Messner: meglio non legarsi. Ed ? polemica

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  • Questo topic ha 23 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 11 anni, 9 mesi fa da Anonimo.
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  • #4299
    Daniele
    Partecipante

    Non so se avete letto questo articolo apparso su montagna.tv dopo l’incidente sull?Aguille du Midi

    http://www.montagna.tv/?q=node/9590

    Cosa ne pensate ?

    So che non ? una cosa semplice (ci sono 2000 parametri da considerare) ma secondo voi quando ? bene legarsi e quando no… sia estate che inverno…

    #4300
    Anonimo
    Ospite

    Io non ho molta esperienza e quindi non mi esprimo. Solo noto che quello che ha detto Messner ? stato un po’ travisato. Perch? un conto ? dire che in cordata uno che scivola porta via anche tre o quattro compagni e quindi se non ci si assicura anche alla roccia o alla neve ? bene non legarsi(come ha detto lui), un conto ? dire che non bisogna legarsi mai.
    Invece mi chiedo che legge vorrebbe il Codacons…avete qualche idea?

    #4301
    Daniele
    Partecipante

    ma dice del discorso del patentino ?

    #4303
    Anonimo
    Ospite

    Messner ha detto cose sacrosante e ovvie! Che senso ha legarsi senza procedere assicurati a chiodi da roccia o da ghiaccio od ad altri ancoraggi? Sappiamo tutti che una parte d’incidenti sono accaduti perch? gli alpinisti procedevano legati come salami e senza nessun ancoraggio. Quando cade uno porta via tutti (sia su roccia e, ovviamente, ancor pi? su neve!)! Spesso la gente non procede in progressione di sicurezza (con ancoraggi) per uno o pi? dei seguenti fattori: stanchezza psicofisica, FRETTA, incompetenza, pigrizia, sottovalutazione o poca conoscenza percorso.
    A quel punto meglio andare slegati.
    Purtroppo nel mondo dell’alpinismo di vertice vi ? molta invidia, oggi verso Messner per le sue grandi imprese ieri verso Cesare Maestri ed altri grandissimi….

    #4304
    Anonimo
    Ospite

    Messner ha detto cose sacrosante e ovvie! Che senso ha legarsi senza procedere assicurati a chiodi da roccia o da ghiaccio od ad altri ancoraggi? Sappiamo tutti che una parte d’incidenti sono accaduti perch? gli alpinisti procedevano legati come salami e senza nessun ancoraggio. Quando cade uno porta via tutti (sia su roccia e, ovviamente, ancor pi? su neve!)! Spesso la gente non procede in progressione di sicurezza (con ancoraggi) per uno o pi? dei seguenti fattori: stanchezza psicofisica, FRETTA, incompetenza, pigrizia, sottovalutazione o poca conoscenza percorso.
    A quel punto meglio andare slegati.
    Purtroppo nel mondo dell’alpinismo di vertice vi ? molta invidia, oggi verso Messner per le sue grandi imprese ieri verso Cesare Maestri ed altri grandissimi….

    #4306
    Anonimo
    Ospite

    Beh questo ? l’argomento di discussione pi? gettonato degli ultimi giorni…
    In breve, penso che Messner abbia ragione ma sia stato un po’ brusco (come al suo solito).
    Quello che intendeva, come ha chiarito successivamente, ? che andare slegati ? preferibile alla conserva corta (cio? sprotetta) su terreno ripido o difficile. E’ un parere pi? che leggittimo e che condivido; gli alpinisti hanno capito al volo; per? se fai una dichiarazione del genere in TV un ignorante potrebbe travisare l’affermazione e pensare che, in generale, la corda pu? essere lasciata a casa. Da qui le polemiche…
    Sull’idea del Codacons direi che lascia semplicemente allibiti :blink:

    #4307
    Anonimo
    Ospite

    Un’altra cosa; tenete presente che le Alpi non sono le Alpi Apuane, su itinerari lunghi o molto lunghi la conserva corta in alcuni casi va usata davvero; a me ? capitato pi? volte.
    L’errore magari pu? essere quello di adottarla su terreni che non siano sufficientemente facili! Non appena il margine di sicurezza scende bisogna cominciare a disporre protezioni.

    #4310
    Marco Lapi
    Partecipante

    Per quel poco che ne so e che mi ? stato detto le poche volte che ho avuto la possibilit? di adottarla, la conserva corta ? il modo corretto di procedere su pendenze contenute o in traversata; presuppone comunque la possibilit? di intervenire efficacemente per arrestare un’eventuale caduta. Dove questa possibilit?, per la pendenza eccessiva o le condizioni del terreno, viene meno, pu? rivelarsi fatale per tutti i componenti. Quindi Messner non ha detto nessuna bischerata, e non capisco perch? il capo delle guide valdostane, anzich? magari precisare quello che sicuramente anche lui aveva capito, si sia lanciato in una polemica che non ha fatto altro che aumentare la confusione che in questi casi i miei colleghi giornalisti sono gi? bravissimi a scatenare da soli… :dry:

    Marco

    #4311
    Anonimo
    Ospite

    Pienamente d’accordo con quanto detto da Dave

    #4312
    Anonimo
    Ospite

    Ciao, non ho sentito con orecchio mio quanto detto da Messner, ho letto quanto riportato dai giornali in rete e cos? ho anche saputo della replica del capo delle guide. Ho subito immaginato che c’era stato un fraintendimento (come avete detto voi) piuttosto che Messner fosse uscito di senno. Anche io non ho capito come mai il capo delle guide sia stato cos? poco perspicace da non immaginare il pensiero di Messner (ma, ripeto, ho come fonti gli articoli della rete).
    Per quanto riguarda la discussione, concordo con quanto dite . Una cosa per?: ? vero che ? un errore adottare la conserva su terreni non sufficientemente facili, ma ? anche vero che nella pratica le cose sono molto diverse che nella teoria. Le vie a volte sono lunghissime e non ? sempre immediato capire il grado di difficolt?/proteggibilit? di un terreno ancora sconosciuto e se, magari, sei affiatato con il tuo compagno con il quale hai salito centinaia di vie, allora capita eccome di trovarsi a procedere di conserva dove i manuali di alpinismo (e anche la logica, il buon senso) direbbero di slegarsi.
    Non ? sempre tutto bianco o nero.
    Ma credo faccia parte dell’alpinismo, ovvero credo che ogni alpinista sappia (e accetti) di correre talvolta certi rischi insieme al compagno di cordata. Ripeto, questo accade sopratto sulle lunghe vie classiche delle Alpi. Insomma… anche le guide con i clienti in certe situazioni capita che adottino una conserva da brividi…

    #4313
    Anonimo
    Ospite

    Mah, ? evidente che legarsi in cordata di sicurezza, assicurandosi con ancoraggi, ? riservato a terreno non facile o a pendii nevosi , quanto meno, abbastanza ripidi e insidiosi.
    Comunque anche su terreno abbastanza facile la sicurezza nel procedere di conserva ? pi? nominale che di fatto. Pensate davvero che su un percorso di I/II grado tra roccette e paleo, procedendo di conserva se, disgraziatamente, uno (magari anche pi? pesante) scivola di brutto, l’altro riesce a tenerlo? O , piuttosto, non va via anche lui?
    E’ che a volte la conserva la si fa per infondere, sbagliando, sicurezza psicologica al principiante, altre volte perch?…non si ha voglia di stare a rifare la corda quando magari si pensa di doverla riutilizzare pi? avanti (Si pu? fare, parzialmente, un’eccezzione a quanto sopra sostenuto per ghiacciai, terreno che comunque non conosco direttamente e sul quale mi astengo da fare qualsiasi commento tecnico).

    #4314
    Anonimo
    Ospite

    Diego, leggo adesso quanto scrivi.
    Concordo

    #4315
    lasco
    Partecipante

    B? Azzalea si ? preoccupato che il messaggio di Messner venisse recepito magari in maniera errata,chi ? che non lo ammira,anche se quando dice che se si procede sciolti e uno cade non trascini via gli altri non mi trova tanto d’accordo ,a volte si vede in certi canali anche stretti una fila di alpinisti che procede sciolti ,b? se vola l’ultimo non trascina nessuno ma se vola il primo non lo so.Per quanto riguarda le varie tecniche di conserva come tutte le cose ? bene saperle fare e saperle dove fare,valuatre i pregi e i difetti ,perche ha volte i pregi di una sono i difetti dell’altra .Ma qui si entra nell’ambito dell’esperienza e ognuno sa di se.

    #4316
    Anonimo
    Ospite

    Vorrei buttare li una riflessione: purtroppo i risultati della scelta di andare di conserva legati o no si vedono solo a posteriori. E purtroppo l’unica notizia a fare notizia (scusate) ? proprio l’incidente. Se il vostro compagno ha un’esitazione e la caduta viene evitata semplicemente perch? la corda va in tiro, senza tirar gi? nessuno, questo non verr? mai riportato dai giornali. Non voglio dire che sia meglio allora legarsi, dico certamente che un sacco di gente, probabilmente, non ? morta perch?, nonostante l’assenza di sicure, un compagno ben piazzato, un sasso emergente, un albero ha messo in tiro la corda frenandone la caduta. Talvolta poi, si crede di potersi vincolare ma non ci si riesce o viceversa, ci vuole, pertanto, molto adattamento alle varie situazioni. Ritengo molto importante avere consapevolezza di quello che si fa, massima fiducia nel compagno e un legame profondo con questo che sia pi? forte della corda che lo tiene unito. In questo caso, allora, preferisco essere legato. Infatti, vedere il mio compagno andar gi? senza poter provare a far niente non mi darebbe alcuna consolazione. Ma capisco di essere controtendenza e che questo atteggiamento sia criticabile.

    #4317
    Anonimo
    Ospite

    Gi? ;)
    Io e Celaf forse "abusiamo" della conserva (sempre ben consci della situazione per?, delle nostre scelte), certo ? che , per adesso, ? capitato ad entrambi di tenere l’altro!
    L’ultima volta questa estate: procedevo per prima su un traverso ripido , conserva corta su neve dura non tracciata, ero concentrata sulla presa dei ramponi eppure il ginocchio a valle ha ceduto improvvisamente , si ? storto (un male terribile!) ho lesionato il legamento, sono caduta, piccozza sotto la pancia, ho frenato praticamente subito, ma Celaf ha contribuito in maniera fondamentale ad arrestare completamente la caduta.
    Queste, come tante altre esperienze a lieto fine, non vengono raccontate, ma esistono.

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