Ripristino e/o schiodatura vie

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  • Questo topic ha 215 risposte, 13 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 1 mese fa da Anonimo.
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  • #22852
    Anonimo
    Ospite

    Ho cominciato ad andare in montagna a 13 anni quando forse te ti sparavi……… nel bagno.
    Ora ne ho 50 ho vissuto la montagna sia dentro le viscere che fuori arrampicando o sciando per canali !!!
    La differenza fra me te è che io non ho bisogno di adulazioni per quello che faccio !!!!
    Io arrampico solo per me stesso vado oggi poi non vado per settimane non ho una regola !!!!
    Arrampico per il piacere del movimento non per raccontare al pubblico le mie imprese o il grado che faccio!!!
    Mi piacciono le cene il buon vino i cantucci con il vin santo tutte cose che fanno ingrassare e compromettono la prestazione.
    Mi piacciono anche le donne e anche quelle ti compromettono la prestazione del giorno dopo!!
    Nel frattempo te che fai passi le giornate alla trave!!!

    B) B) B) :whistle:

    #22853
    lasco
    Partecipante

    A me mi fate paura .

    #22854
    Nico
    Partecipante

    Grande DINI! Te si che sei in duro!!! Mica noialtri bischeri :( :( :(

    Ti voglio al pranzo del forum! I cantucci e il vino bono ci sono… di donne purtroppo un po meno…

    La trave vai tranquillo che nn ce l’ho… quella è roba da FF!!! Ti sembriamo x caso FF??? In tal caso allora si che mi sentirei offeso…

    #22857
    alberto
    Partecipante

    alcune vie che non fanno altro che dimostrare che “l’alpinismo apuano” è tutt’altro che morto:

    chiaramente d’inverno!!

    “Cervelli in fuga” alla nord del Pizzo d’Uccello
    “Dottoroni” alla nord del Pizzo delel Saette
    “Jedy” alla nord del Pizzo delle Saette
    “Meglio Anomali e Anonimi” alla N.E. della Roccandagia
    “Pegaso” alla nord del Cavallo
    “Cantini- De Bertoldi” alla nord del Pizzo delle Saette
    “Io Speriamo che me la cavo” all’Antecima della Pania
    “Apuane Selvagge” al Colle della Lettera
    “Onda su Onda” alla nord del Sumbra
    “Il volo dell’aquila” alla nord del Sumbra
    “Sgracchi direct” all’atencima della Pania
    “Via dei Paoli” alla ovest del Pisanino
    “Seve Up” alla nord del Pizzo d’Uccello
    “Inseguiti dal sole” alla sud del Pisanino
    “Di turf in turf ” alla est del cavallo
    “Good by 900” al Colle della Lettera
    “Diretta del Vetriceto” alla nord del Pizzo delle Saette

    ect.
    ect.
    ect.

    E questa è solo un minima ! parte.

    ma come ebbi occasione di dire al Da Prato, uno degli autori della spittatura della N.E. della Secca, che pur essendo di Gallicano, ignorava che la N.E. della Secca fosse una classica dell’alpinismo invernale Apuano: in Apuane d’inverno si fa alpinismo, che da un punto di vista tecnico non ha nulla da invidiare a luoghi ben più celebrati.

    #22858
    alberto
    Partecipante

    Aste, Cassin, Desmaison, Barbier, Piaz, Preuss, Steinkotter, Bonatti, Maestri, Haston, Bonington, Whillans, Harding, Robbins, Messner, Philipp, Manolo, Mariacher, ect. ect.
    Sappiamo quello che hanno fatto e come l’hanno fatto, perchè hanno raccontato.

    Se non mi avessero raccontato di Cozzolino, di Riccardo Bee , di Lorenzo Massarotto magari non mi sarei mai interessato a voler ripetere qualche loro via.

    Quindi caro DINI a raccontare non c’è nulla di male.

    Il racconto permette la conoscenza .

    #22870
    Guido
    Partecipante

    [quote=”DINI” post=25067]Aspetto le vostre relazioni con le schidature magari un giorno uscirà anche un libro con le vostre grandi imprese!!!!
    Vi saluti grandi alpinisti!!!![/quote]

    Non vedo l’ora di illustrartelo, e fidati ,aiè tut…. :laugh:

    #22888
    alberto
    Partecipante

    [quote=”lasco” post=25083]A me mi fate paura .[/quote]

    Lasco di che ti spaventi.

    Ci sono persone, anche sopratutto giovani, che finalmente mettono in primo piano un’alpinismo in cui l’aspetto umano è primario rispetto al quello tecnologico.

    Lo affermano in maniera un pò forte ma si sa son giovani…..

    Meno dipendenza dal tecnicismo. Non ci vedo nulla di male.

    #22896
    Enrico
    Partecipante

    Sinceramente sono davvero dispiaciuto dei toni offensivi che questo topic ha preso. Sono stato chiamato in causa in prima persona. Personalmente credo che la schiodatura sia sempre un atto di prepotenza che IO (io) non credo farei. Credo (forse sbagliando) nel valore del dialogo, dell’educazione e dell’esempio. Temo invece che le schiodature (al pari delle chiodature anonime e carbonare, delle prese scavate e tutto il resto) sia un atto di violenza che poco fa capire.

    L’alpinismo è morto? Prima andrebbe definito il concetto di alpinismo. Ad ogni modo senza divagare credo che si stiano diffondendo dei cattivi costumi, delle ignoranze di fondo di concetti basilari, e che questo sia determinato dal cambiamento dei tempi, dei modi di avvicinarsi all’arrampicata e all’alpinismo. In tutto questo calderone credo che un ruolo determinante dovrebbero averlo le scuole di arrampicata e alpinismo, che dovrebbero diventare occasioni di crescita culturale e in generale di educazione, grazie alle parole ma soprattutto all’esempio presente e concreto.

    Concludo ricordando che Etica Resistente non è una via mia, ma una via aperta da una cordata di amici alla pari… oltretutto la mente che aveva avuto la ‘visione’ della via non era stata la mia. Dunque semmai la via mi spetta per un 30% :)

    #22898
    alberto
    Partecipante

    sono d’accordo con te Enrico quando parli di dialogo e affermi che è un VALORE. Però allo stesso tempo sono anche realista e credo che non si può sempre porgere l’altra guancia e si arriva a certi momenti che l’unica risposta è l’azione .
    Anche perchè fare finta di nulla contro certe inizitive non si fa altro che incentivarle
    “vedi, brontalano tanto, ma poi non fanno niente” quindi vai di trapano.

    la schiodatura è un atto di prepotenza?
    SI lo è se fosse fatta in modo generico , in tutti i sensi.
    Se fosse fatta per la sola convinzione di essere contrari all’apertura di una via o dello stile adottato.
    Ad esempio: viene aperta una via a soli spit e siccome io sono contrario allo spit , vado e la schiodo.
    Questa si che è prepontenza!

    Ma togliere uno spit o gli spit dove prima non c’erano. Non è una prepotenza è solamente ripristinare, restaurare quello che prima era. E’ ribadire che lo stile di apertura di una via va rispettato!
    E’ ribadire che la storia scritta sulla roccia, sul ghiaccio sul misto da chi è passato per primo non va cancellata ma trasmessa alle generazioni future.

    E’ un pò come riportare un’opera d’arte al suo stato originale .

    Chi ha restaurato la Cappella Sistina riportando alla luce i colori originali di Michelangelo, asportando interventi successivi che avevano modificato l’originalità dell’opera, non è un prepotente.

    Può reggere il confronto tra una via di arrampicata e un’opera d’arte?
    Io penso proprio di SI! Perchè come l’opera d’arte è l’espressione dell’artista che la realizza. Anche una via di scalata è l’espressione di coloro che l’hanno prima pensata e poi realizzata.
    Un pò come quando te Enrico dici che ETICA e tua al 30% e il resto del tuo compagno.
    la via la senti TUA. Tua e del tuo compagno perchè l’avete pensata, e realizzata in un certo stile che è il vostro e con quello stile avete voluto dire qualcosa avete lanciato un messaggio per altro piuttosto esplicito.
    Sarebbe giuisto andare li e cancellare questo messagio a suon di spit? Penso proprio di no!

    Sul fatto che le scuole di alpinismo dovrebbero giocare un ruolo determinante sono comletamente d’accordo con te Enrico.

    Quindi meno “metodo Caruso” e un pò di più di “storia dell’alpinismo”.

    L’alpinismo è morto?

    è morto se noi lo facciamo morire. Siamo noi con il nostro comportamento che decidiamo la morte dell’alpinismo.

    L’ho già scritto ma l’ho ripeto. In Apuane c’è ancora tantissimo di nuovo da fare. Dove chi ha qualcosa da dire si può benissimo esprimere.
    Basta avere voglia, fantasia e gusto della scoperta e dell’avventura: vie nuove da fare, ci sono prime invernali, prime solitarie, prime invernali solitarie.
    Ci sono parecchie vie che ancora aspettano la prima ripetizione ma nessune le va a fare.
    E come mai nessuno le va a fare?? eppure su alcune ci sono anche gli spit…..

    HAI VOGLIA TE QUANTO ALPINISMO C’E’ ANCORA DA FARE!

    E’ importante che l’alpinismo viva?

    A molti che arrampicano non gli frega nulla. Gli basta di scalare , di divertirsi senza stressarsi più di tanto. Benissimo! io rispetto la loro opinione.
    Ma anche loro devono rispettare la mia perchè per me , a differenza di loro, è importante che l’alpinismo viva, anche se è l’attività più inutile del mondo.
    Perchè spesso e volentieri le cose più inutili sono quelle più appaganti. Non si lavora solo per soldi ma anche per passione.
    Quindi io non accetto che mi si voglia chiudere in una riserva a morire alcolizzati come hanno fatto con gli indiani d’America.

    #22900
    Anonimo
    Ospite

    “Ho cominciato ad andare in montagna a 13 anni quando forse te ti sparavi……… nel bagno.
    Ora ne ho 50 ho vissuto la montagna sia dentro le viscere che fuori arrampicando o sciando per canali !!!
    La differenza fra me te è che io non ho bisogno di adulazioni per quello che faccio !!!!
    Io arrampico solo per me stesso vado oggi poi non vado per settimane non ho una regola !!!!
    Arrampico per il piacere del movimento non per raccontare al pubblico le mie imprese o il grado che faccio!!!
    Mi piacciono le cene il buon vino i cantucci con il vin santo tutte cose che fanno ingrassare e compromettono la prestazione.
    Mi piacciono anche le donne e anche quelle ti compromettono la prestazione del giorno dopo!!
    Nel frattempo te che fai passi le giornate alla trave!!!”

    quando te hai incominciato ad andare in montagna sicuramente non ero nato quindi di…. nel bagno ce ne facciamo poche…
    però mi hanno messo sugli sci che avevo tre anni vale lo stesso???forse ho anche un record “sono salito su un 3000 metri a tre anni…cazzarola…non c’avevo mai pensato (a volte fa bene parlare con gli esperti di montagna ti fanno arrivare a delle conclusioni importanti, non c’avevo mai pensato prima)
    qui infatti siamo sempre a cercare adulazione in giro per le nostre “imprese” forse i nostri caratteri da FF ci portano proprio a cercarla, te che ne dici???ne conosci come noi che frequentano le Falesie?NOI NON ARRAMPICHIAMO PER NOI STESSI HAHHAHHAHAAHAH BELLA FRASE…
    guarda poi per quanto riguarda le diete io personalmente non ne seguo molte…anche se il famoso jolly power che forse avrai sentito parlare consiglia una alimentazione precisa…hahahahah stinco di maiale e tordelli….magari…..le donne???bleah che schifo a che servono le donne????compromettono le prestazioni????cazzate…aumenta il testosterone la benzina dell’adrenalina…aggiornati si usava anni fa questa cosa…

    e poi l’unica trave che vedo tutte le volte è quella del ponteggio…che fortunatamente gente piu forte mi mette sulle vie che vogliono provare a salire…

    complimenti DINI adesso hai due FAN…nel frattempo comunque sappi che qui se scrivi ste cavolate sprechi fiato…come ha scritto qualcuno siamo giovani si sa quindi non te la prendere male se siamo impulsivi…ti avrei risposto subito domenica se non avessi avuto un freno per non insultarti come stai facendo…ma forse è la nostra poca esperienza in montagna a differenza tua che non ci fa essere cosi maleducati…chissà quanto nervosismo agonistico hai avuto in questi anni…

    PACE

    #22907
    alebiffi86
    Partecipante

    [quote=”warthog” post=25117]Sinceramente sono davvero dispiaciuto dei toni offensivi che questo topic ha preso. Sono stato chiamato in causa in prima persona. Personalmente credo che la schiodatura sia sempre un atto di prepotenza che IO (io) non credo farei. Credo (forse sbagliando) nel valore del dialogo, dell’educazione e dell’esempio. Temo invece che le schiodature (al pari delle chiodature anonime e carbonare, delle prese scavate e tutto il resto) sia un atto di violenza che poco fa capire.

    L’alpinismo è morto? Prima andrebbe definito il concetto di alpinismo. Ad ogni modo senza divagare credo che si stiano diffondendo dei cattivi costumi, delle ignoranze di fondo di concetti basilari, e che questo sia determinato dal cambiamento dei tempi, dei modi di avvicinarsi all’arrampicata e all’alpinismo. In tutto questo calderone credo che un ruolo determinante dovrebbero averlo le scuole di arrampicata e alpinismo, che dovrebbero diventare occasioni di crescita culturale e in generale di educazione, grazie alle parole ma soprattutto all’esempio presente e concreto.

    Concludo ricordando che Etica Resistente non è una via mia, ma una via aperta da una cordata di amici alla pari… oltretutto la mente che aveva avuto la ‘visione’ della via non era stata la mia. Dunque semmai la via mi spetta per un 30% :)[/quote]

    Enrico abbi pazienza ma perchè di fronte a certi atteggiamenti di prepotenza e ignoranza bisognerebbe mantenersi calmi ed educati? (ricordo che in questo topic c’è chi è arrivato ad affermare che ride quando qualcuno ci lascia la pelle, altri hanno parlato di prenderci a calci,ec..); a me pare che con questa storia che dobbiamo essere sempre tutti miti e cortesi (altrimenti vieni additato come un caratteriale con dei problemi) si rischia di subire abusi di ogni sorta senza fare nulla; questa a parere mio si chiama passività e non educazione.
    Il CAI non prende una posizione definita mentre invece le iniziative personali dei vari trapanatori proseguono da anni indisturbate; la domanda è: che si deve fare? va bene così? devono avercela vinta? purtroppo io sono un tipo passionale,sanguigno e in una discussione che mi stà a cuore non riesco a tenere i toni bassi specialmente se ritengo di stare subendo un abuso; ripeto, non vorrei che con la scusa di non alzare i toni si rischi di buscarle sempre e non và bene.
    Anche perchè le possibilità di fronte a certe iniziative sono due: o le tolleri o non le tolleri, francamente non vedo grosse vie di mezzo; per quanto riguarda il dialogo ok, proviamoci…stiamo valutando di fare questo incontro a fine mese (anche se non sò quanta partecipazione avrà..) ma mi risulta che in passato ce ne siano già stati senza grossi successi;
    di fronte all’aggressione deve esserci una reazione decisa, non si può far sempre finta di nulla;
    come per le cave: se un bel giorno qualcuno si stufasse e facesse saltar per aria un paio di escavatori che succederebbe? gli darebbero vent’anni per terrorismo come minimo; ma è terrorismo o forse è solo averne le palle piene di aver sopportato anni e anni di abusi,distruzione selvaggia del territorio,mafiosità,corruzione delle istituzioni,mancanza totale di rispetto per l’ambiente,ignoranza,arroganza e aggiungerei la più totale mancanza di cuore? sarebbe un “disadattato” uno così o solo una persona stanca di assistere alla distruzione inerme? mi spiace se qualcuno si è offeso per i miei commenti ma non posso farci nulla..sono fatto così, per quello a cui tengo combatto con il cuore..sarà sbagliato, non andrà di moda ma è il mio carattere; comunque lo sai che ti stimo come persona/alpinista e rispetto la tua opinione; avremo modo di riparlarne davanti ad una bella birra! :)

    #22908
    Anonimo
    Ospite

    [quote=”alebiffi86″ post=25128][quote=”warthog” post=25117]Sinceramente sono davvero dispiaciuto dei toni offensivi che questo topic ha preso. Sono stato chiamato in causa in prima persona. Personalmente credo che la schiodatura sia sempre un atto di prepotenza che IO (io) non credo farei. Credo (forse sbagliando) nel valore del dialogo, dell’educazione e dell’esempio. Temo invece che le schiodature (al pari delle chiodature anonime e carbonare, delle prese scavate e tutto il resto) sia un atto di violenza che poco fa capire.

    L’alpinismo è morto? Prima andrebbe definito il concetto di alpinismo. Ad ogni modo senza divagare credo che si stiano diffondendo dei cattivi costumi, delle ignoranze di fondo di concetti basilari, e che questo sia determinato dal cambiamento dei tempi, dei modi di avvicinarsi all’arrampicata e all’alpinismo. In tutto questo calderone credo che un ruolo determinante dovrebbero averlo le scuole di arrampicata e alpinismo, che dovrebbero diventare occasioni di crescita culturale e in generale di educazione, grazie alle parole ma soprattutto all’esempio presente e concreto.

    Concludo ricordando che Etica Resistente non è una via mia, ma una via aperta da una cordata di amici alla pari… oltretutto la mente che aveva avuto la ‘visione’ della via non era stata la mia. Dunque semmai la via mi spetta per un 30% :)[/quote]

    Enrico abbi pazienza ma perchè di fronte a certi atteggiamenti di prepotenza e ignoranza bisognerebbe mantenersi calmi ed educati? (ricordo che in questo topic c’è chi è arrivato ad affermare che ride quando qualcuno ci lascia la pelle, altri hanno parlato di prenderci a calci,ec..); a me pare che con questa storia che dobbiamo essere sempre tutti miti e cortesi (altrimenti vieni additato come un caratteriale con dei problemi) si rischia di subire abusi di ogni sorta senza fare nulla; questa a parere mio si chiama passività e non educazione.
    Il CAI non prende una posizione definita mentre invece le iniziative personali dei vari trapanatori proseguono da anni indisturbate; la domanda è: che si deve fare? va bene così? devono avercela vinta? purtroppo io sono un tipo passionale,sanguigno e in una discussione che mi stà a cuore non riesco a tenere i toni bassi specialmente se ritengo di stare subendo un abuso; ripeto, non vorrei che con la scusa di non alzare i toni si rischi di buscarle sempre e non và bene.
    Anche perchè le possibilità di fronte a certe iniziative sono due: o le tolleri o non le tolleri, francamente non vedo grosse vie di mezzo; per quanto riguarda il dialogo ok, proviamoci…stiamo valutando di fare questo incontro a fine mese (anche se non sò quanta partecipazione avrà..) ma mi risulta che in passato ce ne siano già stati senza grossi successi;
    di fronte all’aggressione deve esserci una reazione decisa, non si può far sempre finta di nulla;
    come per le cave: se un bel giorno qualcuno si stufasse e facesse saltar per aria un paio di escavatori che succederebbe? gli darebbero vent’anni per terrorismo come minimo; ma è terrorismo o forse è solo averne le palle piene di aver sopportato anni e anni di abusi,distruzione selvaggia del territorio,mafiosità,corruzione delle istituzioni,mancanza totale di rispetto per l’ambiente,ignoranza,arroganza e aggiungerei la più totale mancanza di cuore? sarebbe un “disadattato” uno così o solo una persona stanca di assistere alla distruzione inerme? mi spiace se qualcuno si è offeso per i miei commenti ma non posso farci nulla..sono fatto così, per quello a cui tengo combatto con il cuore..sarà sbagliato, non andrà di moda ma è il mio carattere; comunque lo sai che ti stimo come persona/alpinista e rispetto la tua opinione; avremo modo di riparlarne davanti ad una bella birra! :)[/quote]

    Anche gli scavatori ravanano Alebiffi, siete parenti!

    Battute a parte (ovvero prendiamoci meno sul serio), mi sembra che l’intervento più pacato e, come spesso accade, d’esempio, sia proprio quello del Tomasin. L’etica invece di tanti discorsi è meno parole e più fatti. Il suo esempio anche in questo caso svergogna un pò tutti noi.

    Comunque io a 2 anni ho scalato un divano bello alto. Fa pedegree?

    #22909
    alberto
    Partecipante

    “svergogna” ??

    scusami tanto Tupelo e di cosa dovrei essere svergognato?

    – di avere espresso la mia opinione

    – di avere difeso quello in cui credo

    – ho per caso offeso qualcuno?
    io sono stato definito: furbo, duro e puro. Furbo….?? io non sono una persona furba. Onesta si, furba no! I furbi non mi piacciono.

    perchè il mio ultimo intervento non è pacato?
    E’ un intervento prepotente, violento?

    che vuol dire meno parole e più fatti?
    I fatti ci sono eccome si estivi su roccia che d’inverno su misto. Te ne ho fatto un discreto elenco. Se l’hai letto con un certa considerazione (spero) credo che tu ne possa trarre ispirazione.

    E quale sarebbe l’esempio da seguire?
    tanto oramai gli spit ci sono, li hanno messi. Facciamo finta di nulla e nascondiamo la testa sotto la sabbia per portare sempre la barca pari. Sarebbe questo l’esempio da seguire?

    Quello di Enrico non è un intervento pacato. E’ un intervento che non tiene conto di un grande differenza che c’è tra: il toglire spit dove originariamente non c’erano e togliere spit dove ci sono sempre stati.
    Sono due casi nettamemente diversi e non possono essere messi sullo stesso piano:
    il primo è restaurare, ripristinare.
    il secondo è una prepotenza una mancanza di rispetto.

    #22910
    Anonimo
    Ospite

    Alberto guarda che io non parlavo di te nello specifico. Dico e ribadisco che mentre noi, cioe mi includo nel discorso, discutiamo del problema, i nostri toni sono molto accesi e talvolta aggressivi. Il suo intervento e’ pacato e, nonostante sulle classiche la pensi come noi, risottolineo che mi ci metto per primo, ritiene il valore del dialogo e dell’esempio superiore a quello di ripristinare le vie a martellate.
    Cioe rinuncia a combattere questa gente con i loro metodi.

    La cosa mi ha colpito poiche pur essendo piu vicino ad una posizione interventista (di cui pero non condivido i toni da crociata) le sue parole mi hanno fatto riflettere.

    Quando ho detto che l’alpinismo in apuane era finito sapevo di dire una corbelleria, volevo pero’ riaccendere un discorso portandolo oltre spit si/ spit no. La discussione era partita da altri lidi, ma se guardi le ultime pagine eravamo al cielodurismo. Una tristezA, non trovi?

    #22911
    alberto
    Partecipante

    [quote=”Tupelo” post=25131]Alberto guarda che io non parlavo di te nello specifico. Dico e ribadisco che mentre noi, cioe mi includo nel discorso, discutiamo del problema, i nostri toni sono molto accesi e talvolta aggressivi. Il suo intervento e’ pacato e, nonostante sulle classiche la pensi come noi, risottolineo che mi ci metto per primo, ritiene il valore del dialogo e dell’esempio superiore a quello di ripristinare le vie a martellate.
    Cioe rinuncia a combattere questa gente con i loro metodi.

    La cosa mi ha colpito poiche pur essendo piu vicino ad una posizione interventista (di cui pero non condivido i toni da crociata) le sue parole mi hanno fatto riflettere.

    Quando ho detto che l’alpinismo in apuane era finito sapevo di dire una corbelleria, volevo pero’ riaccendere un discorso portandolo oltre spit si/ spit no. La discussione era partita da altri lidi, ma se guardi le ultime pagine eravamo al cielodurismo. Una tristezA, non trovi?[/quote]

    al celodurismo non mi associo infatti quando qualcuno ha parlato di DURI e PURI ho fatto presente tutte le mie debolezze.
    Quindi sono completamemnte d’accordo con te.
    Ma essere per la difesa di un alpinismo in cui l’elemento umano e predominante sull’aspetto tecnologico non è essere duri e puri.
    Accettare i propri limiti ed essere disposti a tornare indietro perchè non me la sento non è essere duri e puri o averlo duro. E’ un VALORE.
    Sapersi adattare alla montagna senza forzarla a suo di cavi e fix non è essere duri e puri . E’ un pregio, un valore.

    Poi, almeno io, non nego che ci possano essere tratti attrrezzati perchè particolarmemente pericolosi. Mica si va in montagna a cercare la morte.

    il DIALOGO a cui fa riferimento Enrico è una gran bella cosa non lo nego , sarebbe il massimo. Ma presuppone apertura da ambo le parti e sinceramente dialogo sempre e comunque non ci credo . Sinceramente mi sembra un pò da ingenui.
    A dimostrarlo la realtà dei fatti e non i miei discorsi.

    Quando è stata fixxata la N. E. della Secca, in privato ho scritto pagine e pagine di mail al Sig. Da Prato. Se vuoi te le posso fare leggere. Cercando di spiegargli in mille modi il motivo per cui secondo me e altri avevano fatto una bischerata. Cercando di spiegargli che la parete era tutt’altro che dimenticata, che era una classica molto ripetuta dell’alpinismo invernale apuano.
    Li ho invitati più volte a ritornare suoi loro passi.

    Invece? NULLA ! tutto è rimasto li.
    A cosa è servito dialogare? a NULLA!!

    Ma ci sono altri esempi da fare . Non è che coloro che trapano non sanno che fanno un atto non condiviso

    Quanto ai toni accesi .
    Si sono molto accesi forse anche troppo, ma tieni presente che mentre per molte persone andare ad arrampicare è un semplice passatempo come tanti altri; per molte altre la pratica alpinistica è uno stile di vita. Ci credono. Ci mettono il cuore e l’anima e i toni si accendono per forza.
    Non è un fatto di essere duri e puri ma di cuore, di sentimento. Di tenere a questo ambiente e alla storia scritta sulle rocce in un modo particolare nemmeno tanto facilmente spiegabile.
    Ci sono persone che hanno sacrificato la vita per questa attività e hanno il diritto di essere rispettati e non derisi.
    I toni sono accesi perchè nonostante i tanti appelli , a tutti i livelli, chi fa queste spittature se ne frega altamente.

    Quanto al valore dell’ESEMPIO sono completamente d’accordo.
    Le scuole di alpinismo visto che si fregiano di chiamarsi “scuole di alpinismo” dovrebbero dare l’esempio. E insegnare l’alpinismo!
    Va bene insegnare la tecnica, il metodo Caruso, il nodino e la manovrina perfetta ma bisogna anche trasmettere altro: LA CULTURA della montagna.

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