Diego

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  • #52310
    Diego
    Partecipante

    <p style=”text-align: left;”>Direi, e che storie! 💪💪</p>

    #52306
    Diego
    Partecipante

    Bella linea quella li, quando ci si affaccia dalla cresta ci si rende conto della verticalità! Vedo di farla, te la giro in privato. :bye:

    #52301
    Diego
    Partecipante

    secondo tiro,  da qua si ha una vista completa del colle e dell’anticima della Pania! Bellissimo ambiente

    #52299
    Diego
    Partecipante

    Alberto, sicuramente è mooolto vecchio.. è posto nella peggio fessura in quella porzione di parete, rotta e terrosa ma facile.. :bye:  

    #52285
    Diego
    Partecipante

    Buongiorno a tutti, sabato siamo andati  a mettere il naso nel versante S-E del Pizzo delle Saette Attaccando la parete nel punto più in basso, abbiamo notato un vecchio chiodo arrugginito ad U, un tentativo? Una via? qualcuno sa di che si tratta?…Comunque abbiamo salito una linea a destra di tale chiodo per fessure e diedrini di roccia più solida e passaggi di V per poi congiungersi all’uscita della cresta N-E, dove un chiodo arancione ed uno artigianale con cavetto d’acciaio segnano la fine delle maggiori difficoltà e si guadagna la vetta per facile ma  bel terreno misto con super vista sul versante nord. Usati molti nuts e chiodi (tolti), di cui uno ha salvato la buccia al compare fermandolo dopo che un micro nut non ha tenuto il volo! :wacko: molta gente al colle della lettera..un saluto

    #52251
    Diego
    Partecipante

    È esattamente quello che penso io, condivido solitamente con una determinata cerchia di persone, che prima di esporre un giudizio, sanno di cosa parlano…la multa se la paghi entro 5 giorni si riduce a 280€ buona montagna🙂

    #52248
    Diego
    Partecipante

    Vero.. ogni salita, ogni persona ed esperienza ci lascia sempre intaccati nel bene e nel male, sempre qualcosa se ne trae!

    I rivetti come i vecchi pressione li testo con più tranquillità, i copperhead, quelli di piombo soprattutto sono da farsela sotto!… Gli altri di rame o alluminio mai provati.. Ma anche i pecker  una o due volte me li sono sparati sul casco☠️

    #52244
    Diego
    Partecipante

    Alberto, concordo.. Era tanto che non mi capitava di discorre con qualcuno sui vari punti di vista. E soprattutto mi piace che al momento non siano uscite le classiche offese di cui i forum sono pieni e si facciano largo solo i pensieri personali..

    #52243
    Diego
    Partecipante

    Nico, I rivetti sono dei pezzetti di metallo (alluminio, ferro, acciaio di vari diametri 4/5/6 mm) che si piantano nella roccia mediante foro. Solitamente si fanno entrare per 20,30 mm e fungono solo per la progressione, in quanto se ci si vola sopra si sbottonano tutti. Rimangono in parete e chi ripete deve sempre saggiarli con delicatezza altrimenti gli si sparano  in faccia.

    Riguardo al trapano, sono d’accordo che sia una bella rottura di scatole! E nemmeno a me piace l’idea di portarlo dietro… Ma il tempo, che manca sempre, ci ha imposto di utilizzarlo per velocizzare un pò le cose..

    #52240
    Diego
    Partecipante

    Rispondendo ad alebiffi, la parete è stata studiata  attentamente da varie angolazioni ed arrivando anche sotto lo scudo per vedere meglio. È stata preventivata la salita in artificiale per raccordare le due parti di misto, dato che per noi fare uso di tecniche di artificiale rientra nei parametri della nostra etica, con o sensa rivetti. In altre salite sulle alpi abbiamo scalato aprendo o ripetendo vie di misto con  tratti di a0 senza mezzi se non chiodi. Questa salita invece ci ha richiesto l’uso di altri tipi di protezioni e non abbiamo avuto remore sull’usarne, appunto perché l’ artificiale concerne i più svariati tipi di artefici, compresi rivetti, chiodi a pressione ecc ecc.. Non fraintendete, sono contento che ci siano scambi di opinioni e dibattiti, è il bello della vita, altrimenti sarebbe piatta. Concludo che l’etica per come la vedo io, sia già sbagliata quando sento dire “che schifo lo spit, hanno bucato la roccia, meglio i chiodi” perché bucare o piantare un chiodo in una fessura e non toglierlo, è comunque sia una violazione sulla montagna con un segno lasciato e ferro che marcisce. Anche a me una via a spit, fix non piace assolutamente e preferisco ripetere vie a chiodi classici, ma durante una nuova apertura particolarmente ostica se devo fare uso di mezzi per progredire in qualche modo, li utilizzo, e non concepisco il dover tornare indietro, se non per avverse condizioni meteo. È diverso quando ripeto gli itinerari, se non sono sicuro di me stesso faccio dietrofront senza problemi.

    #52233
    Diego
    Partecipante

    Non mi offendo mai di una critica,  rispondo  per educazione.

    #52232
    Diego
    Partecipante

    Si, in effetti è vero..ho sbagliato confronto!..comunque, forato o non forato siamo passati, abbiamo salito la parete e Fine… Se sarà ripetuta, se non sarà ripetuta, se approvata dall’etica o no è del tutto irrilevante.. Saluti

    #52227
    Diego
    Partecipante

    Lorenzo, se qualcuno avesse voluto tentare, avrebbe tentato. La parete è li da sempre. Abbiamo voluto andare oltre la difficoltà classica, avremmo potuto lasciare perdere ma siamo passati, come altri prima di noi che non si sono fermati di fronte ad altre pareti più grandi. Spesso ho rinunciato a delle salite, sia sulle alpi sia all’estero. Non si tratta di rinuncia per motivi tecnici del riuscire o meno a passare in libera con picche e ramponi  (se qualcuno dovesse riuscire ne sarei felice) ma abbiamo di proposito attaccato una parete compatta, di roccia non grandiosa, in inverno. Il trapano, mostro moderno,  è stato usato poco e solo per necessità di velocizzare i tempi. Avrebbe cambiato qualcosa chiodare a mano con  bulino? Solo passare più tempo in parete. Quindi continuando con logica, anche la salita del Diedro rosso sulla nord del Corno Stella dovrebbe essere un sacrilegio del “dover passare ad ogni costo” dato che si usarono protezioni studiate appositamente  per il tiro di artificiale. Costituisce ad oggi ancora un banco di prova per pochi e ringrazio l’ardore di chi li posizionò, forzando un passaggio che sarebbe stato infattibile, regalandoci una perla alpinistica. Come questa, moltissime altre grandi vie e pezzi di storia sono stati creati forzando e passando a tutti i costi, con i vari mezzi disponibili.

    Un saluto

    #52224
    Diego
    Partecipante

    concordo con te sul fatto di non mettere le mani su vie aperte da altri, soprattutto se storiche, la reputo una grande maleducazione e mancanza di rispetto nei confronti degli sforzi degli apritori. Che la via possa piacere o meno sinceramente non mi interessa, e non credo si possa definire carpenteria verticale come dici, dato che gli spit sono 4 e i rivetti una manciata in tutta la via. Riguardo al trapano, si, credo siano seghe mentali. Un tempo non lo avevano, oggi si…sicuramente Cesare Maestri  e Claudio Baldessari sulla Roda di Vael  aprendo la Egger, (robetta eh) se avessero avuto un trapano sarebbero stati molto più contenti che chiodare a mano.. ritornando al dunque,  è stata una bella avventura, ingaggiante sia mentalmente che fisicamente e non so se tu abbia fatto qualcosa di artificiale al di  fuori di vie classiche con chiodi a pressione o spit, perchè issarsi su un rivetto di ferro di 5 mm piantato per 20/ 30 mm,  piantare un pecker o appendersi ad uno skyhook non è carpenteria e non sono così sicuri da star sereni.

    #52221
    Diego
    Partecipante

    Buongiorno Alberto, la via fu aperta in due sabati 4 anni fa e riprese un vecchio tentativo che si concluse alla base dello strapiombo. Da lì continuammo superando il tratto impegnativo fino ad uscire su uno spigolo dove poco sopra si trova un alberello per sostare. Dopo di questo le difficoltà si attenuano e le protezioni furono messe e tolte. Proseguendo per salti, andando verso destra si incontra un’ultima paretina e si è sulla pagina centrale. La roccia in quella zona è precaria e per questo motivo, unito alle belle colate di ghiaccio della parte bassa la chiamammo svarosvki, come i fragili cristalli.  Anche qui vivemmo una  piccola grande avventura su un versante aspro isolato ed austero, dove le nostre voglie d’ingaggio furono esaudite. Le vie che apriamo sia in Apuane, appennino ed Alpi non le pubblichiamo solitamente e quindi rimangono ignote. A volte facciamo delle eccezioni ma visto il risultato, con critiche ancora prima di averle percorse o di interessarsi, continueremo a fare come abbiamo fatto fino ad ora. Un saluto.

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