Toponomastica apuana: Monte Belgia o Monte Novello?

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  • Questo topic ha 40 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 8 mesi fa da Enzo.
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  • #51579
    Enzo
    Partecipante

    Mi chiedo allora a quale quota debba essere assegnato il nome di Monte d’Oro! In corrispondenza della macchia boscosa si ha forse un lievissimo rialzo, ma mi sembra poco probabile che questo punto meriti un nome! Potrebbe darsi che per Monte d’Oro si debba intendere un punto più in alto? Per esempio, il punto in cui la cresta è interrotta dal salto che tu nel 2015 aggirasti sulla destra (versante Fossa dei Leoni)… Altrimenti non so proprio cosa pensare!

    Ciao Gabriele,

    eccomi qua, ma ho poco da dire. Ti confermo che, consultata la CTR, il M. d’Oro non può essere il salto di cresta che dici, deve essere a valle del punto in cui hai raggiunto la cresta, ed è quotato 457.4 m; aggiungo che, da informazioni private, mi risulta che sulla sua “cima” (?) dovrebbero esserci un bacino di raccolta acqua e due tralicci. Che sia insignificante in loco non esclude che, magari, visto dal basso da qualche prospettiva particolare, abbia una sua personalità. Boh!

    Enzo

    #51581
    Gabriele
    Partecipante

    Enzo grazie mille ancora una volta!

    #51959
    Gabriele
    Partecipante

    Enzo torno a rispolverare questo topic per chiedere info in merito al monte Pesaro. Nell’album di P. Mazzoni relativo alla vostra gita del maggio scorso si legge che l’itinerario percorso è “la via più semplice al Pesaro”, comunque sconsigliabile causa ravaneto, rovi e assenza di tracce. D’altra parte parlando su Facebook con appassionati locali è emerso che una via più semplice potrebbe essere dall’alto: risalire la cresta della Faggia Grande e di là guadagnare la vetta evitando per bosco il grande salto appena a monte della vetta stessa. Volevo dunque chiederti se hai mai percorso questo tratto o comunque un parere in merito… Grazie!

    #51960
    Enzo
    Partecipante

    Ciao Gabriele,

    è sempre un piacere parlare con te di queste cose. Quello che riferisci da appassionati locali è molto interessante; ti faccio le mie considerazioni al riguardo.

    1) E’ vero che definivo “sconsigliabile” (per ravaneto scomodo, rovi, assenza di tracce) la via di salita che conosco: ma sconsigliabile per il comune escursionista, abituato a percorrere sentieri, facili o meno facili, segnati o no. Ma se non esistessero alternative “consigliabili”? se per esempio da nessuna parte esistessero tracce che portano sul Pesaro? e se, nonostante ciò, l’appassionato come te o me volesse comunque salire sul Pesaro? ecco che la cosa comincia a presentarsi in maniera diversa. E allora si può dire che la via di salita che descrivevo ha almeno due vantaggi: a) non ha vere difficoltà tecniche e si può fare sia in salita che in discesa; b) non ci sono contropendenze, e il dislivello tra punto di partenza e punto di arrivo (circa 600 m) equivale al dislivello da sobbarcarsi.

    2) Ho salito la dorsale della Faggia Grande: facile, ma comunque anch’essa senza sentiero. Non conosco il tratto di cresta da percorrere in discesa fino alla sella a monte del Pesaro, ma mi risulta e do per certo che si possa percorrere senza difficoltà. Il punto dolente, però, è il dislivello: da 1030 m c. (punto di congiunzione Faggia Grande – cresta del Pesaro) si deve scendere fino alla sella a monte del Pesaro (795 m c.) e anzi, mi risulta, fino a 750 m c. per poter entrare nel bosco e risalirlo fino al Pesaro. In altre parole si perdono 280 m di quota, che diventano 560 se si torna per la stessa via: si raddoppia quasi il dislivello dell’altro itinerario! se invece non si torna per la stessa via bisogna scendere per la via che ho percorso io, e allora saremmo alle solite.

    3) Secondo me la via più bella al Pesaro è – o sarebbe! – salire per filo di cresta fin dalla sella sopra la Crestola. Da lì fino alla quota 750 m c. si procede senza particolari problemi; il punto critico è la discesa alla sella sottostante (725 m c.). Esclusa la discesa diretta (spigolo quasi verticale, espostissimo e rotto), bisognerebbe scendere sul pendio di sinistra (lato Pulcinacchia) fino a riuscire a traversare a destra e raggiungere la sella. E’ possibile farlo? non lo so; il pendio è molto ripido, ma Mirto e i suoi per un po’ lo hanno sceso, salvo poi piegare a sinistra per tornare al punto di partenza. Se fosse possibile passare qui, poi si continuerebbe per cresta facile fino al Pesaro, da cui varrebbero le tue indicazioni: per bosco giù alla sella sottostante, per cresta alla congiunzione della Faggia Grande, e da lì giù al punto di partenza. Sarebbe una cosa spettacolare!

    Enzo

    #51963
    Gabriele
    Partecipante

    Enzo grazie per le tue indicazioni! Se ho ben capito, dunque, al di là dei problemi di dislivello, mi confermi che dalla Faggia Grande la vetta del Pesaro può essere raggiunta senza problemi tecnici o di esposizione!

    Sono perfettamente d’accordo con i tuoi argomenti circa i vantaggi del tuo itinerario… D’altra parte in generale rovi e ravaneti pericolosi non sono esattamente il mio forte e se ne ho la possibilità preferisco evitarli, sia pure con un giro più faticoso e senz’altro meno logico!

    Per quanto riguarda l’anello da te proposto, allego il tracciato GPS del percorso svolto recentemente dall’esperto locale Andrea Bertanelli (naturalmente con il permesso dell’autore: l’album fotografico completo della gita è comunque disponibile sulla sua pagina Facebook). In pratica credo che il suo giro coincida proprio con la tua proposta: salita dalla Crestola fino al Pesaro e poi rientro discendendo la Faggia Grande. La sella 725 alla quale fai riferimento è quella nella foto che ti allego? Bertanelli riferisce che il “dente” è aggirabile alla sua base senza attrezzature (sia pure con difficoltà per la presenza di roccia umida).

    #51964
    Gabriele
    Partecipante

    … Aggiungo che Bertanelli mi ha riferito che esiste una vera e propria traccia che collega il Pesaro alla Faggia Grande!

    #51965
    Enzo
    Partecipante

    Porti buone notizie, Gabriele! la gita che avevo in mente comincia a diventare più concreta…

    Ti rispondo in ordine.

    Che dalla Faggia Grande si possa andare al Pesaro te lo confermo solo per sentito dire, perché io non l’ho mai fatto; in particolare so poco del tratto di bosco che dalla sella a monte del Pesaro, o dai suoi pressi, deve essere percorso per arrivare in cima. Ma mi risulta che ci dovrebbe essere una specie di traccia, e forse un ometto al suo inizio; e questo è incoraggiante.

    Il “mio” itinerario lo avevo appreso da altri: una buona soluzione che mi ha permesso di dare una prima occhiata al Pesaro, ma che non mi soddisfa per i motivi che sai.

    Conosco un Andrea di Colonnata, un tipo giovane esperto dei monti di Carrara: non sarà mica lui Andrea Bertanelli?

    La sella 725 è proprio quella della foto: ottima notizia che la si possa raggiungere con un aggiramento! è la soluzione alla maggiore criticità dell’itinerario che ipotizzavo.

    La “vera e propria traccia che collega il Pesaro alla Faggia Grande” è quella che abbiamo ipotizzato finora (dal culmine della Faggia Grande giù per cresta fino alla sella a monte del Pesaro e poi su nel bosco fino alla cima) o è addirittura una traccia trasversale che, da un qualche punto della dorsale della Faggia Grande, traversi il vallone interposto e raggiunga il famoso bosco? perché se così fosse sarebbe anche possibile, se lo si desiderasse, ridurre drasticamente il dislivello totale della gita.

    Enzo

    #51966
    Gabriele
    Partecipante

    Non so se Andrea Bertanelli sia o meno di Colonnata, ti confermo che è giovane e fra l’altro conosce bene Guido Barbieri (se non ricordo male dalle foto su Facebook hanno anche svolto dei percorsi insieme). Non so se sia iscritto o meno a questo Forum, in ogni caso è una persona molto disponibile. Provo a contattarlo e a rivolgergli la tua domanda sulla traccia della Faggia!

    • Questa risposta è stata modificata 8 mesi fa da Gabriele.
    #51968
    Enzo
    Partecipante

    Ottimo!

    #51969
    Gabriele
    Partecipante

    Enzo ho avuto modo di contattare Andrea e rispondo io in sua vece, dal momento che attualmente non è ancora iscritto al Forum.

    Ecco le sue gentilissime risposte (per le quali lo ringrazio ancora):

    – esiste in effetti una traccia, probabilmente di capre, che dai pressi della vetta del Pesaro conduce fino alla sella 795 (dalla vetta non è visibile, occorre calarsi qualche metro nel bosco ripido);

    – una volta raggiunta la sella 795 è necessario risalire la Faggia fino alla confluenza con la cresta del Pesaro e poi discendere la Faggia stessa… La possibilità di percorsi trasversali resta da verificare sul campo.

    – Andrea (che mi precisa di non essere originario di Colonnata) si è anche dichiarato disponibile a fare da accompagnatore per una eventuale futura gita! Più di così…

     

    #51970
    Enzo
    Partecipante

    Bene! ci aggiorniamo alle nostre future uscite sul terreno.

    Enzo

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