Tambura canale SO di destra

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    Anonimo
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    Oggi in solitaria sono salito in vetta alla Tambura dal Canale Sudovest di destra (cfr. guida Nerli).
    La giornata ? stata a dir poco spettacolare, grazie al bel tempo e ai panorami sconfinati… si vedevano l’Elba, la Corsica, le Alpi dalle Liguri al Monviso e forse il Monte Rosa (lo si vede al di l? del Passo della Cisa… la mia ? un’ipotesi, chi la pu? confermare?).
    Condizioni: nel complesso da sufficienti a discrete, neve molto dura, spesso ventata sui pendii superiori, molto scarsa nella prima parte, poi sempre pi? abbondante.
    Piccolo resoconto.
    Si sale da Resceto lungo la lizza del segnavia n. 166, fino al bivio con il n. 163 che si segue brevemente verso destra (quota circa 1100 m).
    La debole traccia attraversa un primo canale e poi un costone con alberelli; a questo punto conviene abbandonare il sentiero e salire a occhio lungo il costone (con roccette e paleo infido, delicato). Saliti di un centinaio di metri al massimo (qui oggi il terreno era gi? parzialmente innevato) si traversa a destra fino a entrare nel canale. In questo punto il fondo stamattina era quasi senza neve, con saltini rocciosi da superare (I-II, con i ramponi ai piedi). Si arriva a un tratto quasi orizzontale, oggi coperto dai resti di una slavina, e pi? oltre a un salto roccioso pi? ostico e verticale di 4-5 m. Trovatolo completamente asciutto, ho preferito evitarlo sulla sinistra, lungo una rampa ripida con alberelli (45? circa, molto paleo affiorante). Al sommo della rampa si riesce a rientrare nel canale traversando delicatamente in discesa verso destra.
    Da qui in poi (quota sui 1350 m) le difficolt? calano: il canale prosegue regolare ancora per oltre 400 m di dislivello, in ambiente selvaggio ma con pendenze tranquille (30-40?). In alto il canale si fa meno definito ma pi? ripido; grazie all’abbondante innevamento sono possibili diverse uscite, al centro o pi? a sinistra, con pendenze attorno ai 45?. Si sbuca comunque sulla cresta S, fra la vetta e l’innesto del crestone dello Zucco Nero, che delimita il canale a destra.
    Per la discesa, ho optato per la cresta S e la via Vandelli, ma con il senno di poi sarebbe stato sicuramente meglio scendere dalla Focolaccia sfruttando le vie di cava e il segnavia 166; la parte alta della Vandelli infatti non ? tracciata e si devono affrontare vari traversi ripidi, su neve ancora piuttosto dura (nel pomeriggio).
    Difficolt? complessiva, direi PD o PD+ se si trovano scoperti i salti iniziali, come penso accada quasi sempre.
    Tempi: a titolo indicativo, io ho impiegato 4 ore da Resceto in vetta e 3 a scendere.
    E’ bene partire presto, anche se il canale rimane a lungo in ombra, per evitare scariche che possono arrivare quando i pendii sommitali iniziano a prendere sole.

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