nuova breve via sul “pilastro degli occhi” del Matanna

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  • #52573
    mda94
    Partecipante

    Dal rifugio Forte dei Marmi a marzo avevo notato un interessante pilastro in alto a sinistra fra le pareti ovest del Matanna, sulle cenge mediane, che mi aveva attratto per l’aspetto aereo e compatto. Ha un’enorme doppia grotta/clessidra a metà altezza e comincia in realtà anche da sotto la cengia, dal sentiero 121, ma la parte bassa aveva l’aria più rotta e meno invitante. Dopo un giro in ricognizione all’attacco, il 31/05 con Filippo abbiamo provato a salirlo, all’incirca lungo lo spigolo, e ne è venuta fuori una piccola avventura impegnativa e divertente, per me la prima volta davvero nell’ignoto. Abbiamo deciso di non portare ne’ trapano ne’ piantaspit e adattarci a quel che avremmo trovato; la nostra idea iniziale guardando dalla base era salire a dritto dopo il primo tiro più appoggiato, ma la roccia compatta e strapiombante era troppo dura per noi per esser salita senza spit. Così ho tentato il passaggio attraverso la grotta clessidra, che si è rivelata l’inaspettata e particolare soluzione logica degli strapiombi centrali.
    È stata una salita breve ma intensa in ogni tiro, abbiamo trovato tratti di bella scalata alternati a tratti delicati apuanici (in particolare su L2), con roccia da rotta a molto buona.

    “Attraverso il buio”
    Marco D’Amato e Filippo Arigoni in 4h e mezzo
    Sviluppo 100m, difficoltà VI+, obbl. VI+
    Esposizione Ovest /Nord Ovest
    Materiale consigliato: una serie di friend dai micro al 2BD, nut, tricam, martello e chiodi, cordini

    Avvicinamento:

    è possibile sia dall’albergo alto Matanna che dal lato di Stazzema, quello da noi seguito è dall’albergo alto Matanna: si prende il sentiero numero 5 per il callare di Matanna, dal callare si svalica continuando in discesa verso il rifugio Forte dei Marmi, si oltrepassa il grande caratteristico arco di roccia a fianco al sentiero e si scende ancora brevemente fino ad un traliccio accanto al sentiero. Si abbandona il sentiero sulla sinistra (faccia a valle) passando su traccia evidente a sx del traliccio. Dopo pochi metri si stacca a sx una traccia di animali meno evidente che traversa a mezza costa il bosco ripido. La si segue oltrepassando un primo colletto con una formazione rocciosa a dx, fino ad un secondo colletto con un’altra formazione rocciosa a dx (un paio di ometti fatti da noi). Adesso si è proprio sotto la verticale del pilastro, che si intravede fra gli alberi, ma per salire alla base conviene costeggiare le roccette basali sulla dx fino ad entrare in un canale detritico che si abbandona appena possibile sulla sx, per guadagnare il costone erboso, ci si porta esattamente alla sua cima dove finisce contro il pilastro, ben riconoscibile dai due grossi buchi neri a metà parete (la grotta che forma l’enorme clessidra). Visibile un chiodo con cordone giallo in alto a sinistra in un diedrino che fiancheggia la placconata basale. 40min circa dall’auto.

    L1: si sale in piedi su una grossa sporgenza della parete e aiutandosi con la pianta soprastante si traversa a sx la placca compatta, portandosi sotto la verticale del chiodo, lo si rinvia e si traversa basso a sinistra per andar a prendere le placche compatte.  Si sale inizialmente a dritto su roccia buona seguendo fessurine e roccia lavorata, e quando la fessurina si interrompe (chiodo sulla dx) si prosegue in leggera diagonale a sinistra su bella roccia con passi di equilibrio, puntando una zona erbosa con alberelli per evitare le rocce rotte soprastanti. Si sale fra lo spigolino a dx e il canalino vegetato a sx, uscendo poi a destra per sostare su terrazzino con due alberelli uniti da cordone rosso.
    35m, V, 2 chiodi, sosta su cordone

    L2: si prosegue dritto sopra la sosta verso l’evidente grotta/clessidra, se ne guadagna l’ingresso per una delicata paretina, e la si attraversa riuscendo dall’altro ingresso. Si supera direttamente la nicchia strapiombante che ci si ritrova sopra (2 chiodi, passo chiave del tiro) si sale ancora su roccia verticale meno difficile per alcuni metri (chiodo), fino a uscire su terreno più appoggiato ed erboso con alberello. Superato l’alberello ci si sposta a sinistra su un piccolo aereo pulpito sul filo dello spigolo dove si sosta (presente un chiodo da integrare, ottima fessura in alto a sx). Vari tratti di roccia da valutare.
    30m, VI+ un passo, 3chiodi, sosta su 1chiodo da integrare

    L3: ci si alza a dritto su placca sopra la sosta per andar a prendere l’evidente fessura obliqua, la si segue verso dx con bella scalata fino ad entrare con dulfer atletica in un diedrino, e lo si sale per poi uscirne a sx su terrazzino. Si supera ora l’ultimo strapiombino (chiodo, aggiunto durante la prima ripetizione) uscendo poi su terreno via via più appoggiato fino a trovare dei comodi alberini su cui sostare.
    25m, VI+ continuo, 1 chiodo, sosta su alberi

    Discesa:

    si continua a salire la crestina erbosa appoggiata per una trentina di mt fino a trovarsi la via sbarrata da un grosso panettone di roccia compatta, qui si traversa a sx su evidente traccia di animali (esposto) fino a prendere un canalino ghiaioso verso destra che aggira il suddetto panettone e riporta a monte dello stesso. Si prosegue sul costone erboso, e quando diventa ripido con roccette si traversa ascendenti a sinistra sotto una paretina, fino a raggiungere un caratteristico arco di roccia (prossimo a franare). Da qui si sale direttamente fra facili roccette ed erba fino ad uscire su un pratone inclinato con alberi. Si traversa in orizzontale a sinistra fino alla cresta nord est del Matanna percorsa dal sentiero segnato a bolli blu. Lo si segue in discesa tenendo la sinistra al bivio fino al callare del Matanna, e da qui per il sentiero dell’andata all’auto. 40min circa

    Tutti i tiri sono stati saliti in libera in apertura.
    Abbiamo trovato sempre qualcosa di solido per mani e piedi, e abbiamo ripulito da varie rocce instabili, ma nei tratti delicati serve una valutazione molto attenta.  Le difficoltà danno un’idea parziale dell’impegno dei tiri, spesso non facili da proteggere. Martello e chiodi sono utili.

    #52580
    mda94
    Partecipante

    alcune foto:
    -primo tiro
    -inizio secondo tiro
    -inizio terzo tiro
    -tracciato della via
    -tracciato e percorso di avvicinamento e rientro
    -vista dalla seconda sosta

    #52581
    alberto
    Partecipante

    bravo Marco complimenti.

    Molto interessante, il pilastro, molto evidente,    l’ho guardato diverse volte  dal rifugio con l’idea di farci qualcosa.

    Mi fa piacere che l’abbiate fatto.

    #52582
    Lorenzo
    Partecipante

    Complimenti!!!! Tra l’altro sabato mattina ci siamo beccati mentre salivamo ai torrioni.

    • Questa risposta è stata modificata 2 mesi, 1 settimana fa da Lorenzo.
    #52584
    alberto
    Partecipante

    Abbiamo deciso di non portare ne’ trapano ne’ piantaspit e adattarci a quel che avremmo trovato;

    Ottima decisione.

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