Parete Nord-est della piccola Roccandagia

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  • #52439
    Gabriele
    Partecipante

    Detta “Via dei Carrarini”: S.Bonelli e R.Geminiani, il 28 maggio 1972

    (Lo Scarpone 1972, n.12 ).

    E’ l’unica via della parete in cui si incontri roccia abbastanza buona, specie nella metà inferiore.

    Attacco al centro di una parete gialla, al sommo del ghiaione.

    Dopo i primi 10mt (III) si vince una fessura chiusa da strapiombi (IV), poi un diedro con piccolo strapiombo a metà e una cornice erbosa esposta (IV,V,A1), giungendo al primo punto di sosta…….

     

    Cosi inzia la relazione del Nerli definito come itinerario 84df a pagina 295

    sto cercando documentazione su qusta via di cui mi piacerebbe tentare la ripetizione, ogni materiale è gradito a partire dalle copie della rivista lo scarpone del 1972 ,se qualcuno la conserva ancora.

    Ho avuto la fortuna di consocere Bonelli, che a dire il vero è stato la prima persona a farmi scalare alle placche degli allievi poco sopra il Garnerone e conosco Geminiani con il quale sono stato anche in spedizione.

    ma entrambi sono ( il Bonelli era …) troppo burberi per elargire informazioni ,comunque quando mi capita di rivedere Renzo proverò a estorgergli qualche dettaglio se lo ricorda.

    Quello che invece vorrei investigare sono relazioni di tipo moderno con descrizioni un po piu dettagliate di eventuali lunghezze di corda e chiodatura (ahahah quest ultima non sarà molta spero ) e anche al gradazione delle difficoltà se la via è mai stata liberata.

     

    Vi ringrazio in anticipo per il tempo concessomi, a scopo di evitare un divagare dei contenuti Vi chiedo genitlmente di restare attinenti ai documenti , senza trascendere in discussioni filosofiche sull utilità di ripetere un itinerario etc

     

    grazie

    Gaga

    #52440
    alberto
    Partecipante

    Ho ripetuto questa via diversi anni fa. Via di discreto impegno. La prima metà roccia dicisamente migliore con tratti di bella e sostenuta  arrampicata. Mentre nella seconda parte l’erba e la roccia assai più scadente rende isidiosa la scalata.

     

    #52445
    Enzo
    Partecipante

    Lo Scarpone 1972 n. 12:

    PICCOLO ROCCANDAGIA

    Silvano Bonelli e Renzo Gemignani hanno tracciato la “via dei carrarini”, una diretta sulla parete di 370 metri del Piccolo Roccandagia, il 28 maggio scorso. Già avevano preparato la via sino a metà circa del percorso. Tempo d’arrampicata 9 ore; difficoltà di IV e V, A-1, 40 chiodi. Nel primo tratto strapiombi; nel secondo roccia instabile e molto pericolosa.

    #52446
    alberto
    Partecipante

    #52447
    alberto
    Partecipante

    Nella prima metà della via

    #52448
    GregPed
    Partecipante

    Non l’ho mai fatta. Riporto tramite fonti terze, molto attendibili, che la roccia attorno ai chiodi a pressione del tiro di A1 suoni molto (informazioni di una ripetizione anni ’90)
    inoltre l’attaco non si trova facilmente, feci un giro per capire l’attacco delle varie vie ma tutt’ora non ho capito dove parta questa

    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 1 settimana fa da GregPed.
    #52451
    Gabriele
    Partecipante

    Grazie mille,

    Quest ultima riga dell’ articolo apparso sullo scarpone fa un po’ passare la voglia di ripeterla.

    Solitamente ci si limita a un più vago “tipico terreno apuano che richiede molta attenzione “.

    Questo molto pericolosa é inquietante.

    Ormai comunque finirà nella lista “to do” del prossimo anno , si inizia a stare bene al sole e le giornate sono sempre più corte .

     

    Grazie ancora per le info ,

    Posso divulgarle sui social ?

    Ho aperto un post anche su facebook :good:

     

    #52452
    alberto
    Partecipante

    ho salito alcune vie su questa parete. Anche d’inverno.  Da quello che ho potuto vedere dalla    via del “diedro”   (alla quale abbiamo fatto una bella variante diretta centrale), dando uno sguardo verso destra dove sale la via BIAGI-PANESI-PUCCI, la parete presenta muri erbosi ripidissimi e roccia rotta con pilastri traballanti. Si ha la netta sensazione che la via BIAGI non sia una passeggiata rilassante.

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