Monti minori di Forno

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  • #51575
    Gabriele
    Partecipante

    La zona di Forno è veramente molto ricca di spunti esplorativi.

    Mi riferisco in particolare alla dorsale SO del Monte Castagnolo, che comprende il Monte Cipolla e il Monte Girello. Mirto Blasich propone il seguente itinerario di salita:

    https://digilander.libero.it/vadoetorno/itinerari/2006/05girello.htm

    Nei mesi scorsi ho cercato di raggiungere questi due monti partendo da Pian dei Santi. Ci sono in effetti due alternative:

    1) si lascia il sentiero 154 in corrispondenza delle case del borgo e si risale direttamente il versante sud (terreno facile e nemmeno troppo ripido), raggiungendo in pochi minuti la piatta cresta sommitale (che dovrebbe coincidere – ma chiedo conferma – con la quota del Monte Cipolla). Si segue quindi senza difficoltà la cresta verso destra (est), superando alcuni dossi fino a una quota panoramica oltre la quale non è possibile proseguire a causa di un salto in discesa di una decina di metri. Oltre questo salto, però, la cresta prosegue e si rialza a una quota apparentemente maggiore rispetto a quella del punto panoramico (cerchiata in rosso nella foto allegata). Chiedo quindi agli esperti (Enzo & Co.):

    – a quale quota deve essere attribuito il nome di Monte Girello?

    – la seconda quota (che sia o meno il monte Girello) è in qualche modo raggiungibile?

    2) L’altra possibilità per arrivare sulla cresta sommitale è quella di proseguire sul 154 da Pian dei Santi in direzione Filanda, aggirando il Cipolla e portandosi sul suo versante nord sino a intercettare, dopo pochi minuti, una chiara traccia che si stacca dal 154 e sale comodamente a zig-zag fino a raggiungere la cresta in corrispondenza di un grande ometto. Di qui si può proseguire come prima verso il Girello.

    Altre quote particolarmente interessanti sono quelle visibili sul tratto iniziale (ovviamente partendo da Forno) del sentiero 161. In particolare sulla sinistra del sentiero si incontra subito una zona di cave abbandonate, che è possibile risalire senza troppa difficoltà fino alla linea di crinale… E’ questo il cosiddetto “Poggio della Greppia”?

    Invece, sulla destra del sentiero si notano alcune quote veramente belle e selvagge, che dovrebbero corrispondere al monte Tallino e al Pizzo dell’Acqua. Recentemente ho percorso una parte del 161 in cerca di qualche buon punto di attacco, ma la zona è veramente straripante di vegetazione. Un’alternativa suggerita dalla cartina 4Land sarebbe quella di attaccare la cresta da est, a partire da un sentiero non numerato che collega le sorgenti del Frigido a Celia Caldia passando per la località “Alle Polle”… Qualcuno ha mai percorso questo sentiero? In rete non si trovano informazioni a riguardo!

    … Grazie!

    #51577
    Enzo
    Partecipante

    Ciao Gabriele,

    al solito sono via (ora in val di Fassa per una settimana), mi farò vivo più avanti.

    Enzo

    #51580
    Enzo
    Partecipante

    Rieccomi Gabriele.

    Su questo argomento ne so anche meno (per ora): a parte i sentieri CAI e vari itinerari sul M. Castagnolo conosco solo il cosiddetto Pizzo della Bandiera a valle del M. Cipolla.

    Enzo

    #51706
    Gabriele
    Partecipante

    Ieri (27.08.19) ho raggiunto le vette del Pizzo dell’Acqua e del monte Tallino.

    Anzitutto, due parole di “presentazione”. Questi due rilievi decisamente poco noti appartengono alla lunga cresta ovest del Castagnolo (foto 1), che scende dalla vetta inizialmente molto ripida (mi chiedo a questo proposito se esistano vie alpinistiche o semi-escursionistiche) , per poi formare un’ampia sella (forse la “Piazza dell’Acqua” riportata nella cartina “4Land”?) e rialzarsi nei rilievi suddetti. In particolare il monte Tallino si può ammirare dallo spiazzo asfaltato sopra il paese di Forno (in corrispondenza del bivio tra Vergheto e Biforco), con la sua spettacolare parete ovest strapiombante (foto 2, vetta non visibile). In rete non si trova nulla a riguardo, soltanto qualche relazione tecnica con alcuni cenni alla presenza di cave abbandonate (non di marmo bianco bensì di una varietà ornamentale nota come “breccia di Seravezza”).

    Veniamo all’itinerario.

    Dalla Filanda di Forno si imbocca il sentiero 154. Dopo circa 10-15 minuti di cammino, in corrispondenza di una svolta a 180° verso destra, si lascia il sentiero proseguendo a diritto e intercettando, dopo pochi metri, una bella traccia che sale pure sulla destra, scalinata e segnata con vernice color fuxia. Si tratta in effetti di un vero e proprio sentiero, comodo e piacevole, che conduce in circa 15-20 minuti in una zona panoramica con alcune vecchie case in pietra e ampi terrazzamenti alla base del versante ovest del Castagnolo (foto 3, il luogo sembra ancora frequentato e curato).

    Da notare che il sentiero in questione è chiaramente riportato sulla cartina “4Land” (volendo, è possibile immettersi su tale sentiero anche prima del punto suindicato, con una svolta a U verso sinistra segnalata in fuxia dopo pochi minuti dall’inizio del 154).

    Una volta raggiunte le case, si guadagna al meglio la cresta soprastante salendo qualche decina di metri tra erba e roccette (terreno facile e non molto ripido). Ci si trova così sulla sella di cui sopra. La cresta in questo punto è larga ed elementare, con molti alberi e arbusti disseminati qua e là. Procedendo verso ovest (sinistra) la cresta si impenna (e si restringe) progressivamente, fino a un punto in cui diventa difficile (almeno per me! – passaggi di II grado), a pochi metri dalla vetta del Pizzo dell’Acqua. Fortunatamente è possibile aggirarla sulla sinistra, guadagnando la vetta senza difficoltà. Panorama splendido sulle Apuane da una prospettiva certamente insolita (foto 4).

    A questo punto si può proseguire lungo la cresta senza difficoltà (soltanto qualche disagio per la presenza di arbusti e di rami bassi che ostacolano il cammino), scendendo a una selletta e poi risalendo brevemente sulla vetta del monte Tallino (attenzione allo strapiombo!). Qui abbiamo costruito un ometto: vista eccellente, soltanto parzialmente coperta da alcuni alberi (foto 5). Da notare la presenza di qualche metro di fil di ferro arrugginito (forse un residuo delle cave).

    Dalla vetta si può scendere qualche metro in direzione SO sino ad affacciarsi sullo strapiombo della foto 1 (foto 6: si riconoscono il campo da calcio del paese di Forno, il bivio stradale Vergheto e Biforco e il Canal Secco dove inizia il sentiero 161; foto 7: vista sul paese di Forno).

    Fra andata e ritorno, la gita richiede meno di 3 ore… Non c’è esposizione (a meno di andarsela a cercare) e non ci sono passaggi tecnici (richiesto solo un po’ di orientamento). La consiglio decisamente a tutti gli amanti delle “Apuane segrete”.

    Gabriele

    #51707
    Enzo
    Partecipante

    Complimenti Gabriele per la bella gita,

    prendo buona nota per una futura visita.

    Enzo

    #51708
    Gabriele
    Partecipante

    Grazie Enzo!

    … Diciamo che in qualche modo cerco di sdebitarmi (sia pure solo parzialmente!) per tutta l’enorme quantità di informazioni utili e interessanti che mi hai sempre fornito in passato con grande disponibilità!

    #51761
    Gabriele
    Partecipante

    Domanda per Enzo o chi sa rispondere: sempre rimanendo nei dintorni di Forno, ho notato in un album di P. Mazzoni (Punta Questa 03.06 18) un paio di foto relative alla salita de “Il Zucco” come “breve digressione” dalla lizza degli Alberghi. Quali sono le difficoltà e i tempi di questa salita? Grazie!

    #51762
    Enzo
    Partecipante

    Al solito, sono via… rientro domani sera. Comunque la risposta è facile e breve: lo Zucco si raggiunge facilmente in pochi minuti dalla lizza degli Alberghi, nel punto in cui la lizza, con una curva a destra, si affaccia per la prima volta sulla valle degli Alberghi. Lo Zucco, o il Zucco come dicono i locali, è lì sulla sinistra a due passi. Ciao

    Enzo

    #51763
    Gabriele
    Partecipante

    :good:

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