marco

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  • #51224
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    Partecipante

    Allora ti confermo che abbiamo fatto la Benincasi! Le difficoltà sono omogenee sempre sopra il III ed entro il V. Un po’ meno duri dei due tiri finali

    #51221
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    Partecipante

    Un paio di foto dal web con indicato il costolone che abbiamo salito

    http://www.alpiapuane.com/wp-content/uploads/hm_bbpui/51221/irr088435z46r1paz71itx94e05p3i5c.jpg

    #51220
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    Partecipante

    No Alè, non sono sicuro di nulla… purtroppo in questo topic sono sparite le foto di Alberto. In ogni caso abbiamo seguito il pilastro con logica impeccabile. Effettivamente non ci è sembrato di percorrere alcuna costola, né di raccordarci al pilastro principale, né abbiamo trovato tratti in piano o veri e propri colletti, né segni di frana, né molti alberi… La relazione di Alberto ci è tornata molto poco, a parte gli ultimi due tiri.

    L’unico punto di riferimento certo è la corda dell’incidente, a cavallo tra i nostri terzo è quarto tiro, e alcuni vecchi rinvii sul diedro del sesto

    #51214
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    Partecipante

     

    Primo tiro:

    L1

    L1

    L1

    Secondo tiro:

    L2 da S1

    L2

    S2

    S2 e la partenza del terzo tiro

    Lungo il quarto tiro

    L4

    Sesto tiro

    L6

    In vista della sesta sosta

    Ambientone! Sulla destra la costante compagnia del pilastro centrale

    La placca del settimo tiro. La caduta all’estrema destra della foto.

     

    #51211
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    Partecipante

    Relazione della ripetizione (quasi) del 16/3/2019

    Avvicinamento:
    Dalle Gobbie al passo degli Uncini per il sentiero 33. Scendere dal passo sul lato marittimo (indicazione “cava colonnoni” su un sasso e segni rossi) per sentiero poco marcato che, dopo un tratto in discesa, traversa ai piedi della parete fino a incontrare il sentiero 32. Proseguire su questo, esposto e a tratti attrezzato. Il secondo tratto di cavo è quello che interseca il pilastro sinistro dove sale la via Nerli. 1 ora e 30 dall’auto. Attacco a destra della costola.

    Relazione:
    I) Salire a destra della costola lungo una bella ma delicata spaccatura/diedro, proseguire lungo la coricata costola che alterna erba e ravanage ad alcuni passaggi in arrampicata sulle uova. Sosta su albero 55 mt.
    II) Seguire il facile rimanendo sempre vicino al filo. Superare alcuni alberelli, placconate molto marce e solito terreno apuano fino a un terrazzino alla base di un diedro. Sosta su friend 60 m. Il tiro più marcio di tutti, un chiodo di passaggio.
    III) Superare il diedro a gradoni, poi avanti su solito terreno infido e disturbato dell’erba. Sosta su friend 55 m.
    IV) Salire mantenendosi poco a destra dello spigolo. Alcuni passaggi più duri lungo una fessura con roccia malferma. Sosta già in loco con chiodo e spit 55 m.
    V) Rimontare il risalto sovrastante, poi per solito terreno fino alla sosta con tre chiodi, in un terrazzino sotto ad una caratteristica placca; 30 m.
    VI) Traversare subito verso destra per più duro ma bel passaggio aggirando lo spigolo per entrare nel diedro retrostante (probabilmente si può raggiungere il diedro anche più sotto, traversando poco più in basso della sosta, chiodi, disturbato dell’erba). Uscirne subito (chiodo) a destra per la prima di due fessure oblique, aggirare delicatamente lo spigolo su roccia dubbia e proseguire dapprima per placca poi su terreno più erboso, roccia marcia poi detriti, fino al terrazzino dove si sosta comodamente a friend, 40 m.
    VII) Salire il diedro sopra la sosta uscendo su comodo terrazzo. Salire la parete di destra, traversando delicatamente, per la roccia infida e le difficoltà più sostenute su placca compatta e passaggi obbligati, verso destra. Sulla placca messo micro friend e due chiodi, poi la caduta appena prima dello spigolo. Forse sono salito troppo in alto invece di “Traversare a destra in leggera discesa” come da relazione di Alberto. In questo tratto abbiamo lasciato tre chiodi, uno sul terrazzino (possibile sosta) e due sulla placca.

    Via non è proprio consigliabile ma mi è comunque piaciuta. Arrampicata varia, quasi sempre sulle uova ma sotto controllo. Sempre sullo spigolo del grande pilastro e di grande logicità. Difficile sbagliare itinerario. Non ho messo difficoltà, che comunque corrispondono a quelle relazionare da Alberto, perché a mio avviso poco indicative su questo terreno dove la maggior parte di appigli e appoggi sono da scartare…

    • Questa risposta è stata modificata 5 anni, 3 mesi fa da .
    • Questa risposta è stata modificata 5 anni, 3 mesi fa da .
    #51210
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    Partecipante

    Sabato scorso abbiamo ripetuto la via Nerli… o quasi…
    Sul passaggio chiave dell’ultimo tiro, per fortuna esposto e ben protetto, una banale caduta di pochi metri mi ha procurato la distorsione a una caviglia. Siamo perciò stati costretti a chiamare i soccorsi, giunti in breve tempo con l’elicottero Pegaso.
    Ringrazio tutta la squadra di soccorso, che ha operato in maniera impeccabile, anche oltre il dovuto.

    Alcune considerazioni sulla salita, che non sembra molto battuta…
    La roccia, come noto, è quasi sempre brutta e costringe ad un’arrampicata sulle uova, nulla di molto peggio di altre vie apuane. Via molto logica e intuitiva, sempre sul filo dello spigolo per diedri e costoni erbosi. Ci sono alcune soste su coppie di chiodi, non sempre utilizzate quando incontrate a metà corda, per il resto un solo chiodo di passaggio. Usati friend medi e piccoli, dadi e chiodi. Solo per amanti del genere, ma a me è piaciuta, peccato non averla finita.
    Lungo la via abbiamo incontrato e rimosso una corda e qualche rinvio rimasti da un incidente del 2010 di cui si trova traccia sul forum. Poco dopo purtroppo è toccato a noi abbandonare del materiale: le due mezze corde sono rimaste nei pressi della sosta alla base dell’ultimo tiro.

    #26866
    morefire
    Partecipante

    Stamattina tentativo alla est del pisanino. Auto lasciata al primo tornante per strada sporca. Neve faticosissima, nel canale fresca spesso fino al ginocchio e a volte crostosa, sotto neve dura. Al primo saltino un velo di ghiaccio durissimo e spaccoso. Sopra sembrava abbastanza secco sui risalti. Nel frattempo al sole e senza vento un caldo porco, neve che inizia a mollare e qualcosina che viene giù dall’alto. Dov’è finito Burian!? Dietrofront, peccato.

    #26659
    morefire
    Partecipante

    Eccola!

    Attachments:
    #26560
    morefire
    Partecipante

    [quote=”Erreeffe” post=27856]Bada te chi erano gli altri bischeri in giro con quel tempo…. :laugh: [/quote]
    Eravate voi allora quelli scesi per ultimi? Al tramonto c’era ancora un fuoristrada al parcheggio..

    #25825
    morefire
    Partecipante

    Ciao Alessandro, capisco bene a che tipo si situazioni ti riferisci…
    La soluzione da te pensata, a mio avviso, è facilmente criticabile. Ovviamente anche lassicurazione a spalla non è il massimo, e va effettuata con molta attenzione (sfruttando un posto comodo e attriti vari come dicevi tu) stando sempre pronti a trattenere una caduta. Tuttavia una piastrina in posizione di recupero attaccata direttamente all’imbrago, oltre che difficilmente manovrabile, è un elemento bloccante che annulla ogni dissipazione, fattore fondamentale e presente quando si assicura a spalla, che potrebbe causare uno strappo eccessivo in caso di volo del secondo.
    A mio avviso la dotazione migliore in assenza di roccia fessurata o ghiaccio buono è costituita da un corpo morto e due protezioni da terra: il primo nel caso di qualsiasi tipo di neve abbondante, altrimenti si libera un po di terreno e si mettono snarg o facoceri. Assicurazione a spalla solo se non si può fare altrimenti, ma meglio se dietro una roccia o cresta, in posizione abbassata oltre la cresta, o facendo passare la corda dietro uno spuntone per creare un buon attrito.

    #25782
    morefire
    Partecipante

    Il racconto, foto e testo, della prima ripetizione della via “Ghiaccio a ogni costo”:
    http://www.alpinistidellambrusco.org/2017/03/il-grande-giorno-delle-linee-magiche.html

    #25744
    morefire
    Partecipante

    Si sono io. Comunque, riguardando le foto, vedo che siete belli infangati!! Nome azzeccato. Dal racconto traspaiono sensazioni forti…

    #25739
    morefire
    Partecipante

    Bravissimi ragazzi, che viaggio!!! Con quelle condizioni poi….
    La sosta alla base è opera nostra, è da tempo che tenevamo d’occhio quella linea. Senza dubbio la piu estetica della bastionata. Da lontano sembra dura, da vicino anche. Inoltre si intuiva fin troppo bene che genere di roccia ci fosse. È anche per questo che aspettavamo condizioni veramente buone per un tentativo serio su di lì… complimenti per la realizzazione, siete davvero forti! Spero che torni presto del buon ghiaccio per andare a vedere anche noi!
    Marco

    #25654
    morefire
    Partecipante

    http://www.alpinistidellambrusco.org/2017/02/scanalando-ultima-chiamata.html

    Rinnovo l’invito a Scanalando. Al link gli ultimi aggiornamenti dal Lago Santo. Ciaooo

    #25537
    morefire
    Partecipante

    Con l’arrivo della neve, torniamo a parlare di Appenninismo!

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