Piano di bacino “Monte Altissimo Est”

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Questo argomento contiene 36 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da alberto alberto 3 mesi, 3 settimane fa.

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  • #27900

    Luca
    Partecipante

    [b]PIANI DEI BACINI ESTRATTIVI: IL CONSIGLIO COMUNALE VOTA DOMANI L’ADOZIONE DEL PIANO RIGUARDANTE IL VERSANTE EST DELL’ALTISSIMO.

    Il progetto è stato presentato martedì nell’ ultima assemblea pubblica del percorso partecipativo[/b]

    Seravezza_ Il primo dei sei Piani dei Bacini Estrattivi del Comune di Seravezza, quello riguardante il versante est del Monte Altissimo e le cave delle Cervaiole, approda domani (venerdì 23 novembre) in Consiglio Comunale per l’adozione. L’atto finalizzerà il lungo iter di studio e di elaborazione progettuale avviato nella primavera dello scorso anno e curato da un pool di qualificati tecnici guidati dal professor Massimo Sargolini dell’Università di Camerino. Con la successiva pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana si aprirà la finestra temporale di trenta giorni che consentirà a cittadini, associazioni e organizzazioni di settore di presentare le loro osservazioni. Dopo il vaglio della Conferenza dei servizi (composta da Regione, Ministero ed altri enti competenti) e un’ultima fase di ulteriore messa a punto, lo strumento tornerà in Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva. A partire dalle prossime settimane arriveranno gradualmente a definizione anche i Piani relativi ai bacini di Tacca Bianca, Mossa, Monte Pelato, Retro Altissimo e Canale delle Gobbie, tutti di proprietà della società Henraux e inseriti nel procedimento “di iniziativa privata” concordato e coordinato con il Comune di Seravezza in virtù di un apposito protocollo d’intesa firmato nel 2016.

    Alla vigilia del primo approdo in Consiglio Comunale il Piano attuativo del Monte Altissimo Est è stato illustrato in assemblea pubblica martedì pomeriggio a Querceta, ultimo momento partecipativo della lunga serie che ha accompagnato tutto l’iter di messa a punto del progetto. Erano presenti il sindaco Riccardo Tarabella, l’assessore all’urbanistica Valentina Salvatori, il responsabile del settore urbanistica del Comune di Seravezza Andrea Tenerini e l’architetto Fabrizio Cinquini, componente del team progettuale. L’occasione ha permesso di cogliere il senso generale del Piano e di rilevarne alcuni aspetti caratteristici.

    In apertura dell’incontro il sindaco Tarabella ha sottolineato «l’importanza della collaborazione che ha visto fianco a fianco Comune ed Henraux nella definizione del Piano. Un lavoro lungo ed accurato, con le due parti con posizioni e prospettive diverse ma entrambe impegnate a realizzare uno strumento utile, che possa essere di sicuro riferimento nella regolamentazione delle attività di cava».

    L’assessore Salvatori ha ribadito gli obiettivi che con i Piani di Bacino l’Amministrazione ha inteso perseguire: «dotarsi di uno strumento intermedio tra i piani regionali di carattere generale e i piani di escavazione delle singole cave, ovvero di una cornice di regole entro le quali inserire tutto il successivo lavoro di regolamentazione e di controllo delle attività estrattive. I Piani di Bacino introdotti dalla Regione Toscana per pianificare le aree estrattive rappresentano una grande novità – ha aggiunto Salvatori – che il Comune, d’intesa con Henraux, proprietaria di gran parte dei siti estrattivi presenti nel nostro territorio, ha voluto cogliere come una vera sfida. Con questi piani si segna una netta linea di demarcazione rispetto al passato e si dota il Comune di un complesso di studi, analisi e metodi che per la prima volta, in maniera molto dettagliata, specifica e chiara, detta le regole entro le quali svolgere le attività estrattive, autorizzarle, gestirle, monitorarle, potendo fin d’ora prevederne gli effetti nell’arco dei prossimi dieci anni».

    Nella sua lunga esposizione tecnica l’architetto Cinquini ha descritto il complesso assetto del Piano relativo alle Cervaiole, la cui struttura sarà poi replicata per le pianificazioni degli altri bacini estrattivi dell’Altissimo. In estrema sintesi un insieme di studi sulla natura dei luoghi, sulle loro caratteristiche ambientali, paesaggistiche, territoriali e storico-identitarie, sul valore e sulla consistenza degli habitat faunistici e vegetali, sui patrimoni da difendere e conservare, sugli insediamenti, i beni culturali, le reti infrastrutturali. Tutto analizzato e classificato con un alto livello di dettaglio, a supporto di scelte consapevoli e orientate alla salvaguardia. Dalla lettura delle mappe emerge che le aree destinate alla futura escavazione sul versante est dell’Altissimo corrispondono a quelle attuali (non si andrà quindi ad intaccare nuove aree). La quantità massima escavabile in dieci anni sarà di 700 mila metri cubi di marmi, previsione in linea con i quantitativi attualmente autorizzati. L’attività estrattiva sarà accompagnata da una serie di interventi di mitigazione quali: il recupero e la riqualificazione paesaggistica per l’accessibilità dell’area di Falcovaia quale punto privilegiato di fruizione della vetta del monte Altissimo; la realizzazione di un nodo di interscambio (spazi di sosta e parcheggi) e di un’area di sosta attrezzata per limitare, controllare e regolamentare gli accessi dei visitatori all’area delle Cervaiole; la promozione e la compartecipazione di Henraux ad uno studio di fattibilità per la messa in sicurezza del ravaneto e per il recupero idraulico e idrogeologico del Canale del Giardino; il recupero e la riqualificazione paesaggistica degli spazi, dei servizi e delle infrastrutture per la fruizione paesaggistica delle Cervaiole dalla Valle del Serra e dalla Valle del Giardino attraverso la realizzazione di un “osservatorio” attrezzato.

    [b]Comunicato stampa Comune di Seravezza

    Stefano Roni, addì 22.11.2018[/b]

    #27902
    alberto
    alberto
    Partecipante

    pianificata la distruzione dell’ALTISSIMO !!

    #27932

    Luca
    Partecipante
    [quote=”alberto”]pianificata la distruzione dell’ALTISSIMO !! [/quote]

    :huh: … questa battuta mi richiama alla mente un tuo toppicche del 2014: morte del monte Altissimo

    [quote=”bonatti”]Oggi sul Tirreno: “L’Henraux vince la causa per gli usi civici”

    La sentenza del Giudice Pietro Catalani conferma che Il monte Altissimo, le Gobbie, le Cervaiole, il monte Cavallo, il Monte Carchio, sono di proprietà dell’ Henraux Spa.

    Adesso l’ Henraux farà man bassa . Sarà la distruzione del monte Altissimo…[/quote]

    …siamo sempre lì? :dry:

    a proposito: più nessuna notizia della sentenza definitiva del commissario agli usi civici, che si aspettava per fine luglio :whistle:
    te ne sai qualcosa?

    #27934
    alberto
    alberto
    Partecipante

    ma come è possibile che delle montagne siano di proprietà di qualcuno e questo qualcuno le può distruggere??
    Una montagna non può essere di proprietà di qualcuno. Come sono dell’Enraux ollora sono anche mie, sono anche tue.

    #27937

    Luca
    Partecipante
    [quote=”alberto”]…Una montagna non può essere di proprietà di qualcuno. Come sono dell’Enraux ollora sono anche mie, sono anche tue.[/quote]

    :blink:
    e questo dove sta’ scritto?

    diciamola così: in montagna come altrove ci sono aree, distinte in particelle catastali, di proprietà privata.

    queste aree sono esclusivamente di proprietà del proprietario, che sia la ditta RRò o i montagnini Tizio e Caio… e non sono anche mie e anche tue… :dry:

    se le carte sono in regola, la proprietà privata è proprietà privata, nella piana come al monte.

    tra l’altro pare che le montagne non siano nemmeno considerate beni demaniali, se non in parte:

    …d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole…

    per il sottosuolo la storia è ancora più complessa… :S

    #27938
    Giovanni Guidi
    Giovanni Guidi
    Partecipante

    Scrivo qualcosa su ciò che conosco ovvero il Piano di Bacino relativo alle Cervaiole. La sezione del CAI di Pietrasanta è stata invitata alla discussione pubblica, alla quale partecipano anche associazioni, comitati e cittadini. Fin dall’inizio della procedura abbiamo coinvolto il CAI regionale e la commissione Tutela Ambiente Montano. Abbiamo denunciato tutte le criticità e chiarito un punto: il CAI non collabora con Henraux ma denucia le criticità. L’ultimo incontro al quale ho partecipato si è tenuto, informalmente, in Comune a Seravezza ed erano presenti Anpi e il CAI di Pisa, oltre al sottoscritto. Anche in quell’occasione abbiamo ribadito il nostro sconcerto per aver affidato a un privato, Henraux, il ruolo di pianificare l’attività estrattiva che esso svolgerà (lo so, è assurdo ma è così). Vi riporto il mio resoconto dell’incontro ma ho brutte impressioni per l’Altissimo:

    Buonasera,

    dopo qualche giorno provvedo a informarvi dell’incontro che si è tenuto martedì 25 settembre presso il Comune di Seravezza tra amministrazione comunale, Henraux spa, sezione di Pietrasanta, Pisa e Anpi. L’incontro, non ufficiale, è stato organizzato per presentare al CAI e a Anpi (non si capisce perché non siano stati coinvolti altri soggetti; forse perché riguardava soltanto il bacino delle Cervaiole) l’unica soluzione che amministrazione e Henraux spa (ricordo che i Piani di Bacino di Seravezza sono privati e condotti dalla ditta) propongono, ovvero quello di concentrare l’attività estrattiva su un unico punto (l’ex Picco di Falcovaia) e non intaccare il resto. I tecnici di Henraux spa propongono di regolamentare il traffico su marmifera 141, 142 e 31, con un sistema informativo in base attività estrattiva per auto, bici e pedoni. In sostanza: con il verde si passa, con il rosso no. Sia io che Alessio Piccioli, presidente della sezione di Pisa, abbiamo mostrato i nostri dubbi al riguardo e soprattutto abbiamo chiarito che tale proposta dovrà essere presentata a livello regionale. Questo perché come singole sezioni non disponiamo né delle competenze necessarie né del peso necessario per il confronto con un’azienda, Henraux spa, molto forte a livello economico e politico.

    Altri punti affrontati: Henraux spa sostiene che le opere di mitigazione saranno eseguite in base alle quantità estratte e riguarderanno anche la sentieristica e l’Anpi per un progetto sulla memoria. Le nostre obiezioni sono state: chi controlla le quantità? Le telecamere perché non sono in funzione? Il ripristino non dovrebbe già essere obbligatorio? Risposta dell’azienda: le valutazioni di impatto ambientale sono successive e riguardano piano attuativo. Abbiamo intenzione di valorizzare la filiera corta (almeno 50 per cento). I controlli spettano al Comune ed è stato proposto un percorso partecipativo per risolvere criticità 31,141 e 142. Hanno suggerito di evitare in futuro commistione attività estrattiva e escursionistica e ricordato che il ravaneto che ostruisce il 31 da 15 anni presso la Foce del giardino dipende dall’Autorità di distretto ma che la ditta Henraux spa offre di compartecipare con interventi provvisori.

    Cosa aggiungere? La soluzione offerta è una e mi vede personalmente contrario; il Comune affida a un privato i Piani di Bacino che per legge deve controllare. Prima dell’incontro amministrazione e tecnici, oltre ai legali dell’azienda, si sono riuniti a parte.

    Mi auguro che il CAI regionale possa confrontarsi con amministrazione e azienda. Vi terremo aggiornati.

    #27939
    alberto
    alberto
    Partecipante

    e questo dove sta’ scritto?

    l’hai appena letto!

    le montagne caro DOKKE sono i PILASTRI DEL CIELO Armando Aste mi perdonerà se prendo a prestito il titolo di un suo libro. E non abbiamo il diritto di distruggerle.

    Perchè è questo che facciamo: le DISTRUGGIAMO!

    #27940
    alberto
    alberto
    Partecipante

    né del peso necessario per il confronto con un’azienda, Henraux spa, molto forte a livello economico e politico.

    “…e politico…”

    questa ultime due parole dicono tutto!

    #27941

    Luca
    Partecipante
    [quote=”alberto”]e questo dove sta’ scritto?

    l’hai appena letto![/quote]

    …ubi maior… :S

    [quote=”GiovanniTecchia”]…abbiamo ribadito il nostro sconcerto per aver affidato a un privato, Henraux, il ruolo di pianificare l’attività estrattiva che esso svolgerà (lo so, è assurdo ma è così)…

    …il Comune affida a un privato i Piani di Bacino che per legge deve controllare…[/quote]

    :huh: cioè, non ho capito: qua c’è qualcosa che un mi torna… :unsure:

    …l’importanza della collaborazione che ha visto fianco a fianco Comune ed Henraux nella definizione del Piano. Un lavoro lungo ed accurato, con le due parti con posizioni e prospettive diverse ma entrambe impegnate a realizzare uno strumento utile, che possa essere di sicuro riferimento nella regolamentazione delle attività di cava…

    …gli obiettivi che con i Piani di Bacino l’Amministrazione ha inteso perseguire: «dotarsi di uno strumento intermedio tra i piani regionali di carattere generale e i piani di escavazione delle singole cave, ovvero di una cornice di regole entro le quali inserire tutto il successivo lavoro di regolamentazione e di controllo delle attività estrattive. I Piani di Bacino introdotti dalla Regione Toscana per pianificare le aree estrattive rappresentano una grande novità – ha aggiunto Salvatori – che il Comune, d’intesa con Henraux, proprietaria di gran parte dei siti estrattivi presenti nel nostro territorio, ha voluto cogliere come una vera sfida. Con questi piani si segna una netta linea di demarcazione rispetto al passato e si dota il Comune di un complesso di studi, analisi e metodi che per la prima volta, in maniera molto dettagliata, specifica e chiara, detta le regole entro le quali svolgere le attività estrattive, autorizzarle, gestirle, monitorarle, potendo fin d’ora prevederne gli effetti nell’arco dei prossimi dieci anni»…

    #27943
    alberto
    alberto
    Partecipante

    E si è una legge di natura. Pertanto superiore!
    Anche se l’uomo fa di tutto per imporre la sua. Ma poi arrivano le conseguenze.

    #27944
    Giovanni Guidi
    Giovanni Guidi
    Partecipante

    Che cosa non ti torna? Che nell’articolo c’è scritto che il comune ha l’obbligo di controllare mentre io ho detto che si autocontrollano? Vedi te, puoi credere a ciò che vuoi, ci mancherebbe. Nel caso ti consiglio anche le tesi del senatore Mallegni:

    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2151940101695329&id=1454654521423894

    Riepilogo sintetico: Henraux ha un sindaco come dipendente, ha avuto un vice presidente del Parco, ha appoggiato vari candidati anche a Pietrasanta e Seravezza, finanzia iniziative, scrive a Seravezza i Piani di Bacino che la riguardano come azienda e … per te, Dok, tutto ciò va sostanzialmente bene e preferisci dire che qualcosa che io scrivo non ti torna. Fai pure, ma ciò che ti ho appena scritto sono fatti, non opinioni. E ciò che l’architetto Cinquini (Henraux) e il vice sindaco Salvatori ci hanno detto e proposto è un semaforo per accedere a una montagna dopo aver distrutto il sentiero. Te lo possono testimoniare il presidente del CAI di Pisa, i rappresentanti dell’Anpi e Angelo Nerli, presenti all’ultimo incontro. Ps, prima della riunione amministrazione e architetto chiusi in una stanza con avvocati Henraux: i nemici siamo noi, non l’azienda che estrae.

    #27945

    Luca
    Partecipante
    [quote=”alberto”]E si è una legge di natura…[/quote]

    …come la legge del più forte? e allora mettiamosi pure l’animo in pace. :P

    Alta Versilia
    Piano Attuativo di Bacino Estrattivo: SOS Altissimo

    venerdì, 23 novembre 2018, 11:20

    Le associazioni Amici della Terra Versilia, Legambiente Versilia e WWF Alta Toscana intervengono a ridosso dell’adozione di oggi, venerdì 23 novembre, del Piano Attuativo di Bacino Estrattivo del Monte Altissimo a cui seguiranno la pubblicazione sul BURT e i 30 giorni per le osservazioni, che cadranno in pieno periodo natalizio.

    “Così nella frenesia degli acquisti – commentano le associazioni -, si avrà il Piano da leggere fronteggiandone le “incapibilità” (citando Checco Zalone), acquisendo una visione più consapevole del territorio. Come è stato detto il 20 novembre alla sua presentazione. Dove si è scoperto che la sparizione del pizzo delle Cervaiole, del sistema del monte Altissimo, è solo una “percezione”. All’osservazione che il suo sbassamento, di 50 metri, fu concesso nel 2008, 24 dei quali erano già partiti nel 2011, è stato risposto che non bisogna guardare, sempre, “il bicchiere mezzo vuoto”. A Carrara e nella Piana finora si è fatto di peggio. In fondo, il PABE prevede, in 10 anni, di estrarre “solo” 700.000 metri cubi di marmo, per i quali si cancelleranno altrettanti metri cubi di montagna. Quantità che, assicurano i tecnici, poi saranno inferiori!? Allora sfugge il perché autorizzare a scavare di più. Così come sfugge perché nella mole di studi realizzati non si dà alcun Valore al marmo. Del resto se l’Henraux è presente nelle Apuane dal 1700 non è per fare del bene alle comunità locali. E il marmo è un Valore non rinnovabile, che una volta consumato non c’è più. A questo punto più che il “bicchiere” forse sarebbe bene non perdere di vista “la bottiglia”. Che non sembra interessare a chi ha redatto il Piano perché niente viene detto sulle “esternalità”.

    “Cioè – spiegano – quei costi che non ricadono sul bilancio aziendale ma sulla collettività, come salute, manutenzione strade, inquinamento ecc… Le cifre non sono trascurabili. In uno studio preliminare, svolto nel 2006 con fondi della Regione Toscana, è stato stimato che l’estrazione di una tonnellata di marmo rende all’azienda € 2.002.000/anno al netto delle spese, mentre costa agli abitanti di Seravezza, al netto dei vantaggi (stipendi e tasse), € 28.210.000/anno. Forse non è un caso se i Comuni con le cave sono poveri? E non consola che altre cave non lavorano il marmo in loco come l’Henraux”.

    “A tale proposito – concludono – vale la pena ricordare che lo sbassamento della vetta delle Cervaiole, in sfregio a Michelangelo, nel 2006, avvenne perché l’Henraux firmò, con i Comuni di Stazzema, di Seravezza ed il Parco delle Apuane un Protocollo d’Intesa dove si impegnava a trasformare il 60% dell’estratto in loco (entro il 2011) e a destinare la parte restante “prioritariamente alla lavorazione presso le aziende collocate nel distretto”. Questo nel tentativo di mitigare gli effetti negativi delle esternalità. Nel PABE, del 2018, si parla del 50% di lavorato in loco e si tace sulla destinazione della parte restante. E il Protocollo? La sua attuazione? La “percezione” è negativa. Forse, se va di moda l’antiscienza e se nessuno si fida più delle autorità, non è solo colpa dei social. Di conseguenza per quanto riguarda il PABE si chiede all’amministrazione, di riconsiderare le quantità da estrarre, per ridurre le perdite a cui andrà incontro la Comunità di Seravezza e quella Internazionale, che considera le Apuane e l’Altissimo un Bene dell’Umanità; e di inserire nel PABE quando previsto dal Protocollo firmato nel 2006, per evitare a tutti brutte sorprese nella calza della Befana”.

    #27946

    Luca
    Partecipante
    [quote=”GiovanniTecchia”]…per te, Dok, tutto ciò va sostanzialmente bene e preferisci dire che qualcosa che io scrivo non ti torna…[/quote]

    …se le tue supposizioni e conclusioni viaggiano alla velocità di quelle nei miei confronti, ho serie ragioni per prenderle con le dovute precauzioni.

    ho detto che qualcosa un mi torna per la evidente discrepanza delle due versioni, non voleva essere una osservazione su quello che hai detto te..
    io non sono prevenuto nei tuoi confronti.

    #27947
    alberto
    alberto
    Partecipante

    e chi sarebbe il più forte?… Io ?!?!

    Sono io che distruggo le montagne apuane ?
    sono io che riempio di detriti i fianchi di queste montagne?
    Sono io che faccio i milioni con la loro distruzione?
    Sono io che abbandono i rifiuti nella cave chiuse?
    Sono io che butto giù per i canaloni e pendii : bidoni, pneumatici, cavi elettrici, e troiai vari ?
    Sono io che lascio marcire sul posto i vecchi camion e ruspe ?

    cazzo come sono forte… :evil: non me ne ero reso conto :blink: :ohmy:

    Forte e anche prepotente…che se la piglia con i poverini dell’Enraux :( …vittime sacrificate sull’altare dell’ambietalismo più becero…. :evil:

    #27948
    alberto
    alberto
    Partecipante

    Riepilogo sintetico: Henraux ha un sindaco come dipendente, ha avuto un vice presidente del Parco, ha appoggiato vari candidati anche a Pietrasanta e Seravezza, finanzia iniziative, scrive a Seravezza i Piani di Bacino che la riguardano come azienda e

    e qui tutto Ok, tutto regolare, mi sembra giusto che questi personaggi piazzino i loro GIOLLI al punto giusto.

    ma via non ci prendiamo per i fondelli. Abbiate almeno l’umanità di rispettare l’intelligenza altrui.

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