di interesse n? per l’escursionista n? per l’alpinista.

    Chi ritiene di conoscere le nostre montagne ? invitato a scoprire il luogo dove sono state scattate le foto seguenti

    suggerimento: si trova nel cuore del parco a pochi metri da una delle sue perle naturalistiche pi? conosciute e frequentate.

    potrebbe essere la turrite secca???

    #5618
    Anonimo
    Ospite

    Parcheggi abusivi tra Arni e Passo Sella

    C’era una volta il Carchio

    Uomo e Apuane…incontro o scontro?

    Sarebbe bellissimo fare una mostra itinerante sugli scempi apuani, tra tutti abbiamo un sacco di materiale ragazzi…
    Secondo me dovremmo uscire dallo spazio "virtuale" di internet, non ? facile, ma possiamo provarci ;)

    ciao, nicola

    #5626
    Anonimo
    Ospite

    praseodimio scritto:

    potrebbe essere la turrite secca???

    E bravo praseodimio ;) Ti sei aggiudicato il premio: una visita guidata alla discarica della Turrite Secca oppure al ravaneto delle Cervaiole :lol: :lol: :lol: A scelta.

    La discarica delle foto si trova proprio nella Turrite Secca, a pochi metri dal fosso del Fatonero, quindi a pochi minuti dalle frequentatissime marmitte del fosso dell?Anguillaia. Provenendo da Castelnuovo, la si pu? ammirare appena prima dell?imbocco della galleria di Tre Fiumi. Il fatto che nessuno l?abbia notata ? perch? l? con l?auto non ci si pu? fermare. Io ci sono finito dentro scendendo la Turrite secca dalle cave Henraux di Tre Fiumi. Ma questa situazione (canali trasformati in discarica) ? quasi la regola dovunque ci sono canali selvaggi costeggiati da strade. Per rendersene conto basta avere il coraggio di andare a darci un’occhiata. Ricordo anni fa un’allucinante risalita del canale del Bosco (tra Cansoli e le miniere di mercurio di Levigliani).

    Gi? che sono in argomento ne approfitto per pubblicare qualche foto delle cave Henraux di tre Fumi e una del fosso dell’Anguillaia. Ennesima bruttura proprio nel bel mezzo di un crocevia geografico, viario e paesaggistico delle Apuane:

    Cave Henraux di tre Fiumi (novembre 2008)

    Cave Henraux di tre Fiumi (novembre 2008)

    Cave Henraux di tre Fiumi (novembre 2008)

    Il tristemente noto saggio di cava del fosso dell?Anguillaia. (gennaio 2009)

    E meno male che non c?era marmo buono se no, invece delle marmitte, adesso di gigantesco avremmo trovato solo ruspe e ravaneti.

    La mostra itinerante, come dice Nicolazza, sarebbe un?iniziativa bellissima. Ma oltre a questo vi sono anche altri modi per uscire dal ?virtuale?. Basandosi sulle foto e sulle segnalazioni di questo forum si potrebbe dar corpo e sostanza a una specie di contro-guida turistica delle Apuane, magari una piccola cosa (un pieghevole), ma di tono provocatorio tipo ?Apuane – Luoghi e itinerari da evitare? . Oppure seguendo il filone letterario (vedi topic di Nicolazza) si potrebbero fare interventi non immediatamente incisivi ma importanti dal punto di vista culturale: es. far conoscere a un pi? vasto pubblico (e in primis anche a noi stessi) come vari autori del passato hanno visto e decantato la bellezza della nostra terra (A breve poster? qualcosa sul topic di Nicolazza). Un?altra strada potrebbe essere quella di stimolare la creazione dei contemporanei (forumisti non esclusi) es. Una specie di concorso letterario tematico dedicato al passato, al presente e al futuro delle Apuane.
    Comunque intanto ? importante arricchire questo topic di immagini in modo da avere una base documentaria vasta e immediatamente accessibile da tutti pronta per ogni tipo di utilizzo.

    #5779
    Anonimo
    Ospite

    ?Per attrarre turisti verso parchi naturali e aree montane, di solito si diffondono immagini degli scorci pi? suggestivi dei luoghi che si vogliono pubblicizzare. Ma ad esser franchi, di ?scorci suggestivi? ne abbiamo visti fin troppi. Ne son pieni i cataloghi e non se ne pu? pi?, mo? basta!?.

    Questo pi? o meno devono aver pensato i dirigenti del Parco delle Apuane allorch? si sono posti il problema di come fronteggiare la concorrenza di parchi pi? blasonati e rinomati. Ed ? cos? che dopo una lunga e travagliata gestazione, l?Ente Parco ha escogitato una strategia di sviluppo e di valorizzazione del territorio, di cui possiamo esser fieri e riconoscenti. Gli astuti dirigenti hanno saputo fare di necessit? virt?. Hanno capito molto prima degli altri che quello che potremmo chiamare il ?cancro delle Apuane?, ? in realt? l?arma segreta per vincere le sfide del futuro. Il trampolino che lancer? le nostre montagne nell?arena globale, portando una rinnovata spinta turistica e mettendo in fila gli altri parchi (che si sono fossilizzati sulle vecchie litan?e ambientaliste).

    Finora tutti si chiedevano: come mai gli amministratori del Parco non avessero fatto nulla, e continuassero a non far nulla per frenare l?escavazione e la devastazione ambientale (soprattutto alle quote pi? alte e nelle zone pi? pregiate) ? Adesso il mistero di tanta ostinata volont? di non vedere ? finalmente risolto.

    Gli amministratori del Parco si sono prodigati in ogni modo, con un lavoro tenace, silenzioso e impermeabile alle critiche pi? feroci, per sviluppare quella che sar? la nostra ricchezza futura. Una ricchezza bistrattata, che finora pochi hanno saputo apprezzare ma che presto molti ci invidieranno. Una ricchezza che nessun luogo al mondo pu? vantare in egual misura. Voi penserete: il marmo, oppure l?acqua copiosa e dolcissima, magari le grotte e i grandi ambienti carsici, o le molteplici e rare specie vegetali endemiche, oppure gli stupefacenti paesaggi apuani dipinti coi colori del mare, del cielo, e delle nostre superbe montagne. Negativo! Siete fuori strada. E? dai tempi del Targioni-Tozzetti che si va avanti con ?il mare pietrificato?, mo’ basta!. Adesso ? giunto il momento di rendersi conto che la nostra vera ricchezza non sta negli ?scorci apuani? ma nei nostri unici e inimitabili ?SQUARCI APUANI?.

    Quale altro paesaggio al mondo pu? vantare ferite cos? profonde, mortali e laceranti? Dove mai si sono visti ambienti cos? maltrattati, montagne scavate, svuotate e sventrate? Quando mai si ? assistito a implosioni, crolli e collassi di intere montagne come se ne vedono sulle Apuane? Tutto ci? ? un?enorme risorsa. Si sa che la gente vuol vedere il sangue: si incolla aila TV per godersi lo spettacolo di un disastro, o per commentare gli ultimi minuti dello sventurato che sta precipitando da un grattacielo in fiamme. Si sa quanti sono quelli che si mettono in coda per entrare nelle aule dei tribunali o accendono la TV per entrare nel salotto del Vespone nazionale, dove finalmente possono rivivere gli attimi pi? crudi e cruenti di stragi familiari orrende. Allora diamoci dentro ! continuiamo a sventrare, devastare e squarciare: ? questa la strada giusta per risvegliare l?interesse per le nostre piccole e, altrimenti, trascurabili montagne.

    Immaginata come un viaggio-traversata da Equi Terme a Serravezza, ecco una piccola collezione di ?SQUARCI APUANI?,

    Il solco d?Equi e la nord del Pizzo d?Uccello dalla strada per Ugliancaldo (ott 2007)

    Le stesse cave viste dalla cresta di Nattapiana (nov 2008)

    Valle dell?Acqua Bianca, cave Campaccio (mar 2009)

    Valle dell?Acqua Bianca, il M. Pisanino e la cima della Mirandola,
    Le cave Scaglia viste dalla strada per il passo della Focolaccia (mar 2009)

    Valle dell?Acqua Bianca, il passo della Focolaccia (apr 2009)

    Piastramarina, versante SO del Cavallo sotto il passo della Focolaccia, dalla Tambura (apr 2009)

    Piastramarina, versante SO del Cavallo sotto il passo della Focolaccia (nov 2008)

    Valle di Arnetola, cave di M. Pallerina dal 147 (apr 2009)

    Valle di Arnetola dalla Vandelli, cave di Ripanaia ? (apr 2009)

    Valle di Arnetola, cave di M. Pallerina viste dal M. Fiocca (nov 2008)

    Valle d?Arni, in primo piano le cave Landi, sullo sfondo il versante NE dell?Altissimo (nov 2008)

    Le cave della valle d?Arni sotto il Macina (nov 2008)

    Valle d?Arni, le cave del M. Fiocca viste dal Macina (nov 2008)

    Passo del Vestito, Cava del M. Pelato dal 150 (nov 2008)

    Alto di Sella versante O, dalla strada per il passo del Vestito (nov 2007)

    Altissimo versante SE dalla strada del Cipollaio,
    in basso la valle del Giardino invasa dal ravaneto delle Cervaiole (gen 2009)

    Altissimo, Picco Falcovaia (quel che resta) dalla strada del Cipollaio (gen 2009)

    Levigliani, Cave Ussaccio, sullo sfondo la Pania (gen 2009)

    Il rudere della chiesa di Valventosa e il ravaneto della Cava del Burrone (gen 2009)

    PS: Siccome nella traversata da Nord a Sud ho saltato numerosissimi siti (Val Serenaia, Bacini Carrarini, Bacetti Massesi etc) se qualcuno volesse aggiungere qualche altro squarcio particolarmente suggestivo sarebbe il benvenuto. Eventualmente posso farlo io inserendolo nel mio post nel punto giusto della lista (citando ovviamente l’autore delle foto). Il mio indiriz. ?: rosirobi chiocc. interfree.it

    #5927
    Anonimo
    Ospite

    La conoscete la cresta del Corchia tra cima e antecima Ovest!? Quella dove una volta ? volato uno nella sottostante cava del versante sud, quella che per? fortunatamente ha risparmiato la cresta!
    Sotto vedete quello che c’e’ sotto la cresta a pochissime decine di metri da dove camminate tranquillamente.. Il lavoro sotterraneo ? reso possibile grazie all’uso di potenti aspiratori che risucchiano la polvere di marmo man mano che viene tagliato

    Il soffitto ? stato rinforzato in qualche modo..
    Quanto tempo pu? reggere?, ma questa ? un’area non pi? interessata dai lavori.. ma non dagli escursionisti che ci camminano sopra tranquillamente..

    Quando nella cava si intercettano le grotte si cerca in qualche modo di tappare i buchi..

    Il buco tappato ? bello grosso, e soffiante, molto probabilmente si tratta di un ramo dell’antro del Corchia, il complesso carsico in Italia dal maggiore sviluppo, per quanto per ora ? noto.

    Ma ? necessario andare a cavare marmo dalla cima del Corchia modificando modificando i profili delle montagne e distruggendo quanto la natura ha fatto in milioni di anni!?

    #5938
    Marco di AS
    Partecipante

    ? quello che dico anch’io… comunque dopo le elezioni ho intenzione di sentire cosa ne pensa il prossimo sindaco di Stazzema! :angry:

    Marco

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