Ripristino e/o schiodatura vie

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  • Questo topic ha 215 risposte, 13 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 6 anni, 11 mesi fa da Anonimo.
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  • #22040
    Anonimo
    Ospite

    Topic di servizio

    Vorrei che questo spazio venisse usato per segnalare gli interventi effettuati su vie e relativi avvicinamenti atti a ripristinare lo stato originale degli stessi, oppure la schiodatura totale di itinerari illogici e ritenuti non rispettosi dell’etica del luogo o che si sovrappongono ad itinerari storici.
    Sappiamo più o meno tutti quali sono gli scempi più evidenti

    Lo terrò aggiornato ad ogni intervento che farò e sarei contento che anche altri contribuissero alla pulizia e poi alla segnalazione in questo elenco.

    Vorrei fossero evitati commenti per lasciare ordinato e facilmente consultabile il topic con il solo elenco degli intervanti fatti.
    Eventuali commenti saranno benvenuti su topic a parte.

    Preciso subito che il materiale recuperato e riusabile sarà devoluto ad altri apritori più “affidabili” per la manutenzione di vie, o nuove aperture, che siano in montagna o falesia.

    Si potrebbe “agire e stare zitti”, ma anche no…. e quindi giusto segnalare gli scempi riportati alla normalità.

    #22041
    Anonimo
    Ospite

    Pilastro Montagna

    Tolta la corda fissa alla selletta di discesa.
    Tolta la corda fissa di accesso all’itinerario classico.

    (Tale corda conduceva ad una sosta (sosta 0) da cui parte una nuova fissa che collega altre due soste.
    Questo sembra un tentativo di via nuova o variante di attacco (?) del pilastro essendo molto a sinistra dell’itinerario classico.
    Nel rispetto dell’eventuale tentativo ho lasciato la fissa che collega le soste.
    C’è da chiedersi se sia opportuna una via a spit in un posto così selvaggio, su difficoltà contenute (arrivato a sosta 2 in scarpe normali e senza usare la fissa) e dove è possibile usare protezioni veloci. Avrei anche una foto esplicativa… appena capisco come iserirla la metterò)

    #22042
    alebiffi86
    Partecipante

    abbi pazienza..lo sò che hai detto di evitare commenti ma non resisto..ne faccio uno solo e poi mi levo dalle balle: era ora!!! sei un grandeeeeeeeee!!!!!!! :woohoo: :woohoo: :woohoo: :woohoo: resto a disposizione per eventuali altri interventi (qualche suggerimento? bimbi da prato alla est della secca, richiodatura della malerba al grondilice,alto di sella,) mi piace anche l’idea di firmarsi zorro..simbolo di giustizia e difesa della libertà

    #22043
    alberto
    Partecipante

    ne approfitto subito.

    3 settimane fa durante l’uscita del corso roccia della Scuola Monteforato , da parte degli istruttori stessi, è stata ripristinata la via “13 chiodi” sulla falesia nei pressi del rifugio Forte dei Marmi che da sempre (più di 30 anni) viene usata per scuola di arrampicata artificiale e per fare le prove di caduta. I vecchi chiodi a pressione della via vennero tutti spezzati per fare posto ad un tiro di arrampicata sportiva “INDIAN GIRL” con tanto di appigli scavati.

    Voglio precisare che il tiro “Indian Girl ” è sempre scalabile anche se gli appigli scavati andrebbero richiusi. Visto che si critica l’artificiale perchè è una forzatura, scavare gli appigli per rendere salibile una parete non mi sembra un comportamento meno forzato.

    Qualcuno, domenica scorsa, in modo non tanto garbato, ci ha invitato ad andare a fare le prove da un’altra parte perchè lì , a detta sua c’è una falesia.

    Prima di parlare bisognerebbe conoscere la STORIA. Quei monotiri di artificiale sono li dagli anni 70! le prove e le lezioni ci sono sempre state fatte. Molto prima che esistesse il tiro di arrampicata sportiva.
    Quindi questo invito, ripeto molto poco garbato, ad andare da un’altra parte, lo rigiro con lo stesso tono a chi l’ha fatto a noi.

    Se qualcuno, come sembra vuole iniziare opere di richiodatura in zona Procinto, ben venga da parte mia non ci sono problemi, ma è bene che si sappia che queste opere di richiodatura siano fatte con il principio del rispetto storico e non secondo le proprie personali convinzioni che porterebbero a stravolgere lo stile originario dell’itinerario.
    Come purtroppo è già successo in sona Procinto. Vedi la richiodatura seriale della Capanna-Ceragioli
    Questo per mantenere buoni i rapporti sociali fra chi la pensa in un modo e chi in un altro.

    #22044
    Nico
    Partecipante

    Sono stati tolti i fix sulla Ceragioli alla Pietralunga del monte Gabberi, compresa la sosta di calata. La via rimane ancora ottimamente chiodata… per eventuali scrupoli verificare (chiaramente) la vecchia sosta a chiodi alla quale, comunque, fu aggiunto un nuovo chiodo qualche anno fa.

    Mi rendo disponibile per andare a ripristinare la Frisoni-Stagno alla NE della Secca.

    Di lavoro ce nè parecchio quà in giro! addirittura sul Folgorito qualcuno è salito con il trapano…

    #22055
    Anonimo
    Ospite

    io la butto li…”vento dell’ovest al procinto” mi pare una emerita cagata….

    #22059
    Anonimo
    Ospite

    GASP..SOBB l’ultimo che arriva detta delle nuove regole,del tutto arbitrarie,e alcuni dei più”prestigiosi”forumisti,che io ritenevo anche bonariamente un pò anarchici,ne sposano i principi sensa battere ciglio.Sono allibito.Non ho parole!Sensa contare il caos che ne verrà fuori se metterete in atto alcune delle cose che vi promettete di fare.
    Comuque,per vostra conoscienza,io queste regole non le rispetterò.
    Ciao L.

    #22060
    alebiffi86
    Partecipante

    [quote=”bellatrix46″ post=24510]GASP..SOBB l’ultimo che arriva detta delle nuove regole,del tutto arbitrarie,e alcuni dei più”prestigiosi”forumisti,che io ritenevo anche bonariamente un pò anarchici,ne sposano i principi sensa battere ciglio.Sono allibito.Non ho parole!Sensa contare il caos che ne verrà fuori se metterete in atto alcune delle cose che vi promettete di fare.
    Comuque,per vostra conoscienza,io queste regole non le rispetterò.
    Ciao L.[/quote]

    primo: nessuno ha dettato delle “nuove” regole…qui parliamo di far rispettare un etica alpinistica che esisteva prima di me,di te e del forum; semmai è chi con prepotenza si è preso la briga di ROVINARE delle vie storiche che ha fatto atti arbitrari senza minimamente preoccuparsi di cosa ne pensassero gli altri; secondo: il nuovo arrivato esprime solo un opinione ben condivisa da tempo da molti qui sul forum; non ne verrà fuori nessun caos..semplicemente le vie che erano attrezzate a chiodi (e/o da proteggere) torneranno ad essere tali; è tipico dei prepotenti far passare per prepotenza la richiesta leggitima degli altri di veder rispettati i propri diritti, tra i quali rientra quello di gustarmi l’ingaggio su di una via di 40 anni fà senza che qualche padre eterno vada a riempirla di fori in nome di una “presunta sicurezza”; parli di anarchia? tu? ma non farmi ridere..hai ampiamente dimostrato con questo post di sposare perfettamente la mentalità criminale che stà rovinando l’alpinismo classico; qui nessuno ti chiede di rispettare nulla..fai un po’ il cazzo che ti pare..noi faremo altrettanto; sappi solo che se vai a mettere fix da qualche parte butti solo via soldi e tempo perchè il giorno dopo parto da casa con la mia chiave da 10mm, un flessibile a batteria,un buon martello e tolgo tutto..poi il primo cassone della rumenta fà il resto; auguri

    #22061
    Anonimo
    Ospite

    Alebiffi sei troppo impulsivo e non mi piace il tuo linguaggio Quando parlo di regole mi riferisco a quelle che l’ultimo arrivato propone al forum e non quelle che riguardano l’etica delle vie d’arrampicata,in quanto per ora non mi riguardano essendo solo un escursionista avanzato.
    Però quando andrò anch’io a fare qualche via d’arrampicata,mi piacerebbe trovarla come descritta nella relazione e non modificata in nessun modo.
    Non credo sia così difficile capire questo concetto!
    Se così non fosse ogni ulteriore discussione è inutile.
    Saluti L.

    #22062
    Alessandro Rossi
    Partecipante

    Soffro non poco nel sentirvi cosi litigiosi, spero che queste parole dell’immenso Livanos possano portare un po di serentità in questi cuori avvelenati da spit fix rotti e chiodi rugginosi.

    [i]Io non sono un nemico feroce dei chiodi a espansione e, lo dichiaro francamente, quando e’ proprio impossibile passare in altro modo, li adopero anch’io.Ma pur ammettendone l’uso per un breve passaggio, li porto meco raramente, perche’ mi limito ad attaccare intinerari su cui ne appaia improbabile l’impiego.Forare venti buchi per aprire la splendida direttissima della parete Nord della Cima Grande e’ giustificabile, mentre a mio avviso, l’alpinismo avrebbe potuto omettere parecchie imprese posteriori.Io quindi non approvo gli intinerari su cui i chiodi ad espansione sono impiegati senza misura, ma nemmeno li condanno del tutto, perche’ sono imprese eccezionali in campo atletico.A chi li denigra sistematicamente osservo: “Sta bene, aprite una di quelle vie e ne riparleremo”.Pero’, dobbiamo ammetterlo, sono imprese che di comune con l’alpinismo hanno il solo aspetto di svolgersi in montagna.Diro’ di piu’: esse sono certamente realizzabili anche da chi non abbia mai effettuato scalate, purche’ sia addestrato a questa tecnica.
    L’arrampicamento artificiale, il buon vecchio “artif.” di prima del chiodo ad espansione, non era un progresso rispetto all’arrampicamento libero: era una cosa diversa, un mezzo, per l’uomo, di salire su rocce che non avrebbe potuto scalare.L’aereoplano e’ un mezzo per muoversi nell’aria, ma non per questo l’uomo vola.
    “I chiodi sono l’adattamento degli strumenti dell’arrampicatore alla montagna la’ dove essa lo consenta; ma il forare la roccia e’ un adattamento dellla montagna, e’ una modificazione della natura.Sarebbe altrettanto logico far saltare uno strapiombo con la dinamite”.
    Questo scrivevo nel 1957 e non ho mutato opinione.Una cosa e’ il torero, un’altra il macellaio, una cosa e’ il combattente e un’altra l’assassinio.Si puo’ andare a caccia del leone con un fucile o con un carroarmato; e’ cosigliabile il carroarmato se lo scopo e’ quello di vedere un leone morto.Ma e’ questo lo scopo da perseguire?
    Comunque, ciascuno e’ libero di divertirsi come preferisce.Ma, a quanto pare, i chiodi ad espansione sono comparsi su vie classiche…
    Se questi chiodi non sono giustificati da operazioni di soccorso, se qualcuno mette un perforatore nello zaino partendo per una di quelle scalate, gli diro’:” Siete povera gente, siete poveri cretini; non vi sara’ scarpa abbastanza solida per mollarvi tutti i calci nel sedere che meritate”.
    Ciascuno e’ libero di divertirsi come preferisce? Il sentirsi incapace di fare la Carlesso o la Vinatzer puo’ essere un divertimento?Quale? La gloria, immensa, che si puo’ trarre dalla centocinquantesima scalata della Carlesso?[/i]

    GEORGE LIVANOS.

    #22063
    alberto
    Partecipante

    per quanto mi riguarda non sposo regole dettate da altri. L’unica regola a cui faccio riferimento e quella del RISPETTO. Rispetto storico di un itinerario , rispetto di quello che è stato fatto dagli altri anche se lo stile adottato non è il mio.

    Quindi se decido di andare a ripetere un itinerario di altri cerco nel massimo delle mie possibilità di rispetterne lo stile di apertura e non mi sognerei mai di modificare lo stile dei primi salitori pur di garantirmi in modo assoluto la salita dell’itinerario.
    Quindi non mi porto dietro il perforatore e metto spit dove gli altri sono passati senza.
    Se non sono capace di salire perchè non me la sento o non ho il livello tecnico , rinuncio e vado a fare un’altra cosa più adatta alle mie capacità.
    Non esiste il diritto di fare tutto anche perchè sarebbe barare con gli altri ma anche con se stessi.

    Poi c’è , e non è secondario!!, il rispetto della roccia , della parete, della montagna che non è di nostra proprietà.
    Anchio ho fatto i miei errori ma nel corso di tanti anni di frequetanzione della montagna ho maturato questi principi che per me sono importanti.

    Te parli di ANARCHICI. Bene l’anarchia è una grande cosa vuol dire libertà! ma questa libertà non vuol dire menefreghismo, non vuol dire che ognuno è libero di fare quello che gli pare in barba agli altri, calpestando tutto e tutti per il proprio egoismo. Questa non è anarchia è arroganza.
    Anarchia presuppone il massimo rispetto degli altri.

    Creare uno scontro tra diverse linee di pensiero non è una bella cosa e su questo sono d’accordo con te ma non si può nemmeno sempre passare oltre. Non si può sempre fare finta di nulla.
    Anche perchè chi fa queste cose conta proprio su questo silenzio.

    Se te hai letto bene quello che ho scritto. Domenica scorsa al rifugio Forte dei Marmi siamo stati invitati con tanto di offese ad andare a fare la nostra attività di scuola da un’altra parte.
    Dopo più di 30 anni che dedichiamo il nostro tempo libero e le nostre energie a chi vuole iniziare a scalare, arriva qualcuno con tono arrogante, addirittura offendendo dandoci dei dementi perchè abbiamo ripristinato, dico ripristinato un itinerario preesistente che qualcuno si era preso la libertà di schiodare, e ci manda via. Cosa avremmo dovuto fare? Stare zitti e UBBIDIRE?
    Mi va bene il confronto, anche aspro, sulle idee sul modi di concepire l’alpinismo, l’arrampicata ma tutto deve fare riferimento sempre e comunque al rispetto.
    Chi con tono arrogante mi dice che chi non fa l’8A può andare da un’altra parte, non mi rispetta perchè lì da molto prima c’era un tiro di A1.

    Chi interviene su itinerari già saliti e da decenni, un esempio recente Nord Est della Pania Secca, ma ce ne sono molti altri, lo fa di norma di nascosto e senza preoccuparsi minimamente di chi la pensa diversamente. Lo fa e ti mette davanti al fatto compiuto. Cosa si deve fare ? si deve stare sempre zitti ? Non si deve nemmeno protestare?

    Te scrivi:

    ….”Però quando andrò anch’io a fare qualche via d’arrampicata,mi piacerebbe trovarla come descritta nella relazione e non modificata in nessun modo.
    Non credo sia così difficile capire questo concetto!”……

    Sono completamemte d’accordo con te però scusa se mi permetto ma sei un pò ingenuo oppure non sei aggiornato sulla realtà attuale.
    Il “concetto” che definisci non “difficile da capire” è in realtà spesso e volentieri non rispettato. Non è che chi fa queste cose non capisce il concetto semplicemente non lo rispetta!!

    Ti faccio solo alcuni esempi: fessura Malerba al Grondilice tutta trapanata. Via Oppio alla nord del Pizzo spittate le soste, N.E della Pania Secca spittata e sono stati aggiunti addirittura degli spezzoni di cavo di acciaio manco fosse una ferrata, Spigolo Dolfi alla Torre Francesca tutto spitatto e modificato il tracciato, via Maestri alla Torre Francesca tutta spittata, ect, ect.

    Con la Nord est della Secca si è poi raggiunto il massimo: si è dichiarata la via nuova con tanto di nome. Ma non era la Frisoni-Stagno degli anni 20 del secolo scorso oramai da decenni un classico percorso dell’alpinismo invernale apuano….??

    Se si vuole evitare il CAOS che ne potrà venire fuori l’unico principio da sposare è: per avere rispetto bisogna portare rispetto.

    Non mi sembra un concetto difficile da capire/accettare…… Oppure no???

    #22064
    Anonimo
    Ospite

    L’ultimo arrivato è una vita che gira per le Apuane e si è un po’ rotto le p…. di vedere il mancato rispetto DEGLI ALTRI!!! … è l’ora di fatti, basta parole!

    Bellatrix…. con tutto rispetto…. mi sa che non hai capito assolutamente niente, sinceramente!! Tanto che sei riuscito a contraddirti in due messaggi… mah…
    Resto allibito e senza parole io, francamente…. ma è un problema tuo… mi spiace.

    Scusate: è possibile spostare i commenti in altro topic? (pure questo ovviamente)
    Così chi vorrà consultare l’elenco delle vie da ripetere COSi COME ERANO STATE APERTE E RELAZIONATE (Bellatrix docet) potrà farlo facilmente!!

    Grazie…

    nuove regole….ultimo arrivato….dettate al forum….
    ma dove? ma quando? …. ma chi l’ha scritto? ….
    mah….

    (ah…. l’anarchia e la mancaza di rispetto verso gli altri dell’ultimo arrivato si è spinta talmente avanti che, quando si è accorto che la via al pilastro era probabilmente una via nuova, pur avendo già smontato una sosta, ha rimesso tutto a posto e lasciato come era il lavoro di altri, pur non condividendo l’etica.
    Ma che lo dico a fare che tanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire….)

    #22065
    Alessandro Rossi
    Partecipante

    sentite questi, che mondo….

    Etica della chiodatura alpinistica in Val Gardena

    La Val Gardena gode di un’affermata storia alpinistica e ha avuto un ruolo di primo piano nell’esplorazione delle cime e pareti che la circondano. Da sempre si è cercato, mantenendo tradizione e stile, di rispettare itinerari classici e di compiere le imprese seguendo l’etica consolidatasi nel tempo. Facendo tesoro delle gesta di G. B. Vinatzer, autentico pioniere dell’arrampicata libera e seguendo il filone di Messner, i giovani scalatori gardenesi hanno continuato nello stesso stile compiendo dagli Anni Settanta in poi numerose prime ascensioni di notevoli difficoltà. Sono riusciti così nel loro intento di valorizzare le linee logiche offerte dalla natura verticale, facendo prevalentemente uso di protezioni mobili senza trapanare inutilmente e sistematicamente la roccia.

    Esaminando l’evoluzione dell’arrampicata dei nostri giorni, che si muove nelle più varie direzioni, da quella consumistica dei gradi da accumulare, del fascino della presa più piccola, a quella della sua dimensione spirituale, gli scalatori della valle hanno deciso di incontrarsi per riflettere e discutere sul futuro della montagna.
    Le varie associazioni alpinistiche locali (Gruppo Alpinisti Gardenesi, Corpo Nazionale Soccorso Alpino Val Gardena, Catores, Associazione Guide Alpine Val Gardena, Gruppo Guide Alpine Catores) si sono riunite in assemblea per trattare la questione dell’etica alpinistica in generale e dello stile adottato nell’apertura di itinerari nuovi in zona. Sono giunte a delle conclusioni molto intuitive e semplici:

    – Innanzi tutto si auspica che vie classiche non vengano stravolte da una chiodatura sistematica a perforazione (per esempio a spit, a fittoni resinati e simili). Le vie già esistenti dovrebbero mantenere il loro carattere originario e così anche il loro valore alpinistico. L’assemblea chiede quindi a tutti gli alpinisti, arrampicatori e chiodatori di rispettare e di immedesimarsi nelle tradizioni vigenti su queste pareti, ovvero di prestare attenzione a non ledere vie già esistenti intersecandole, ricalcandole o tracciando nuovi itinerari in prossimità di esse.
    o Anche in pareti con spazio sufficiente per vie nuove è importante salire dal basso, evitando di far largo uso di violenza perforante, proprio per conservare terreno d’avventura e d’esplorazione per le future generazioni, alle quali occorre rendere possibile libertà d’azione secondo le loro capacità, indubbiamente un domani più evolute.

    – Un altro problema riguarda le cosiddette vie “moderne” o “sportive a spit” in ambiente alpino. Le aspre condizioni (scariche di sassi e di ghiaccio, corrosione per continua umidità, ecc.) incidono sull’affidabilità della chiodatura e possono anche comportare sporadici cedimenti della stessa. Un eventuale rinnovamento della chiodatura a perforazione da parte dell’arrampicatore risulta problematico ed improbabile e comporterebbe in ogni caso pessime tracce incancellabili (relitti degli spit precedenti).

    – Itinerari superattrezzati ingannano facilmente chi esce dalla falesia, dandogli la sensazione di una totale sicurezza. Nel severo ambiente di grandi dimensioni permangono pur sempre una serie di pericoli oggettivi che si moltiplicano, inoltre, a causa dell’iperfrequentazione di dette vie. Per i motivi suesposti, le associazioni presenti hanno espresso parere contrario a tali “tracciati costruiti”.
    Una maggiore sicurezza è raggiungibile facendo leva sull’autoresponsabilità di ogni singolo alpinista. Per fare ciò è importante che tutte le pubblicazioni in merito diano un quadro preciso e corretto della pericolosità e dell’impegno complessivo delle vie descritte, dando all’alpinista la possibilità di cimentarsi su itinerari adeguati alla sua preparazione, esperienza ed alle sue capacità. Ivi è compresa l’abilità e la tecnica nell’applicazione di protezioni mobili (clessidre, spuntoni, dadi, friends ecc.), indispensabile peraltro nel completare soste già esistenti, e la verifica (relativa alla sicurezza) della chiodatura che potrebbe eventualmente anche esigere la sostituzione di qualche chiodo leso o malfermo.

    Per chi vuole dedicarsi all’arrampicata sportiva, la Val Gardena offre determinate zone attrezzate adeguatamente (Cansla, Frea, Busc dl Preve sono esempi).
    Facendo riferimento alle Tavole di Courmayeur, al documento del Club Alpino Accademico Italiano riguardante l’etica dell’arrampicata, alla recente dichiarazione “Tirol Deklaration” delle associazioni alpine di Germania, Austria e Alto Adige in collaborazione con l’UIAA, al progetto “Mountain Wilderness Svizzera” vorremmo fare un appello a tutti gli scalatori di qualsiasi livello ed ideologia di associarsi alle nostre idee. Esse non sono intese come una restrizione, ma come forma d’espressione di maggior libertà, lasciando più spazio alla creatività di ogni arrampicatore che potrà così continuare la sua personale esplorazione (simile a quella dei primi salitori) in un ambiente di unica e naturale bellezza.

    Val Gardena, autunno 2003

    Firmato:
    • per i Catores: Hubert Moroder;
    • per il Gruppo Alpinisti Gardenesi: Andreas Anvidalfarei, David Demetz,
    Willy Comploj, Benno Vinatzer, Veronika Schrott;
    • per l’Associazione Guide Alpine Val Gardena: Reinhard Senoner;
    • per il Gruppo Guide Alpine Catores: Stefan Stuflesser;
    • per il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Val Gardena: Adam Holzknecht;
    • Othmar Prinoth (Presidente Collegio Guide Alpine Alto Adige);
    • Tullio Mussner (Presidente della Lia Mont Gherdëina);
    • Manuel Runggaldier (Presidente CAI – sezione Val Gardena);
    • Monika Insam (Presidente AVS – sezione Val Gardena);
    • Ivo Rabanser;
    • Manfred Stuffer.

    #22066
    alebiffi86
    Partecipante

    ecco…da questa gente dovremmo imparare! il fatto è che in dolomiti esiste da sempre una CULTURA della montagna che qui ha stentato ad affermarsi (e questo è colpa principalmente dell’industria del marmo che ha fatto si che le apuane venissero considerate dalle istituzioni e persino dalla popolazione locale montagne di serie B, buone solo da sfruttare); come sempre quando si parla di etica di una “professione” non è il singolo a dettarla ma l’insieme dei professionisti sulla base di una serie di valori morali condivisi; nel fare questo bisognerebbe anche guardare ai grandi pionieri dell’alpinismo e ispirarsi alle loro esperienze

    #22067
    Anonimo
    Ospite

    A quanto pare vedo con rammarico che anche una piccola differenza di linguaggio fra culture praticamente omogenee,ci porta a scontrarci su un tema così sensibile.In ogni caso voglio puntualizzare questo:non mi sono mai permesso di dire a qualcuno,neanche cortesemente(zorro)che”non hai capito nulla”o che non hai rispetto per gli altri,più con più a persone che non conosco,e poi a bonatti ,scrivere “BONARIAMENTE UN PO’ANARCHICI”non è come scrivere anarchici e basta,è un cocetto un pò diverso non ti pare?
    Saluti L.

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