montagne a numero chiuso

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  • Questo topic ha 26 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 1 mese fa da alberto.
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  • #52528
    alebiffi86
    Partecipante

    Buongiorno a tutti,

    rompo il mio lungo silenzio per porre alla vostra attenzione questa nuova, demenziale, liberticida iniziativa ad opera dei nostri governanti ed amministratori : https://www.ildolomiti.it/montagna/2022/assalto-e-code-sulle-montagne-si-ai-numeri-chiusi-e-serve-un-cambio-culturale-in-quota-come-al-museo-per-salvaguardare-lambiente-per-le-prossime-generazioni (spero sia corretto il link)

    si preannunciano tempi duri anche in montagna, grazie a proposte assolutamente in linea con gli abusi costituzionali ai quali siamo stati sottoposti in epoca recente; vorrei sapere cosa ne pensate.. probabilmente sarete d’accordo.. d’altronde ho dovuto constatare con grande rammarico che la maggior parte degli appartenenti al mondo della montagna e dell’alpinismo sono stati favorevoli alle folli ed illeggittime restrizioni della libertà individuale che abbiamo dovuto subire durante questi due lunghi anni ( e che ancora subiremo)..

     

    #52529
    Giovanni
    Partecipante

    Ben tornato Ale, sia in montagna che qui sul forum. Premesso che non credo che sia un problema l’afflusso turistico in montagna, è comunque vero che qualche accorgimento, come ad esempio nel caso di posti delicati come un lago alpino, sia necessario con 16mila visite al giorno.

    Secondo me la questione è più complessa e non credo che sia collegata, circa le possibili restrizioni, a quanto vissuto negli ultimi due anni.

    Purtroppo la concentrazione di persone in determinati periodi o giorni è la conseguenza della condivisione di foto e dati di milioni di utenti. Mettici le sempre più affidabili previsioni meteo e questo è il risultato.

    Il fatto che a porsi il problema siano anche gli operatori turistici mi fa comunque ben sperare. Non credo che limiteranno pareti da scalare o sentieri non turistici. Lo sforzo e il dislivello selezionano già da soli (e qui si aprirebbe il capitolo di nuovi impianti di risalita, anche in Appennino, assolutamente da boicottare).

    Ps: piccola esperienza diretta del delirio social incui viviamo. A agosto la cascata dell’Acquapendente è presa d’assalto … peccato che se non piove per tre mesi non ci sia neanche un rigagnolo. Ma prova a spiegarlo.

     

    #52530
    alebiffi86
    Partecipante

    Ciao Giò! Mah, in effetti in molti dicono che saranno provvedimenti circoscritti solo alle mete turistiche più frequentate ma purtroppo queste iniziative (come Venezia a numero chiuso o il vergognoso tentativo di “credito sociale” a Roma e Bologna) arrivano, come si diceva prima, a cavallo di due anni di abusi, restrizioni della libertà e incremento del controllo della popolazione.. inutile dire che mi viene subito da storcere il naso e non riesco a vederci nulla di buono..

    #52531
    alberto
    Partecipante

    ciao Ale e ben tornato ai monti.

    Chi lo decide chi si e chi no??  quale sarà la discriminante?

    Fatto questo poi quale sarà il passo successivo ? ci saranno nuove limitazioni? Perchè il giochino subdolo è questo: togliere un pò alla volta, un pezzettino alla volta, tanto per non dare nell’occhio.

    Il problema secondo me è che stiamo sempre più rendendo TROPPO FRUIBILE  la montagna con mille attrezzature: sentieri sempre più comodi e super segnalati, troppi rifugi, impianti, vie d’arrampicata super attrezzate con discese garantite sulla via, nuove  ferrate, relazioni di vie super dettagliate che non danno spazio all’interpretazione con tanto di copertura cellulare, cavi e catene dove c’è un minimo di esposizione per agevolare i passaggi. Insomma costruiamo sempre più infrastrutture per accogliere sempre più persone e rendere  la montagna più facile, più semplice, una montagna per tutti. Stiamo cancellando il mistero o quel poco che era rimasto, stiamo eliminando la selezione naturale.

    Poi ci lamentiamo se la montagna è invasa. Ma è la logica conseguenza della maggiore fruibilità,  del luna park che abbiamo creato.

    Tutto questo andrebbe fermato cambiando rotta. Riportiamo la montagna ad una maggiore naturalezza, una montagna selvaggia,  dove devi guadagnartela sudando, dove non hai certezze, dove non hai assicurazioni di riuscita. Allora ci sarà una  selezione naturale senza ingiusti divieti imposti da  qualche “ente superiore”  con il risultato di limitare la libertà personale.

    Qui si rischia di creare un salotto esclusivo  profondamente ingiusto. E’ l’ambiente naturale che dovrebbe  fare la giusta selezione.  Il problema è che con i nostri massicci interventi, con i quali creiamo sempre più infrastrutture fisse, per dominare la natura, rendiamo la montagna sempre più fruibile, e il risultato è l’invasione.

    #52532
    alebiffi86
    Partecipante

    Aberto condivido al 100% quello che hai scritto; questi signori da anni semplificano l’accesso alla montagna e adesso si accorgono che c’è troppa gente.. da sempre creano problemi e poi impongono soluzioni che sono peggiori dei problemi stessi; non dobbiamo accettare che la natura venga regolamentata come la cosiddetta società civile (che di civile ha sempre meno).. nelle terre selvagge vigono regole diverse, la selezione come hai detto tu la deve fare la montagna stessa; vogliono meno gente in montagna? bene, che inizino a levare alberghi in alta quota, funivie, cavi e altre stronzate.. quando per arrivare sul ghiacciaio ti devi fare 2000 metri di dislivello di sicuro non c’è la coda; io personalmente non accetterò nessun tipo di restrizione come non ho accettato lockdown, coprifuochi e altre porcate fasciste..mi auguro che dagli ambienti istituzionali della montagna si levi qualche voce ma ne dubito fortemente

    #52533
    Nicolò
    Partecipante

    buongiorno, dirò la mia molto in breve.

    da quel che ho letto si parla di dolomiti, luogo ormai da lungo tempo caratterizzato da frequentazioni sconcertanti, e gestito miseramente come fosse gardaland (miseramente dal punto di vista etico, perchè se si parla di soldi ne fanno a palate).

    mi spiace dirlo ma ormai le dolomiti non sono più posti per alpinisti, e dove gli alpinisti non sono più bene accetti in quanto mediamente meno propensi a farsi spennare come dei polli.

    ormai arrivare alla base delle pareti è la vera impresa, non fare la via…

    #52534
    Giovanni
    Partecipante

    Sarà anche vero che le Dolomiti sono turistiche, sarà che sono diventate un parco divertimenti (non proprio tutto, però… averne di Odle e Val di Funes anche da queste parti) ma quello sviluppo economico ha permesso che quel territorio non venisse abbandonato, anzi.

    L’Alto Adige ha un reddito pro capite più alto di quello tedesco, il triplo di quello della Calabria. Negli anni ’50 erano poverissimi, insomma … male male non hanno fatto considerato che, a parte qualche impianto di risalita di troppo e qualche speculazione edilizia esagerata, resta un territorio curatissimo e integro.

    Certo per l’alpinista che cerca la solitudine e la sfida è meglio altro… ma tutto non si può  avere. Meglio quel modello che ciò che vediamo da Colonnata., credo.

    #52535
    alberto
    Partecipante

    Certo per l’alpinista che cerca la solitudine e la sfida è meglio altro… ma tutto non si può avere. Meglio quel modello che ciò che vediamo da Colonnata., credo.

    su questo non si sono PURTROPPO dubbi!!

    In Dolomiti hanno creato la gardeland verticale, noi però le nostre montagne le stiamo DISTRUGGENDO nel vero senso letterale del termine. Le smontiamo e le frantumiamo pezzo per pezzo, anche se qualcuno ha la spudoratezza di chiamarla coltivazione.

    Cosa è meglio ????

    Comunque anche in Dolomiti se si esce dai luoghi super turistici , si possono trovare ambienti solitari. Quando sono andato  a fare lo spigolo ASTE  sullo Spiz  d’ Agner Nord non c’ era nessuno . Certo che se si pretende di trovare la solitudine alle Torri del Vaiolet, è da poveri illusi.

    Se vai alla parete sud del Burel vedrai che la coda non la trovi.

    #52536
    alberto
    Partecipante

    mi spiace dirlo ma ormai le dolomiti non sono più posti per alpinisti

    La parete nord – ovest della Civetta mi sembra un buon posto per alpinisti.

    La Val de Piero che porta sotto la sud del Burel è un’altro bel posto per alpinisti. L’unico essere vivente che qui abbonda sono le zecche.

    Anche se le Dolomiti sono molto sfruttate turisticamente, non si deve generalizzare, ma  scegliere. Si può ancora scegliere

    #52537
    Enzo
    Partecipante

    Anche senza scomodare il Burel e la Val de Piero, Alberto: hai citato le Torri del Vajolet: se lasci i sentieri segnati e vai sulla Torre Nord del Vajolet, o sulla via Ampferer al Catinaccio, o su una delle cime dei Mugoni, dopo venti metri non troverai più nessuno, lo so per esperienza. E’ questione di fantasia e di curiosità. Le folle le trovi anche al campo base di tante montagne in tutto il mondo, mica solo dove ci sono le strade asfaltate e gli impianti di risalita.

    Enzo

    #52538
    alberto
    Partecipante

    Enzo è un piacere risentirti.

    Hai perfettamente ragione, è un ftto di curiosità, di fantasia, di uscire dai luoghi  super frequentati perchè alla moda. Anche alle torri del Vajolet puoi trovare il silenzio.  Basta andare sulla parete nord della torre Delago.

    Comunque insisto. La troppa fruibilità, la troppa facilitazione incrementa l’afflusso. Lasciamo la montagna meno attrezzata.

     

    #52539
    alberto
    Partecipante

    Le folle le trovi anche al campo base di tante montagne in tutto il mondo

    Vangelo!!

    Perchè tutti vogliono fare le salite alla moda, vogliono salire le montagne famose quelle di serie  “A” quelle prestigiose per poter dire: “io l’ho fatta” .

    Tutti vogliono salire il Cervino, il Campanile Basso. Poi si lamentano perchè c’è la coda. Tutti in fila sulla via Normale dell’Everest.

    Ma ci sono anche le montagne di serie B, C, D. Le cime neglette. Che non si capisce perchè sono di serie B, C, e D.

    Io da queste cime e pareti neglette ho ricevuto delle grandissime soddisfazioni. E’ bastato guardarle con occhi diversi.

    #52542
    adriano
    Partecipante

    Dico la mia per quanto possa contare visto che “alpinisticamente” manco dalle dolomiti da qualche anno. Nei miei decenni di frequentazione , nonostante le dolomiti fossero frequentate dal punto di vista arrampicatorio ben piu di ora non ho mai dovuto fare file o attese particolari su gran parte delle cime o pareti sulle quali dovevo scalare. Sarà come hanno scritto Alberto e altri prima di me che bisognerebbe sciegliere bene le vie da fare anche in base al periodo e pure ad orari consoni. prima si parte e prima e prima si torna :yes: e se ci sono gia cordate in via si cambia itinerario. B-)

    #52543
    alebiffi86
    Partecipante

    ..credo che non si sia colto il punto realmente importante del discorso: qui non si tratta solo del nostro ambito specifico ma della creazione di gravi precedenti giuridici e sociali; questi due anni di follia hanno aperto la porta a provvedimenti e consuetudini che sono pericolosi..se accettiamo che le dolomiti oppure la città di Venezia diventino ” a numero chiuso”, diamo il via a quella che potrebbe diventare una tendenza sempre più liberticida e limititativa degli spostamenti sul territorio nazionale; ora Venezia, tra due anni perchè non Bologna, Napoli o Milano? perchè non le spiagge libere (già sta succedendo in diversi litorali), perchè non i fiumi, i laghi, altre montagne? qui non ci rendiamo conto del rischio che si sta correndo.. sulla scia della digustosa propaganda covid e adesso sull’onda di quella pseudo ecologista stiamo di fatto autorizzando lo stato a dirci dove possiamo andare, quando ed in che modalità farlo.. io non condivido il punto di vista secondo il quale si tratterà solo di provvedimenti mirati e circoscritti, perchè questo implicherebbe una buona fede da parte delle istituzioni.. la verità è che gli stiamo dando un dito e si prenderanno tutto il braccio; veramente volete svegliarvi in un mondo in cui non sarà più possibile alzarsi la domenica mattina e decidere all’ultimo minuto di voler fare un giro in una città italiana senza l’apposita prenotazione? eravamo già schiavi prima, su questo non ci piove (basti pensare a quante ore al giorno lavoriamo per stipendi ridicoli) ma esiste un limite che non andava superato.. ma non vi rendete conto che in questi due anni il leitmotiv è stato sempre lo stesso? prima c’erano i sacrosanti sacrifici per il covid, adesso ci sono quelli per la guerra, poi quelli per proteggere l’ambiente.. e intanto noi perdiamo diritti ogni giorno ad una velocità spaventosa e la cosa più incredibile è il consenso unanime che queste manovre criminali stanno avendo.

    • Questa risposta è stata modificata 1 mese, 1 settimana fa da alebiffi86.
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    #52546
    alberto
    Partecipante

    Caro Ale te voli lontano, hai lo sguardo lungo.

     

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