BLACK CRACK, parete ovest monte Gomito

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  • #52215
    Diego
    Partecipante

    Ciao a tutti, sabato abbiamo tracciato una nuova linea sullo scudo di roccia centrale alla parete ovest del monte Gomito.

    Venerdi sera arriviamo in val di luce e dopo aver parcheggiato dormiamo qualche ora nell’hotel 4 stelle lusso jeep patriot. L’indomani triste sveglia, poco rigelo accidenti.. partiamo velocemente per sfruttare le ore più fredde temendo di sprofondare nella porzione bassa del canale, primo salto coperto ma con pericoloso buco sotto, secondo salto semiscoperto da superare con delicatezza per la neve inconsistente. Arrivati nel punto dove il canale classico piega a destra, continuiamo dritti costeggiando le fasce rocciose sulla sinistra (viso a monte) e con un andamento diagonale verso destra superiamo le prime placche rocciose coperte di ghiaccio scollato (lasciato chiodo a metà fascia rocciosa). Siamo alla base di un canale che va restringendosi in un camino di 3/4 mt, il primo tratto è costituito da una rampa di neve marcia e zolle erbose dove le becche delle piccozze lavorano bene, altro chiodo sulla sinistra e poco sopra spuntone per fettuccia. Saliamo il camino spaccando sulle due pareti e cercando di agganciare qualcosa con le piccozze. Se si  sulle spalle uno zaino peso come un vitello risulta un pò rognosetto il tratto d’uscita. Pochi passi e si arriva ad  una nicchia dove si trova la prima sosta con spit (tutti messi  a mano). Da qui  salgo il tiro in artificiale dello scudo, trovando subito un primo strapiombo di roccia poco buona. Continuo a salire piazzando pecker, rivetti, chiodi  e 4 spit sui 50 mt che mi separano dalla seconda sosta (il materiale usato, è stato lasciato tutto per velocizzare le cose, quindi il tiro risulta ben chiodato anche se le protezioni che possono reggere un eventuale volo sono poche). Seconda sosta, una fessura “granitica” dove piazzo 4 chiodi (lasciati) a cui lego la corda per Marcello che risalirà con la jumar. Nel frattempo isso il saccone. Da qui si parte per un lungo traverso verso destra fino ad incontrare il canale di uscita, con sosta alla base su spuntoni di roccia ed una zeppa di legno incastrata. Risaliamo il facile canale e siamo sulla crestina che si congiungerà all’uscita del canale diretto classico.. valutazione data in apertura ED, IV, A2+

    ritirata in doppia senza problemi dalla prima sosta, dalla seconda invece rischio di incaglio delle corde e concreta possibilità di smuovere sassi.  Un saluto a tutti…buona montagna! ;-)

    #52216
    alebiffi86
    Partecipante

    Scusa, non è per fare polemiche ma qual’è il senso di forzare con il trapano (si vede che lo hai appeso all’imbrago in due foto) una zona così compatta d’inverno? voglio dire, lo posso capire di più se vai ad aprire una via estiva su roccia (non è comunque il mio stile.. a me piace passare dove la parete lascia intravedere almeno una piccola debolezza) ma aprire a suon di fix un tiro di artificiale in una via che vorrebbe essere di misto secondo me non ha una logica;

    #52217
    Diego
    Partecipante

    <p style=”text-align: left;”>Ciao, in tutta la  via ci sono  5 spit autoperforanti messi a mano. Il trapano è stato usato per fissare più velocemente alcuni rivetti nelle parti di roccia malsicura, per il resto abbiamo usato chiodi e protezioni veloci. Si è forzato lo scudo perché abbiamo voluto seguire la fessura che lo taglia per tutta la lunghezza. Per il resto sono difficoltà classiche. Non capisco perché in estate sia più comprensibile piazzare fix o spit e d’inverno no (tra l’altro per proteggere i punti pericolosi). La via è di misto ed artificiale, più completa di così non si può.. Può piacere o no lo stile, l’idea di passare per forza… Ma siamo passati ed è stata una bella ascensione, tecnica e dura, assolutamente non svilita da 5 spit a cui tanti si inorridiranno, ma che gli farà comunque piacere appendercisi quando sotto ci sono parecchie protezioni che reggono solo il peso del corpo. Ti invito a prendere visione della via svarosvki sulla nord est della pania secca. Anche lì furono piantati 4 spit in tutta la via e non credo che abbassino così tanto l’ingaggio..basta non moschettonarli per essere coerenti al proprio credo, ma non penso che possa succedere…buona montagna</p>

    #52218
    Diego
    Partecipante

    Altra cosa, un pò ho girato e di vie discutibili ne ho scalate diverse, ma non ho mai espresso un giudizio senza averle prima ripetute. I giudizi sono personali… per te è una spina, per altri una rosa.. uno crede che una cosa non fa per sé e non la fa, ma di salite (anche blasonate) è pieno che forzano i punti più duri utilizzando spit smitragliandoli uno dopo l’altro… 4 spit e qualche rivetto non sono affatto la solita cosa.. I rivetti saltano via, I chiodi e pecker idem..

    Chiudo dicendo che per come vedo IO l’alpinismo, quello invernale con tratti di artif è il massimo in cui ci si possa cimentare, difficoltà anche solo dal passare in libera ad infilare uno scarpone nelle staffe, il secondo di cordata rimane al freddo a volte per ore, pericoli oggettivi maggiori, la soddisfazione una volta in cima amplificata… A me piace, ad altri no. :bye:

    #52219
    alberto
    Partecipante

    buongiorno,

     

    non conosco la via SVAROSVKI sulla nord est della Pania Secca.

    Potresti pubblicare la relazione?

    Grazie

    Alberto

    #52222
    alebiffi86
    Partecipante

    1) non ho detto che la via fa schifo

    2) se uno vuole salire tanto per divertirsi e fare un po’ di “carpenteria verticale” ok.. ma per me una via così è fuori logica;

    3) per me se non si mettono le mani sulle vie degli altri si può fare ciò che si vuole.. certo, di sicuro una linea del genere non mi fa venire voglia di ripeterla

    #52223
    alebiffi86
    Partecipante

    altra cosa.. per me il trapano in montagna anche no.. se mi dici il piantaspit già è molto diverso.. seghe mentali? può darsi..

    #52224
    Diego
    Partecipante

    concordo con te sul fatto di non mettere le mani su vie aperte da altri, soprattutto se storiche, la reputo una grande maleducazione e mancanza di rispetto nei confronti degli sforzi degli apritori. Che la via possa piacere o meno sinceramente non mi interessa, e non credo si possa definire carpenteria verticale come dici, dato che gli spit sono 4 e i rivetti una manciata in tutta la via. Riguardo al trapano, si, credo siano seghe mentali. Un tempo non lo avevano, oggi si…sicuramente Cesare Maestri  e Claudio Baldessari sulla Roda di Vael  aprendo la Egger, (robetta eh) se avessero avuto un trapano sarebbero stati molto più contenti che chiodare a mano.. ritornando al dunque,  è stata una bella avventura, ingaggiante sia mentalmente che fisicamente e non so se tu abbia fatto qualcosa di artificiale al di  fuori di vie classiche con chiodi a pressione o spit, perchè issarsi su un rivetto di ferro di 5 mm piantato per 20/ 30 mm,  piantare un pecker o appendersi ad uno skyhook non è carpenteria e non sono così sicuri da star sereni.

    #52225
    Lorenzo
    Partecipante

    Che dire, sicuramente il voler passare sempre e a tutti i costi non è un valore aggiunto ( come va di moda dire ora ).

    Premetto che ognuno è liberissimo di fare ciò che vuole su terreno vergine, ma……sempre a parer mio non vi avrebbe arricchito anche a livello di bagaglio personale una piccola rinuncia ? un non voler passare per forza dove non si è in grado per difficoltà tecniche/oggettive , lasciare il problema a qualcun’altro  e trovare un’altra soluzione ( variante ) che non prevedesse l’uso del trapano?

    Comunque sempre complimenti a chi si mette in gioco.

    Saluti

    • Questa risposta è stata modificata 5 giorni, 21 ore fa da Lorenzo.
    #52227
    Diego
    Partecipante

    Lorenzo, se qualcuno avesse voluto tentare, avrebbe tentato. La parete è li da sempre. Abbiamo voluto andare oltre la difficoltà classica, avremmo potuto lasciare perdere ma siamo passati, come altri prima di noi che non si sono fermati di fronte ad altre pareti più grandi. Spesso ho rinunciato a delle salite, sia sulle alpi sia all’estero. Non si tratta di rinuncia per motivi tecnici del riuscire o meno a passare in libera con picche e ramponi  (se qualcuno dovesse riuscire ne sarei felice) ma abbiamo di proposito attaccato una parete compatta, di roccia non grandiosa, in inverno. Il trapano, mostro moderno,  è stato usato poco e solo per necessità di velocizzare i tempi. Avrebbe cambiato qualcosa chiodare a mano con  bulino? Solo passare più tempo in parete. Quindi continuando con logica, anche la salita del Diedro rosso sulla nord del Corno Stella dovrebbe essere un sacrilegio del “dover passare ad ogni costo” dato che si usarono protezioni studiate appositamente  per il tiro di artificiale. Costituisce ad oggi ancora un banco di prova per pochi e ringrazio l’ardore di chi li posizionò, forzando un passaggio che sarebbe stato infattibile, regalandoci una perla alpinistica. Come questa, moltissime altre grandi vie e pezzi di storia sono stati creati forzando e passando a tutti i costi, con i vari mezzi disponibili.

    Un saluto

    #52228
    alebiffi86
    Partecipante

    Cercherò di spiegarmi meglio: per me una linea del genere ha poco senso per il semplice fatto che per un intero tratto di corda non avete neppure toccato picche e ramponi e a giudicare dall’attrezzatura che avevate siete partiti da casa con questo preciso intento; sarebbe stato molto diverso se aveste salito quel tiro di artificiale come unica alternativa per collegare due sezioni di parete caratterizzate da misto o ghiaccio; oppure potevate anche andare là con l’idea di salire una via interamente in dry tooling o una roba tipo le “snowed up” routes del Ben Nevis o della nostra Forbice..voi invece avete tirato dritto su di un muro compatto sapendo già di fare artif, per il gusto di farlo.. ok, va bene.. ma alpinisticamente, secondo me non ha senso.. specialmente in un contesto come quello del Gomito che è votato a salite classiche invernali; se mi avessi detto “oh, nella parte superiore della parete s’intravedeva una golulotte da urli ma l’unico modo per arrivarci era fare sto A4 sullo scudo..” avrei capito, così francamente non lo capisco.. mia opinione..

    #52230
    alberto
    Partecipante

    Quindi continuando con logica, anche la salita del Diedro rosso sulla nord del Corno Stella dovrebbe essere un sacrilegio del “dover passare ad ogni costo” dato che si usarono protezioni studiate appositamente per il tiro di artificiale.

    beh… non è proprio passare ad ogni costo. Li c’è una fessura larga e strapiombante, improteggibile con normali cunei. I forti francesi Ruggeri e Ughetto pur di passare non forzarono con chiodi a pressione forando la roccia , come fecero in modo sistematico Maestri o De Franceschi alla Roda di Vael.

    Si inventarono dei grossi cunei espandibili, tipo i moderni BIG BRO, che misero and incstra nella fessura. Oncora ci sono.

    Una cosa simile fece Armando Aste aprendo la via  Ezio Polo all’Antecima del Serauta in Marmolada, incastrando nella larga e svasata  fessura,  dei pezzi di manico di scopa tagliati sul momento a misura.

    Forare la roccia però è un pò diverso perchè questi attrezzi, nati dalla fervida fantasia di bricolage degli apritori,  permettono si di passare, ma presuppongono sempre e comunque,  che ci sia una fessura , un buco per poterli posizionare.

    #52232
    Diego
    Partecipante

    Si, in effetti è vero..ho sbagliato confronto!..comunque, forato o non forato siamo passati, abbiamo salito la parete e Fine… Se sarà ripetuta, se non sarà ripetuta, se approvata dall’etica o no è del tutto irrilevante.. Saluti

    #52234
    Lorenzo
    Partecipante

    Come giustamente Alberto ti dice il paragone che hai fatto è ben diverso……in un caso furono usati cunei di legno in fessure in un’altro si buca…..il risultato non è proprio il solito sia a livello di logicità che di etica….che poi l’etica è del tutto personale sui nuovi itinerari.

    Tu nel tuo alpinismo che “etica” cerchi di seguire ? Tutti ne abbiamo una….giusto per fare due chiacchere ci mancherebbe……siamo su un forum del resto, se si pubblica qualcosa è perchè vogliamo che ne escano dei parei o alcune volte dei dibattiti no? Altrimenti si scrive sul caro vecchio taccuino e si lascia nel cassetto ai posteri…..

    Saluti

    #52235
    alberto
    Partecipante

    confrontare le diverse mentalità, confrontare le diverse esperienze , a mio giudizio è bello e interressante.  E penso sia anche il senso di questo forum. Non tanto la sola e semplice cronaca alpnistica, per altro molto utile, ma appunto il confronto delle idee e delle esperienze.  In fondo abbiamo tutti da imparare e arricchire l’aspetto culturale di questa attività

    Vero,  il vento della passione sopratutto nei giovanili anni ruggenti, accende la polemica, ma questo fa un pò parte del gioco. In alpinismo c’ è sempre stata la polemica. Non è un fatto di adesso. Già nei primi del 900 c’era. Basta ripensare all’acceso confronto tra Preuss e Piaz sull’uso dei chiodi. Le polemiche su Bonatti, su Desmaison, lo stesso Messner con la storia del Pilastro di Mezzo e del Nanga Parbat, le polemiche sull’uso dei chiodi a pressione con l’importante scritto di  Messner ” L’Assassinio dell’impossibile” , ect. ect.

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